Visualizzazione post con etichetta Sudan. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sudan. Mostra tutti i post

mercoledì 3 aprile 2019

In Yemen i Sauditi mandano ragazzi sudanesi a combattere al posto loro!

Il nostro popolare e seguitissimo Canale Youtube ha un nuovo aggiornamento dallo Yemen.

Mohammed Ali al-Houthi, membro del Consiglio Supremo di Ansarullah, ha lanciato un appello ai Sudanesi affinché impediscano che i loro figli adolescenti vengano portati dai Sauditi in Yemen per diventare mercenari.

martedì 5 marzo 2019

Dignitario yemenita accusa gli UAE di aver portato ad Aden un pericoloso comandante dell'ISIS!

Primo dei tre video di ieri pubblicati sul nostro frequentatissimo Canale Youtube!

Un comandante dell'ISIS di nazionalità sudanese, sfuggito alla distruzione del sedicente 'califfato' in Siria, si sarebbe consegnato agli Americani che, portandolo in Irak, lo avrebbero affidato ad agenti Emiratini, che lo hanno scortato fino in Yemen.

Gli UAE si confermano "Taxi per Takfir".

lunedì 17 dicembre 2018

Omar al-Bashir é andato da Assad con un messaggio per Putin?

Nuovo video con ulteriori considerazioni riguardo la prima notizia pubblicata oggi, quella della visita alla Siria da parte del Presidente sudanese Al-Bashir.

Il Canale Youtube si conferma un'ottima piattaforma per espandere e approfondire argomenti già toccati, specie in caso di ulteriori rivelazioni e sviluppi che li chiariscono, o che permettono di vederli sotto nuove luci e prospettive.

Il Presidente sudanese Omar Bashir ha visitato Damasco, é il primo leader arabo a tornare nella capitale siriana!

Il processo di normalizzazione della Siria é sempre più avanzato e, ormai, inarrestabile.

Lo ha dimostrato il Presidente sudanese Omar Bashir, che nella giornata di ieri é arrivato all'Aeroporto Internazionale di Damasco, diventando il primo leader di un paese arabo a tornare nella capitale siriana da otto anni a questa parte.

Come mostra il video che vi presentiamo di seguito, il Presidente siriano Assad é arrivato di persona allo scalo ad attendere il 'collega' e a fare gli onori di casa, ulteriore segno della sicurezza della capitale e dei suoi vasti dintorni, in cui ancora pochi mesi fa era possibile trovare milizie takfire armate.

giovedì 28 giugno 2018

Tra i morti della coalizione saudi-emiratina intorno ad Hodeidah il numero di mercenari africani é ENORME!

Quello che vedete nel montaggio fotografico soprastante é il cadavere di un mercenario sudanese eliminato dai patrioti yemeniti (Esercito Nazionale e combattenti dei Comitati Popolari) nel corso della battaglia sul confine tra Yemen e Arabia Saudita, precisamente nella Provincia di Asir.

Come si vede chiaramente si chiamava Ahmed Suliman Abdelrahim Algdi.

Non sappiamo perché si sia messo al servizio dei più corrotti sovrani del mondo musulmano e arabo per attaccare un paese che in tutta la sua Storia non ha mai avuto ostilità o problemi con la sua patria.

venerdì 18 agosto 2017

Ecco quanto vale un "ascaro" di Casa Saoud mandato a invadere e martirizzare lo Yemen!

Le ONG occidentali vanno in Libia a "pescare" immigrati clandestini per meticciare e "multikulturalizzare" forzatamente l'Europa e preparare la società senza radici, cultura e coscienza di sé auspicata e attesa dai loro padroni dell'alta finanza e della massoneria internazionale.

Gli scafisti di Casa Saoud, più prosaicamente, vanno in Sudan e in Somalia a "pescare" mercenari negri da invare a invadere e distruggere lo Yemen.

Qui ne vediamo uno, comodamente steso nell'Eterno Riposo, per cortesia dei combattenti Houthi dell'organizzazione Ansarullah e dell'Esercito di Sanaa rimasto fedele alla legalità costituzionale.

Sulla schiena ha stese le banconote che gli sono state trovate addosso al momento della morte.

mercoledì 6 maggio 2015

Le difese antiaeree sudanesi abbattono un UAV del regime ebraico a Nord di Khartoum!

Fin dalle prime ore della mattinata siamo stati raggiunti da comunicati e messaggi che pretendevano fosse appena avvenuto un raid militare sionista contro il Sudan, a imitazione di quanto effettivamente avvenuto nel passato recente; tuttavia in mancanza di prove solide abbiamo preferito attendere a riferire tale notizia.

Possiamo adesso confermare, sulla scorta di quanto affermato dal comando delle Forze Armate sudanesi e dal canale Al-Mayadeen che é stata invece la difesa antiaerea sudanese a colpire e abbattee un drone sionista facendolo precipitare a Nord della capitale Khartoum nel Wadi di Seidna.

martedì 6 maggio 2014

La 30esima Flottiglia della Marina Iraniana fa scalo tecnico a Port Sudan nell'ambito delle relazioni Teheran-Khartoum!!

Il portavoce dell'Esercito sudanese Sawarmi Khaled Saad ha dichiarato che le navi della 30esima Flottiglia dell'IRIN hanno gettato l'ancora a Port Sudan (principale scalo sudanese a 667 Km a Nordest della capitale Khartoum) per rifornirsi di carburante.

I civili sudanesi saranno liberi di visitare i vascelli iraniani durante la loro sosta.

Prima di dirigersi verso il Sudan le navi iraniane avevano soccorso una petroliera indiana che stava venendo aggredita da motoscafi pirata, consentendole di riprendere indisturbata la propria rotta verso Suez.

Il Comandante in Capo della Marina sudanese Abdullah al-Matri, durante il suo tour delle navi iraniane ha espresso felicità per le ottime relazioni tra la Repubblica Islamica e il Sudan, chiedendo apertamente che la cooperazione in campo navale tra le due marina venga ampliata e approfondita.

martedì 7 gennaio 2014

Tocca a Omar Bashir, salvare capra e cavoli in Sud-Sudan: il Presidente del Nord é volato a Juba!!

Pensavano, i nanerottoli sud-sudanesi, di poter impunemente staccarsi da Khartoum col sostegno di Usa e Israele, pensavano, di poter infangare il saggio Presidente Bashir con le campagne di menzogne orchestrate dai sionisti di Hollywood e interpretate dalle 'star' decerebrate come Clooney e la Jolie, pensavano, persino, di poter sfidare militarmente il Sudan del Nord (illusione suicida, visto che Khartoum ha da sempre avuto la più antica e avanzata industria militare dell'Africa fin dall'800 quando era l'unico paese del Continente Nero a poter affrontare gli Europei ad armi quasi pari).

Adesso, con il Sud-Sudan sempre più sprofondato nel caos sanguinoso della guerra civile tra i 'ladri di Pisa' Salva Kiir e il suo Ex-vice Riek Machar, tocca proprio a Omar Bashir, preoccupato dela sorte del Sud del SUO paese come se la vile secessione non fosse mai avvenuta (come infatti non doveva avvenire) a precipitarsi a Juba dove viene accolto con tutti gli onori da James Wani Igga, Vicepresidente (per ora) leale a Kiir, fin troppo ansioso che qualcuno sbrogli la complicata e insanguinata matassa.

Omar Bashir al suo arrivo in Sud-Sudan ha specificato che la sua presenza é mirata a coadiuvare e migliorare le possibilità di successo della trattativa sponsorizzata da Etiopia, Kenya e altri paesi dell'Est Africa e non é in alcun modo "in concorrenza" con essa. Lo sforzo di Bashir dimostra quanto stupida e superficiale sia stata la decisione di permettere una secessione che era solo e soltanto negli interessi del regime ebraico e della cabala sionista internazionale.

giovedì 19 dicembre 2013

Suda freddo Salva Kiir! I seguaci di Machar prendono la città-chiave di Bor!!

Ha poco da rallegrarsi il ridicolo 'dittatore-cowboy' Salva Kiir, messo da Obama e Netanyahu a capo dello stato-fantoccio strappato al corpo vivo della nazione sudanese con la complicità di Hollywood e delle sue star imbecilli, ammaestrate dalla propaganda sionista internazionale; le milizie Nuer di Riek Machar, apparentemente allontanate da Juba dopo scontri costati oltre 500 morti e quasi tredicimila profughi in fuga dalla capitale, sono riuscite a prendere il controllo di Bor, cittadina chiave dell'industria petrolifera nazionale (attualmente però impossibilitata a funzionare).

La notizia é stata amaramente confermata dallo stesso portavoce dell'Esercito di Kiir, Philip Aguer, impossibilitato ormai a negare l'evidenza dai numerosi rapporti di cronisti in loco che vedevano l'abitato ormai totalmente in mano ai ribelli. L'Ex-vicepresidente Machar, intanto, ha lanciato un nuovo appello radiofonico alle forze armate invitandole a unirsi alla sollevazione e a deporre Salva Kiir: "Pretendiamo che lasci il potere".

Probabilmente solo le milizie di etnia Dinka rimarranno fedeli a Kiir se Machar saprà consolidare il suo successo a Bor e stabilire un centro di potere alternativo a quello del cleptocrate filosionista. Il Sud-Sudan si precipita a implodere nell'ennesima sanguinosa faida africana? Quanto a lungo bisognerà aspettare per capire che l'autorità di Khartoum era NECESSARIA a tenere in riga le riottose e litigiose componenti etniche meridionali?

lunedì 7 ottobre 2013

La 27esima flottiglia della Marina Iraniana salva per due volte una petroliera dagli attacchi dei pirati!

Secondo quanto riportato nella giornata di ieri dal Contrammiraglio Siavash Jarreh, la Ventisettesima Flottiglia della Marina Iraniana, attualmente in missione nella parte occidentale dell'Oceano Indiano avrebbe messo in fuga per ben due volte sciami di imbarcazioni pirata provenienti dalle coste somale che stavano per dare l'assalto a una petroliera di Teheran.

Dopo aver sventato il secondo tentativo di attacco le navi iraniane (il cacciatorpediniere Sabalan e la portaelicotteri Kharg) hanno scortato la nave mercantile fin oltre le bocche di Bab el Mandeb, consentendole di entrare nelle più tranquille acque del Mar Rosso.

L'intervento contro i pirati é ormai l'ennesimo di una lunga serie di ingaggi coronati da successo che testimoniano l'importante ruolo svolto dall'Iran nella protezione dei commerci e della libertà di navigazione nelle acque internazionali, non soltanto a beneficio di navi della propria flotta commerciale, come testimoniato dall'International Maritime Organization.

Una ventina di giorni fa la Ventisettesima Flottiglia dell'IRIN aveva fatto scalo in visita di cortesia a Port Sudan, nel quadro delle relazioni amichevoli tra Teheran e Khartoum.


martedì 1 ottobre 2013

Hamas a un passo dall'espulsione dal Qatar cerca nuova casa: Beirut, Teheran oppure Khartoum??

Nel rapido riassestamento del Qatar dopo l'abdicazione dell'Emiro Al-Thani in favore del figlio Tamim sembra proprio che il neo-intronato sovrano voglia tagliare i ponti costruiti dal padre non solo con l'Ikhwan e coi predicatori wahabiti come Qaradawi, ma anche con Hamas, con quella parte di Hamas cioé che é stata disposta a tradire l'Asse della Resistenza e a lasciare Damasco per trasferirsi nel Golfo Persico sponda sunnita.

Ultimamente il Segretario di Hamas Mishaal si é lamentato del severissimo controllo cui lui e collaboratori sono sottoposto in Qatar e a stretto giro gli é stato fatto sapere che "se non gli sta bene può sempre andarsene"; andarsene, già, ma dove?

In Egitto le relazioni col Generale Al-Sisi e il suo nuovo Governo sono pessime e il reuccio ascemita Abdallah ha prontamente ritirato l'offerta pure espressa in mesi passati di far tornare Hamas ad Amman; il crollo dell'Ikhwan in Egitto lo ha convinto che l'alba dei Fratelli Musulmani sia già tramontata e un'organizzazione palestinese vicina al Fronte Islamico locale stanziata nella capitale non é più un assetto strategico come prima quando sembrava che Mursi e soci dovessero restare al comando dell'Egitto per chissà quanto.

Le Brigate Qassam chiedono a gran voce che la nuova sede di Hamas sia a Beirut o a Teheran direttamente ma il Governo iraniano ha posto la precondizione che Mishaal e gli altri dirigenti responsabili del tradimento del 2012 tolgano prima il disturbo.

Probabilmente Hamas si sposterà a Khartoum, in Sudan, paese amico e in ottimi rapporti con l'Iran che ha provveduto a rafforzare la sua industria bellica e a usarne spesso le vie di comunicazione per fare arrivare armi alla Resistenza di Gaza.

martedì 23 luglio 2013

Ancora pochi giorni e gli oleodotti sudanesi saranno del tutto "off limits" per il regime di Juba e il suo petrolio!

Sono passati quasi due mesi da quando il Presidente sudanese Omar Bashir ha deciso di portare a compimento la sua minaccia di chiudere al transito del greggio sud-sudanese gli oleodotti nazionali; ricordiamo che il petrolio del Sud-Sudan era di legittima proprietà di Khartoum e del suo Governo, venendogli poi strappato insieme agli acquiferi del Nilo Azzurro con la fasulla 'secessione' del Sud del paese pilotata da Casa Bianca e Tel Aviv.

Da allora la cleptocrazia del ridicolo dittatore Salva Kiir si é lanciata nel consegnare il controllo delle proprie risorse naturali in mani sioniste e nell'usare i proventi petroliferi per finanziare e foraggiare gruppi mercenari terroristi nel Sud Kordofan, per destabilizzare il Sudan e compiacere così i suoi padroni imperialisti.

Piuttosto che vedere i frutti del commercio petrolifero (possibile per il Sud-Sudan soltanto grazie all'uso degli oleodotti del Nord) Omar Bashir ha preferito rinunciare al reddito dei diritti di transito, chiudendo definitivamente i rubinetti al ridicolo 'cowboy' di Juba e alla sua cricca, operazione che verrà definitivamente completata il prossimo 7 agosto.

martedì 11 giugno 2013

Khartoum pronta a escalare l'offensiva economica contro i briganti del Sud-Sudan: "A rischio tutti i nove trattati economici!"

Non c'é solo l'embargo degli oleodotti, già scattato nel corso del week-end, per diretto decreto del Presidente Omar Bashir, tra le armi che il Governo del Sudan può usare contro il regime di Juba e la sua stupida e provocatoria insistenza nel finanziare e aizzare le milizie di briganti attive in Darfur e Sud Kordofan, il Ministro dell'Informazione Abdul Bilal Osman ha annunciato che "tutti gli accordi economici col Sud" sono sul punto di venire cancellati.

Quindi non una (peraltro già caduta) ma ben nove sono le Spade di Damocle che ondeggiano minacciose sopra il ridicolo cappello da cowboy di Salva Kiir; il Sud-Sudan già nel suo stato attuale é un paese fallito dove il 15 per cento dei nati non riesce ad arrivare a compiere cinque anni, dove potrebbe precipitare la sua economia senza il sostegno di Khartoum non é dato saperlo.

Il capo dell'Intelligence sudanese, Mohamed Atta, ha confermato che, a prescindere dalle reazioni che possano arrivare da Sud, il blocco degli oleodotti proseguirà "almeno" per due mesi, quindi fino alla prima decade di agosto.

domenica 9 giugno 2013

"Adesso Basta!" stufo ed esasperato il Governo del Sudan chiude i rubinetti degli oleodotti a Salva Kiir! Sarà per sempre??

Ancora una volta il Governo del Sudan, costretto dalla maniera sfacciata con cui il dittatore di Juba Salva Kiir continua a sostenere movimenti di guerriglieri e briganti attivi nella zona del Sud Kordofan e del Darfur,deve ricorrere a una manovra estrema per portare la cleptocrazia del Sud a più ragionevoli consigli, chiudendo gli oleodotti al transito del greggio (quel greggio che, prima dell'iniqua spartizione caldeggiata da Usa e Israele era totale proprietà di Khartoum).

La decisione non arriva all'improvviso, ancora pochi giorni fa il Presidente Omar Bashir aveva avvertito il collega di essere sul punto di intervenire in tal senso, ma la promessa dell'azione non é bastata a ricondurre Juba alla ragione, vedremo ora, senza più proventi petroliferi a rifornire le tasche sue e dei suoi sicofanti, a finanziare le sue orge e i suoi festini, se il ridicolo 'cowboy' del Sud-Sudan inizierà ad agire in maniera assennata.

L'agenzia ufficiale SUNA ha comunicato: "Il Governo, Presidente Bashir in testa, non permetterà che il denaro ottenuto per mezzo degli oleodotti che attraversano il paese venga poi speso dal Sud-Sudan per minare e distruggere ulteriormente il Sudan del Nord; il Presidente Bashir ha chiamato poi la gioventù del paese a prepararsi per una Sacra Guerra di Difesa della Patria caldeggiando l'apertura delle caserme a quei civili che vogliano addestrarsi nell'uso delle armi per costituire un Esercito popolare, fin dalla giornata di oggi".

giovedì 30 maggio 2013

Omar Bashir lancia l'ultimantum al Sud-Sudan: "Basta al sostegno ai criminali armati del Sud Kordofan o chiuderemo l'oleodotto!"

Ancora una volta le nostre previsioni vengono giustificate e vendicate dai fatti, con la constatazione che tutta la buona volontà, l'onesta disponibilità dimostrata negli ultimi mesi dal Governo di Khartoum per ricomporre e smorzare le frizioni con Juba e il ridicolo dittatore col cappello da cowboy, Salva Kiir si sono dimostrate inutili a fronte della sfacciata impudenza con cui il Sud-Sudan continua a cercare di fomentare la guerriglia di elementi criminali a suo libro-paga oltre la frontiera settentrionale.

Di fronte all'innegabile evidenza del sostegno fornito da Juba ai criminali che il 26 maggio a Dandor (Sud Kordofan) hanno cercato di attaccare le truppe dell'Esercto regolare il Presidente sudanese Omar Bashir ha lanciato un ultimatum al Sud-Sudan avvertendo che, se dovesse continuare a sostenere questi gruppi armati, il Governo del Nord non avrà scelta se non quella di chiudere nuovamente (questa volta defintivamente) gli oleodotti che permettono al Sud di esportare il petrolio (ricordiamo che nell'iniqua partizione del Sud-Sudan dal corpo vivo della nazione a esso sono state assegnate TUTTE le terre più ricche di acqua e petrolio per esplicito desiderio americano e israeliano di impoverire il Nord arabo e musulmano).

Nel frattempo il comandante nella missione ONU in Sud-Sudan  Hilde Johnson ha dichiarato ai media internazionali che il suo corpo di spedizione UNMISS, non é in grado di mantenere il pieno controllo delle zone dove é schierato (principalmente nella regione di Jonglei) a causa della mancanza di mezzi adeguati, specialmente aerei e mezzi di trasporto.



giovedì 11 aprile 2013

Strage di inviati ONU in Sud-Sudan! Lo Stato-fallito di Salva Kiir non riesce a garantire la sicurezza del personale internazionale!

Abbiamo già parlato molte volte di come il Sud-Sudan, 'stato' creato dal complotto Usa-Israeliano per indebolire e impoverire Khartoum, sia in realtà un'entità fallita che non controlla altro che poche dozzine di chilometri attorno alla capitale Juba mentre nel resto del paese vige la vera e propria "legge della giungla" tra bande di predoni, milizie etniche, comandanti del cosiddetto 'esercito' che fanno il bello e il cattivo tempo come veri e propri Signori della Guerra: gli stessi indici delle agenzie ONU parlano chiaro...il 15 per cento dei bambini nati non arriva a compiere 5 anni e il Sud-Sudan mostra indici di sottosviluppo da porlo in competizione con la Somalia per il titolo di nazione più disgraziata dell'Africa Nera.

A confermare quello che abbiamo sempre detto arriva ora la notizia che "sconosciuti aggressori" avrebbero attaccato un convoglio di personale dell'ONU nella Provincia di Jongali, nell'Est del paese. Secondo quanto relato dal portavoce militare di Juba Philip Aguer ci sarebbero stati cinque morti tra il contingente militere indiano e cinque tra il personale ONU civile mentre il Palazzo di Vetro ha parlato anche di otto civili uccisi.

Ovviamente i sicofanti di Salva Kiir, il ridicolo 'cowboy', ne hanno approfittato per lanciare speciose e non sostanziate accuse contro l'Esercito del Sudan, che sono state rispedite al mittente dal Ministero della Difesa di Khartoum che ha fatto notare come ormai da settimane, per rispettare gli impegni presi in sede internazionale il Governo del Sudan ha fatto indietreggiare tutte le proprie forze armate dal confine conteso con l'entità del Sud.

mercoledì 13 marzo 2013

L'ONU costretta a schierare caschi blu nello Jonglei per tener d'occhio i sanguinari miliziani di Salva Kiir!

Abbiamo già scritto di come, dopo aver cospirato insieme al servizio del piano imperialista-sionista per sottrarre al Sudan musulmano e alleato di Iran e Palestina le sue terre più fertili e ricche di petrolio, i due briganti David Yau Yau e Salva Kiir siano venuti alle vie di fatto quando il secondo, diventato 'presidente' per meriti filoamericani e filoisraeliani, non rispettò gli accordi presi con l'ex-sodale che tornò quindi a fare il predone e il bandito nel territorio del neonato (e subito fallito) stato del 'Sud-Sudan'.

Adesso, nonostante il grave pericolo che corrono le sue forze già schierate nell'area (che spesso finiscono sotto il tiro della canaglia in uniforme nominata 'esercito sud sudanese') l'ONU é costretta a infoltire il suo schieramento di 'caschi blu' nello Jonglei per controllare la condotta delle truppe di Salva Kiir che dice si stiano preparando a 'muovere' contro i miliziani di David Yau Yau.

Hilde Johnsson, capo dell'UNMISS (la forza ONU schierata nell'ex-territorio sudanese), ha esplicitamente dichiarato che la violenza normalmente scatenata dai miliziani rivali sulla popolazione é la principale molla che ha spinto le Nazioni Unite a questa mossa; in particolare si temono 'omicidi extragiudiziali' in una regione che per mesi e mesi é stata sconvolta da scontri tribali e interetnici.

sabato 19 gennaio 2013

Si ritirano dal confine col Sudan gli sgherri del dittatore Salva Kiir: si creerà finalmente la DMZ?

I predoni e tagliagole di Salva Kiir, sanguinario 'signore della guerra' elevato al rango di dittatore del Sud-Sudan per 'meriti' filosionisti e filoamericani, che ancora di recente si sono macchiati di stragi e massacri con vittime civili e arrivando a uccidere persino osservatori dell'ONU avrebbero iniziato a ritirtarsi dal confine con il Sudan.

La mossa, se confermata, dovrebbe costituire il primo passo per arrivare alla creazione di una 'fascia di sicurezza' demilitarizzata tra Khartoum e Juba in maniera da rendere impossibile al regime del Sud di ripetere le proprie provocazioni e le proprie aggressioni che in una successione di imbarazzi e cocenti sconfitte hanno punteggiato gli ultimi anni.

In seguito resterà da dirimere la questione del transito del petrolio negli oleodotti e attraverso i terminali di Khartoum (la fasulla 'spartizione' tra Nord e Sud, condotta da 'esperti' allineati con Washington e Tel Aviv ha tolto al Sudan vero e proprio tutte le province più ricche di oro nero, nel tentativo di indebolire il Presidente Bashir).
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 5 gennaio 2013

Mentre dovrebbe tenersi il meeting tra Bashir e Kiir le milizie di quest'ultimo compiono un nuovo massacro!

Mentre in quel di Addis Abbeba dovrebbe essere in corso il vertice patrocinato da Halemariam Desalegn tra il Presidente Omar Bashir e il ridicolo dittatore-cowboy Salva Kiir veniamo raggiunti da un'agenzia che ci inform come nell'area amministrativa di Samaha, nel Darfur orientale, le milizie di Juba abbiano compiuto una strage uccidendo 'almeno' 22 persone e ferendone altre dozzine.

Il massacro sarebbe stato confermato persino da Siddiq Abdul-Nabi, ufficiale dell'amministrazione locale. Questo dimostra che lungi dall'aver "liberato" il Sud-Sudan da chissà quale malvagia 'oppressione' esercitata dal Nord gli uomini di Kiir in realtà occupano le province assegnate loro dal fasullo 'referendum' del 2011 come un esercito di invasori e non esitano a incrudelire contro la popolazione inerme.
Del resto, abbiamo più volte segnalato come i cosiddetti 'soldati' del preteso Esercito regolare di Juba in realtà non siano che un'accozzaglia di briganti, predoni, usi al saccheggio e alla violenza, sommariamente 'ripuliti' e vestiti di uniformi.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.