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giovedì 13 novembre 2014

Dichiarazione del portavoce delle Brigate Qassam Abu Obeida: "Anche per Al-Quds l'Era della Vittoria si avvicina!!"

Intervenendo ieri sera a una manifestazione delle Brigate Ezzedine Al-Qassam il Portavoce ufficiale del braccio militare di Hamas, Abu Obeida ha proclamato che il movimento di Resistenza é pronto a iniziare la lotta armata anche in Cisgiordania e che per la santa città di Al-Quds, occupata e minacciata dagli invasori sionisti, é vicino l'inizio dell'Era della Vittoria.Abu Obeida ha anche avvertito l'entità sionista di occupazione che, se le clausole sottoscritte per il raggiungimento della tregua nell'estate scorsa non verranno rispettate e se la ricostruzione della Striscia di Gaza dovesse continuare a venire sabotata, si assisterà a una nuova "esplosione". "Il combattimento non é ancora finito", ha chiosato il portavoce delle Brigate Qassam.

martedì 30 settembre 2014

L'ottanta per cento degli abitanti di Gaza é favorevole a riprendere i lanci di razzi se Tel Aviv non rispetta i termini di tregua!

Un chiaro segnale a chi parla di 'smilitarizzazione della resistenza' e di simili fole che fanno solamente il gioco dell'aggressore/occupante sionista: una statistica condotta dal Centro Palestinese per le Indagini Politiche rivela come ben l'ottanta per cento del campione rappresentativo degli abitanti di Gaza preso in esame sia favorevole a riprendere immediatamente il lancio di razzi verso il regime ebraico nel caso che quest'ultimo violi flagrantemente le clausole della tregua firmata al Cairo al termine dell'ultimo confronto armato.

Una percentuale significativa considera che Tel Aviv abbia GIA' commesso tali violazioni con le recenti aggressioni armate a pescatori palestinesi, dei quali si era impegnata a riconoscere il diritto a spingersi fino a sei miglia dalla costa per gettare le loro reti.

Questo dimostra irrevocabilmente che, di fronte alla possibilità di una vita da schiavi o di una morte da uomini, coloro che hanno una dignità preferiranno sempre la possibilità della morte, purché raggiunta lottando con la speranza di lasciare un futuro migliore ai loro figli e alla posterità.



sabato 30 agosto 2014

La Jihad Islamica rivela: "Abbiamo lanciato 3000 razzi contro obiettivi sionisti e oltre 900 colpi di mortaio!"

Dall'otto luglio in avanti, nel corso dell'ultimo, drammatico e sanguinoso confronto militare tra Tel Aviv e Gaza, le forze delle Brigate Al-Quds della Jihad Islamica Palestinese schierate nella Striscia litoranea hanno colpito obiettivi del regime ebraico con circa tremila razzi e fatto piovere sulle truppe inviate da Netanyahu oltre novecento bombe di mortaio.

Questi i numeri sciorinati dal portavoce militare dell'organizzazione filoiraniana di Resistenza nel corso di una conferenza stampa che si é concentrata sui risultati militari conseguiti in queste settimane di lotta: 60 razzi a lungo raggio sono piovuti su Tel Habib, Dimona, Al-Quds e Netanya, mentre poco più di 650 razzi 'Grad' hanno colpito bersagli più prossimi come Ashdod, Beersheba, Ashkelon and Ofkim.

Le forze di terra delle Brigate Al-Quds, inoltre, hanno contribuito efficacemente, seconde per numero di combattenti e grandezza dei loro risultati solo ai camerati delle Brigate Qassam, agli scontri di terra contro le truppe sioniste, contribuendo decisamente al pesante bilancio di perdite (circa centosettanta morti, nonostante i comandi sionisti ne ammettano meno di un terzo) che ha costretto gli invasori a ritirarsi dalle posizioni occupate ancor prima del definitivo cessate il fuoco.

venerdì 29 agosto 2014

Le Brigate della Resistenza tengono conferenza congiunta nel quartiere di Shujaya: "La guerra recente ci ha unito sempre più!"

Le Brigate Ezzedine al-Qassam, le Brigate Al-Quds, le Brigate Salah ad-Din, Le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, quelle Abu Ali Mustafa, quelle di Resistenza Nazionale, le Brigate al-Husseini  e altri gruppi minori della Resistenza Armata palestinese hanno tenuto una conferenza congiunta a Gaza nel quartiere devastato di Shujaya, che per molti giorni é stato occupato dalle truppe di terra sioniste nel corso dell'ultima guerra.

Tra le macerie dove l'arroganza ebraica é stata abbattuta, calpestata e sepolta dai prodigi di valore dei combattenti palestinesi i rappresentanti delle varie organizzazioni, circondati da una selva di microfoni, reporter, teleoperatori e sostenitori in delirio si sono avvicendati per testimoniare come le ultime settimane di lotta siano servite ad avvicinare tra loro le varie organizzazioni e a rendere più vicino l'obiettivo di un comando congiunto permanente per le operazioni armate contro l'occupazione sionista.

"Non siamo qui a rivendicare questo o quel contributo all'ultima, rifulgente vittoria palestinese, ma per sottolineare il valore dell'Unità Nazionale che deve fornire il suo valido e persistente supporto agli uomini della Resistenza Armata". Ha detto il portavoce ufficiale delle Brigate Qassam, Abu Obeida.

mercoledì 27 agosto 2014

Il leader della Jihad Islamica celebra la vittoria di Gaza: "Nessuna fiducia in alcun 'negoziato'; esiste solo la lotta armata!"

Ancora una volta viene dimostrato coi fatti che l'unico linguaggio inteso dalla mostruosa entità sionista di occupazione é quello delle armi e che nessuna concessione si può aspettare da Tel Aviv, eccezion fatta per quelle strappate sul campo di battaglia infliggendole danni insopportabili dal punto di vista economico, politico, tattico.

Questo in sintesi il pensiero del leader supremo della Jihad Islamica Ramadan Shallah che, intervenendo poco dopo l'annuncio del cessate il fuoco permanente ottenuto dalla mediazione egiziana ha ammonito il Popolo di Palestina a restare preparato a nuove prove visto che la lotta testé conclusa a Gaza é solo il prodromo di altre che porteranno eventualmente alla distruzione del regime ebraico.

Shallah ha poi ringraziato tutti gli attori statali e non statali che hanno dato il loro contributo ad armare, addestrare e perfezionare le unità combattenti delle Brigate palestinesi, tra cui le Brigate Al-Quds della Jihad.

venerdì 8 agosto 2014

Abu Obeida: "Siamo pronti a riprendere in ogni momento i combattimenti contro i sionisti: Tel Aviv ha tutto da perdere!"

Gli uomini e le organizzazioni della Resistenza Armata di Gaza sono popolari come non mai tra la popolazione della Striscia e sono pronti in ogni istante a riprendere le armi contro il nemico sionista, il regime ebraico di occupazione ha tutto da perdere, politicamente, mediaticamente, economicamente e militarmente nel caso in cui dovesse riprendere le proprie aggressioni.

Così si é espresso, in una conferenza stampa rilasciata prima della scadenza delle 72 ore di tregua, il portavoce delle Brigate Ezzedine al-Qassam, Abu Obeida; in effetti sono diversi i segnali che lasciano presagire come improbabile una ripresa delle azioni militari sioniste contro la Striscia. Innanzi tutto il fatto che tutti i riservisti richiamati le scorse settimane siano stati rimandati a casa.

In second'ordine il fatto che, con aperta menzogna, Tel Aviv al momento del suo ritiro avesse annunciato di 'avere raggiunto gli obiettivi' della sua ingiustificabile aggressione. Se la dovesse riprendere, sarebbe chiaro a tutti come quell'affermazione fosse totalmente falsa e strumentale.

giovedì 24 luglio 2014

Mentre l'ONU si balocca tra 'ludi cartacei' e cerchiobottismi a Gaza la Resistenza continua a dare scacco ai sionisti!!

Con vomitevole 'cerchiobottismo' il can-can internazionale recentemente tenutosi al Palazzo di Vetro ha 'pensato bene' di accusa indiscriminatamente di possibili 'crimini di guerra' l'entità sionista di occupazione della Palestina e la Resistenza della Striscia di Gaza aggredita e massacrata, mettendo così schifosamente sullo stesso piano invasori e invasi, aggresori e aggrediti, sterminatori e sterminati.

Di fronte alle 'anime belle' marciatrici di Assisi e sventolatori di stracci da gay pride ripetiamo il nostro convinto, radicale assunto che solo le armi e la lotta potranno liberare la Palestina in faccia a ogni ghandismo fuori  tempo massimo, a ogni panciafintismo di comodo.

Registriamo con piacere dal sito del Partito Socialista della Nazione Siriana, sempre informatissimo in merito, che la Resistenza palestinese ha fatto detonare diverse cariche esplosive sotterrate a Est dell'area industriale di Jabalyia e nei dintorni di Khan Younis per intercettare e respingere tentativi di avanzata di colonne corazzate sionaziste.

A Beit Lahiya e a Khuza'a invece sono state le forze delle Brigate Al-Quds della Jihad Islamica a respingere compagnie sioniste che cercavano di penetrare nella Striscia investendo le loro avanguardie con un torrente di colpi di mortaio.

venerdì 11 luglio 2014

I razzi di Gaza vengono dalla Siria! La vendetta di Assad passa dalla Palestina!! Offensiva finale programmata ad Aleppo!!

Nonostante il fatto che l'attuale dirigenza politica di Hamas abbia deciso due anni e mezzo fa di disonorare oltre un decennio di ospitalità ricevuta dalla Nazione siriana e dal suo legittimo Governo per schierarsi apertamente con la sedizione mercenaria foraggiata dalla NATO, dalle monarchie reazionarie e in ultimo da Israele, Damasco ha continuato stoicamente a rifornire di armi avanzate le Brigate dedite all'ideale della Resistenza e della Lotta Armata: i razzi da 300 millimetri che in questo momento stanno colpendo Yafo, Tel Aviv, Haifa, Gerusalemme Occupata sono in Palestina grazie alla Siria e grazie ad Assad.
Intanto a Nord di Aleppo é pronta a scattare l'Operazione Canopus Star, per la quale l'Alto Comando dell'Esercito ha mobilitato 5000 miliziani della Forza di Difesa Nazionale, una Divisione Corazzata, una Divisione Meccanizzata e unità scelte di commando, parà e altri specialisti.

Scopo dell'operazione é quello di arrivare all'eliminazione di circa tremila terroristi che rimangono nella zona settentrionale sopra la metropoli ormai liberata e che verrebbero investiti da un'avanzata "a tridente" che avrebbe una direttrice da

giovedì 10 aprile 2014

La Jihad Islamica Palestinese predica la cooperazione tra fazioni per catturare nuovi soldati sionisti!!

La Jihad Islamica Palestinese ha ufficialmente ripetuto il proprio invito agli attori della Resistenza armata (in primo luogo le sue stesse Brigate Al-Quds) a rapire militari dell'occupazione ebraica da usare come merce di scambio con prigionieri palestinesi.

La tattica, già sfruttata in passato, ha portato a enormi successi come nel caso dell'ebreo francese Gilad Schalit, rilasciato in cambio di centinaia e centinaia di prigionieri, alcuni dei quali veri e propri eroi ed eroine della lotta per la Liberazione della Palestina.

Ahmad al-Modallal, dirigente della Jihad, ha dichiarato: "E' dovere di tutte le fazioni della Resistenza armata cooperare al fine di liberare i nostri prigionieri, di tutti i metodi sperimentati finora quello che offre le migliori garanzie di successo é il sequestro di militari dell'entità sionista".

Modallal ha altresì dichiarato la propria sfiducia in qualunque genere di 'trattativa' col regime ebraico, evidenziando come in vent'anni di 'negoziati' i cacicchi di Fatah non abbiano ottenuto altro che di permettere a Tel Aviv di fagocitare sempre più terra palestinese e opprimere sempre più odiosamente il Popolo di Palestina.

giovedì 3 aprile 2014

Hosseini: "Il ridicolo incidente di 'Iron Dome' dimostra il nostro vantaggio strategico sull'entità sionista!"

Il Portavoce del Comitato dei Majlis (Parlamento) per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera, Hossein Naqavi Hosseini a commentato con toni aspramente sarcastici l'auto-bombardamento avvenuto ieri nella Palestina sottoposta ad occupazione sionista quando una batteria di "razzi anti-razzo" Iron Dome ha lanciato due o tre proiettili contro la cittadina turistica di Umm Rashrash (eilat).

L'avvenimento, secondo quanto dichiarato da Hosseini, dimostra con eloquenza come 'Iron Dome' non sia altro che un 'bluff' atto a proiettare un'illusione di forza che in realtà il regime ebraico di occupazione non possiede, un mero sforzo compensatorio per ammorbidire la dura realtà che ad ogni scambio di colpi tra forze di occupazione e Resistenza vede queste ultime allungare sempre di più il raggio e la potenza dei loro mezzi balistici.

Il legislatore iraniano ha indicato come, nonostante tutti gli sforzi profusi in merito ancora non possa dirsi che esistano sistemi di avvistamento precoce e intercettazione in grado di contrastare con puntualità ed efficacia un bombardamento balistico consistente


mercoledì 2 aprile 2014

Ennesima figuraccia per "Iron Dome", il catorcio sionista 'impazzisce' e spara tre razzi (anti-razzo!) contro Umm Rashrash!!

Umm-Rashrash (Eilat nel parlay sionazista) é stata colpita ieri da tre proiettili a razzo: immediatamente le forze ebraiche di occupazione della Palestina hanno lanciato l'allarme, hanno parlato di "razzi Grad lanciati dal Sinai", hanno costretto un aereo in avvicinamento alla cittadina a parcheggiarsi ad alta quota interrompendo le manovre di atterraggio.

Ore dopo il presunto attacco, l'imbarazzantissima ammissione, non erano stati militanti della Resistenza palestinese a prendere di mira la città ma la stessa batteria di inaffidabili (e costosissimi) razzi 'Iron Dome' che dovrebbe "proteggere" Umm Rashrash dai proiettili della Jihad Islamica, delle Brigate Qassam e delle altre organizzazioni per la liberazione della Palestina.

La batteria di razzi-anti-razzo sarebbe andata "in corto" per problemi dovuti alla scarsa qualità della sua componentistica elettronica e avrebbe 'lasciato andare' due salve verso la città, che sono piovute sulla periferia apparentemente causando solo danni materiali.

"Iron Dome" é il fallimentare e chimerico progetto che dovrebbe 'bloccare' gli attacchi balistici palestinesi (così come gli ancora più inutili 'Arrow' e 'Magic Wand' dovrebbero intercettare i missili iraniani); in realtà dopo centinaia di milioni di dollari spesi e anni di 'messa a punto' i suoi risultati sono del tutto trascurabili: ancora durante l'ultimo scambio di fuoco tra Gaza e regime ebraico esso avrebbe (e riportiamo cifre sioniste, quindi probabilmente ritoccate per eccesso) intercettato tre razzi su novanta.

Inoltre quando fa 'cilecca'  Iron Dome causa ulteriori danni visto che, sparando a raggio cortissimo, i numerosi proiettili che mancano il bersaglio cadono tutti in territorio occupato, con gravi conseguenze anche per gli occupanti illegali sionisti (e ben gli sta).

martedì 6 novembre 2012

Operazione della Resistenza palestinese a Kissufim distrugge 'jeep' sionazista e ferisce tre militari di Tel Aviv!

A Est di Khan Younis, lungo il confine meridionale tra la Striscia di Gaza e la Palestina ancora sottoposta a occupazione sionista un veicolo fuoristrada dell'esercito sionazista stava procedendo ad alta velocità quando una carica esplosiva abilmente piazzata da militanti della Resistenza armata palestinese é stata fatta brillare sotto di esso, distruggendolo completamente.

I tre occupanti del mezzo, proiettati fuori dalla violenza dell'esplosione, hanno riportato varie ferite: uno versa in condizioni di media gravità mentre gli altri due non destano particolari preoccupazioni. Già lo scorso 26 ottobre le Brigate Abu Ali Mustafa del PFLP avevano colpito duramente le truppe sionaziste. Questa azione, tutavia, non é ancora stata rivendicata.
A sentire il rapporto rilasciato dalle forze armate di occupazione, dopo l'esplosione colpi di arma da fuoco sarebbero stati esplosi all'indirizzo della carcassa del mezzo. Salutiamo i responsabili di questa coraggiosa azione armata e ci auguriamo che le loro prossime operazioni infliggano un tributo ben maggiore ai nemici del Popolo palestinese, ai negatori dei suoi Diritti inalienabili.
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sabato 1 settembre 2012

Il Deputato palestinese Abu Halabiya: "Resistenza armata necessaria per proteggere Gerusalemme dalla giudaizzazione forzata!"

Ahmed abu Halabiya, Deputato al Consiglio Legislativo Palestinese e Capo della Commissione per Gerusalemme ha lanciato un appello perché tutte le forze della Resistenza palestinese attivino le proprie unità armate e si coordinino per portare avanti una campagna di Resistenza contro i tentativi sionisti di giudaizzare a forza la città cancellando il suo millenario carattere arabo, cristiano e musulmano.

L'opzione delle armi, ha spiegato Abu Halabiya, non deve essere scartata a priori, anzi, il ritmo delle violazioni, delle aggressioni, delle persecuzioni etnice attualmente in atto nella Città Santa di Al-Quds deve portare i gruppi della Resistenza a considerarla sempre di più.

Halabiya ha anche dichiarato che é obbligo morale degli stati della Lega Araba e dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica fornire ai Palestinesi i mezzi con cui sostenere la loro risolutezza nell'affrontare e respingere i tentativi giudaizzatori del regime di occupazione della Palestina.
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sabato 25 agosto 2012

Commoventi immagini del ritorno di Sadki al-Makt, accolto dai compatrioti del Golan occupato, religiosi cristiani e islamici e una delegazione palestinese!


Abbiamo già dato notizia della recente liberazione di Sadki al-Makt, abitante del Golan siriano illegalmente occupato dal regime ebraico in seguito alla sua codarda aggressione alle spalle del 1967 e tenuto in carcere 27 anni, oltre un quarto di secolo, per 'aver fatto parte di un gruppo di Resistenza' (la Resistenza contro l'occupazione militare é Diritto internazionalmente riconosciuto).
Ritorniamo sull'avvenimento per presentarvi il servizio trasmesso dall'iraniana PRESSTV in merito dove si vede, tra le altre cose, con quanta forza non soltanto Al-Makt, che appariva appena uscito dalla prigione sionista con una bandiera nazionale siriana al collo, ma tutti gli abitanti del Golan occupato siano fortemente, ferocemente affezionati alla Siria e al suo Governo legittimo: l'accoglienza riservata al detenuto liberato é stata infatti un tripudio di bandiere nazionali, ritratti di Bashir e Hafez Assad, non un elemento, non un riferimento ai fetidi ratti wahabi pagati da Arabia Saudita, Qatar e Turchia per ordine di Israele e Usa.

Ad accogliere Sadki a casa c'erano pope ortodossi cristiani e imam sunniti, nonché una delegazione palestinese perché, come potete sentire nel filmato: "I nemici della Siria sono gli stessi nemici della Palestina e di Gerusalemme!". Niente di più vero, come testimoniato dalla generosità e dal sostegno che sempre la Siria di Assad (padre e figlio) ha mostrato verso i fratelli palestinesi.
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mercoledì 22 agosto 2012

Cittadino siriano del Golan occupato liberato dal regime ebraico dopo ventisette anni di incarcerazione!

Sadki al-Makt, cittadino siriano del Golan illegalmente occupato dal regime ebraico (in conseguenza del suo attacco a tradimento contro la Repubblica Siriana nel 1967) é stato liberato dopo avere passato 27 anni nelle galere sioniste ed é tornato nella sua cittadina.

Al-Makt aveva solo 18 anni quando, il 23 agosto 1985, venne letteralmente rapito dalle forze di occupazione sioniste e accusato di fare parte di una organizzazione di Resistenza.

La Resistenza all'occupazione straniera, lo ricordiamo, é Diritto universalmente riconosciuto dalla legislazione internazionale. Una corte militare israeliana lo condannò a 27 anni di reclusione in un processo dove gli mancarono tutte le garanzie di equita e che era irregolare a prescindere visto che Al-Makt era un civile e non poteva essere giudicato da un tribunale militare.

L'odissea di Al-Makt ci ricorda quanto brutale e disumana sia l'occupazione ebraica che può venire respinta e sconfitta soltanto con la lotta armata, come insegna l'esempio di Hezbollah in Libano, visto che tentare di 'trattare' con il regime sionista é impresa inutile e improduttiva.
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