Il Ministro degli Esteri siriano, Fayssal Mikdad, ha discusso con il Ministro iracheno delle risorse idriche, Mahdi Rashid al-Hamdani, le relazioni bilaterali tra i due paesi fratelli, in particolare per quanto riguarda la cooperazione nel campo delle risorse idriche.
Visualizzazione post con etichetta Acqua. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Acqua. Mostra tutti i post
venerdì 4 febbraio 2022
Siria e Irak, un tempo nemici, sono ormai membri affratellati ed integrati dell'Asse della Resistenza!
Etichette:
Acqua,
Damasco,
Dialogo,
Faysal Mikdad,
Irak,
Mahdi Rashid Hamdani,
Risorse Idriche,
Siria
sabato 5 marzo 2016
Dopo 48 giorni di interruzione ad Aleppo torna l'acqua corrente grazie agli sforzi del Governo!
Quarantotto giorni fa l'ISIS riusciva a danneggiare le tubature e le stazioni di pompaggio che dall'Est della Provincia di Aleppo portavano acqua alla metropoli del Nord.
Già perseguitati da penurie di ogni genere, oltre che dalla presenza di bande terroriste in alcuni quartieri e dal loro fuoco di cecchini e mortai sulle aree liberate dall'Esercito Siriano, gli Aleppini dovevano confrontarsi anche con i pericoli igenici e sanitari di una incerta fornitura di acqua non sempre pulita o potabile.
Già perseguitati da penurie di ogni genere, oltre che dalla presenza di bande terroriste in alcuni quartieri e dal loro fuoco di cecchini e mortai sulle aree liberate dall'Esercito Siriano, gli Aleppini dovevano confrontarsi anche con i pericoli igenici e sanitari di una incerta fornitura di acqua non sempre pulita o potabile.
Etichette:
Acqua,
Acquedotto,
Aleppo,
Fornitura,
ISIS,
Pompaggio,
Sabotaggio,
Takfiri,
Tecnici,
Terroristi
martedì 24 febbraio 2015
Il Ministro dell'Energia iraniano: "Trattative approfondite per costruire dighe in Libano!"
Ingegneria e tecnologie iraniane per il Paese dei Cedri; questo l'argomento dei dialoghi intessuti tra il Ministro dell'Energia di Teheran Hamid Chitchian e il Ministro dell'Ambiente libanese Muhammad al-Mashnuq, che si sono recentemente incontrati nella capitale della Repubblica Islamica.
martedì 7 maggio 2013
Khartoum si mobilita ancora per preservare la pace con l'instabile regime del dittatore Salva Kiir!
Una decisa intensificazione dei contatti diplomatici tra le autorità sudanesi e la variopinta 'corte' del buffo 'uomo forte' di Juba, ecco l'ultima scommessa del Presidente sudanese Omar Bashir dopo che, a opera di uomini armati sconosciuti, la scorsa settimana il leader dei Dinka Ngok Kual Deng Majok e un 'casco blu' etiope del contingente ONU in Aybei sono stati uccisi.
La regione di Aybei fa parte del Sudan eppure, forte del sostegno di Usa e Israele (gli stessi che 'sponsorizzarono' la sua fittizia e fasulla 'campagna per l'indipendenza') il Sud-Sudan accampa pretese su di essa, nel tentativo di togliere a Khartoum anche una delle ultime zone ricche di petrolio e acqua rimastegli dopo la iniqua partizione.
La regione di Aybei fa parte del Sudan eppure, forte del sostegno di Usa e Israele (gli stessi che 'sponsorizzarono' la sua fittizia e fasulla 'campagna per l'indipendenza') il Sud-Sudan accampa pretese su di essa, nel tentativo di togliere a Khartoum anche una delle ultime zone ricche di petrolio e acqua rimastegli dopo la iniqua partizione.
Etichette:
Acqua,
Aybei,
Dinka Ngok,
Diplomazia,
Juba,
Khartoum,
Kual Deng Majok,
Omar Bashir,
ONU,
Petrolio
martedì 26 marzo 2013
Il regime ebraico ruba quotidianamente l'82 per cento dell'acqua assegnata ai Palestinesi dai fasulli 'accordi' di Oslo!
Nel travaglio della Terra di Palestina e del suo Popolo di abitanti legittimi invasi, spossessati e angariati da violenti occupanti che nessun Diritto hanno su quella terra la peggiore, più venefica, nociva e deleteria illusione é quella di credere che "Israele abbia diritto a esistere" (che 'diritto' può accampare uno Stato di predoni che fondano il loro predominio sulla violenza e sul razzismo?) e che sia possibile "Costruire i Due Stati"; la fandonia che 'sarebbe possibile' fare esistere uno Stato Palestinese viabile a fianco del regime ebraico del razzismo istituzionalizzato deve essere considerata ANATEMA da ogni amico della Palestina e dei Palestinesi e chiunque la ascriva o la propali deve essere trattato come il misero imbecille o l'attivo collaborazionista filosionista che é.
A dimostrare ulteriormente la vanità e illusorietà dei cosiddetti "Due Stati" arriva oggi la conferma per mezzo delle analisi condotte dal "Palestinian Hydrology Group" diretto dal Professor Abdul Rahman Tamimi che gli insediamenti ebraici illegali e lo Stato ebraico dell'Apartheid ogni giorno sviano e sottraggono ai legittimi abitanti di Palestina l'82 per cento delle risorse idriche di Cisgiordania CHE GLI STESSI ACCORDI DI OSLO ASSEGNEREBBERO PER INTERO AI PALESTINESI!
Di fronte a tali dati bisogna rassegnarsi alla realtà, fortificare le coscienze, indurire i cuori e prepararsi alla lotta: non esiste terra o acqua sufficiente tra il Giordano e il Mare per uno Stato legittimo e uno Stato di predoni e invasori. Israele deve essere cancellato, come é stato cancellato il Sudafrica razzista di Pretoria dei Botha e dei De Klerk. Solo quando lo Stato di Palestina controllerà incontrastato tutto il suo territorio storico si deciderà che scelta lasciare agli invasori Ebrei: ritorno nei paesi di loro provenienza (Usa, Polonia, Germania, Russia, Francia, Ucraina, Inghilterra...) o permanenza condizionata all'accettazione della natura democratica dello Stato con un voto per ogni uomo.
A dimostrare ulteriormente la vanità e illusorietà dei cosiddetti "Due Stati" arriva oggi la conferma per mezzo delle analisi condotte dal "Palestinian Hydrology Group" diretto dal Professor Abdul Rahman Tamimi che gli insediamenti ebraici illegali e lo Stato ebraico dell'Apartheid ogni giorno sviano e sottraggono ai legittimi abitanti di Palestina l'82 per cento delle risorse idriche di Cisgiordania CHE GLI STESSI ACCORDI DI OSLO ASSEGNEREBBERO PER INTERO AI PALESTINESI!
Di fronte a tali dati bisogna rassegnarsi alla realtà, fortificare le coscienze, indurire i cuori e prepararsi alla lotta: non esiste terra o acqua sufficiente tra il Giordano e il Mare per uno Stato legittimo e uno Stato di predoni e invasori. Israele deve essere cancellato, come é stato cancellato il Sudafrica razzista di Pretoria dei Botha e dei De Klerk. Solo quando lo Stato di Palestina controllerà incontrastato tutto il suo territorio storico si deciderà che scelta lasciare agli invasori Ebrei: ritorno nei paesi di loro provenienza (Usa, Polonia, Germania, Russia, Francia, Ucraina, Inghilterra...) o permanenza condizionata all'accettazione della natura democratica dello Stato con un voto per ogni uomo.
mercoledì 13 febbraio 2013
Accordi bilaterali a Mosca per l'intensificarsi dei rapporti economico-energetici tra Russia e Iran: in vista una nuova centrale nucleare!
Alla conclusione del Decimo Meeting della Commissione Economica Congiunta Russo-Iraniana il Ministro degli Esteri della Repubblica Islamica Ali Akbar Salehi, ospite a Mosca, ha siglato insieme al suo collega Ministro dell'Energia Aleksandr Novak un memorandum per l'intensificazione dei rapporti tra i due paesi nel campo del petrolio, del metano, dell'industria petrolchimica, dell'elettricità, dell'acqua e del nucleare.
Ed é soprattutto sotto questo aspetto che si attendono i più grandi sviluppi, con l'inizio dei lavori di costruzione di una nuova centrale nucleare con know-how russo in Iran, dopo quella di Bushehr, che genera tranquillamente da molto tempo i suoi 1000 MW di corrente. L'accordo iniziale Russo-Iraniano prevedeva di costruire impianti per un totale di 5000 MW di energia termonucleare, il che significa che centrali per altri 4000 MW vanno ancora edificate.
Gli iraniani vogliono aggiungere al loro paniere energetico quanto prima "almeno" 20000 MW di energia atomica, affiancando agli impianti costruiti insieme ai russi altre centrali di progettazione e realizzazione nazionale. Inoltre gli accordi siglati a Mosca permetteranno a compagnie petrolifere russe di sviluppare progetti su campi petroliferi e metaniferi iraniani.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
sabato 15 dicembre 2012
Il Ministro degli Esteri sudanese avverte: "Senza un accordo bilaterale su Aybei sarà ancora guerra contro Salva Kiir e il suo regime!"
Il Ministro degli Esteri sudanese Ali Karti ha dichiarato, che riferire la controversa questione della zona di Aybei al Consiglio di Sicurezza ONU costituirà certamente il pretesto per un nuovo confronto armato tra Karthoum e Juba; a causa dell'ostinazione e delle richieste irragionevoli e irricevibili accampate dal regime di Salva Kiir, infatti, é stato impossibile raggiungere un accordo garantito dall'Unione Africana sul destino ultimo dell'area contesa.
Il rozzo 'cowboy' di Juba sa di poter indulgere nella sua condotta non-cooperativa e arbitraria in quanto gode del sostegno delle potenze sioniste e imperialiste che hanno finanziato e sostenuto la campagna di secessione volta a privare il Sudan delle sue zone più ricche di acqua e petrolio. Anche nella regione di Aybei ci sono giacimenti di greggio, tra i pochi rimasti a disposizione del Nord, ma anche su questi Salva Kiir, il caligola africano, vorrebbe allungare le mani.
Karti ha reiterato che un accordo deve essere trovato bilateralmente, con la garanzia dell'Unione Africana e non ricorrendo a organismi internazionali che hanno già in passato mostrato tutta la loro parzialità a favore di Salva Kiir e dei suoi patroni e una innegabile e irragionevole ostilità contro il legittimo Governo di Karthoum e il suo Presidente il Dottor Omar Bashir.
Il rozzo 'cowboy' di Juba sa di poter indulgere nella sua condotta non-cooperativa e arbitraria in quanto gode del sostegno delle potenze sioniste e imperialiste che hanno finanziato e sostenuto la campagna di secessione volta a privare il Sudan delle sue zone più ricche di acqua e petrolio. Anche nella regione di Aybei ci sono giacimenti di greggio, tra i pochi rimasti a disposizione del Nord, ma anche su questi Salva Kiir, il caligola africano, vorrebbe allungare le mani.
Karti ha reiterato che un accordo deve essere trovato bilateralmente, con la garanzia dell'Unione Africana e non ricorrendo a organismi internazionali che hanno già in passato mostrato tutta la loro parzialità a favore di Salva Kiir e dei suoi patroni e una innegabile e irragionevole ostilità contro il legittimo Governo di Karthoum e il suo Presidente il Dottor Omar Bashir.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Acqua,
Ali Karti,
Aybei,
Giacimenti,
Guerra,
Omar Bashir,
ONU,
Petrolio,
Salva Kiir,
Sud Sudan,
Sudan,
Unione Africana
mercoledì 18 gennaio 2012
Sconvolgente rapporto francese: "Coloni ebrei illegali sprecano più acqua di quanta ne usino i legittimi abitanti Cisgiordani!"
Un rapporto del Comitato Affari Esteri del Parlamento francese rivela come nell'ambito delle sue politiche persecutorie e di Apartheid il regime sionista ebraico usi attivamente l'acqua e le risorse idriche come arma; in particolare, in Cisgiordania, dove 450mila coloni ebrei illegali invadono la terra palestinese a questi sono riservati più metri cubi di acqua di quanta non ne adoperino per le loro quotidiane necessità, personali e lavorative, 2 milioni e 300mila nativi palestinesi, quasi sei volte tanti.
"Un'arma per l'Apartheid sionsita", così il rapporto francese definisce la politica idrica dell'occupazione israeliana in Cisgiordania, che non si limita 'soltanto' a impedire la partenza di lavori di costruzione di nuovi pozzi e condotte acquifere, non solo vieta i necessari interventi di manutenzione e riparazioni ad acquiferi che sono spesso vecchi e bisognosi di lavori, ma addirittura, come spesso testimoniato su queste stesse pagine, interviene a distruggere e interrare pozzi esistenti, nel tentativo di cacciare la popolazione trasformandola in una massa di profughi.
"Il tracciato del muro di separazione, inoltre, é artatamente studiato e modificato in maniera da inglobare sotto il controllo sionista la maggior parte possibile di falde acquifere sotterranee e, dove possibile, di sviarle, svuotandole e incanalandone il contenuto verso Ovest, in direzione di Israele". Il rapporto é stato compilato da un Comitato parlamentare transalpino guidato da Jean Glavany, già Ministro dell'Agricoltura sotto Lionel Jospin ed é basato su dati recentissimi raccolti in loco da Glavany e dai suoi collaboratori a maggio e giugno 2011 durante una loro visita ufficiale nella West Bank.Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Acqua,
Apartheid,
Cisgiordania,
Coloni Ebrei,
Guerra per l'Acqua,
Insediamenti illegali,
West Bank
sabato 24 dicembre 2011
Il regime ebraico distrugge i pozzi dei contadini palestinesi a Ezna, vuole trasformare gli agricoltori in profughi!
Le forze armate dell'occupazione sionista, fedeli alla loro missione di sterminio e genocidio, sono entrate in azione nella Cisgiordania occupata, demolendo tre fattorie e sei pozzi nella zona di Ezna, ad Ovest di Hebron.
Secondo quanto riportato da Gamal Tmesa, sindaco di Ezna, le forze sioniste avrebbero "usato bulldozer corazzati e cariche esplosive" per distruggere e interrare i pozzi acquiferi, nell'ambito della dichiarata e sfacciata politica israeliana di negare ai legittimi abitanti della Palestina l'accesso all'acqua (riconosciuto come Diritto Umano fondamentale) onde costringerli ad abbandonare le loro terre e trasformarsi in profughi e rifugiati.
Anche edifici di pertinenza municipale sono caduti vittime della furia devastatrice sionazista; Tmesa ha dichiarato che, a parte questi ultimi, gli edifici e i pozzi demoliti appartenevano a: Ahmed Abdul Rashid Tmesa, Muhammad Ibrahim Btaran e a Mohammed Abu-Assad, contadini e padri di famiglia che ora non sanno come sfamare i propri figli, grazie alle politiche di persecuzione etnica degli Himmler di Tel Aviv.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Acqua,
Cisgiordania,
Colonie,
Demolizione,
Giardini,
Israele,
Piscine,
Pozzi artesiani,
Settler,
West Bank
martedì 15 marzo 2011
La Conferenza islamica lancia l'allarme: i cittadini di Gaza sopravvivono con metà delle risorse idriche necessarie!
86 litri al giorno.
Questa é l'acqua normalmente disponibile a un cittadino della Striscia di Gaza.
Potrebbe sembrare molta, se ci mettiamo a contarla sottoforma di bottiglie e bottigliette come quelle che, lisce o gassate, stanno sulla nostra tavola a pranzo e sulla nostra scrivania al lavoro, ma, quando si consideri che ogni volta che tiriamo lo sciacquone del bagno noi 'usiamo' circa una dozzina di litri d'acqua, che ogni volta che 'facciamo la lavatrice' noi ne impieghiamo circa 170 e che ogni doccia o bagno ci 'costano' rispettivamente 40 e 100 litri, diventa subito lampante che i cittadini della Striscia costiera vivono in una pressoché totale "emergenza idrica".
(Ogni abitante d'Italia, tanto per fare un esempio, consuma in media 213 litri d'acqua al giorno).
L'Organizzazione della Conferenza degli Stati musulmani (OIC) ha recentemente lanciato l'allarme riguardo la situazione idrica e altre criticità riguardanti l'approvvigionamento di beni e servizi base nel territorio palestinese sottoposto da anni al serrato e irragionevole assedio israeliano; in esso si legge come anche le popolazioni urbane di Gaza, Rafah e Jibalya siano sottoposte alla penuria d'acqua, che le costringe a venire servite 'a rotazione' spesso solo per poche ore ogni due o tre giorni, cosa che costringe le famiglie a premunirsi con taniche e bidoni dove conservare l'acqua in attesa del nuovo 'turno di servizio'.
Attorno alla Striscia, invece, gli abitanti degli insediamenti illegali ebraici hanno piscine, giardini innaffiati e irrigati e reservoir sempre pieni, grazie alla sfacciata politica annessionista dello Stato ebraico.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Acqua,
Assedio,
Consumo,
Insediamenti,
Piscine,
Striscia di Gaza
martedì 22 febbraio 2011
Israele vuol demolire 70 pozzi artesiani palestinesi per assetare il popolo di Cisgiordania!
Con il tipico e piratesco opportunismo che sempre ha contraddistinto la sua condotta criminale il regime dell'Apartheid di Tel Aviv sta approfittando del clamore suscitato dagli eventi libici (e più in generale da tutto il clima delle recenti rivoluzioni nordafricane) per imprimere un'accelerazione alle sue attività di persecuzione e genocidio contro i Palestinesi della Cisgiordania.
Nel tentativo di rendere sempre più precaria la loro esistenza, oltre a scatenare i coloni ebrei fondamentalisti contro i villaggi, i campi e gli edifici sacri, oltre ad espandere ed estendere i loro insediamenti illegali e a farli proteggere dall'esercito più (im)morale del mondo e dall'altrettanto ripugnante barriera dell'Apartheid, adesso lo Stato ebraico progetta di distruggere più di settanta pozzi artesiani, in modo da negare l'acqua potabile a dozzine di villaggi, orti e campi coltivati cisgiordani, mentre le case dei settler razzisti e fanatici, attingendo a quelle falde, potranno avere piscine, giardinetti all'inglese, campi da calcio e aiuole irrigate notte e giorno.
Il primo obiettivo di questa vergognosa offensiva contro l'acqua é stato il villaggio di Kafr-Dan, dove, negli scorsi giorni, team di geologi e ingegneri militari hanno fatto rilevamenti per accingersi a distruggere tutti i pozzi della zona. La strategia é chiara, Israele vuole appropriarsi di tutta l'acqua della regione per poi poterla negare ai Palestinesi e costringerli ad abbandonare le loro terre inardite e distrutte dalla siccità.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Acqua,
Cisgiordania,
Colonie,
Demolizione,
Giardini,
Israele,
Piscine,
Pozzi artesiani,
Settler,
West Bank
Iscriviti a:
Post (Atom)









