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sabato 19 gennaio 2019

Il sionista Benny Morris insulta e sminuisce la tragedia della Nakba e del massacro di Deir Yassin!

Nuovo video caricato sul nostro sempre più cliccato e frequentato Canale Youtube:
"Durante la Nakba sono morti AL MASSIMO 800 Palestinesi".

"Deir Yassin non fu un massacro".

Affermazioni simili, anche se venissero fatte in un bar, sarebbero motivo per una litigata, o magari persino per una scazzottata.

venerdì 5 dicembre 2014

IMMAGINI UNICHE dei due martiri Ghassan Abu Jamal ed Uday Abu Abdul pochi secondi prima del loro sacrificio!

PALAESTINA FELIX è stato il primo outlet informativo italiano a dare la notizia dell'attacco di Resistenza dei due cugini gerosolimitani Ghassan Abu Jamal ed Uday Abu Abdul contro la sinagoga di estremisti ebrei costruita sulle rovine di Deir Yassin.
PALAESTINA FELIX é stato il primo outlet informativo italiano a mettere correttamente in relazione la notizia di tale attacco (che ha comportato diversi omicidi) con l'episodio di bestiale linciaggio dell'autista di bus palestinese avvenuto il giorno prima, dando un contesto e una spiegazione all'atto.
Adesso PALAESTINA FELIX ha l'ONORE di presentare al proprio pubblico le ultime immagini di Ghassan Jamal e Uday Abdul pochi istanti prima del loro sacrificio. Sono immagini forti, non hanno bisogno di commenti, tutti i nostri lettori sanno come la pensiamo sulla lotta di liberazione nazionale palestinese e sullo status di estremisti giudei occupanti e invasori di terra non loro e su cosa si meritino.

giovedì 15 maggio 2014

PALAESTINA FELIX invita tutti i suoi lettori a ricordare oggi il 66esimo anniversario dell'Olocausto della NAKBA!

SESSANTASEI ANNI FA, CON PIANI ACCURATAMENTE STUDIATI E ORGANIZZATI E CON LA COOPERAZIONE DI TUTTE LE AGENZIE TERRORISTICHE EBRAICHE (Irgun, Lehi, Haganah, Palmach...) VENIVA DATO IL VIA ALL'OLOCAUSTO DEL POPOLO PALESTINESE CHE ANCORA OGGI VIENE RICORDATO E COMMEMORATO DAI (POCHISSIMI) SUPERSTITI E DAI LORO DISCENDENTI COL NOME DI 'NAKBA', LA CATASTROFE. SOLAMENTE AD HAIFA, CITTA' PALESTINESE FRA LE PIU' ANTICHE E FIORENTI, DOVE ARABI MUSULMANI E CRISTIANI AVEVANO CONVISSUTO PACFICAMENTE FIN DALLA FINE DELLE CROCIATE, I TERRORISTI EBREI RIUSCIRONO A DISTRUGGERE UNA COMUNITA' DI OLTRE 61.000 PERSONE, LASCIANDONE DOPO IL LORO PASSAGGIO MENO DI QUATTROMILA. ANCORA OGGI APOLOGETI SIONISTI CERCANO DI NEGARE QUESTO ED ALTRI ENORMI CRIMINI COME LA DEMOLIZIONE DI OLTRE 500 VILLAGGI, PAESI E PICCOLI CENTRI PALESTINESI, RISULTATI IN CENTINAIA DI MIGLIAIA DI VITTIME, DIRETTE O INDIRETTE. LA LORO MEMORIA SARA' VENDICATA SOLO CON L'INSTAURAZIONE DELLA DEMOCRAZIA IN TUTTA LA PALESTINA E COL RITORNO DI TUTTI I PROFUGHI DELLA DIASPORA!!!

mercoledì 9 aprile 2014

9 Aprile 1948 - Si consuma l'Olocausto di Deir Yassin - La Palestina non dimentica! La Palestina non perdona!!

Il 9 aprile 1948 macellai delle organizzazioni terroristiche ebraiche dell'Irgun Zvi Leumi e del Lehi (più precisamente descritto come 'Banda Stern', ché non altro di banda di briganti e assasini si trattava) entrarono nel pacifico villaggio palestinese di Deir Yassin e si diedero a un'orgia di sangue e massacro di sapore veterotestamentario. Fedeli ai dettami del razzismo talmudico, gli assassini non concessero tregua ai vecchi, ai bambini, alle donne, nemmeno se incinte.

Infatti dei quasi trecento assassinati di Deir Yassin oltre un decimo (trentacinque) erano donne gravide. Oltre centocinquanta cadaveri vennero trasportati e ammucchiati in una cisterna. I responsabili morali e materiali di questo infame atto diventarono poi la classe dirigente del regime ebraico di invasione e occupazione della Palestina: generali, ministri, presidenti etc...

I loro eredi e discendenti ancora oggi geremiano e si lagnano come se esistesse qualche 'persecuzione' ai loro danni, pretendono di mettere sotto processo il mondo quando essi stessi dovrebbero rendere conto all'Umanità di crimini di cui non si é visto l'eguale nemmeno nelle fantasie hollywoodiane ad essi tanto care.

Costoro ancora pretendono 'rimborsi' e 'risarcimenti' dalla Germania, dalla Svizzera, dall'Unione Europea e succhiano ogni anno tre miliardi di dollari dalle tasche dei contribuenti nordamericani come "Aiuto per il Terzo Mondo".

lunedì 16 maggio 2011

Israele massacra quattordici civili nell'anniversario della "Nakba"!




Ci sono stati almeno quattordici morti e due centinaia di feriti (di cui dozzine in gravi e gravissime condizioni) nel giorno in cui, marciando pacificamente verso i confini dello Stato dell'Apartheid, profughi palestinesi dal Libano, dalla Siria, dalla Giordania e dall'Egitto hanno ricordato ai governanti e ai generali di Tel Aviv che sessantatré anni di esilio dalla loro terra natale non hanno per nulla risolto a 'favore' di Israele la questione dei profughi della Diaspora palestinese, che il Diritto al Ritorno é sempre valido e sempre innegabile, che la sabbia scorre nella clessidra della Storia e che presto il Regime ebraico dovrà pagare per tutti i suoi crimini, da Deir Yassin in avanti.

Con la consueta vigliaccheria i soldati sionisti, armati ed equipaggiati di tutto punto, si sono rifugiati in cima a edifici e zone sopraelevate, come ratti di fronte all'acqua che monta e che rischia di travolgerli, per poi aprire il fuoco con armi a proiettili e candelotti di gas urticante e vescicante, di fronte a loro migliaia di palestinesi rispondevano come potevano, spesso mettendo in crisi gli uomini dell'IDF, costringendoli a cedere terreno, a scappare di fronte alla giusta furia di un popolo che lotta per la sua Storia e la sua Terra.

Oltre che sui confini altre manifestazioni si sono tenute nella West Bank, a Gaza e a Gerusalemme; dove la forza repressiva sionista era stata messa in allarme in precedenza e si é mostrata meno sorpresa dalla determinazione dei manifestanti. Proprio il fattore sorpresa chiarisce ed evidenzia la debacle dell'intelligence di Tel Aviv, che non era riuscita a prevedere o a quantificare esattamente la portata e la coordinazione delle manifestazioni sui confini, specialmente su quello siriano.



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martedì 12 aprile 2011

Sessantatré anni fa i sionisti sterminavano Deir Yassin; in Israele é reato commemorare quelle e le altre vittime della Nakba



Esattamente sessantatre anni fa, più di cento civili palestinesi venivano sterminati a colpi di arma da fuoco, di granata, di baionetta da terroristi ebrei dell'Irgun (la fazione ebraica responsabile dell'attentato esplosivo all'Hotel King David di Gerusalemme), e della famigerata Banda Stern (responsabile dell'assassinio del mediatore ONU Conte Folke Bernadotte e di sua moglie), durante quello che é solamente il più conosciuto dei tanti "massacri dimenticati" della 'Nakba', la distruzione del villaggio di Deir Yassin e della sua popolazione.

Insieme a tutte le altre stragi della Nakba Deir Yassin sta ancora aspettando che qualcuno la utilizzi come materiale di base di seppur una minima frazione del vero e proprio diluvio mediatico (kolossal di Hollywood, memorie, romanzi, opere teatrali, musical, fumetti etc...etc...etc...) che ogni anno intasano letteralmente il panorama internazionale portando l'attenzione di sempre nuove generazioni di lettori/spettatori/fruitori a ricordare, rivivere, mandare a memoria le sofferenze di una (e una soltanto!) delle innumerevoli categorie di vittime del più grande conflitto del secolo scorso; a differenza delle altre Deir Yassin é nota a una piccola frazione di pubblico internazionale grazie al rapporto firmato dall'inviato in Palestina delle Nazioni Unite, Jacques de Reynier, che nelle sue memorie così ricorda quel che vide dopo la strage:

La banda degli assassini indossava uniformi rustiche ed elmetti di metallo. Tutti erano giovani, esaltati, fanatizzati, alcuni praticamente adolescenti, maschi e femmine, armati sino ai denti: revolver, mitragliette, bombe a mano, baionette, pugnali e persino accette e coltelli facevano parte del loro "corredo", la maggior parte delle lame erano ancora impiastrate di sangue. Una graziosa ragazzetta, con orgoglio criminale, mi mostrò le strie di sangue sulle sue mani; le metteva in mostra come trofei.

Questa era la squadra "spazzina", che, ovviamente, aveva preso il proprio incarico molto sul serio.

Cercai di entrare in una casa, una dozzina di miliaziani mi circondarono, le loro mitragliette puntate su di me, e il loro ufficiale mi proibiva di proseguire...allora venni preso da uno dei più colossali accessi di rabbia della mia vita, chiamandoli criminali e assassini e dicendo loro in termini inequivocabili quel che pensavo di loro e della loro "impresa", minacciandoli in ogni modo possibile, fino a che, prendendoli in contropiede, non mi riuscì di farmi largo nella casa.

Trovai corpi, cadaveri ormai freddi, la squadra "spazzina" li aveva liquidati a colpi di proiettile, poi finendoli con le granate. Quelli ancora vivi erano stati spacciati a colpi d'ascia e di pugnale, era fin troppo evidente. Mentre mi apprestavo ad andarmente senti un singhiozzo, mi voltai, rivoltai ogni corpo, fino a trovare un piccolo piede ancora tiepido, attaccato ad esso, sotto a un cadavere mutilato, c'era una bambina di otto-dieci anni, sfigurata da una bomba a mano, ma ancora viva.

Oggi, dopo sessantatré anni di negazionismo ebraico, dopo sessantatré anni di congiura del silenzio, rafforzata dall'infame legge razzista che pretende di impedire ai Palestinesi di Israele di commemorare la Nakba gli ultimi resti di Deir Yassin, inglobati nell'esplosione urbanistica di Gerusalemme che pretenderebbe di ricoprire con nuovi edifici la Storia e il segno della Palestina sono ancora visibili. Lo Stato sionista li ha inglobati nel giardino che circonda il manicomio di Kfar Shaul e, per colmo di ingiustizia, a un tiro di sasso dal luogo dove i fanatici sionisti massacrarono, sgozzarono, mitragliarono e fecero saltare in aria donne e bambini palestinesi sorge il pacchiano e ipocrita "museo dell'olocausto" dove, senza alcuna menzione delle vittime polacche, russe, slave, zingare, omosessuali e testimoni di Geova della follia nazista grassi senatori americani e registi e produttori di Hollywood vanno 'in pellegrinaggio' a inchinarsi all'altare del culto della Shoah, all'ombra del quale i nazisti del Ventunesimo Secolo portano avanti indisturbati il loro Olocausto.


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