Quanto costa un bambino soldato, spesso poco più che adolescente, da far combattere (e spesso morire) sul confine saudita con lo Yemen? Tutto contato meno di 1000 euro. Per questo i Saoud assoldano (o meglio "comprano" da vergognosi trafficanti) centinaia di ragazzini resi orfani dalla loro stessa invasione.
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mercoledì 3 aprile 2019
A Taizz un vero "mercato" di bambini-soldato, per far risparmiare Casa Saoud!
Anche il nostro cliccato e frequentato Canale Youtube si concentra sullo Yemen in preparazione della nostra prossima conferenza ingauna.
Quanto costa un bambino soldato, spesso poco più che adolescente, da far combattere (e spesso morire) sul confine saudita con lo Yemen? Tutto contato meno di 1000 euro. Per questo i Saoud assoldano (o meglio "comprano" da vergognosi trafficanti) centinaia di ragazzini resi orfani dalla loro stessa invasione.
Quanto costa un bambino soldato, spesso poco più che adolescente, da far combattere (e spesso morire) sul confine saudita con lo Yemen? Tutto contato meno di 1000 euro. Per questo i Saoud assoldano (o meglio "comprano" da vergognosi trafficanti) centinaia di ragazzini resi orfani dalla loro stessa invasione.
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mercoledì 6 febbraio 2019
ESCLUSIVO! Il Qatar ha cercato di COMPRARSI la benevolenza della Siria poco prima di Capodanno!
Nuovo video sul nostro visitatissimo Canale Youtube che grazie anche al collegamento col celebre blog PALAESTINA FELIX si avvia a diventare il sito di riferimento per le notizie-video in Italiano su Medio Oriente e Mondo Arabo grazie ai "clic" di migliaia di affezionati lettori.
Il Qatar ultimamente sembra avere molta fortuna nelle sue iniziative, avendo anche colto un importante alloro sportivo proprio in casa degli acerrimi rivali degli Emirati Arabi, ma Suleiman Kahani grazie ai suoi preziosissimi contatti, ha scoperto che l'Emirato, poco prima di San Silvestro ha commesso una grave gaffe nei confronti della Siria.
Scoprite in quale maniera e con quali dettagli nel nostro prezioso contributo filmato!
Il Qatar ultimamente sembra avere molta fortuna nelle sue iniziative, avendo anche colto un importante alloro sportivo proprio in casa degli acerrimi rivali degli Emirati Arabi, ma Suleiman Kahani grazie ai suoi preziosissimi contatti, ha scoperto che l'Emirato, poco prima di San Silvestro ha commesso una grave gaffe nei confronti della Siria.
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giovedì 22 novembre 2018
Un altro comandante curdo eliminato dalla resistenza dei civili siriani, questa volta vicino Manbij!!
Un comandante dei briganti curdi supportati dagli Stati Uniti è stato ucciso a Manbij nel Nord-Est di Aleppo mentre le tensioni si sono intensificate tra la SDF e i civili della regione.
Attivisti dei media ad Aleppo, nella parte orientale, hanno riferito che una bomba è stata fatta esplodere sulla strada Al-Jazeera vicino a Manbij, prendendo di mira e uccidendo il comandante dell'intelligence di SDF Morad.
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venerdì 10 agosto 2018
Scontri tra talebani e forze afghani nella Provincia di Ghazni, a Sud di Kabul!
Continuiamo a presentare notizie dall'Afghanistan, per venire incontro al vostro interesse per quel paese, evidenziato dai dati di lettura di quelle da noi precedentemente proposte.
Almeno 39 militanti talebani e 14 soldati dell'Esercito Afghano sarebbero rimasti uccisi in combattimenti scatenatisi nella giornata di oggi per il controllo della cittadina di Ghazni, capoluogo della Provincia omonima, 120 Km a Sud di Kabul.
Almeno 39 militanti talebani e 14 soldati dell'Esercito Afghano sarebbero rimasti uccisi in combattimenti scatenatisi nella giornata di oggi per il controllo della cittadina di Ghazni, capoluogo della Provincia omonima, 120 Km a Sud di Kabul.
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lunedì 4 dicembre 2017
Il voltafaccia di Saleh, che gli é costato la vita, era frutto di un intenso lavorio degli UAE e del loro Principe Bin Zayed!
Al-Jazeera, emittente 'all-news' del Qatar (quindi per ovvi motivi fin troppo felice di mettere a nudo le 'magagne' degli arcinemici sauditi e dei loro alleati), ha da poco pubblicato un editoriale nel quale si elabora sul retroscena del tentato voltafaccia di Ali Abdullah Saleh nei confronti dei sui alleati Houthi, in conseguenza del quale ha trovato la morte.
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domenica 29 ottobre 2017
Ai microfoni di Al-Jazeera i takfiri ammettono: "L'intervento massiccio di Iraniani ed Hezbollah é stata la svolta nella guerra contro la Siria!"
In un articolo pubblicato sul sito dell'emittente all-news qatariota si é analizzato il ruolo svolto dalla Repubblica Islamica dell'Iran nella protezione della sovranità e integrità territoriale della Siria di fronte all'aggressione orchestrata dall'estero; un atto di aggressione perpetrato tramite decine di migliaia di terroristi arrivati da circa 80 differenti nazioni per rovesciare il legittimo Governo siriano e il Presidente Bashar Assad.
L'articolo riporta testimonianze di diversi comandanti militari dei gruppi ribelli che combattevano contro il Governo siriano.
Fateh Hassoun, già comandante dei terroristi dell'FSA a Homs, ha dichiarato che il Governo siriano nell'estate del 2012 era vicino al tracollo, ed è stato l'intervento militare della Repubblica Islamica dell'Iran e di Hezbollah libanese a permettergli di sopravvivere di fronte all'attacco sostenuto dall'estero.
L'articolo riporta testimonianze di diversi comandanti militari dei gruppi ribelli che combattevano contro il Governo siriano.
Fateh Hassoun, già comandante dei terroristi dell'FSA a Homs, ha dichiarato che il Governo siriano nell'estate del 2012 era vicino al tracollo, ed è stato l'intervento militare della Repubblica Islamica dell'Iran e di Hezbollah libanese a permettergli di sopravvivere di fronte all'attacco sostenuto dall'estero.
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martedì 6 giugno 2017
La Qatar Airways sposta le sue rotte attraverso lo spazio aereo iraniano!
"Da oggi tutti i voli della Qatar Airways destinati all'Africa e all'Europa attraverseranno lo spazio aereo iraniano per raggiungere le proprie destinazioni"; questo il terso comunicato della Compagnia Iraniana per gli Aeroporti e la Navigazione Aerea con cui si annuncia un enorme cambiamento nella politica delle linee aeree mediorientali.
L'attacco economico-diplomatico scatenato dall'Arabia Saudita e dai suoi clienti e lacché contro l'emirato di Doha ha avuto l'effetto di avvicinare ancora di più la Repubblica Islamica con lo stato peninsulare del Golfo Persico.
L'attacco economico-diplomatico scatenato dall'Arabia Saudita e dai suoi clienti e lacché contro l'emirato di Doha ha avuto l'effetto di avvicinare ancora di più la Repubblica Islamica con lo stato peninsulare del Golfo Persico.
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venerdì 16 ottobre 2015
Sgradita sorpresa per i terroristi dell’FSA: il ‘disertore siriano’ era un infiltrato!
Dall’agenzia iraniana FARS apprendiamo che il Luogotenente Hussein al-Ahmad, ufficiale dell’Esercio Arabo Siriano che aveva apparentemente defezionato verso l’FSA nella Provincia di Daraa durante il 2012, si é riunito coi suoi ex-commilitoni dopo oltre tre anni passati nelle fila dell’organizzazione terroristica. Sorprendentemente non é stato arrestato o accusato di tradimento, ma accolto con entusiasmo e affetto: egli infatti ha passato tutti questi mesi a fornire dettagli e informazioni all’Intelligence Militare di Assad su spostamenti, piani, dislocazione e iniziative dell’organizzazione in cui si era inflitrato.
Siccome, nonostante i proclami contrari diffusi dai network sauditi e qatarioti e ripresi acriticamente da agenzie e testate europee e occidentali, i disertori dall’Esercito Siriano verso i terroristi non sono affatto comuni, Al-Ahmad era tenuto in particolare considerazione dai capi dell’FSA, che non mancavano di farlo spesso apparire di fronte alle telecamere; una volta venne persino intervistato da Al-Jazeera. Sempre per tenerlo sotto il ‘riflettore’ dell’attenzione mediatica egli venne anche creato ‘Comandante delle Tribù di Daraa’, per diretta iniziativa del Comando Centrale dell’FSA.
Siccome, nonostante i proclami contrari diffusi dai network sauditi e qatarioti e ripresi acriticamente da agenzie e testate europee e occidentali, i disertori dall’Esercito Siriano verso i terroristi non sono affatto comuni, Al-Ahmad era tenuto in particolare considerazione dai capi dell’FSA, che non mancavano di farlo spesso apparire di fronte alle telecamere; una volta venne persino intervistato da Al-Jazeera. Sempre per tenerlo sotto il ‘riflettore’ dell’attenzione mediatica egli venne anche creato ‘Comandante delle Tribù di Daraa’, per diretta iniziativa del Comando Centrale dell’FSA.
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martedì 16 giugno 2015
Ex-giornalista di Al-Jazeera: "La rete qatariota ha cooperato coi sionisti per assassinare Abdel Aziz al-Rantisi!"
L'operazione sionista che risultò nell'assassinio del leader di Hamas Abdel Aziz al-Rantisi il 17 aprile di undici anni fa non sarebbe mai andata in porto senza il cruciale contributo della tv satellitare qatariota 'Al-Jazeera', che rivelò ai comandi di Tel Aviv il luogo in cui si sarebbe tenuta un'intervista con lui.
E' quanto ha rivelato il Dr. Yahya Abu Zakariya, ex-opinionista per il canale di Doha, poi licenziatosi e attualmente impiegato presso Al-Mayadeen, canale schierato con l'Asse della Resistenza. Zakariya sostiene che Rantisi, dopo l'assassinio dello Sceicco Yassin, avesse adottato un regime di sicurezza strettissimo ma in occasione dell'intervista stabilita con Al-Jazeera non seppe resistere alla tentazione di tornare a casa per rivedere brevemente i suoi parenti.
E' quanto ha rivelato il Dr. Yahya Abu Zakariya, ex-opinionista per il canale di Doha, poi licenziatosi e attualmente impiegato presso Al-Mayadeen, canale schierato con l'Asse della Resistenza. Zakariya sostiene che Rantisi, dopo l'assassinio dello Sceicco Yassin, avesse adottato un regime di sicurezza strettissimo ma in occasione dell'intervista stabilita con Al-Jazeera non seppe resistere alla tentazione di tornare a casa per rivedere brevemente i suoi parenti.
domenica 15 marzo 2015
Tre quarti di Tikrit in mano alle truppe irakene: "Ci sono meno di sessanta terroristi rimasti nei quartieri interni!"
Meno di sessanta persone, a questo si é ridotta ormai la presenza terrorista a Tikrit, cittadina natale di Saddam Hussein, i cui quartieri sulle rive del Tigri sono rimasti per diversi mesi sottoposti all'umiliante giogo dei 'barbouze' dell'autoproclamato 'califfato' dell'ISIS. Ormai, con tre quarti della città liberata ed ermeticamente isolata da qualunque possibilità di controffensiva o rinforzo ai terroristi in essa intrappolati, le forze irakene hanno deciso, anche per evitare perdite dovute a mine e trappole esplosive certamente seminate dai takfiri, di attendere l'intervento di unità specializzate per ripulire i pochi quartieri ancora infestati dal 'Daash'.
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mercoledì 7 gennaio 2015
Il Governo irakeno "mette all'indice" Al-Jazeera e Al-Arabiya, succursali dello spionaggio degli emiri filo-ISIS!!
Chiunque abbia un minimo di coscienza politica e storica sul Medio Oriente attuale sa benissimo che le cosiddette 'reti satellitari' Al-Jazeera (qatariota) e Al-Arabiya (saudita) non sono altro che canali secondari dei servizi segreti di Doha e Riyadh, usati per diffondere la propaganda filo.takfira e filo-wahabita e per infamare e calunniare i portabandiera dell'Asse della Resistenza anti-imperialista e anti-sionista come Assad, Nasrallah, la Repubblica Islamica e il Governo irakeno.
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venerdì 17 ottobre 2014
Intensi scontri nella Provincia di Anbar, terroristi takfiri respinti da Nassir wa Salam!!
Forze dell'Esercito irakeno sono state impegnate nelle ultime 36 ore in intensi scontri nella provincia occidentale di Anbar contro un tentativo dei militanti wahabiti dell'ISIS/Daash di avvicinarsi alla cittadini di Amiriyah Fallujah, rimasta saldamente sotto il controllo governativo.
Le prime avvisaglie del tentativo takfiro di avvicinamento avevano causato gli allarmistici e infondati rapporti della qatariota Al-Jazeera, della saudita Al-Arabiya e del canale Al-Sharqiya del dubaino Al-Bazzaz riguardo "L'ISIS alle porte di Bagdad".
Come si vede chiaramente al solo nominarli, erano tutti attori interessati a diffondere il panico e la sfiducia per portare avanti i loro loschi interessi di parte.
Il comandante Karim Abdullah Jassem dell'Esercito irakeno conferma che intorno alla capitale Bagdad esistono sette linee difensive che allineano forze rilevantissime delle truppe regolari e delle milizie sciite che in massa hanno risposto all'appello di difesa della patria scattato con l'emersione della minaccia dell'ISIS lo scorso giugno: non solo l'impegnarle, ma anche solamente l'avvicinarsi ad esse richiederebbe un numero di uomini e una forza militare convenzionale che i seguaci del 'califfato' takfiro non hanno mai posseduto e probabilmente non possiederanno mai.
Attualmente le truppe irakene, dopo aver difeso con successo Amiriyah Fallujah, hanno respinto i terroristi anche da Nassir wa Salam, mentre si concentrano e si organizzano le forze per ulteriori avanzate e rastrellamenti.
Le prime avvisaglie del tentativo takfiro di avvicinamento avevano causato gli allarmistici e infondati rapporti della qatariota Al-Jazeera, della saudita Al-Arabiya e del canale Al-Sharqiya del dubaino Al-Bazzaz riguardo "L'ISIS alle porte di Bagdad".
Come si vede chiaramente al solo nominarli, erano tutti attori interessati a diffondere il panico e la sfiducia per portare avanti i loro loschi interessi di parte.
Il comandante Karim Abdullah Jassem dell'Esercito irakeno conferma che intorno alla capitale Bagdad esistono sette linee difensive che allineano forze rilevantissime delle truppe regolari e delle milizie sciite che in massa hanno risposto all'appello di difesa della patria scattato con l'emersione della minaccia dell'ISIS lo scorso giugno: non solo l'impegnarle, ma anche solamente l'avvicinarsi ad esse richiederebbe un numero di uomini e una forza militare convenzionale che i seguaci del 'califfato' takfiro non hanno mai posseduto e probabilmente non possiederanno mai.
Attualmente le truppe irakene, dopo aver difeso con successo Amiriyah Fallujah, hanno respinto i terroristi anche da Nassir wa Salam, mentre si concentrano e si organizzano le forze per ulteriori avanzate e rastrellamenti.
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giovedì 10 aprile 2014
Rankous completamente liberata dalle forze congiunte di Assad e di Hezbollah! Terroristi in fuga dai dintorni di Homs!!
Quando persino il megafono della propaganda qatariota noto come 'Al-Jazeera' ammette la sconfitta dei gruppi mercenari nella regione del Qalamoun e annuncia che con la definitiva caduta di Rankous (preannunciata ieri dalla caduta di un quartiere strategico nelle mani dell'Esercito Siriano) l'operazione di chiusura dei condotti libanesi di rifornimento e rinforzo alle bande terroriste è praticamente conclusa si ha la certezza di trovarsi di fronte a una grande vittoria delle truppe regolari siriane e dei loro alleati di Hezbollah, Iraniani e Irakeni.
Contemporaneamente abbiamo ricevuto la notizia che nei dintorni di Homs i gruppi terroristi wahabiti ancora attivi hanno annunciato che abbandoneranno definitivamente la zona entro 48 ore, non avendo ormai alcuna linea di rifornimento operante ed essendo arrivati all'estremo delle loro forze, privati di cibo, munizioni, rinforzi e ogni genere di assistenza che prima li raggiungeva (anche attraverso il Qalamoun), essendo Homs distante poche dozzine di chilometri dal suo hinterland.
Si vede come le vittorie in una regione si ripercuotano altrove, liberando sempre più territorio, lasciando l'iniziativa sempre più saldamente in mano alle forze del Governo che possono decidere a loro agio come e dove colpire il nemico.
Contemporaneamente abbiamo ricevuto la notizia che nei dintorni di Homs i gruppi terroristi wahabiti ancora attivi hanno annunciato che abbandoneranno definitivamente la zona entro 48 ore, non avendo ormai alcuna linea di rifornimento operante ed essendo arrivati all'estremo delle loro forze, privati di cibo, munizioni, rinforzi e ogni genere di assistenza che prima li raggiungeva (anche attraverso il Qalamoun), essendo Homs distante poche dozzine di chilometri dal suo hinterland.
Si vede come le vittorie in una regione si ripercuotano altrove, liberando sempre più territorio, lasciando l'iniziativa sempre più saldamente in mano alle forze del Governo che possono decidere a loro agio come e dove colpire il nemico.
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sabato 25 gennaio 2014
Nella delegazione siriana a Ginevra anche la coraggiosa Luna al-Shibl, giornalista che ha lasciato la corrotta Al-Jazeera!
Come dimostrano evidentemente queste immagini nei ranghi secondari della delegazione siriana alla conferenza di Montreux/'Ginevra 2' siede l'ex-volto di Al-Jazeera Luna al-Shibl, un tempo nota anchorwoman del canale satellitare qatariota che lasciò il suo posto in seguito a una campagna di mobbing scatenata contro di lei ostensibilmente per "problemi di look" ma in realtà dovuta alla sua resistenza alle pretese della corte di Doha di usare il canale televisivo per diffondere propaganda a favore di estremisti come la Fratellanza Musulmana e i terroristi mercenari attivi in Siria.
Sappiamo che poco dopo aver rassegnato le proprie dimissioni da Al-Jazeera la bella e brava giornalista sia stata contattata dal Governo Siriano e assoldata in qualità di consulente media del Ministero dell'Informazione. Con la sua esperienza e conoscenza interna dei meccanismi di Al-Jazeera ha fornito un aiuto importantissimo nel contrastare e svelare le menzogne fabbricate dal canale qatariota.
La Al-Shibl, libanese, é moglie del giornalista Ghassan Qulayb, anche lui ex-Al-Jazeera attualmente impegnato con l'emittente Al-Mayadeen.
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giovedì 12 dicembre 2013
Raid delle forze speciali egiziane nella sede di Al-Jazeera scopre armi e apparecchiature illegali: undici arresti!
Con rapido ed efficace "blitz" le forze di sicurezza egiziane sono penetrate poche ore fa negli uffici dell'emittente tv 'all-news' Al Jazeera; segnando un punto a favore del Cairo nell'aspra querelle con il Governo di Doha e il suo sostegno all'Ikhwan musulmana anche dopo la destituzione dell'Ex-presidente Mursi, la chiusura degli uffici dell'emittente nel paese e lo scioglimento coatto dell'organizzazione islamista.
Undici cittadini del Qatar sono stati trovati nei locali di 'Al-Jazeera', che avrebbero dovuto essere deserti; essi erano intenti a maneggiare 'armi, valuta e apparecchiature satellitari per la trasmissione clandestina'. Alcuni degli arrestati, sembra certo, sono ufficiali dell'Esercito qatariota.
Gli uffici di al Jazeera la Cairo sono stati chiusi il 3 luglio alcune ore dopo la destituzione dell'allora presidente Mohammed Morsi, anche se il canale, che trasmette dal Qatar, è visibile in Egitto. Le relazioni tra Qatar e Egitto si sono deteriorate con l'intervento diretto dei militari guidati dal Generale Al-Sisi nelle questioni politiche nazionali.
Undici cittadini del Qatar sono stati trovati nei locali di 'Al-Jazeera', che avrebbero dovuto essere deserti; essi erano intenti a maneggiare 'armi, valuta e apparecchiature satellitari per la trasmissione clandestina'. Alcuni degli arrestati, sembra certo, sono ufficiali dell'Esercito qatariota.
Gli uffici di al Jazeera la Cairo sono stati chiusi il 3 luglio alcune ore dopo la destituzione dell'allora presidente Mohammed Morsi, anche se il canale, che trasmette dal Qatar, è visibile in Egitto. Le relazioni tra Qatar e Egitto si sono deteriorate con l'intervento diretto dei militari guidati dal Generale Al-Sisi nelle questioni politiche nazionali.
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sabato 21 settembre 2013
In Egitto arrestati dipendenti di Al-Jazeera che tentavano trasmissioni 'pirata' dopo la revoca della licenza al canale qatariota!
Abbiamo già parlato in passato delle misure difensive prese dal nuovo Governo egiziano contro la propaganda filo-ikhwan di Al-Jazeera, il canale del Qatar che ha cercato costantemente di sovra-rappresentare il seguito popolare della Fratellanza Musulmana e di scatenare l'odio settario e il disordine civile dopo la deposizione e l'arresto dell'Ex-presidente Mursi e del precedente esecutivo.
Adesso due impiegati della tv satellitare sono stati arrestati al Cairo mentre cercavano di aggirare il blocco imposto alle trasmissioni attraverso l'uso di apparecchiature 'pirata' installate sul terrazzo di un edificio nel distretto di Agouza.
Comunicando il loro arresto le autorità egiziane hanno rivelato di essere a conoscenza dell'esistenza di "almeno tre altre località, appartamenti in diverse zone della capitale" da cui altri impiegati della tv di Doha hanno trasmesso senza licenza, annunciando che presto adeguati provvedimenti verranno presi a riguardo.
Adesso due impiegati della tv satellitare sono stati arrestati al Cairo mentre cercavano di aggirare il blocco imposto alle trasmissioni attraverso l'uso di apparecchiature 'pirata' installate sul terrazzo di un edificio nel distretto di Agouza.
Comunicando il loro arresto le autorità egiziane hanno rivelato di essere a conoscenza dell'esistenza di "almeno tre altre località, appartamenti in diverse zone della capitale" da cui altri impiegati della tv di Doha hanno trasmesso senza licenza, annunciando che presto adeguati provvedimenti verranno presi a riguardo.
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sabato 7 settembre 2013
Al-Jazeera 'si risente' per le misure di difesa prese dall'Egitto contro la sua velenosa propaganda pro-Ikhwan!
Con un'aria di 'virtù oltraggiata' accuratamente studiata e simulata l'emittente qatariota Al-Jazeera, nota per i suoi legami con i settori più retrogadi ed estremisti della Fratellanza Musulmana, si 'lamenta' delle misure di difesa contro la sua corrosiva, divisiva e settaria propaganda adottati dalle autorità egiziane nelle ultime settimane che sono andati dall'oscuramento del segnale ai raid e alle perquisizioni nei suoi uffici, e all'arresto di alcuni suoi dipendenti, chiaramente implicati nella coordinazione di incidenti e scontri con responsabili della Fratellanza Musulmana.
Le iniziative contro il canale satellitare di Doha hanno seguito la campagna di arresti tra la dirigenza dell'Ikhwan mirata a decapitarne i livelli organizzativi per disinnescare la spirale di violenza in cui essi, dopo essere stati rimossi dal potere, miravano di precipitare in paese arrivando a innescare una guerra civile: senza 'caporioni' in grado di organizzare dall'ombra gli attacchi contro le minoranze cristiane, le forze dell'ordine e gli apparati statali e senza la propaganda venefica del canale qatariota gli episodi di violenza sono drasticamente calati.
Ieri stesso, pur essendo un venerdì, giornata tradizionalmente 'favorevole' alle manifestazioni in tutto il paese si sono registrati appena due morti in scontri tra sostenitori dell'Ikhwan e forze dell'ordine, un numero insignificante se paragonato alle centinaia di vittime di poche settimane orsono.
Le iniziative contro il canale satellitare di Doha hanno seguito la campagna di arresti tra la dirigenza dell'Ikhwan mirata a decapitarne i livelli organizzativi per disinnescare la spirale di violenza in cui essi, dopo essere stati rimossi dal potere, miravano di precipitare in paese arrivando a innescare una guerra civile: senza 'caporioni' in grado di organizzare dall'ombra gli attacchi contro le minoranze cristiane, le forze dell'ordine e gli apparati statali e senza la propaganda venefica del canale qatariota gli episodi di violenza sono drasticamente calati.
Ieri stesso, pur essendo un venerdì, giornata tradizionalmente 'favorevole' alle manifestazioni in tutto il paese si sono registrati appena due morti in scontri tra sostenitori dell'Ikhwan e forze dell'ordine, un numero insignificante se paragonato alle centinaia di vittime di poche settimane orsono.
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domenica 14 luglio 2013
"Che fate, me menate?" Il takfiro Qaradawi 'accompagnato' a calci e pugni dai gorilla dell'Emiro sul jet che lo ha esiliato dal Qatar!
Picchiato, legato e caricato con la forza su un aereo come un pacco postale, questa é stata la scena dell'espulsione di Youssef Al Qaradhawi, predicatore estremista di origine egiziana, esiliato dal Qatar per ordine esplicito del nuovo Emiro Tamim che non ha avuto clemenza nonostante lo stretto rapporto che legava il chierico sunnita a suo padre e a suo zio, che lo avevano ospitato, regaliato del passaporto qatariota, permettendogli l'accesso ai microfono di Al-Jazeera a suo piacimento, rifornendolo copiosamente di contante.
L'ospitalità offerta al predicatore wahabita faceva parte dell'aggressiva politica estera di Doha, che voleva, sostenendo le istanze islamiste più estreme, rifornendo i combattenti takfiri prima in Libia e poi in Siria, mediare tra Hamas e Israele sottraendo il primo all'influenza Iraniana, riuscire a superare 'a destra' l'Arabia Saudita come paese arabo più amico degli Usa e di Tel Aviv. Qaradawi adesso si trova in Egitto, in un ospedale per ricevere le cure dovute alle percosse avute al momento dell'espulsione dal Qatar.
Qualche tempo fa rammentavamo ai nostri lettori che a farsi burattini dei vari 'Mangiafuoco' imperialisti si rischia sempre, una volta esaurita la propria utilità, di venire scartati e gettati nel camino ad ardere, quello che vediamo non fa che confermare la nostra posizione.
L'ospitalità offerta al predicatore wahabita faceva parte dell'aggressiva politica estera di Doha, che voleva, sostenendo le istanze islamiste più estreme, rifornendo i combattenti takfiri prima in Libia e poi in Siria, mediare tra Hamas e Israele sottraendo il primo all'influenza Iraniana, riuscire a superare 'a destra' l'Arabia Saudita come paese arabo più amico degli Usa e di Tel Aviv. Qaradawi adesso si trova in Egitto, in un ospedale per ricevere le cure dovute alle percosse avute al momento dell'espulsione dal Qatar.
Qualche tempo fa rammentavamo ai nostri lettori che a farsi burattini dei vari 'Mangiafuoco' imperialisti si rischia sempre, una volta esaurita la propria utilità, di venire scartati e gettati nel camino ad ardere, quello che vediamo non fa che confermare la nostra posizione.
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Youssef el-Qaradawi
sabato 6 luglio 2013
Povero Qaradawi! Dopo il golpe in Egitto l'Emiro del Qatar sfratta e sospende il passaporto del celebre predicatore sunnita!
"I perdenti non piacciono a nessuno!", così, un po' rozzamente, si potrebbero sintetizzare le vicissitudini dello Sceicco Qaradawi, noto predicatore sunnita che, messo in esilio dal regime di Mubarak, aveva trovato asilo, sostegno e una formidabile piattaforma mediatica per le sue rigide ma nondimeno ispirate orazioni nella capitale qatariota Doha e nei microfoni e nei video di Al-Jazeera. Qaradawi era molto intimo, come prova la foto qui sopra umoristicamente 'ritoccata' del vecchio emiro Al-Thani.
Ma "Aria nuova, scopa nuova!" appena consumata l'abdicazione con salita al trono del nuovo Emiro Tamim, é bastata la detronizzazione in Egitto del Presidente Morsi e dei suoi compagni dell'Ikhwan per far disastrosamente franare le 'azioni' del predicatore cui poco é valso l'aver sperperato il suo patrimonio di credibilità sposando le tesi takfire (molto gradite al vecchio Al-Thani) della falsa 'jihad' da combattere in Siria contro Assad e il suo Governo legittimo e istigando i sunniti egiziani alla violenza omicida contro gli sciiti.
Quindi Qaradawi é stato rapidamente e poco cerimoniosamente espulso da Doha, i suoi documenti qatarioti sono stati rapidamente invalidati e, con l'aria che tira in Egitto, non é detto che i Generali e il Presidente a Interim Adli Mansour siano disposti a riceverlo, col rischio che le sue prediche radicalizzino i sostenitori dell'Ikhwan che già ieri si sono scatenati in violenze. Insomma, ancora una volta viene dimostrato che a mettersi al servizio dell'arroganza dell'Imperialismo e dei suoi servi locali si possono sì ottenere vantaggi, ma del tutto momentanei e transitori, mentre coloro che scelgono la via della Resistenza, quando ottengono risultati, anche a prezzo di grandi sofferenze, possono star certi che essi saranno saldi e duraturi!
Ma "Aria nuova, scopa nuova!" appena consumata l'abdicazione con salita al trono del nuovo Emiro Tamim, é bastata la detronizzazione in Egitto del Presidente Morsi e dei suoi compagni dell'Ikhwan per far disastrosamente franare le 'azioni' del predicatore cui poco é valso l'aver sperperato il suo patrimonio di credibilità sposando le tesi takfire (molto gradite al vecchio Al-Thani) della falsa 'jihad' da combattere in Siria contro Assad e il suo Governo legittimo e istigando i sunniti egiziani alla violenza omicida contro gli sciiti.
Quindi Qaradawi é stato rapidamente e poco cerimoniosamente espulso da Doha, i suoi documenti qatarioti sono stati rapidamente invalidati e, con l'aria che tira in Egitto, non é detto che i Generali e il Presidente a Interim Adli Mansour siano disposti a riceverlo, col rischio che le sue prediche radicalizzino i sostenitori dell'Ikhwan che già ieri si sono scatenati in violenze. Insomma, ancora una volta viene dimostrato che a mettersi al servizio dell'arroganza dell'Imperialismo e dei suoi servi locali si possono sì ottenere vantaggi, ma del tutto momentanei e transitori, mentre coloro che scelgono la via della Resistenza, quando ottengono risultati, anche a prezzo di grandi sofferenze, possono star certi che essi saranno saldi e duraturi!
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lunedì 24 giugno 2013
E' ufficiale! Il grosso grasso Emiro del Qatar ha alzato il sederone dal trono: ha abdicato!!
Come annunciato con largo anticipo su queste pagine (sia lode e grazie alle nostre fonti!) é arrivata oggi da Doha la notizia ufficiale che l'Emiro del Qatar Hamad al-Thani ha abdicato al trono in favore dell'erede diretto, il figlio primogenito della seconda moglie, Principe Tamim.
Il 'valzer' sul trono, cui si accompagnano le dimissioni del 'falco' Hamad bin Jassim (eminenza grigia del vecchio Emiro e contemporaneamente Premier e Ministro degli Esteri, invischiato fino al collo nella palude dei finanziamenti ai terroristi anti-Assad), lascia un notevole 'vuoto' nelle attività estere dell'Emirato, che il neo-incoronato potrà colmare solo dopo un periodo di 'assestamento' di alcuni mesi.
Salito al potere con un 'golpe incruento' nel 1995 il regno di Hamad al-Thani ha visto il Qatar passare da paese petrolifero di secondo piano a diretto sfidante dell'Arabia Saudita per il primato fra le monarchie arabe conservatrici, filoamericane e filosioniste, obiettivo perseguito dall'Emiro con spese faraoniche come quelle sostenute per mettere in piedi il network della menzogna wahabita 'Al-Jazeera' (maldestramente imitato dai Sauditi con Al-Arabiya) e per versare cospicue tangenti alla FIFA per assicurarsi i mondiali di calcio 2022.
Il 'valzer' sul trono, cui si accompagnano le dimissioni del 'falco' Hamad bin Jassim (eminenza grigia del vecchio Emiro e contemporaneamente Premier e Ministro degli Esteri, invischiato fino al collo nella palude dei finanziamenti ai terroristi anti-Assad), lascia un notevole 'vuoto' nelle attività estere dell'Emirato, che il neo-incoronato potrà colmare solo dopo un periodo di 'assestamento' di alcuni mesi.
Salito al potere con un 'golpe incruento' nel 1995 il regno di Hamad al-Thani ha visto il Qatar passare da paese petrolifero di secondo piano a diretto sfidante dell'Arabia Saudita per il primato fra le monarchie arabe conservatrici, filoamericane e filosioniste, obiettivo perseguito dall'Emiro con spese faraoniche come quelle sostenute per mettere in piedi il network della menzogna wahabita 'Al-Jazeera' (maldestramente imitato dai Sauditi con Al-Arabiya) e per versare cospicue tangenti alla FIFA per assicurarsi i mondiali di calcio 2022.
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