Visualizzazione post con etichetta Riyad. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Riyad. Mostra tutti i post

lunedì 7 settembre 2015

Re Salman taglia sanità ed educazione ai suoi "regnicoli" per il persistere dei bassi prezzi petroliferi!

"Stiamo lavorando, per tagliare spese non necessarie", ha dichiarato il Ministro delle Finanze del regime wahabita di Riyadh, Ibrahim al-Assaf, ai microfoni della rete Usa CNBC, ma i giri di parole non servono a nascondere che saranno i poveri 'regnicoli' sauditi, che campano malamente con un posto di impiegato pubblico ottenuto con raccomandazioni e spinterelle da qualche Sottosegretario o da un parente influente, che non partecipano ai festini a base di whisky e champagne dei Principi del petrolio, a pagare il conto del crollo delle entrate di uno Stato che senza il petrolio non avrebbe niente da vendere, nemmeno le coperte di lana di cammello (che ormai nessuno sa più intessere).

mercoledì 29 febbraio 2012

Il regime di Riyadh fa arrestare 25 sciiti che hanno manifestato contro la brutalità di Casa Saoud!


Attivisti sciiti che da mesi stanno rischiando la vita e la libertà per denunciare gli abusi e le persecuzioni a cui la loro comunità é sottoposta dal corrotto regime di Riyadh, una monarchia assoluta che finanzia il terrorismo e la destabilizzazione fuori dai suoi confini mentre pratica la repressione, la tortura e la strage al suo interno, per difendere il potere del sovrano e della sua corte di sicofanti, hanno comunicato che 25 loro compagni di lotta sarebbero stati arrestati a Qatif, città dell'Est, epicentro delle manifestazioni e degli scontri delle ultime settimane.

Fra gli arrestati vi sarebbero comuni cittadini ma anche membri di rilievo della comunità sciita: insegnanti, giornalisti, leader religiosi, intellettuali e un poeta. Gli arrestati sarebbero stati fatti 'scomparire' da "pattuglie dell'alba" che li avrebbero accusati di "aver preso parte ad attività anti-governativa". Nella monarchia assoluta saudita il solo fatto di partecipare a una manifestazione politica in pubblico costituisce reato. Questa é la realtà dello Stato che é il migliore alleato di Usa, Europa e Israele nel Mondo Arabo e verso il quale mai si levano le ipocrite e strumentali critiche che spesso l'arrogante occidente imperialista rivolge a stati ben più liberi e democratici come la Repubblica Islamica.

Le richieste dei dimostranti sciiti inizialmente prevedevano solo la fine delle discriminazioni sociali, una più equa redistribuzione dei proventi del petrolio (estratto per la maggior parte proprio dalle loro province) e la liberazione di tutti i prigionieri politici; adesso però, di fronte alla violenta e brutale reazione di Casa Saoud le richieste sempre più spesso includono l'abolizione della monarchia oppure la secessione e la creazione di uno stato sciita indipendente affacciato sul Golfo Persico.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 3 febbraio 2012

Gli sciiti di Qatif di nuovo in piazza contro la brutalità del regime saudita: "Le vostre pallottole non fermeranno la nostra rabbia!"


Dopo avere santificato il venerdì con le loro preghiere gli sciiti di Qatif, come quelli di tutta la costa orientale dell'Arabia Saudita sono nuovamente scesi in piazza a fronteggiare le milizie del sovrano Al-Saoud, intenzionate a schiacciare nel sangue le loro rivendicazioni per il rilascio dei prigionieri politici, il riconoscimento dei diritti della minoranza sciita (due milioni e mezzo su venti milioni di 'regnicoli' dell'ultima monarchia assoluta della Terra) e pretendere un più giusto reinvestimento degli enormi utili petroliferi che, pompati letteralmente fuori dalla terra dell'Est vanno poi a ingrassare i forzieri di Riyadh e a finanziare lo stravagante stile di vita dei principi e cortigiani sunniti.

Il ritmo e la vastità delle dimostrazioni di piazza, notevoli soprattutto per un paese in cui ogni forma di attività politica in luogo pubblico sarebbe considerata fuorilegge,  sono costantemente cresciute dal novembre 2011 in poi, nonostante il fatto che sempre più spesso la reazione degli sbirri reali contro di esse si manifesti nella violenza armata, come appunto tre mesi fa quando cinque manifestanti vennero falciati dai mitra dei militari o lo scorso 24 gennario, quando solo per un miracolo il bilancio non fu ancora più grave.

Amnesty International e Human Rights Watch hanno a più riprese denunciato le atrocità compiute contro i civili sciiti indifesi dal regime di Riyadh ma l'ipocrita e distratta opinione pubblica occidentale preferisce seguire le fanfaluche di 'Al Jazeera' e 'Al Arabiya' su inesistenti 'repressioni' in Siria anziché vedere le vere stragi perpetrate da Casa Saoud.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

lunedì 21 novembre 2011

Ha diciannove anni l'ultimo martire sciita assassinato dagli sbirri di Casa Saoud!


Nasr al-Mahishi, un ragazzo di appena 19 anni, é l'ultima vittima della crudele repressione portata avanti dalla sbirraglia di Casa Saoud nelle province saudite orientali, affacciate sul Golfo Persico, popolate a maggioranza da sciiti e ricche della maggior parte dei giacimenti petroliferi che alimentano lo sfarzo sardanapalesco della corte di Riyadh, dove circondato dalla sua corte di manutengoli sunniti siede l'ultimo sovrano assoluto della Storia contemporanea.

Nasr stava semplicemente camminando sul marciapiede insieme ad alcuni coetanei quando é stato raggiunto al cranio da un proiettile vagante sparato dalla polizia militare, immediatamente entrato in coma non se ne é più ripreso ed é morto nella giornata di oggi, dopo ore di agonia. La sua scomparsa é stata occasione per nuovi raduni e manifestazioni, tenuti contro la minaccia delle forze dell'ordine che avrebbero, senza successo, tentato di vietare le manifestazioni pubbliche di lutto.

HRW, l'Ong internazionale che difende i diritti umani ha pubblicato lo scorso mese un rapporto caustico sulla condotta delle forze governative saudite in questi mesi di scontri e dimostrazioni da parte della popolazione sciita dell'Est, denunciando tra le altre cose "arresti arbitrari di dimostranti pacifici o, in loro mancanza, di parenti e amici degli stessi, pestaggi, torture, detenzioni illegali". L'Arabia Saudita con queste misure ha praticamente rinnegato il Cartello arabo dei Diritti Umani, che aveva sottoscritto soltanto pochi anni fa.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.