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domenica 16 dicembre 2012

L'Unione Africana cerca di convincere Salva Kiir a onorare gli impegni presi riguardo un vertice col Presidente Bashir!

C'é stato tempo dal 27 settembre scorso fino al 5 dicembre per rettificare e conciliare le dispute territoriali tra Karthoum e il regime di Juba guidato dal 'dittatore-cowboy' Salva Kiir, ex-signore della guerra spalleggiato da Usa e Israele che gli hanno concesso di erigere una corrotta, traballante e sanguinaria cleptocrazia nel cuore del Corno d'Africa per i loro interessi neocolonialistici e imperialisti.

Quel tempo é passato invano e, come sottolineato anche recentemente dal Ministro degli Esteri Sudanese Ali Karti, esiste il concreto rischio che il Sudan torni a confrontarsi militarmente con le sue ex-province meridionali (strappategli con un fasullo referendum imposto a suon di campagne di fango cui contribuirono decisivamente le star imbecilli di Hollywood, provincia dell'Hasbara sionista) per il controllo della regione petrolifera di Aybei (la secessione del Sud é stata 'ingegnerata' da Casa Bianca e Tel Aviv sì da privare il Sudan di tutto il suo petrolio e del controllo sulle cateratte del Nilo).
Nonostante il dittatore-mandriano di Juba abbia acconsentito a incontrarsi col Presidente sudanese, quel vertice ha ancora da tenersi, tanto che Il Segretario del Consiglio per la Pace e la Sicurezza dell'Unione Africana Ramtane Lamamra ha dilazionato ogni decisione in merito a dopo l'incontro tra i capi di stato, ricordando tuttavia a entrambi (anche se é da parte sud-sudanese che finora si sono avuti i pretesti più capziosi per continuare a rimandarlo) che esso costituisce un impegno vincolante di fronte ai propri paesi e all'Unione Africana, che deve essere onorato.
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sabato 15 dicembre 2012

Il Ministro degli Esteri sudanese avverte: "Senza un accordo bilaterale su Aybei sarà ancora guerra contro Salva Kiir e il suo regime!"

Il Ministro degli Esteri sudanese Ali Karti ha dichiarato, che riferire la controversa questione della zona di Aybei al Consiglio di Sicurezza ONU costituirà certamente il pretesto per un nuovo confronto armato tra Karthoum e Juba; a causa dell'ostinazione e delle richieste irragionevoli e irricevibili accampate dal regime di Salva Kiir, infatti, é stato impossibile raggiungere un accordo garantito dall'Unione Africana sul destino ultimo dell'area contesa.

Il rozzo 'cowboy' di Juba sa di poter indulgere nella sua condotta non-cooperativa e arbitraria in quanto gode del sostegno delle potenze sioniste e imperialiste che hanno finanziato e sostenuto la campagna di secessione volta a privare il Sudan delle sue zone più ricche di acqua e petrolio. Anche nella regione di Aybei ci sono giacimenti di greggio, tra i pochi rimasti a disposizione del Nord, ma anche su questi Salva Kiir, il caligola africano, vorrebbe allungare le mani.

Karti ha reiterato che un accordo deve essere trovato bilateralmente, con la garanzia dell'Unione Africana e non ricorrendo a organismi internazionali che hanno già in passato mostrato tutta la loro parzialità a favore di Salva Kiir e dei suoi patroni e una innegabile e irragionevole ostilità contro il legittimo Governo di Karthoum e il suo Presidente il Dottor Omar Bashir.
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giovedì 19 aprile 2012

Elettrizzanti dichiarazioni del Presidente sudanese Bashir dirette al dittatore Kiir: "Preparati a ricevere una lezione di Jihad e patriottismo!"


E' con viva soddisfazione, una soddisfazione genuina e sincera che rischia a più riprese di tracimare nell'entusiasmo che stiamo componendo queste righe e non vi nascondiamo, fedeli lettori, che arduo compito sia cercare di contenere e temporaneamente anche reprimere i sentimenti che ci agitano nel tentativo di mantenere una necessaria obiettività, che dobbiamo a voi e ai canoni della deontologia professionale.


Durante un rally di mobilitazione organizzato dalle sezioni giovanili del Partito Nazionale del Congresso a Khartoum il Presidente sudanese Omar al-Bashir ha promesso ufficialmente che le prossime ore porteranno "ottime notizie" dal fronte di lotta nel Sud Kordofan, dove le forze armate del paese sono state recentemente impegnate a respingere un'aggressione mossa dall'Esercito e dalle milizie fedeli al vile dittatore di Juba, Salva Kiir, scherano dell'imperialismo Usa e sionista, servile 'negro di casa' di Obama e Netanyahu.

"Il nostro obiettivo ormai é diventato la liberazione dei cittadini del Sud dal giogo loro imposto da Kiir e dal suo SPLM!" ha dichiarato di fronte a una folla di gioventù estasiata Bashir, "Ormai le cose sono arrivate a un punto in cui la coesistenza é impossibile: o noi occuperemo Juba oppure Kiir e i suoi arriveranno a Khartoum, non esiste abbastanza spazio in Sudan per noi e per la cricca di Kiir, solamente il più forte potrà restare in piedi!".

Bashir ha dichiarato che la liberazione di Heglig rappresenta solo il primo passo verso un obiettivo più grande: "Il totale e radicale annientamento dell'SPLM, che non rappresenta nulla più di un insetto parassita e nocivo che va schiacciato a ogni costo". Il Presidente ha dichiarato che di fronte all'odio inestinguibile e allo sdegno che giustamente prova verso il dittatore di Juba e la sua cerchia nessun sentimento negativo lo anima verso l'innocente popolazione meridionale, che anzi si augura possa continuare una vita indipendente e prospera una volta liberata dal giogo dell'SPLM e dei suoi leader corrotti.

Come lo stolto che va nel panico dopo aver stuzzicato il nido di vespe il regime di Juba balbetta incoerenti appelli all'Unione Africana e ai suoi sponsor imperialisti nel tentativo di evitare o ritardare le prevedibili conseguenze del suo avventurismo militare; il Ministro dell'Informazione di Kiir, tale Barnaba Marial Benjamin, ha dichiarato all'Agence France Presse che: "La questione dei confini va presentata all'UA" ma la sabbia nella clessidra sta per finire mentre Khartoum prepara le giuste iniziative politiche, diplomatiche e soprattutto militari per porre definitivamente termine alla questione.

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