Visualizzazione post con etichetta Riserve. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Riserve. Mostra tutti i post

domenica 18 marzo 2018

La "Occhi Verdi" sventola anche su Kafr Batna, ormai l'80 per cento dell'ex-"enclave" del Ghouta Est é stato liberato!

Quando le vittorie e le avanzate siriane si susseguono l'una con l'altra come nel corso delle ultime ore nel Ghouta Est diventa quasi difficile trovare parole adeguate per commentarne le imprese.
Tuttavia sappiamo benissimo che il nostro numeroso e affezionato pubblico ci segue non solo per avere una cronaca telegrafica degli eventi quindi abbiamo cercato qualche dettaglio, qualche particolare per corredare la nuda e cruda descrizione degli eventi.

Aggiornamento! L'abitato di Sabqa conquistato dai commando del Generale Hassan!

Avevamo promesso aggiornamenti in tempo reale sulla situazione tra Kafr Batna e Sabqa e grazie allo zelo e all'efficienza delle forze siriane, in particolare dei commando della 'Forza Tigre', possiamo confermare che la bandiera "Occhi Verdi" sventola indisturbata sull'abitato di Sabqa.

I terroristi di Al Nusra e dell'organizzazione Faylaq al-Rahman l'hanno completamente abbandonato.

Poco più a Ovest, Kafr Batna é tuttora teatro di scontri.

Offensiva siriana da Jisreen verso Kafr Batna mette in fuga i terroristi anche da Sabqa!

All'alba di oggi questa era la situazione in quello che rimane della 'provincia' takfira del Ghouta Est.

Continuando nella loro avanzata la Quarta Divisione Meccanizzata del Generale Assad e i commando dell'Aviazione della 'Forza Tigre' si stanno spingendo dall'abitato di Jisreen, recentemente liberato, verso quello di Kafr Batna, incontrando resistenza molto debole.

giovedì 15 marzo 2018

La Quarta Divisione Meccanizzata e la Forza Tigre liberano Hamouriyeh e la parte orientale di Jisreen!

Non c'é niente da fare, a volte persino PALAESTINA FELIX prende degli abbagli e, quando succede, siamo i primi ad ammetterlo (per fortuna, capita molto di rado, come a fine 2016 con la questione della riconquista di Palmyra da parte dell'ISIS).

Avevamo supposto che, dopo la divisione del Ghouta Est in tre sottoinsiemi, quello di Harasta, essendo il più piccolo, sarebbe stato il primo a venire assalito e schiacciato, invece sembra proprio che le forze d'elite siriane, forse perché meglio posizionate, abbiano deciso di scagliarsi prima contro la sotto-sacca meridionale, che comprende Jisreeen, Hamouriyeh, Zamalka e altri centri abitati (Irbeen ed altri).

lunedì 5 marzo 2018

Moadimiyah liberata dalla Quarta Divisione Meccanizzata, mentre la Forza Tigre circonda Rayhan preparandosi all'assalto!

Abbiamo ricevuto conferma da fonte affidabile che ormai Moadimiyah é praticamente caduta completamente in mano agli uomini della Quarta Divisione Meccanizzata del Generale Maher Assad, fratello minore del Presidente, i terroristi che la occupavano si sono ritirati disordinatamente abbandonando parecchio equipaggiamento e munizioni nel villaggio.

Intanto dalla parte a Nord del "saliente" creatosi con la conquista di Shifounieh e delle Fattorie di Ashari e Abb Douma ci arriva una foto che mostra come gli uomini della Forza Tigre siano ormai a raggio visuale della Moschea e di altre strutture riconoscibili dell'abitato di Rayhan.

Pronta una nuova fase nella battaglia per il Ghouta Est, la Brigata Gerusalemme pronta a intervenire con mille uomini!

A questo punto l'incredibile serie di vittorie accumulate dalle forze siriane in poco più di una decina di giorni ha profondamente modificato le prospettive per la battaglia del Ghouta Orientale.

I comandi siriani stanno valutando seriamente la possibilità di lanciare prima del previsto un attacco avvolgente contro Douma, eventualmente impiegando anche una parte delle riserve che erano tenute pronte per avvicendare le unità impiegate nella prima fase, se l'usura della battaglia si fosse rivelata eccessiva.

Attualmente si parla di combattimenti in corso sia ad Hawsh al-Ashari (a Sud delle omonime fattorie) e a Moadimiyah, località facilmente identificabili sulla seguente mappa.

venerdì 2 ottobre 2015

1000 Hezbollah, 1000 milziani NDF e 1300 volontari sciiti si stanno muovendo verso il Nord della Siria!

Come avevamo già annunciato in un precedente articolo l'arrivo di truppe russe e iraniane permette al Governo siriano di riposizionare verso i fronti di combattimento importanti numeri di uomini che prima dovevano sorvegliare infrastrutture e postazioni essenziali come porti ed aeroporti dell'Ovest del paese.

Adesso possiamo confermare che a queste unità si stanno unendo circa un migliaio di combattenti di Hezbollah che sono stati impegnati in primavera nella Battaglia per il Qalamoun e hanno recuperato la piena efficienza operativa, e tutto il contingente di volontari sciiti che hanno salvato il Santuario di Sayyida Zeinab vicino a Damasco e ora possono muoversi a proteggere le comunità sciite del Nord della Siria.

sabato 26 settembre 2015

Lo schieramento di truppe russe e iraniane permette ai comandanti siriani di spostare 3000 uomini sui fronti di combattimento!

 "Il Mondo si stupirà di quello che organizzeremo in Siria".
Così, a inizio estate, si era espresso il Generale Fantasma, Qassem Soleimani, veterano della Guardia Rivoluzionaria iraniana e 'Padre' della Niruye-e-Qods.

Man mano che l'estate progrediva e che di tanto in tanto le forze siriane incontravano qualche impaccio sui numerosi fronti della loro coraggiosa lotta antiterrorismo qualche osservatore superificiale o ipocrita criticava quelle affermazioni considerandole vuote di significato.

Ma Haji Qassem non parla MAI a vuoto.

lunedì 7 settembre 2015

Re Salman taglia sanità ed educazione ai suoi "regnicoli" per il persistere dei bassi prezzi petroliferi!

"Stiamo lavorando, per tagliare spese non necessarie", ha dichiarato il Ministro delle Finanze del regime wahabita di Riyadh, Ibrahim al-Assaf, ai microfoni della rete Usa CNBC, ma i giri di parole non servono a nascondere che saranno i poveri 'regnicoli' sauditi, che campano malamente con un posto di impiegato pubblico ottenuto con raccomandazioni e spinterelle da qualche Sottosegretario o da un parente influente, che non partecipano ai festini a base di whisky e champagne dei Principi del petrolio, a pagare il conto del crollo delle entrate di uno Stato che senza il petrolio non avrebbe niente da vendere, nemmeno le coperte di lana di cammello (che ormai nessuno sa più intessere).

giovedì 13 novembre 2014

Dichiarazione del portavoce delle Brigate Qassam Abu Obeida: "Anche per Al-Quds l'Era della Vittoria si avvicina!!"

Intervenendo ieri sera a una manifestazione delle Brigate Ezzedine Al-Qassam il Portavoce ufficiale del braccio militare di Hamas, Abu Obeida ha proclamato che il movimento di Resistenza é pronto a iniziare la lotta armata anche in Cisgiordania e che per la santa città di Al-Quds, occupata e minacciata dagli invasori sionisti, é vicino l'inizio dell'Era della Vittoria.Abu Obeida ha anche avvertito l'entità sionista di occupazione che, se le clausole sottoscritte per il raggiungimento della tregua nell'estate scorsa non verranno rispettate e se la ricostruzione della Striscia di Gaza dovesse continuare a venire sabotata, si assisterà a una nuova "esplosione". "Il combattimento non é ancora finito", ha chiosato il portavoce delle Brigate Qassam.

giovedì 25 settembre 2014

In Iran c'é ancora petrolio fino al 2074 e continuano le ricerche di nuovi bacini e giacimenti di idrocarburi!!

Secondo le ultime stime, riviste al rialzo con la scoperta di nuovi, promettenti giacimenti, la Repubblica Islamica dell'Iran potrà continuare a estrarre ed esportare greggio almeno fino all'anno 2074, soprattutto tenendo conto del fatto che la diversificazione energetica del mercato interno, con grandi investimenti nel nucleare ma anche nelle fonti rinnovabili, ridurranno drasticamente la quota di petrolio necessario all'autoconsumo.

L'annuncio é stato dato dal Vicedirettore della NIOC (compagnia statale petrolifera) Bahman Soleimani, il quale ha detto che nonostante l'accresciuta richiesta e l'aumento di estrazione realizzato anche quest'anno ci sono "almeno" 157 miliardi di barili ancora da sfruttare sotto il suolo e le acque territoriali dell'Iran. Nel 1979 si considerava che la riserva petrolifera dell'Iran si sarebbe esaurita prima della fine del secolo.

Altre prospezioni e analisi sono in corso nei Monti Zagros, nel Mar dell'Oman e nel Mar Caspio alla ricerca di ulteriori giacimenti, non solo di petrolio, ma anche di gas naturale, che, stando alle valutazioni attuali, sarà ancora abbondante fino ai primi anni del 23esimo secolo.

giovedì 28 agosto 2014

La Resistenza Palestinese sbugiarda i proclami di Netanyahu: "I nostri arsenali sono completamente intatti!"

Sui media sionisti e occidentali Benji Netanyahu sta apparendo a ruota libera affermando di avere causato danni irreparabili alle strutture della Resistenza di Gaza e di avere annichilito i suoi arsenali. Ovviamente a confutare tali inani menzogne basterebbe il fatto che fino all'ultimo minuto prima della tregua razzi e colpi di mortaio sono caduti su obiettivi del regime ebraico.

Ma giusto per non fare mancare nulla allo sbugiardamento di tale ridicolo personaggio le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, formazione sul cui impegno resistenziale ci siamo spesi più volte nel corso del recente conflitto armato ha pubblicato foto e filmati dei suoi arsenali dove si vedono sane e salve grandi scorte di razzi, bombe e strumenti e materiali per costruirne altre centinaia.

Se un'organizzazione minore nel vasto panorama delle Brigate Armate della Striscia ha a disposizione riserve tanto ampie possiamo scommettere certamente che quelle delle Brigate Qassam di Hamas ed Al-Quds della Jihad Islamica saranno ancora più ricche, nutrite e sicuramente stoccate e protette!

venerdì 8 agosto 2014

Abu Obeida: "Siamo pronti a riprendere in ogni momento i combattimenti contro i sionisti: Tel Aviv ha tutto da perdere!"

Gli uomini e le organizzazioni della Resistenza Armata di Gaza sono popolari come non mai tra la popolazione della Striscia e sono pronti in ogni istante a riprendere le armi contro il nemico sionista, il regime ebraico di occupazione ha tutto da perdere, politicamente, mediaticamente, economicamente e militarmente nel caso in cui dovesse riprendere le proprie aggressioni.

Così si é espresso, in una conferenza stampa rilasciata prima della scadenza delle 72 ore di tregua, il portavoce delle Brigate Ezzedine al-Qassam, Abu Obeida; in effetti sono diversi i segnali che lasciano presagire come improbabile una ripresa delle azioni militari sioniste contro la Striscia. Innanzi tutto il fatto che tutti i riservisti richiamati le scorse settimane siano stati rimandati a casa.

In second'ordine il fatto che, con aperta menzogna, Tel Aviv al momento del suo ritiro avesse annunciato di 'avere raggiunto gli obiettivi' della sua ingiustificabile aggressione. Se la dovesse riprendere, sarebbe chiaro a tutti come quell'affermazione fosse totalmente falsa e strumentale.

mercoledì 21 maggio 2014

Gantz: "Siamo costretti a sospendere ogni programma d'addestramento per i militari della Riserva!" Tel Aviv vicina al caos militare!

Commentando la recente cancellazione delle manovre "Punto di Svolta 8" da parte dello Stato Maggiore del Regime ebraico ci dicevamo scettici riguardo ai guaiti e agi alti lai lanciati dal Ministero della Guerra verso il Sinedrio della Knesset, immaginando che a monte vi fosse una consapevole forzatura dei toni per facilitare nuovi stanziamenti; adesso, stando alle ultime dichiarazioni di Ben Gantz, forse risulta che a essere troppo ottimisti siamo stati noi.

Il Capo di SM di Tel Aviv, infatti, ha annunciato il blocco "sine die" di tutte le operazioni di addestramento della Riserva, una decisione gravissima visto che in caso di conflitto generalizzato le speranze di sopravvivenza dell'occupazione sionista si basano in gran parte sulla capacità di mobilitare con rapidità le molte 'Ugda' (Brigate - l'unità operazionale base dell'Esercito israeliano) di Riserva.

Un tempo, forgiate da ripetute esercitazioni in tempo di pace con cui coloro che avevano già assolto gli obblighi di leva 'rinfrescavano' il loro addestramento e si mettevano in pari con i nuovi armamenti, equipaggiamenti e protocolli di impiego degli stessi, queste erano di poco inferiori alle unità regolari ma adesso, senza lo stretto 'regimen' di richiami ed esercizi, potrebbero vedere la loro efficacia operativa precipitare ai livelli di unità di semplici coscritti.

Il giudizio espresso a fine aprile sulle colonne di "Maariv" diventa sempre più lapidario e profetico: "Tel Aviv non riuscirà a resistere a una nuova 'guerra totale'...".

sabato 21 aprile 2012

La Repubblica Islamica iraniana scopre due nuovi giacimenti di idrocarburi nel Khuzestan!

Il Khuzestan iraniano é quella provincia nella parte sud-occidentale del paese, al confine con l'Irak, il cui controllo fornì uno dei numerosi pretesti per l'aggressione di Saddam Hussein alla neonata Repubblica Islamica nel settembre del 1980; teatro di aspri combattimenti proprio nella prima fase della guerra, con intense battaglie a Susangerd, Dezful, Abadan e Khorramshahr, da allora la zona é tornata a essere una delle più importanti e produttive regioni petrolifere iraniane e, grazie alle ultime prospezioni sismiche, sembra che questo ruolo sarà confermato anche nel futuro.


Con una conferenza stampa tenutasi ieri, infatti, il Direttore Amministrativo della Compagnia Nazionale Iraniana del Sud per il Petrolio e gli Idrocarburi, Hormuz Qalavand (foto in apertura), ha dichiarato che due nuovi importanti giacimenti di greggio e metano sono stati individuati, rispettivamente, presso i campi petroliferti di Ab-Teimur e Zilaei: il primo ha rivelato una riserva vasta 30.000 metri quadrati e profonda 'almeno' 200, il secondo si é scoperto costituito da almeno sette concentrazioni di gas sparse su una zona di 3000 per 8000 metri e capaci di circa 80 miliardi di metri cubi di metano.

Con queste due importanti scoperte arrivano a 18 i nuovi campi e giacimenti petroliferi scoperti dalla Repubblica Islamica negli ultimi anni, tra essi si conta il colossale giacimento di Ferdowsi, capace di 'almeno' 31 miliardi di barili di greggio. Le attuali riserve petrolifere iraniane sono calcolate, con stime conservative e realistiche, attorno ai 560 miliardi di barili di petrolio, di cui almeno 150 miliardi di tipo 'pesante' ed 'extra pesante' (le qualità più preziose e costose sul mercato).

lunedì 24 gennaio 2011

Israele sgomita per accaparrarsi tutto il gas e il petrolio del Mediterraneo Orientale, l'incognita libanese


Per diversi anni numerose compagnie hanno esplorato e stimato i depositi di idrocarburi nel cosiddetto "Bacino Levantino", ma solo una manciata di figure-chiave politiche ed economiche erano al corrente dei risultati dei loro sforzi, avendo quindi un'idea più o meno precisa del giacimento in questione. Dal 29 dicembre scorso, le autorità israeliane hanno dato al consorzio Usa "Noble Energy Incorporated" la 'luce verde' per rivelare le scoperte fatte, comunicando che la fase di sfruttamento di un primo deposito, locato a 130 km al largo di Haifa e stimato in 450 miliardi di metri cubi di gas naturale,
é praticamente pronta a partire.

Attorno a questo primo giacimento se ne stenderebbe un secondo per altri 700 miliardi di metri cubi e, più a Sud e Sudovest sarebbe in attesa di sonde e trivelle una vera e propria "Grotta delle Meraviglie", ricca di ben 3500 miliardi di metri cubi di gas e un miliardo e 700 milioni di barili di petrolio greggio. La riserva di gas é imponente, e di gran lunga la più economicamente interessante: sarebbe, tanto per fare un esempio, l'undicesima del mondo in senso assoluto; più imponente dei 3170 miliardi di metri cubi Irakeni.

Il Governo israeliano ha affidato lo sfruttamento delle risorse alla Noble Energy e a una serie di compagnie locali (Delek, Avenr, e Ratio O.E.) ma, anziché predisporsi a uno sfruttamento concertato e armonioso coi suoi vicini (come fanno ad esempio l'Inghilterra, l'Islanda e la Norvegia coi giacimenti del Mare del Nord), ha iniziato un'aggressiva campagna di intimidazione per dissuadere i propri vicini dal far valere i propri diritti legali su quegli stessi depositi.

Secondo i rilevamenti geologici e le leggi internazionali vigenti infatti i campi di idrocarburi si estenderebbero fino alle acque territoriali libanesi (ampie fino a 370 Km dalla costa di un paese) in direzione Nord e, per colmo d'ironia, i punti più ricchi del giacimento -circa il 60 per cento del totale- sarebbero esattamente di fronte a Gaza; questi fatti non sono per nulla segreti, tanto che l'Autorità nazionale palestinese aveva fatto costruire due stazioni estrattive nei primi anni duemila, 'Gaza Marine 1' e 'Gaza Marine 2'.

Questi fatti non significano nulla per Israele, abituato da lunga pezza ad imporre i suoi arbitri a una scena politica internazionale troppo debole, divisa, irresoluta o interessata per fargliene pagare il prezzo con l'ostracismo, le sanzioni e le condanne che essi meriterebbero; infatti il Ministro sionista delle Infrastrutture, Uziel Landau (foto sopra), ha già annunciato che lo Stato ebraico si considera intitolato allo sfruttamento esclusivo dei depositi.

Ma i vicini di Israele non sono disposti a vedersi derubare di quel che spetterebbe legalmente loro senza lottare: il Portavoce del Parlamento di Beirut, Nabih Berri (foto sopra), legato al movimento secolare sciita Amal, ha dichiarato che il Libano non rinuncerà alla sua fetta di idrocarburi, invitando il Ministro degli Esteri Ali al-Shami (-sotto- membro della stessa forza politica) a farsi sentire presso il Segretario Generale ONU, Ban Ki-Moon, per impedire che il consorzio sionista attinga a depositi di competenza libanese.

Le prossime settimane e i prossimi mesi ci diranno se, guidato da un Esecutivo veramente autonomo e indipendente, il Paese dei Cedri saprà difendere con le armi della legalità e della diplomazia internazionale i suoi diritti di accesso alle risorse naturali della regione o se, schiacciato nella sottomissione da governanti-fantoccio che si genuflettono in direzione di Washington e Tel Aviv, abdicherà ai suoi diritti per compiacere quanti tirano i fili della screditata coalizione di centrodestra del "14 marzo".