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martedì 30 settembre 2014

L'ottanta per cento degli abitanti di Gaza é favorevole a riprendere i lanci di razzi se Tel Aviv non rispetta i termini di tregua!

Un chiaro segnale a chi parla di 'smilitarizzazione della resistenza' e di simili fole che fanno solamente il gioco dell'aggressore/occupante sionista: una statistica condotta dal Centro Palestinese per le Indagini Politiche rivela come ben l'ottanta per cento del campione rappresentativo degli abitanti di Gaza preso in esame sia favorevole a riprendere immediatamente il lancio di razzi verso il regime ebraico nel caso che quest'ultimo violi flagrantemente le clausole della tregua firmata al Cairo al termine dell'ultimo confronto armato.

Una percentuale significativa considera che Tel Aviv abbia GIA' commesso tali violazioni con le recenti aggressioni armate a pescatori palestinesi, dei quali si era impegnata a riconoscere il diritto a spingersi fino a sei miglia dalla costa per gettare le loro reti.

Questo dimostra irrevocabilmente che, di fronte alla possibilità di una vita da schiavi o di una morte da uomini, coloro che hanno una dignità preferiranno sempre la possibilità della morte, purché raggiunta lottando con la speranza di lasciare un futuro migliore ai loro figli e alla posterità.



venerdì 25 maggio 2012

Sondaggio di 'Stern' rivela: i Tedeschi ritengono Israele 'aggressivo e razzista', é l'Effetto-Guenter Grass!

Un sondaggio sul prestigioso magazine settimanale 'Stern', condotto dall'agenzia 'Forsa' non lascia adito a dubbi, la popolazione tedesca, espressasi in un campione rappresentativo della comunità nazionale, ritiene Israele 'stato aggressivo e razzista, minaccia per la pace regionale e mondiale'. La statistica é stata commissionata poco prima della partenza del Presidente Gauck per la Palestina Occupata dal regime ebraico, prevista il prossimo lunedì per una visita di tre giorni.
Il 59 per cento degli intervistati ha dichiarato di avere un giudizio negativo dello stato sionista, in crescita del 10 per cento rispetto alla percentuale riscontrata tre anni fa in occasione di una simile inchiesta e il 60 per cento ha risposto negativamente al suggerimento che la Germania 'debba qualcosa' a Israele per le persecuzioni messe in atto sei decenni fa dal Terzo Reich verso gli Ebrei. Il 65 per cento, poi, ha risposto "sì" all'idea che la Germania riconosca unilateralmente uno Stato Palestinese.
Ancora, all'udire l'affermazione secondo cui Israele sarebbe "Uno Stato-canaglia che porta avanti i suoi interessi senza considerazione per le Leggi internazionali e i Diritti umani" ben sette Tedeschi su dieci si sono detti concordi, con un aumento dell'11 per cento rispetto al sondaggio 2009. L'arroganza della lobby sionista che tiene in mano i media e i politici pavidi e corrotti dell'Occidente, unita all'intollerabile violenza fattuale e verbale espressa quasi quotidianamente dai politici sionisti stanno aprendo gli occhi a molte persone. Svegliati, Europa! Prendi esempio dal coraggio di Guenter Grass!
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venerdì 1 aprile 2011

I giovani israeliani sono sempre più razzisti!! Sconvolgenti risultati del terzo "Ebert Youth Study"!


Una gioventù livorosa, violenta, antidemocratica, razzista, militarista, che vede nella forza e nella guerra la soluzione a tutti i problemi, che non ha l'immaginazione o la flessibilità per tentare di comprendere "L'Altro", questo é il poco lusinghiero ritratto che emerge dalla lettura della statistica compilata dalla "Fondazione Friederich Ebert", terza edizione di uno studio iniziato nel 1998 e ripetuto nel 2004 sulla base di un campione rappresentativo di giovani (15-18 anni) e giovani adulti israeliani (21-24).

A causa di famiglie sempre più assenti e di un indottrinamento scolastico e religioso sempre più invadente e martellante (anche a causa dello spostamento sempre più a destra dell'asse politico dello Stato ebraico) la gioventù di Israele é sempre più permeata dei 'disvalori' del nazionalismo, del razzismo e della glorificazione della guerra e della persecuzione dei Palestinesi, che nella loro 'Weltanschauung' sono ormai totalmente disumanizzati.

Il 62 per cento dei giovani ebrei intervistati vorrebbe privare i Palestinesi di qualunque diritto; la maggior parte di essi ritiene che Israele debba diventare sempre più 'ebraico' e sempre meno 'democratico', con una preoccupante propensione verso 'Un capo forte' (60% delle risposte), e un'altrettanto preoccupante sottovalutazione del pericolo del crescente fondamentalismo religioso ebraico (che non impensierisce che il 23% degli intervistati).

Coltivando una simile gioventù Israele si condanna a un futuro di lotte sempre più violente e intransigenti, non solo contro gli abitanti originari della Palestina, invasa e occupata a partire dalla fine del 19esimo secolo dai propugnatori del Sionismo, ma probabilmente contro tutti i suoi vicini. Questa prospettiva, innanzi tutto dovrebbe preoccupare gli stessi cittadini israeliani, che, come i topi di Hamelin, continuano invece a seguire i "pifferai" della destra religiosa e nazionalista, incuranti del precipizio verso il quale essi li stanno portando.

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lunedì 14 marzo 2011

Statistica commissionata da Al-Jazeera rivela: i cittadini europei sono sempre più critici nei confronti di Israele!


Il 'Centro studi Al-Jazeera', in cooperazione con l'associazione 'Middle East Monitor - Memo' e il 'Centro ricerche musulmano in Europa' (EMRC) hanno portato avanti uno studio congiunto nelle settimane tra gennaio e febbraio 2011 per valutare le modifiche e variazioni delle percezioni di Israele e dei Palestinesi nell'opinione pubblica europea; questo tema era stato affrontato per l'ultima volta nel 2003, quando i risultati scioccarono molti rappresentanti delle lobby filosioniste "a sei punte" rivelando che una consistente parte degli intervistati considerava Israele 'una minaccia alla pace'.

A quasi un decennio di distanza si può ben dire, guardando i risultati, che la generale ostilità dell'opinione pubblica europea verso lo Stato ebraico e le sue politiche aggressive, segregatorie e razziste non ha fatto altro che approfondirsi e definirsi, a dispetto di tutti i tentativi di "Hasbara" filo-sionista e nonostante i milioni di dollari sperperati per foraggiare blog, siti e 'gruppi di opinione' filo-israeliani.

Riassumento alcuni risultati della ricerca (scaricabile e consultabile nella sua completezza QUI e QUI), possiamo anticipare che:

  • - Il 13 per cento degli oltre 7000 intervistati ritiene Israele "Il più grande pericolo odierno per la pace mondiale".
  • - Il 34 per cento dagli interrogati ritiene che Israele non sia una vera democrazia.
  • - Il 39 per cento ha dichiarato che considera la persecuzione israeliana dei Palestinesi come un fattore primario del clima di tensione fra occidente e mondo arabo.
  • - Il 40 per cento degli intervistati pensa che l'esistenza della colonie ebraiche illegali sia il più grande ostacolo alla stipula di un solido trattato di pace e coesistenza tra ebrei e palestinesi.
  • - Il 41 per cento degli intervistati pensa invece che il regime di segregazione e Apartheid sionista sia da indicare come causa primaria del collasso del 'processo di pace'.
  • . Il 45 per cento dei soggetti interrogati ha dichiarato che Hamas dovrebbe essere 'parte integrante' del processo di pace.
  • - Il 48 per cento degli intervistati ritene che Israele sfrutti per propri fini politici ed economici le passate persecuzioni patite dagli ebrei europei.
  • - Esattamente la metà degli interrogati ritiene che criticare le politiche dello Stato ebraico non equivalga ad esprimere odio pregiudiziale contro gli Ebrei e il giudaismo.
  • - Il 53 per cento dei soggetti ha definito "illegale" il blocco economico delle frontiere di Gaza.
  • - Il 54% delle risposte affermano che Gerusalemme dovrebbe essere una città libera sotto controllo internazionale.
  • - 58 persone su cento interpellate hanno rifiutato l'idea di cambiare le norme sulla giurisdizione internazionale per i crimini di guerra.
  • - 60 intervistati su cento hanno definito "Un crimine di guerra" il 'pogrom' militare sionista contro la Striscia di Gaza.
  • - 64 su cento invece sono stati coloro che hanno definito "criminale" l'attacco israeliano alla Mavi Marmara, dove perseo la vita più di 10 attivisti umanitari.
  • - Il 65 per cento degli intervistati ritengono che Israele discrimini la propria popolazione a seconda di etnia, ceppo, razza, religione.
  • - Il 67 per cento avverte l'influenza della lobby ebraica nella maggior parte della politica estera e anche interna del suo paese.

- Sette intervistati su 10 ritengono che la "Lobby a Sei Punte" influisca pesantemente sul discorso politico-mediatico, influenzando surrettiziamente la percezione del cosiddetto 'conflitto' israelo-palestinese.

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