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lunedì 1 settembre 2014

Scoperte sei fosse comuni di Palestinesi massacrati nella 'Nakba'! I martiri di ieri tornano a perseguitare israhell!!

Gli invasori ebrei della Palestina non possono nemmeno ribaltare un sasso della terra che occupano illegalmente senza che quella stessa terra gli ricordi quanti crimini e quanto sangue essi hanno versato per strapparla ai suoi legittimi abitanti: ancora una volta nel corso di normali lavori stradali nella zona di Giaffa sono venute alla luce non una ma ben sei fosse comuni rigurgitanti dei resti di Palestinesi massacrati nel 1948 o poco dopo.

Solamente in uno di questi ossuari sono stati rinvenuti non meno di duecento crani (soprattutto di donne, bambini e persone molto anziane, visto che gli uomini all'epoca erano quasi tutti impegnati a combattere gli invasori sionisti). Il numero totale delle vittime sepolte nelle sei fosse dovrebbe essere sicuramente superiore al migliaio.

Questo ritrovamento, l'ultimo di una lunga serie, dimostra come il processo di creazione del regime ebraico sia sempre stato condotto all'insegna della più cieca violenza sterminatrice, un vero e proprio Orrore del Ventesimo Secolo per il quale però nessuno ha pagato, nessuno é stato processato da nessun Tribunale. Ma la Storia saprà fare giustizia anche di questo.

giovedì 15 maggio 2014

PALAESTINA FELIX invita tutti i suoi lettori a ricordare oggi il 66esimo anniversario dell'Olocausto della NAKBA!

SESSANTASEI ANNI FA, CON PIANI ACCURATAMENTE STUDIATI E ORGANIZZATI E CON LA COOPERAZIONE DI TUTTE LE AGENZIE TERRORISTICHE EBRAICHE (Irgun, Lehi, Haganah, Palmach...) VENIVA DATO IL VIA ALL'OLOCAUSTO DEL POPOLO PALESTINESE CHE ANCORA OGGI VIENE RICORDATO E COMMEMORATO DAI (POCHISSIMI) SUPERSTITI E DAI LORO DISCENDENTI COL NOME DI 'NAKBA', LA CATASTROFE. SOLAMENTE AD HAIFA, CITTA' PALESTINESE FRA LE PIU' ANTICHE E FIORENTI, DOVE ARABI MUSULMANI E CRISTIANI AVEVANO CONVISSUTO PACFICAMENTE FIN DALLA FINE DELLE CROCIATE, I TERRORISTI EBREI RIUSCIRONO A DISTRUGGERE UNA COMUNITA' DI OLTRE 61.000 PERSONE, LASCIANDONE DOPO IL LORO PASSAGGIO MENO DI QUATTROMILA. ANCORA OGGI APOLOGETI SIONISTI CERCANO DI NEGARE QUESTO ED ALTRI ENORMI CRIMINI COME LA DEMOLIZIONE DI OLTRE 500 VILLAGGI, PAESI E PICCOLI CENTRI PALESTINESI, RISULTATI IN CENTINAIA DI MIGLIAIA DI VITTIME, DIRETTE O INDIRETTE. LA LORO MEMORIA SARA' VENDICATA SOLO CON L'INSTAURAZIONE DELLA DEMOCRAZIA IN TUTTA LA PALESTINA E COL RITORNO DI TUTTI I PROFUGHI DELLA DIASPORA!!!

martedì 12 aprile 2011

Sessantatré anni fa i sionisti sterminavano Deir Yassin; in Israele é reato commemorare quelle e le altre vittime della Nakba



Esattamente sessantatre anni fa, più di cento civili palestinesi venivano sterminati a colpi di arma da fuoco, di granata, di baionetta da terroristi ebrei dell'Irgun (la fazione ebraica responsabile dell'attentato esplosivo all'Hotel King David di Gerusalemme), e della famigerata Banda Stern (responsabile dell'assassinio del mediatore ONU Conte Folke Bernadotte e di sua moglie), durante quello che é solamente il più conosciuto dei tanti "massacri dimenticati" della 'Nakba', la distruzione del villaggio di Deir Yassin e della sua popolazione.

Insieme a tutte le altre stragi della Nakba Deir Yassin sta ancora aspettando che qualcuno la utilizzi come materiale di base di seppur una minima frazione del vero e proprio diluvio mediatico (kolossal di Hollywood, memorie, romanzi, opere teatrali, musical, fumetti etc...etc...etc...) che ogni anno intasano letteralmente il panorama internazionale portando l'attenzione di sempre nuove generazioni di lettori/spettatori/fruitori a ricordare, rivivere, mandare a memoria le sofferenze di una (e una soltanto!) delle innumerevoli categorie di vittime del più grande conflitto del secolo scorso; a differenza delle altre Deir Yassin é nota a una piccola frazione di pubblico internazionale grazie al rapporto firmato dall'inviato in Palestina delle Nazioni Unite, Jacques de Reynier, che nelle sue memorie così ricorda quel che vide dopo la strage:

La banda degli assassini indossava uniformi rustiche ed elmetti di metallo. Tutti erano giovani, esaltati, fanatizzati, alcuni praticamente adolescenti, maschi e femmine, armati sino ai denti: revolver, mitragliette, bombe a mano, baionette, pugnali e persino accette e coltelli facevano parte del loro "corredo", la maggior parte delle lame erano ancora impiastrate di sangue. Una graziosa ragazzetta, con orgoglio criminale, mi mostrò le strie di sangue sulle sue mani; le metteva in mostra come trofei.

Questa era la squadra "spazzina", che, ovviamente, aveva preso il proprio incarico molto sul serio.

Cercai di entrare in una casa, una dozzina di miliaziani mi circondarono, le loro mitragliette puntate su di me, e il loro ufficiale mi proibiva di proseguire...allora venni preso da uno dei più colossali accessi di rabbia della mia vita, chiamandoli criminali e assassini e dicendo loro in termini inequivocabili quel che pensavo di loro e della loro "impresa", minacciandoli in ogni modo possibile, fino a che, prendendoli in contropiede, non mi riuscì di farmi largo nella casa.

Trovai corpi, cadaveri ormai freddi, la squadra "spazzina" li aveva liquidati a colpi di proiettile, poi finendoli con le granate. Quelli ancora vivi erano stati spacciati a colpi d'ascia e di pugnale, era fin troppo evidente. Mentre mi apprestavo ad andarmente senti un singhiozzo, mi voltai, rivoltai ogni corpo, fino a trovare un piccolo piede ancora tiepido, attaccato ad esso, sotto a un cadavere mutilato, c'era una bambina di otto-dieci anni, sfigurata da una bomba a mano, ma ancora viva.

Oggi, dopo sessantatré anni di negazionismo ebraico, dopo sessantatré anni di congiura del silenzio, rafforzata dall'infame legge razzista che pretende di impedire ai Palestinesi di Israele di commemorare la Nakba gli ultimi resti di Deir Yassin, inglobati nell'esplosione urbanistica di Gerusalemme che pretenderebbe di ricoprire con nuovi edifici la Storia e il segno della Palestina sono ancora visibili. Lo Stato sionista li ha inglobati nel giardino che circonda il manicomio di Kfar Shaul e, per colmo di ingiustizia, a un tiro di sasso dal luogo dove i fanatici sionisti massacrarono, sgozzarono, mitragliarono e fecero saltare in aria donne e bambini palestinesi sorge il pacchiano e ipocrita "museo dell'olocausto" dove, senza alcuna menzione delle vittime polacche, russe, slave, zingare, omosessuali e testimoni di Geova della follia nazista grassi senatori americani e registi e produttori di Hollywood vanno 'in pellegrinaggio' a inchinarsi all'altare del culto della Shoah, all'ombra del quale i nazisti del Ventunesimo Secolo portano avanti indisturbati il loro Olocausto.


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venerdì 1 aprile 2011

Apartheid uber alles! Ecco come il 'democratico' regime di Tel Aviv discrimina i suoi cittadini arabi!!


Nello studio scaricabile a questa URL, compilato dal think tank "MEMO - Middle East Monitor" sono evidenziate tutte le istanze di discriminazione e sfavorevole trattamento economico cui sono sottoposti i Palestinesi residenti in Israele, i quali, lungi dal godere i frutti di quella che si presenta all'esterno come "la sola democrazia del Medio Oriente", appilica in realtà nei loro confronti il più rigido sistema di Apartheid, in totale assonanza con gli Stati del Sud delle leggi di Jim Crow e con i razzisti sudafricani di Pretoria, già ottimi alleati dello Stato ebraico.
 Nella fattispecie:
  • Il 61 per cento dei Palestinesi israeliani vivono in condizione di indigenza, contro il 20 per cento degli israeliani ebrei
  • I dipendenti statali palestinesi in Israele sono appena 1 ogni 20.
  • Israele spende meno di 200 dollari Usa ogni anno per studente palestinese, mentre ne investe oltre 1000 per ogni studente ebreo.
  • I palestinesi, che non possono spostarsi o traslocare nei quartieri e nelle cittadine "riservate" agli ebrei sono confinati in villaggi e quartieri squallidi e spesso privi dei servizi di base come luce, acqua, fognature, illuminazione pubblica.
  • Su 188 milioni di dollari Usa di budget infrastrutturale annuale Israele spende soltanto 10-11 milioni per i cittadini palestinesi.

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sabato 26 febbraio 2011

Diritto al Ritorno: un cartoon esplicativo


SIONISTA: E' irrealistico che DOPO BEN 63 ANNI i Palestinesi pretendano ancora di tornare nella loro patria!


PALESTINESE: C'é QUALCUNO che pretenderebbe di essere tornato dopo TREMILA!

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