Saldamente ancorati alla difesa delle rendite di posizione delle piccole elites sfruttatrici che li hanno messi al potere Emmanuel Macron e Angela Merkel hanno sonoramente bocciato le proposte di Trump per una "riapertura" alla Russia in ambito di G7.
Ai due alfieri dell'Asse franco-tedesco si sono accodate la megera Theresa May, coerente con la posizione di ottusa russofobia che caratterizza la cultura inglese e gli altri rappresentanti della corte dei 'nani d'Europa', sempre più piccoli e insignificanti di fronte all'inarrestabile processo di emersione dello Spazio Eurasiatico.
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sabato 9 giugno 2018
I 'nani europei' bocciano le proposte di Trump sulla Russia al G7, si preparano nuove "bordate" Usa all'Asse franco-tedesco!
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martedì 20 dicembre 2016
Avete spento la Tour Eiffel? Avete sfilato con le bandiere dei ratti? ECCOVI IL RISULTATO!!!
Non é intenzione di questo blog volersi mettere a fare la precisa cronaca di quanto accaduto ieri sera nella capitale tedesca nei pressi del mercatino natalizio di Breitscheidplatz, dove un camion con targhe polacche guidato da due persone è piombato sulla folla facendo nove morti e cinquanta feriti.
Vogliamo solo ricordare alla schifosa cancelliera Merkel che chi va a letto coi terroristi sperando che rimuovano regimi "scomodi" in Medio Oriente poi non deve lamentarsi se queste bestie fanno il loro porco comodo anche "auf Deutschem Boden".
Vogliamo solo ricordare alla schifosa cancelliera Merkel che chi va a letto coi terroristi sperando che rimuovano regimi "scomodi" in Medio Oriente poi non deve lamentarsi se queste bestie fanno il loro porco comodo anche "auf Deutschem Boden".
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martedì 9 febbraio 2016
I terroristi di Idlib minacciano chi rifornisce Fouaa a Kafraya: Frau Merkel che ne dice? "Inorridisce" o no??
Frau Merkel, andata in Turchia a stringere senza ribrezzo le mani di Erdogan e Davutoglu, due dei più grandi fomentatori, facilitatori e finanziatori del terrorismo takfiro in terra siriana, ha affermato senza tradire vergogna alcuna di sentirsi “inorridire” di fronte a “alle sofferenze umane di migliaia di persone per i bombardamenti aerei e anche per gli attacchi che provengono dalla parte russa”.
Gongolando per le affermazioni dell’ospite, il suo anfitrione Davutoglu ha aggiunto che “Aleppo è di fatto sotto assedio”, anche lui esprimendo caldi sentimenti di solidarietà per gli scannatori islamisti di varie sigle (da Al Nusra -Al-Qaeda in Siria-, ad Ahrar Sham, da Nour al-Din al-Zinki a Jaysh Mujahedeen e oltre) che, dopo aver loro assediato i quartieri storici di Aleppo per tre anni, infliggendo anche danni al patrimonio storico e archeologico di una delle città più antiche del mondo, rischiano ora di dover pagare per i loro crimini.
Ma se si vuol ragionare di “Assedi in Siria” si potrebbe anche menzionare quello durato oltre tre anni delle due cittadine sciite di Zahraa e Nubbul, proprio a Nord-Ovest di Aleppo, interrotto pochi giorni fa dalle forze combinate dell’Esercito Siriano, dei combattenti libanesi di Hezbollah e dalle milizie volontarie sciite irakene inquadrate e guidate dagli ufficiali dell’IRGC iraniana.
Non si è trattato di nulla di piccolo o breve: l’arrivo dei soccorsi governativi e alleati ha liberato dalla paura di un incombente sterminio circa 135.000 civili che hanno retto a continui assalti dei tagliagole takfiri per più di quanto abbiano resistito alle cannonate naziste i difensori di Leningrado, città-eroe della Grande Guerra Patriottica.
Gongolando per le affermazioni dell’ospite, il suo anfitrione Davutoglu ha aggiunto che “Aleppo è di fatto sotto assedio”, anche lui esprimendo caldi sentimenti di solidarietà per gli scannatori islamisti di varie sigle (da Al Nusra -Al-Qaeda in Siria-, ad Ahrar Sham, da Nour al-Din al-Zinki a Jaysh Mujahedeen e oltre) che, dopo aver loro assediato i quartieri storici di Aleppo per tre anni, infliggendo anche danni al patrimonio storico e archeologico di una delle città più antiche del mondo, rischiano ora di dover pagare per i loro crimini.
Ma se si vuol ragionare di “Assedi in Siria” si potrebbe anche menzionare quello durato oltre tre anni delle due cittadine sciite di Zahraa e Nubbul, proprio a Nord-Ovest di Aleppo, interrotto pochi giorni fa dalle forze combinate dell’Esercito Siriano, dei combattenti libanesi di Hezbollah e dalle milizie volontarie sciite irakene inquadrate e guidate dagli ufficiali dell’IRGC iraniana.
Non si è trattato di nulla di piccolo o breve: l’arrivo dei soccorsi governativi e alleati ha liberato dalla paura di un incombente sterminio circa 135.000 civili che hanno retto a continui assalti dei tagliagole takfiri per più di quanto abbiano resistito alle cannonate naziste i difensori di Leningrado, città-eroe della Grande Guerra Patriottica.
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lunedì 20 aprile 2015
La culona Merkel continua a vendere armi ai tiranni di Riyadh! Vergogna per Berlino!
Il rubicondo imbecille che vedete fotografato a fianco del tiranno demente di Riyadh si chiama horst seehofer (le maiuscole non sono necessarie per tale paramecio), inviato speciale dalla Culona Merkel in Arabia Saudita per supervisionare l'ulteriore fornitura di armi tedesche alla più retriva tirannia esistente sulla faccia della Terra. La Germania che pretende di imporre la sua dittatura di austerità all'Europa contemporaneamente blaterando tiepide idiozie di 'diritti' di 'genderismo' di 'gay pride' non ha remore morali a vendere carri armati e altri ordigni a un despotato che ha invaso il Barhein per reprimerne le manifestazioni popolari e ora sta facendo strage della popolazione civile dello Yemen.
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martedì 1 gennaio 2013
Qatif piange il martire Ali al-Marar mentre la 'culona' Merkel pensa a rafforzare l'arsenale repressivo di Casa Saoud!
Si é tenuta nella provincia orientale sciita la cerimonia funebre per il giovanissimo e coraggioso martire Ali al-Marar, morto a 18 anni mentre dimostrava contro la brutalità e la violenza del regime di Riyadh; ancora una volta la marcia funeraria si é trasformata in una manifestazione di sdegno popolare durante la quale gli abitanti dell'Est saudita hanno promesso al giovane immolatosi di non permettere che il suo sacrificio passi invano.
Ma mentre il popolo in lotta rinnova la sua dedizione alla causa del cambiamento e della democratizzazione dell'ultima monarchia assoluta rimasta in piedi nel globo (perché alleata di Washington e di Tel Aviv) nell'Europa decadente e corrotta la più leggiadra che intelligente cancelliera Angela Merkel progetta di rafforzare l'arsenale repressivo di Riyadh vendendo al despota saudita e ai suoi generali ben 30 veicoli blindati 'Dingo 2', ottimizzati per affrontare e disperdere le folle.
Già in passato avevamo denunciato la "fregola" merkeliana di vendere ai tiranni wahabiti del petrolio avanzati 'panzer'; questo contratto, se finalizzato potrebbe essere ancora più devastante, vista la natura prettamente poliziesca e repressiva dei veicoli in questione.
Ma mentre il popolo in lotta rinnova la sua dedizione alla causa del cambiamento e della democratizzazione dell'ultima monarchia assoluta rimasta in piedi nel globo (perché alleata di Washington e di Tel Aviv) nell'Europa decadente e corrotta la più leggiadra che intelligente cancelliera Angela Merkel progetta di rafforzare l'arsenale repressivo di Riyadh vendendo al despota saudita e ai suoi generali ben 30 veicoli blindati 'Dingo 2', ottimizzati per affrontare e disperdere le folle.
Già in passato avevamo denunciato la "fregola" merkeliana di vendere ai tiranni wahabiti del petrolio avanzati 'panzer'; questo contratto, se finalizzato potrebbe essere ancora più devastante, vista la natura prettamente poliziesca e repressiva dei veicoli in questione.
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lunedì 1 ottobre 2012
L'SPD tedesca dà l'altolà ai progetti della "culona"; "Mai e poi mai carri armati tedeschi ai tiranni sunniti!"
Riguardo agli sconci progetti della più snella che intelligente Primo Ministro tedesco Angela Merkel di rimpinguare gli arsenali delle corrotte monarchie petrolifere sunnite con ingenti quantitativi di "panzer" Leopard 2 abbiamo già scritto in passato, riportando anche coraggiose e lodevoli prese di posizione contro tali progetti di esponenti dell'opposizione interna tedesca.
Adesso abbiamo anche il piacere di riportare come non solo singoli rappresentanti politici tedeschi, ma la base del più grande raggruppamento politico del paese (Il Partito Socialdemocratico) si siano mobilitati per ribadire il loro "no" all'idea di diventare, in quanto tedeschi, corresponsabili delle vittime delle violente repressioni inflitte dai vari despoti Al-Saoud, Al-Thani e Al-Khalifa contro i loro stessi cittadini o quelli dei paesi vicini scossi da aneliti democratici e riformatori.
Aspettando con fiducia, come abbiamo aspettato di vedere quelli di Mubarak, Ben Ali e Abdullah Saleh, di veder passare lungo il fiume i cadaveri politici (o anche quelli effettivi) dei monarchi assoluti del Golfo, inviamo a tutti i partecipanti tedeschi alle manifestazioni anti-Merkel passate e prossime il plauso e il riconoscimento ufficiali di tutta la redazione di "Palaestina Felix"!
Adesso abbiamo anche il piacere di riportare come non solo singoli rappresentanti politici tedeschi, ma la base del più grande raggruppamento politico del paese (Il Partito Socialdemocratico) si siano mobilitati per ribadire il loro "no" all'idea di diventare, in quanto tedeschi, corresponsabili delle vittime delle violente repressioni inflitte dai vari despoti Al-Saoud, Al-Thani e Al-Khalifa contro i loro stessi cittadini o quelli dei paesi vicini scossi da aneliti democratici e riformatori.
Aspettando con fiducia, come abbiamo aspettato di vedere quelli di Mubarak, Ben Ali e Abdullah Saleh, di veder passare lungo il fiume i cadaveri politici (o anche quelli effettivi) dei monarchi assoluti del Golfo, inviamo a tutti i partecipanti tedeschi alle manifestazioni anti-Merkel passate e prossime il plauso e il riconoscimento ufficiali di tutta la redazione di "Palaestina Felix"!
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martedì 14 agosto 2012
Mentre Frau Merkel fa affari col corrotto Re Saoud la Svezia prende le distanze da Riyadh definendola: "Una dittatura!"
Delle tresche e delle vendite di armi tra la grassa salsicciaia Frau Merkel e i più brutali e impresentabili regimi sunniti del Golfo Persico abbiamo già parlato in passato, peccato che nella 'democratica' Europa lo sdegno delle popolazioni e la tormentosa memoria delle guerre e delle persecuzioni del passato non siano sufficienti a impedire questo genere di turpi commerci, che la volontà delle genti non sia in grado di prevalere sui desideri cupidi e immorali di poche dozzine di politicanti e affaristi corrotti.
Un esempio incoraggiante di rettitudine e civiltà viene però dalla Svezia, oltre il braccio di mare dell' Ostsee (come lo chiamano i Tedeschi) dalle labbra di Karin Enstrom, locale responsabile del Dicastero della Difesa. In una intervista all'agenzia stampa ufficiale di Stoccolma, la TT, la Enstrom ha dichiarato che: "Sebbene il Governo svedese non sia solito distribuire patenti di 'accettabilità politica' agli Stati esteri, nel caso dell'Arabia Saudita, di fronte all'alternativa di considerarla una Democrazia o una Dittatura, non ci é possibile ritenerla altro che appartenente alla seconda categoria".
Il giudizio della Enstrom, che ha definito il Regno dei Saoud come: "Una monarchia assoluta dove quotidianamente si commettono serie e offensive violazioni dei Diritti Umani" é ancor più significativo quando si consideri che ella milita nel Partito Moderato, formazione conservatrice che 'a intuito' si riterrebbe terreno meno fertile per tali obiezioni di carattere umanitario normalmente considerate patrimonio ideale di esponenti progressisti.
Un esempio incoraggiante di rettitudine e civiltà viene però dalla Svezia, oltre il braccio di mare dell' Ostsee (come lo chiamano i Tedeschi) dalle labbra di Karin Enstrom, locale responsabile del Dicastero della Difesa. In una intervista all'agenzia stampa ufficiale di Stoccolma, la TT, la Enstrom ha dichiarato che: "Sebbene il Governo svedese non sia solito distribuire patenti di 'accettabilità politica' agli Stati esteri, nel caso dell'Arabia Saudita, di fronte all'alternativa di considerarla una Democrazia o una Dittatura, non ci é possibile ritenerla altro che appartenente alla seconda categoria".
Il giudizio della Enstrom, che ha definito il Regno dei Saoud come: "Una monarchia assoluta dove quotidianamente si commettono serie e offensive violazioni dei Diritti Umani" é ancor più significativo quando si consideri che ella milita nel Partito Moderato, formazione conservatrice che 'a intuito' si riterrebbe terreno meno fertile per tali obiezioni di carattere umanitario normalmente considerate patrimonio ideale di esponenti progressisti.
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mercoledì 20 giugno 2012
La "Culona" ancora all'opera: dopo aver regalato sommergibili atomici ai Sionisti vuol vendere 'panzer' ai tiranni sauditi!
Angela Merkel continua a dimostrarsi il leader politico europeo più pericoloso e irresponsabile del momento e, dopo avere stupidamente messo in mano allo Stato-canaglia ebraico sottomarini in grado di venire armati con missili atomici (in modo da moltiplicare dozzine di volte la pericolosità dell'arsenale nucleare illegale di Tel Aviv) la "culona inchiavabile" (come genialmente la definì l'Ex-primo ministro italiano Silvio Berlusconi) continua a trescare coi senili e corrotti emiri sauditi per mettere in mano loro "panzer" tedeschi di ultima generazione.
Non soltanto Dama Merkel vorrebbe dare all'ultima monarchia assoluta rimasta sulla terra accesso alla tecnologia bellica tedesca, nonostante questo paese sia impegnato in repressioni antidemocratiche interne ed esterne e contribuisca attivamente a sostenere il terrorismo dei mercenari di Al-Qaeda in Siria, ma, incurante delle proteste di leader politici, civili e religiosi che tale progetto va suscitando da mesi, starebbe preparando un contratto "monstre" non da 200 "Leopard 2A7", ma da 600 o addirittura 800 carri armati!

La notizia sarebbe stata confermata dal "Bild am Sonntag", tabloid espressione della più retriva e ignorante stampa tedesca conservatrice, da sempre schieratissimo a favore della 'culona'. Con la situazione politica in Arabia Saudita sempre più instabile e vicina ad esplodere (per le continue proteste della minoranza sciita, la disintegrazione dell'ultimo gruppo di eredi diretti rimasti al trono di Riyadh e il crescere di movimenti di protesta antimonarchici anche nell'Ovest del paese) la possibilità che i 'panzer' tedeschi molto presto possano rendersi protagonisti di stragi e carneficine di civili é molto probabile, ma credete che importi qualcosa di ciò a Madama Merkel?
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sabato 14 aprile 2012
Tariq Ali difende Guenter Grass: "Disgustosi e vomitevoli gli attacchi sionisti contro di lui!"
Lo scrittore tedesto Guenter Grass, Premio Nobel per la letteratura, aveva già previsto la risposta dell'establishment politico venduto a Israele prima ancora che il suo poema in prosa venisse stampato e diffuso sulle pagine del Sueddeutsche Zeitung. Non vi é alcuna motivazione per essere sorpresi, ma vi é ogni ragione, invece, per essere profondamente disgustati. All'interno della Germania l'elite politica e una consistente parte della popolazione sono state ipnotizzate nella convinzione, martellata nella coscienza comune da decenni di propaganda angloamericana e sionista (vedi Goldhagen e i suoi accoliti) che "tutti" i Tedeschi "in eterno" siano da considerarsi 'colpevoli' o quantomeno 'complici' della persecuzione nazista degli Ebrei e quindi siano perciò costretti a sostenere Israele sempre e comunque.
Alla base di tale assunto vi é l'argomento sionista e filosionista che la persecuzione nazista degli Ebrei sia qualcosa di "unico e irredimibile" anziché costituire soltanto uno dei mille esempi di persecuzione etnica o religiosa che si possono trovare negli annali della Storia. L'unica 'unicità' se proprio la si vuole trovare é nell'uso di quelli che all'epoca erano i metodi più moderni per implementarla (trasporti ferrovirari continentali, campi di concentramento, camere a gas) per darle una dimensione, se si vuole, 'industriale', ma la Storia é piena di massacri peggiori, più sanguinosi, più profondi, più prolungati nel tempo.
I Belgi in Congo sterminarono 10 milioni di persone (stima di Adam Hochschild), i coloni americani causarono la morte di qualcosa come 20-30 milioni di Pellerossa nel corso di quasi 400 anni di persecuzione e guerra, con l'uso anche di alcol e malattie diffuse ad arte tra di loro, gli Armeni in Turchia in mancanza di lager, treni e gas venefici vennero sottoposti a 'marce della morte' e possiamo andare avanti citando di nuovo l'America con l'uso delle atomiche sulla popolazione giapponese e dell'Agente Arancio in Vietnam. Comparare i genocidi, é un esercizio che non porta da nessuna parte eppure bisogna sempre ricordare quanto Raul Hilberg, Ebreo e storico dell'Olocausto, fosse furioso, indignato, per gli usi politici strumentali cui vedeva piegata la memoria della Shoah, dallo Stato d'Israele e dai suoi sostenitori internazionali, Ebrei e non.
Non passa giorno senza che il Governo di Estrema Destra che vede alla guida dell'entità ebraica in Palestina personaggi inqualificabili come Avigdor Lieberman non usi contro i Palestinesi toni e temi che sembrano tratti direttamente dalla peggiore propaganda nazista, e non lo si dovrebbe far notare? Bisognerebbe lasciar correre? E perché? Che il Governo israeliano abbia spinto per anni la Casa Bianca a invadere l'Irak fino a riuscire nel suo intento nel 2003 é cosa nota e, appena le truppe Usa arrivarono a Bagdad un telegramma arrivò allo Studio Ovale di Bush, proveniente dall'ambasciata israeliana; il testo: "E adesso Damasco e Teheran!", non bisognerebbe ricordarlo? E non bisogna denunciare le continue costanti morti tra la popolazione civile di Gaza?
Guenter Grass, ammettiamolo, é stato fin morbido e cauto nelle sue critiche; le ha concentrate e limitate all'atteggiamento minaccioso di Israele vero l'Iran ma avrebbe potuto, forse dovuto, dire molto di più. Il fatto che ci voglia coraggio politico per affrontare i temi che lui ha toccato in Germania, ma anche in Francia, in Inghilterra, in Italia é una triste riflessione sull'attuale cultura politica europea. Gli attacchi a Grass per la sua militanza (a 17 anni!) nelle Waffen-SS sono di una meschinità vomitevole, chi ha attaccato Gianfranco Fini, segretario di un partito direttamente disceso da radici fasciste e neofasciste, dove i membri ancora negli anni 2000 si salutavano a braccio teso quando si é recato in Israele a cantare le lodi del Muro della Vergogna? Il passato viene cancellato se uno diventa filosionista? Quanti ex-nazisti tedeschi hanno fornito aiuto militare a Israele negli anni '50 e '60, vendendo a Tel Aviv carri armati americani dismessi dalla Bundeswehr? Anche loro erano stati 'mondati' delle loro responsabilità nell'Olocausto?
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| Gianfranco Fini: from arm-raising fascist to kippah-wearing slave of Israel... |
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giovedì 5 aprile 2012
La poesia di Guenter Grass contro l'ipocrisia occidentale e la minaccia atomica israeliana alla Pace!
Ciò che dev'esser detto
Perché sono silenzioso,
silenzioso per troppo tempo,
quando é chiaro e quando l'abbiamo reso tale,
in giochi di guerra, in cui, sopravvissuti,
siamo solo note a fondo pagina.
Che é chiamato diritto la formale preventiva aggressione
che potrebbe cancellare il popolo iraniano
perché nella sua area di conoscenze é contemplata
la costruzione di una bomba atomica
E poi perché evito io stesso
di nominare l'altro paese col suo nome
dove da decenni anche se segretamente
c'é una crescente potenza nucleare,
senza controllo, irraggiungibileda ogni ispezione?
Io credo che il silenzio di tutti su questo stato d'affari,
a cui il mio silenzo stesso si sottomette,
come una menzogna oppressiva e un'inibizione che presenta punizione
noi non facciamo caso,
perché sappiamo che l'accusa offensiva: 'antisemitismo!' é pronta
Ora perché la mia nazione
di tanto in tanto toccata da crimini unici ed esclusivi
si obbliga a giustificare sé stessa,
per puri motivi commerciali anche se travestiti
da veloci lingue come "riparazioni"
vuole consegnare a Israele un altro sottomarino
che possa montare mortali testate
portarle laddove l'esistenza di anche una sola
non é provata o certa,
Io dico quel che deve essere detto.
Perché son stato zitto finora?
Forse pensavo alle mie stesse origini,
appesantite da una macchia persistente
forse volevo evitare questo fatto
come una verità dichiarata dallo Stato di Israele
a cui volevo venire collegato.
Perché parlo solo ora,
vecchio e col mio ultimo inchiostro:
della potenza nucleare di Israele
che minaccia la pace mondiale?
Perché deve essere detto
perché domani potrebbe essere troppo tardi,
perché come Tedeschi, con tutti i falli
e le colpe che abbiamo,
potremmo diventare complici di un altro fallo
e di un altra colpa e nessuna scusa
ci proteggerebbe dall'onta.
E ammetto, non starò zitto
perché ne ho abbastanza dell'ipocrisia dell'Ovest
perché voglio che molti vogliano
liberarsi e sbarazzarsi del silenzio,
esortare la causa di un riconoscibile
rischio all'abdicazione,
chiedere che un libero e permanente controllo
della potenza nucleare israeliana
e anche delle centrali nucleari iraniane
sia stabilito dai due paesi
con la supervisione internazionale.
Solo in questo modo israeliani, Palestinesi, Iraniani e tutti gli altri
i popoli che vivono in ostilità e paura in quelle terre occupate dalla follia
avranno una via d'uscita,
e noi con loro.
GUENTER GRASS
Perché sono silenzioso,
silenzioso per troppo tempo,
quando é chiaro e quando l'abbiamo reso tale,
in giochi di guerra, in cui, sopravvissuti,
siamo solo note a fondo pagina.
Che é chiamato diritto la formale preventiva aggressione
che potrebbe cancellare il popolo iraniano
perché nella sua area di conoscenze é contemplata
la costruzione di una bomba atomica
E poi perché evito io stesso
di nominare l'altro paese col suo nome
dove da decenni anche se segretamente
c'é una crescente potenza nucleare,
senza controllo, irraggiungibileda ogni ispezione?
Io credo che il silenzio di tutti su questo stato d'affari,
a cui il mio silenzo stesso si sottomette,
come una menzogna oppressiva e un'inibizione che presenta punizione
noi non facciamo caso,
perché sappiamo che l'accusa offensiva: 'antisemitismo!' é pronta
Ora perché la mia nazione
di tanto in tanto toccata da crimini unici ed esclusivi
si obbliga a giustificare sé stessa,
per puri motivi commerciali anche se travestiti
da veloci lingue come "riparazioni"
vuole consegnare a Israele un altro sottomarino
che possa montare mortali testate
portarle laddove l'esistenza di anche una sola
non é provata o certa,
Io dico quel che deve essere detto.
Perché son stato zitto finora?
Forse pensavo alle mie stesse origini,
appesantite da una macchia persistente
forse volevo evitare questo fatto
come una verità dichiarata dallo Stato di Israele
a cui volevo venire collegato.
Perché parlo solo ora,
vecchio e col mio ultimo inchiostro:
della potenza nucleare di Israele
che minaccia la pace mondiale?
Perché deve essere detto
perché domani potrebbe essere troppo tardi,
perché come Tedeschi, con tutti i falli
e le colpe che abbiamo,
potremmo diventare complici di un altro fallo
e di un altra colpa e nessuna scusa
ci proteggerebbe dall'onta.
E ammetto, non starò zitto
perché ne ho abbastanza dell'ipocrisia dell'Ovest
perché voglio che molti vogliano
liberarsi e sbarazzarsi del silenzio,
esortare la causa di un riconoscibile
rischio all'abdicazione,
chiedere che un libero e permanente controllo
della potenza nucleare israeliana
e anche delle centrali nucleari iraniane
sia stabilito dai due paesi
con la supervisione internazionale.
Solo in questo modo israeliani, Palestinesi, Iraniani e tutti gli altri
i popoli che vivono in ostilità e paura in quelle terre occupate dalla follia
avranno una via d'uscita,
e noi con loro.
GUENTER GRASS
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giovedì 23 febbraio 2012
La Merkel consegna agli Stranamore sionisti un altro sommergibile capace di portare bombe atomiche: ma ci é o ci fa?
Che Angela Merkel non sia esattamente popolare in Europa lo si evince dagli appellativi che la cancelliera tedesca si é guadagnata ai quattro angoli del continente; siccome non ci piace abbandonarci al turpiloquio e i nomignoli che le si danno, specialmente dalle parti di Atene, scadono molto rapidamente in quella che in lingua d'Attica si dice "porné graphein" ne citiamo solamente un paio: "salsicciaia più snella che intelligente" e "culona inchiavabile", sono fra i più gentili, e pensiamo con ciò di aver detto tutto.
Eppure anche questi non sembrano adatti a descrivere una persona che é in grado, apparentemente senza rimorsi o evidenti patemi d'animo, di regalare a un regime razzista attivamente impegnato nella persecuzione di un intero popolo, che si compiace di possedere il più grande arsenale nucleare non dichiarato del mondo, che non vuole sottoscrivere il Trattato di Nonproliferazione Nucleare e che per innumerevoli volte ha attaccato militarmente a tradimento paesi vicini e circonvicini una nave da guerra capace di montare a bordo bombe atomiche!
Si tratta, come già detto, del sommergibile 'Dolphin', che amplifica ed estende la minaccia atomica a Sei Punte ben oltre il raggio dei missili balistici a corta gittata (copiati da modelli americani regalati da Zio Sam su pressione della lobby sionista di AIPAC e simili), il cui quarto esemplare entrerà presto in linea nella flotta di Tel Aviv. Ancora una volta si vede chi, in Medio Oriente, attenta alla pace e alla stabilità e chi, invece, come la Siria, l'Iran, Hezbollah e gli altri movimenti di Resistenza, si premunisce solo per poter rispondere a tono alle minacce degli Stranamore dell'occupazione.
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venerdì 2 dicembre 2011
Angela Merkel mette in mano al regime ebraico nuove armi di distruzione di massa!
Con leggerezza incosciente che sfiora il ridicolo la pingue salumaia Merkel, anziché dedicarsi al gravoso compito di far quadrare i conti della scalcinata bottega europea preferisce mettere armi micidiali in mano al regime canaglia ebraico, unico stato mediorientale a rifiutarsi di firmare il Trattato di Nonproliferazione nucleare, detentore di un arsenale illegale di almeno duecento (e probabilmente molte di più) bombe atomiche, svelato grazie alla coraggiosa denuncia di Mordechai Vanunu, fabbricate nell'infernale fucina nucleare di Dimona.
![]() |
| Angela Merkel riceve il "contentino" per i suoi sforzi filosionisti |
La notizia, riportata dalla Associated Press ci ricorda di quanto sia essenziale impedire a tutti i costi che le posizioni di Governo e responsabilità dei paesi europei siano occupate da politici al soldo di Israele e della sua lobby. Il costo di simili 'leggerezze' é devastante, sia dal punto di vista economico, sia da quello della stabilità e della pace in una zona delicata come quella mediorientale. A più riprese, é il caso di ricordarlo, il regime ebraico ha minacciato di utilizzare il proprio arsenale nucleare anche contro l'Europa.
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mercoledì 20 luglio 2011
Cresce la minaccia atomica sionista! L'apprendista stregona Angela Merkel regala sommergibile nucleare al Regime dell'Apartheid
Secondo quanto riportato dall'edizione onlione del quotidiano sionista Yedioth Aharonoth la Germania di Madama Merkel, incapace di stilare una politica coerente di difesa dell'area Euro dagli attacchi degli speculatori finanziari internazionali, in rotta completa a ogni successiva tornata elettorale, ha pensato bene di incrementare il potenziale offensivo non convenzionale di Tel Aviv, acconsentendo a cedere al Regime ebraico un nuovo sommergibile in grado di montare e lanciare armamenti nucleari, che lo Stato ebraico possiede in gran quantità al di fuori di ogni monitoraggio e controllo della comunità internazionale.
Il Ministro tedesco della Guerra, Thomas de Maizier, la scorsa settimana aveva già "rassicurato" il Primo Ministro di Estrema Destra Benji Netanyahu sulla volontà di Berlino di facilitare la proliferazione nucleare in senso filosionista, mettendo in mano agli Stranamore di Tel Aviv un nuovo vascello in grado di colpire in ogni momento con testate atomiche qualunque bersaglio dalle profondità del mare. Israele, é bene ricordarlo, ha minacciato in passato di usare armi atomiche contro l'Europa.
E' evidente che, per contrastare la crescente minaccia alla pace e alla stabilità della regione, i paesi confinanti e circonvicini a Israele dovranno giocoforza investire negli armamenti e negli equipaggiamenti antisom: sottomarini hunter-killer, elicotteri e aeromobili da pattugliamento, reti sonar e di rilevamento precoce.
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martedì 12 luglio 2011
Generale iraniano dichiara: "I sauditi comprano panzer tedeschi per usarli contro i loro sudditi sciiti!"
Non sono soltanto le aule parlamentari e la comunità mediatica tedesca ad essere scioccate dalla leggerezza con cui il Governo conservatore di Madama Merkel, invece di preoccuparsi delle crescenti debolezze dell'Eurozona, preferisca trasformarsi in piazzista di armi per il tirannico sovrano saudita, capo dell'ultima monarchia assoluta esistente al mondo, vendendogli ben 200 carri armati Leopard 2A7. Dopo le reazioni indignate di esponenti socialdemocratici, comunisti, ecologisti e anche di figure ecclesiastiche protestanti si moltiplicano commenti e analisi anche nelle cancellerie e nei palazzi di governo del Medio Oriente e del Golfo Persico.
In particolare, molto interesse hanno suscitato i commenti del Brigadier Generale Gholam Ali Rashid, il quale, interrogato sul fatto se lo Stato Maggiore della Repubblica Islamica si sentisse minacciato dall'acquisto di carri armati tedeschi ha esplicitamente che quelle armi non sono puntate contro Teheran, ma piuttosto contro Jubail, Hofuf, Dammam, in breve, contro le province orientali saudite (le più ricche di petrolio), popolate quasi interamente da sciiti.
Il risveglio islamico e democratico che sta agitando il Bahrein e lo Yemen, di cui gli sciiti sono motore principale e attivo, ha letteralmente atterrito i tiranni di Ryiadh, ormai abituatisi a stili di vita opulenti e stravaganti tramite lo sfruttamento delle risorse naturali delle province più neglette del loro reame e, come essi non hanno esitato a inviare le loro truppe a comportarsi come Unni ed SS contro la popolazione civile di Manama, così non esiteranno a scatenare una Tienamen contro il loro stesso popolo, se sentissero in pericolo il loro potere e i loro privlegi, aiutati, in questo caso, dai 'panzer' di Dama Merkel.
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lunedì 4 luglio 2011
La Germania fornisce di armi i tiranni del petrolio! 200 carri Leopard in arrivo per Ryiadh!
Il magazine tedesco 'Der Spiegel' ha riportato durante il week-end scorso la notizia che la Repubblica Federale Tedesca ha intenzione di vendere 200 carri armati Leopard 2A7 al regime saudita, l'ultima monarchia assoluta ancora esistente al mondo. La decisione é sorprendente e dimostra una volta per tutte che di fronte al potere del denaro ogni presunta 'remora' occidentale ad armare con ordigni avanzati le dittature e i regimi illiberali si scioglie come neve al sole, esponendo al ludibrio pubblico ogni pretesa moralistica dell'avido e ipocrita Mondo Occidentale.
L'Arabia Saudita soltanto poche settimane fa si é segnalata per aver inviato truppe in Bahrein a compiere vere e proprie stragi contro i dimostranti che a Manama, in Piazza delle Perle e altrove, dimostravano e protestavano contro il Monarca locale e la sua cricca di parenti e generali. Le altre reazionarie monarchie del Golfo si adeguarono presto, rendendosi complici di un vero e proprio bagno di sangue.
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| Madama Merkel cerca di risollevare l'economia tedesca vendendo armi a tiranni assassini...altre cose, invece, non potranno MAI venire 'tirate su'... |
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lunedì 4 aprile 2011
Ilan Pappe a Frank Barat: "Israele non potrà mai essere una Democrazia"
Reframing the Israel/Palestine conflict: an interview with Ilan Pappe from Frank Barat on Vimeo.
Alcuni estratti dall'intervista fra Frank Barat e l'accademico israeliano Ilan Pappe, riportata in video e anche su questa pagina web
Barat: "Sembra che Angela Merkel abbia avuto un vibrato scontro telefonico con Netanyahu, riguardo alla mancanza di progressi del Processo di Pace, che gli abbia detto di averla delusa, senza aver fatto nemmeno un solo passo avanti da quando é in carica, questo é abbastanza straordinario essendo la Germania il sostenitore numero uno di Israele in Europa, assieme alla Polonia, vedremo presto un cambiato atteggiamento europeo verso Israele?
Pappe: Bisogna fare molta attenzione, alla Merkel dà fastidio Netanyahu nello stesso modo in cui lui dà fastidio a Obama, ma non bisogna farsi illusioni, la Merkel vorrebbe Tzipi Livni al Governo, il che non cambierebbe assolutamente l'oppressione dei Palestinesi ma la renderebbe meno ovvia e più facilmente celabile alle opinioni pubbliche internazionali...più passa il tempo e più si rende evidente la discrasia antidemocratica fra l'opinione pubblica europea, fortemente antisionista e filopalestinese, e le elite politiche saldamente in mano a Israele...
Barat: Alcuni sostengono che Israele sarebbe una 'democrazia' perché vi si tengono elezioni e gli arabi possono votare e avere qualche deputato alla Knesset, é davvero così?
Pappe: Assolutamente no, uno stato che occupa territori non suoi da oltre 40 anni non può essere democratico, uno stato che discrimina un milione e mezzo di suoi cittadini non può essere democratico, Israele al massimo potrebbe essere una "Herrenvolk-razia" una pseudo-democrazia riservata alla 'razza padrona', quella ebraica; che gli arabi possano votare non ha conseguenze se non godono delle stesse possibilità degli altri cittadini...anzi, la presenza dei deputati arabi alla Knesset serve da foglia di fico e giustificazione per coloro che sostengono la fallace 'democrazia' di Israele...
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sabato 26 febbraio 2011
Netanyahu se la prende per il "sì" tedesco alla Risoluzione anti-coloni: la Merkel lo 'sculaccia'...al telefono!
Nuova debacle diplomatica per il povero Benji Netanyahu, che, dopo avere espresso disappunto per l'annunciato voto favorevole della Repubblica federale tedesca alla bozza di risoluzione anti-colonie presentata al Consiglio di Sicurezza dell'ONU (e prontamente silurata dagli Stati Uniti, asserviti alla 'Lobby a Sei Punte'), parlando al telefono con la burrosa Dama Merkel la ha vista, o meglio, sentita, smettere i panni dell'affidabile patronessa del sionismo, e indossare quelli della virago castigatrice, esprimendo la sua forte disistima per l'azione politico-diplomatica di Benji nei termini più netti.
"Lei non ha fatto as-so-lu-ta-men-te niente per portare avanti il 'processo di pace'!" é stata una delle tante espressioni censorie dell'ex "Ragazza dell'Est", che ha poi rincarato la dose: "Come si permette, come OSA criticare il nostro operato?". La telefonata conferma e sottolinea l'impazienza e la delusione che si diffondono nelle capitali europee a guida conservatrice per la maniera sorniona e opportunistica con cui lo Stato ebraico continua nella sua politica di aggressione, persecuzione e pulizia etnica contro i Palestinesi.
Netanyahu, a corto di giustificazioni come lo scolaretto 'beccato' dalla maestra senza il compito fatto, non é riuscito altro che a balbettare debolmente la sua intenzione di "lanciare una nuova iniziativa con un discorso che terrò tra due o tre settimane". Pure, Dama Merkel, di cui abbiamo precedentemente testimoniato la disponibilità a fornire Israele di avanzati sistemi d'arma per i suoi 'assassini mirati' e di rimpinzare il 'Tribunale per il Libano' di filosionisti di tre e quattro cotte per trasformarlo in un'arma politica al servizio di Tel Aviv, aveva già dato voce al suo disappunto con la condotta politica del governo di ultradestra razzista presieduto da Netanyahu, nel corso di un suo recente viaggio nello Stato ebraico.
Delle due l'una: o il rimprovero di Dama Merkel non era stato espresso in maniera abbastanza esplicita da venire captato dalle deboli 'antenne radar' di Netanyahu o il povero Benji, pur occupando lo scranno governativo più alto, é talmente succube delle componenti più estremiste e fasciste del suo gabinetto, da non aver modo di influenzarne l'azione o le decisioni. Imbecillità o impotenza congenita? Qualunque diagnosi si riveli corretta le prospettive sono bige per il capo del Likud e per lo status internazionale della sua ammucchiata di coloni fanatici, sostenitori dell'Apartheid, catorci militaristi e altri scombinati.
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martedì 1 febbraio 2011
Israele si mobilita anche diplomaticamente per salvare il barcollante Mubarak
Fonti giornalistiche israeliane hanno recentemente rivelato l'esistenza di un messaggio urgente mandato dal Governo di Netanyahu verso la fine della settimana scorsa e indirizzato a una serie di leader politici europei e americani, nel quale si chiedeva loro di salvare il regime di Hosni Mubarak, minacciato dalle proteste degli ultimi giorni.
Nella sua edizione di lunedì 31 gennaio il quotidiano Haaretz riporta come il Governo dello Stato ebraico sia ricorso all'invio di comunicazioni segrete a un certo numero di leader internazionali, nelle quali si evidenziava l'importanza della stabilità egiziana per gli interessi politici e strategici di Israelel. Il messaggio, inoltre, chiedeva ai destinatari di limitare le critiche pubbliche verso Mubarak.
Benyamin Netanyahu evidentemente é scontento dei giudizi negativi circolati recentemente sulla stampa mondiale da parte di capi di Stato e di Governo europei sul conto del 'faraone' del Cairo, ma cosa fa credere al likudnik di Tel Aviv di poter comandare a bacchetta i suoi colleghi europei? Haaretz inoltre ha confermato che Israele é molto preoccupato dalle posizioni europee (ma in parte anche statunitensi e canadesi) che chiedono per l'Egitto un nuovo governo o una nuova leadership che rispetti i diritti umani e la democrazia.
Israele crede che queste posizioni riflettano un'eccessiva preoccupazione per il giudizio dell'opinione pubblica, piuttosto che un effettivo impegno a mantenere i rapporti di forza regionali in favore di Tel Aviv. Ci si aspetta che il Primo Ministro israeliano incontri la cancelliera tedesca Angela Merkel, uno dei capi di Governo europei di più stretta osservanza filosionista, certamente le loro discussioni verteranno principalmente sulla situazione egiziana.
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martedì 18 gennaio 2011
I Clouseau di Madama Merkel si fanno scappare dalle mani un assassino israeliano, gratitudine da parte del Mossad
| Al momento dell'arresto il sicario del Mossad non aveva nemmeno il coraggio di guardare in faccia i giornalisti... |
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martedì 7 dicembre 2010
Esclusivo: Palaestina Felix ricostruisce per il pubblico italiano la "Pista Israeliana" dell'omicidio Hariri
Grandi rivolgimenti avvenuti recentemente nella scena politica interna libanese e alcuni efficaci e mirati movimenti degli stati che sostengono un Libano autonomo e indipendente (in primis la Siria e la Turchia), hanno fatto molto per ammorbidire e dissipare preventivamente buona parte dell'impatto politico di un eventuale pronunciamento del Tribunale speciale per il Libano che volesse pretestuosamente coinvolgere il movimento politico sciita Hezbollah nella morte per attentato dell'uomo d'affari e due volte primo ministro libanese Rafik Hariri, ucciso da un'esplosione nel febbraio del 2005.
Tuttavia la "mina" del Tribunale pilotato dall'uomo dei servizi tedeschi Detlev Mehlis e dal giurista internazionale Antonio Cassese, ambedue (guardacaso!) in possesso di pedigree filosionisti di quattro quarti di 'purezza' non é ancora del tutto disinnescata e, col passare del tempo, man mano che viene a galla la pretestuosità degli assunti e delle illazioni su cui si baserebbe l'edificio accusatorio, é sempre più probabile che i mandanti e manovratori del Tribunale stesso (cioé gli Usa nelle persone del vicepresidente Joe Biden e del Segretario di Stato Clinton) decidano di puntare il "tutto per tutto" su un'accusa "bomba" da pompare e montare adeguatamente con tutta la grancassa mediatica del caso, nel tentativo di spaccare del tutto la scena politica del Paese dei Cedri, anche a rischio di farlo precipitare nuovamente nella guerra civile.
Il Tribunale venne creato a fine marzo 2007, quasi due anni dopo la morte di Hariri, in conseguenza della Risoluzione ONU 1757, per portare davanti alla giustizia i suoi assassini. E' degno di nota il fatto che, all'epoca, i sospettati numero uno non erano affatto gli esponenti di Hezbollah, anzi, gli indici accusatori degli imperialisti filoatlantici e filosionisti all'epoca si concentravano sul presidente siriano Bashar el-Assad e sul suo alleato libanese Emile Lahoud, ma, una volta che venne provato come le testimonianze a loro carico fossero state falsificate e dovessero quindi venire espunte dal novero delle prove a carico, gli inquisitori in missione per conto di Zio Sam dovettero trovare un nuovo capro espiatorio su cui riversare i loro addebiti.
Esisteva sempre Hezbollah.
Hezbollah, che, respingendo l'aggressione israeliana intervenuta nel frattempo (luglio-agosto 2006) era tornato in testa alla hit-parade dei "nemici" dell'imperialismo Usa (e della lobby sionista che é sua parte integrante e motivante), poteva servire egregiamente allo scopo, tantopiù che, emascolato della sua componente di Resistenza armata, il movimento sciita non sarebbe più stato in grado di opporsi alle mire israeliane sul Libano, che lo Stato ebraico vuole perennemente supino e accondiscendente a ogni proprio "Diktat".
Ormai anche il presidente libanese Sa'ad Hariri, figlio dell'assassinato, si é reso conto di quale impostura stia dietro all'agenda del Tribunale e lo ha pubblicamente sfiduciato, ma sionisti e atlantici sono pronti a usare il Libano come campo di battaglia contro Hezbollah, contro e al di sopra del parere dell'opinione degli stessi libanesi! E lo faranno se fino all'ultimissimo secondo saranno convinti di poterla spuntare.
Per questo é importante lanciare ogni freccia, ogni quadrello a disposizione dei difensori della verità dei fatti e degli amici dell'indipendenza e dell'autonomia libanese: se svuotando le nostre faretre faremo abbastanza buchi e smagliature nella cortina di menzogne apparecchiata da yankee e sionisti ci sarà speranza di farli tornare a malincuore sui loro passi, la coda fra le gambe e la bile schiumante fra i denti, se no, non ci sarà salvezza, essi si getteranno sul Libano pronti a farlo a brani per il loro immediato guadagno politico e tattico, senza porre pensiero a quanti uomini, donne e bambini verranno messi in chiaro e immediato pericolo dalle loro azioni.
Partiamo, come al solito, da fatti acclarati e incontestabili: il convoglio di Hariri padre salta in aria il 14 febbraio 2005, uccidendo 23 persone e ferendone oltre 100. Un rapporto preliminare commissionato dallo stesso Consiglio di Sicurezza dell'ONU biasima aspramente la condotta 'dilettantesca' degli investigatori libanesi; per equilibrare la situazione l'ONU dispaccia sul luogo i suoi agenti, dotandoli di mezzi tecnici e scientifici che mancavano alle forze locali. Tuttavia la conclusione di questi 'esperti' non intacca l'assunto di base: una volta scartata l'ipotesi che l'esplosivo fosse nascosto sotto il manto stradale si é 'deciso' che il convoglio automobilistico di Hariri sia stato colpito da un camion-bomba riempito fino all'orlo di esplosivi.
Una semplice occhiata alla foto del cratere in cui é deflagrato il SUV dell'ex Primo Ministro denuncia tale ipotesi come assurda: un'esplosione superficiale non potrebbe mai e poi mai aver scavato un solco di oltre due metri nell'asfalto, tanto profondo da arrivare a ledere le condotte acquifere sottostanti e, da quanto risulta, persino gli esperti balistici svizzeri consultati dal Tribunale speciale hanno negato recisamente tale possibilità: per questo il collegio investigativo internazionale ha commissionato una 'prova sperimentale' tentuasi in un misterioso poligono francese, che era tesa a 'dimostrare' (con tesi preconcetta e 'imbeccata' al Tribunale dai suoi manipolatori prossimi e remoti) che gli alti palazzi del centro di Beirut circostanti al luogo dell'esplosione avrebbero "rediretto" l'onda d'urto verso l'interno, creando il cratere.
Tutte le foto scattate nei secondi immediatamente successivi alla deflagrazione mostrano fiamme ovunque, incendi diversi sono scoppiati tutto attorno al cratere...eppure...i corpi delle vittime, ustionati fino al quinto e sesto grado in certe parti, sono miracolosamente e misteriosamente intatti in altre, distanti spesso solo poche dozzine di centimentri. Addirittura, sulla salma di Hariri si può vedere il cronografo d'oro al polto sinistro che si è FUSO sulla carne viva, mentre la soffice camicia di lino gli sta ancora compostamente chiusa attorno al collo, con la cravatta annodata sopra e similmente intatta.
La teoria che un corpo umano esposto alla vampata di un'esplosione di TNT, RDX e PETN possa essere sfigurato dal calore su un braccio e intonso sul collo é semplicemente ridicola.
Quindi, l'esplosione ha generato una vampata di calore estremamente intenso ma dotata di un raggio estremamente limitato e soprattutto circoscritto: gli oggetti ad alta densità come i metalli (e soprattutto l'oro, pesante e denso par exellance) l'hanno assorbito in pieno, liquefacendosi e/o esplodendo, ma gli oggetti a bassa densità come i tessuti e le fibre ne sono usciti integri.
Inoltre, tutte le mutilazioni causate dall'esplosione sono nette, pulite, non vi sono ossa sbriciolate o carne spappolata (come succede nelle esplosioni convenzionali) é come se l'area di intensissimo calore, sviluppandosi abbia "risucchiato" o bruciato tutta l'aria circostante, impedendo l'onda d'urto verso l'esterno e rendendo anche le ferite 'linde e asettiche' perché inflitte su carni rese friabili dalla temporanea mancanza di atmosfera.
A sostegno di tale ipotesi vi sono i referti dell'ospedale militare francese in cui venne ricoverato prima di spirare Bassel Fleyhan, collaboratore di Hariri ed ex-ministro del suo gabinetto, sul cui corpo vennero registrate significative tracce di radioattività.
La domanda é, che tipo di arma pul causare effetti simili?
A questo punto é necessario ricollegarsi coi rapporti di "strane" bruciature e ferite riscontrate sulle vittime dei bombardamenti sionisti sul Libano nel 2006 e sulla Striscia di Gaza nel 2008-2009; bruciature e ferite che hanno lasciato interdetti anche clinici abituati a trattare ogni genere di ustionati e traumatizzati. La rivista politico-strategica russa "ODNAKO", interrogata da giornalisti di Al-Manar ha avanzato l'educata supposizione che a colpire Hariri e seguito sia stato un razzo lanciato dall'alto armato con una testata carica di pulviscolo metallico che, adeguatamente "eccitato" da una piccolissima e breve (ma molto intensa) scarica di radiazioni sia arrivato nel giro di decimi di secondo al punto di incandescenza, risucchiando e distruggendo l'ossigeno che usava come comburente di tale violenta reazione.
Chi dispone attualmente di armi simili? Israele, apparentemente, visti i rapporti allarmati di chirurghi e medici dalle zone di guerra in cui si é scatenata la furia dell'aviazione sionista; ma chi ha sviluppato tale arma? Lo Stato ebraico? No, non vi sono elementi in merito e, secondo gli uomin di ODNAKO, sarebbe stata la Germania, nell'ambito della cooperazione militare con Tel Aviv, a fornire tali ordigni di nuova generazione.
| Mehlis |
| Lehmann |
La posizione tedesca, con la salita al potere del governo di Centrodestra di Frau Merkel é stata pesantemente squilibrata a favore di Usa e Israele, con la goffa e sgraziata cancelliera di Berlino che ancora poco tempo fa commise una gaffe non da poco dichiarando che le truppe della Bundeswehr schierate in Libano con l'UNIFIL erano state inviate "Con la primaria missione di difendere Israele", che nella guerra in questione era stato l'aggressore e sorvolando sul fatto che le truppe in missione ONU sono schierate agli ordini del Consiglio di Sicurezza per concessione del loro Paese d'origine, non certo al servizio di una delle parti in causa.
Sopra a costoro, poi, troviamo Antonio Cassese, filosionista di quattro cotte, amico personale di Elie Wiesel (quello che lobbizzava contro l'inclusione degli zingari nel memoriale americano sull'Olocausto nazista, quello che considera il Rapporto Goldstone un 'crimine antisemita') e latore di una singolare definizione di terrorismo secondo la quale tutti i combattenti della Resistenza europea contro Fascismo e Nazismo sarebbero definiti 'ipso facto' dei "terroristi".
Con simili personaggi alla sua testa, possiamo benissimo immaginare con quanta cura e con quanto scrupolo siano state seguite le piste investigative che portavano a un drone israeliano come "colpevole" della strage del 14/2/2005. Ma la verità é là fuori, dobbiamo indicarla, contro tutte le fanfare e tutte le grancasse che inizieranno a tambureggiare e strombazzare appena il Tribunale speciale avrà finito di "covare" la sua velenosa e pretestuosa accusa contro l'unica organizzazione che, da venticinque anni a questa parte, abbia saputo rifilare al militarismo e all'aggressività di Israele le lezioni che si meritava.
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