"Alcuni governi occidentali, in particolare Gran Bretagna e Francia, hanno nostalgia per il loro lungo passato coloniale, lo dimostra il fatto di aver tentato di imporre il loro mandato sui popoli del mondo, sotto diversi pretesti per giustificare la loro ingerenza negli affari interni degli stati indipendenti, membri dell'ONU, imponendo loro regimi in linea con i propri interessi". Questa la protesta contenuta nella missiva inviata dal Ministro degli Esteri siriano Walid Moallem al Segretario Generale dell'ONU; il ministero degli Esteri si è lamentato che la Gran Bretagna stia impiegando tutte le sue "capacità ed esperienze coloniali" per destabilizzare la Siria attraverso soldi, media, politica e armi alle organizzazioni terroristiche che operano nella stessa direzione, nonché facilitando la l'arrivo di mercenari stranieri sul territorio siriano.
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lunedì 7 settembre 2015
Vibrata protesta del Ministro degli Esteri Moallem contro le dichiarazioni del Governo inglese!
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giovedì 15 gennaio 2015
Gli artigli di Obama sull'Africa Francofona, la Voce della Russia intervista Luc Michel! (Seconda Parte)
A questo link potrete trovare la prima parte dell'intervista.
La Voce della Russia: Lei ha anche affermato nel corso di uno dei suoi interventi che a volte in Africa: "L'ombra della marionetta francese nasconde la realtà della marionetta americana". Ci spieghi questa sua affermazione.
La Voce della Russia: Lei ha anche affermato nel corso di uno dei suoi interventi che a volte in Africa: "L'ombra della marionetta francese nasconde la realtà della marionetta americana". Ci spieghi questa sua affermazione.
Luc Michel: Io sono anche, come lei saprà, divenuto un leader panafricano ascoltato, al termine di un percorso cominciato più di vent'anni fa nella Jamahiriya libica, il mio giudizio quindi non é quello di un osservatore esterno, molti, troppi pensatori panafricani hanno una visione passatista, una specie di 'blocco logico' che li ancora a visioni di 10, 20 o addirittura cinquant'anni fa. L'odio totalmente giustificato dell'Africa francofona verso la vecchia potenza coloniale capita che a volte nasconda, ai loro occhi, la realtà di una strisciante neocolonizzazione americana.
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mercoledì 14 gennaio 2015
Gli artigli di Obama sull'Africa Francofona, la Voce della Russia intervista Luc Michel!
I nostri articoli sulla situazione in Burkina Faso, per quanto liminari all'area di interesse principale dei nostri sforzi giornalistici, hanno incontrato un buon riscontro di letture da parte del nostro pubblico; per chiarire ulteriormente che cosa stia succedendo (e cosa forse succederà) in Africa, abbiamo appena finito di tradurre per gli amici di Stato e Potenza questa lunga ma interessantissima e illuminante intervista rilasciata da Luc Michel ai microfoni di 'La Voce della Russia', ve la proponiamo sperando che solletichi a sua volta il vostro interesse.
INTERVISTA CON LUC MICHEL (PARTE 1)
Si osservano in questi tempi dei tentativi di cambiamento di regime sul continente africano. A prima vista, molti hanno di questa cosa un'impressione positiva. Il cambiamento é qualcosa di lungamente atteso e desiderato in paesi sottoposti a regimi diretti da marionette corrotte, esse stesse controllate da interessi neocoloniali quasi sempre riconducibili all'antica potenza coloniale. Questo sistema nell'Africa francofona é particolarmente flagrante visto che Parigi a più riprese ha eliminato o rimosso leader africani che osassero sfidare i propri interessi. I combattenti panafricani conducono quindi una lotta accanita per mettere fine a questo sistema ingiusto che é durato per troppo a lungo.
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domenica 16 dicembre 2012
L'Unione Africana cerca di convincere Salva Kiir a onorare gli impegni presi riguardo un vertice col Presidente Bashir!
C'é stato tempo dal 27 settembre scorso fino al 5 dicembre per rettificare e conciliare le dispute territoriali tra Karthoum e il regime di Juba guidato dal 'dittatore-cowboy' Salva Kiir, ex-signore della guerra spalleggiato da Usa e Israele che gli hanno concesso di erigere una corrotta, traballante e sanguinaria cleptocrazia nel cuore del Corno d'Africa per i loro interessi neocolonialistici e imperialisti.
Quel tempo é passato invano e, come sottolineato anche recentemente dal Ministro degli Esteri Sudanese Ali Karti, esiste il concreto rischio che il Sudan torni a confrontarsi militarmente con le sue ex-province meridionali (strappategli con un fasullo referendum imposto a suon di campagne di fango cui contribuirono decisivamente le star imbecilli di Hollywood, provincia dell'Hasbara sionista) per il controllo della regione petrolifera di Aybei (la secessione del Sud é stata 'ingegnerata' da Casa Bianca e Tel Aviv sì da privare il Sudan di tutto il suo petrolio e del controllo sulle cateratte del Nilo).
Nonostante il dittatore-mandriano di Juba abbia acconsentito a incontrarsi col Presidente sudanese, quel vertice ha ancora da tenersi, tanto che Il Segretario del Consiglio per la Pace e la Sicurezza dell'Unione Africana Ramtane Lamamra ha dilazionato ogni decisione in merito a dopo l'incontro tra i capi di stato, ricordando tuttavia a entrambi (anche se é da parte sud-sudanese che finora si sono avuti i pretesti più capziosi per continuare a rimandarlo) che esso costituisce un impegno vincolante di fronte ai propri paesi e all'Unione Africana, che deve essere onorato.
Quel tempo é passato invano e, come sottolineato anche recentemente dal Ministro degli Esteri Sudanese Ali Karti, esiste il concreto rischio che il Sudan torni a confrontarsi militarmente con le sue ex-province meridionali (strappategli con un fasullo referendum imposto a suon di campagne di fango cui contribuirono decisivamente le star imbecilli di Hollywood, provincia dell'Hasbara sionista) per il controllo della regione petrolifera di Aybei (la secessione del Sud é stata 'ingegnerata' da Casa Bianca e Tel Aviv sì da privare il Sudan di tutto il suo petrolio e del controllo sulle cateratte del Nilo).
Nonostante il dittatore-mandriano di Juba abbia acconsentito a incontrarsi col Presidente sudanese, quel vertice ha ancora da tenersi, tanto che Il Segretario del Consiglio per la Pace e la Sicurezza dell'Unione Africana Ramtane Lamamra ha dilazionato ogni decisione in merito a dopo l'incontro tra i capi di stato, ricordando tuttavia a entrambi (anche se é da parte sud-sudanese che finora si sono avuti i pretesti più capziosi per continuare a rimandarlo) che esso costituisce un impegno vincolante di fronte ai propri paesi e all'Unione Africana, che deve essere onorato.
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