Il Premier libico in esilio interno a Tobruk, Abdullah al-Thani, ha accusato personalmente la Turchia di esportare costantemente grandi quantità di armi nella zona di paese controllata dai terroristi di Fajr Libya, che l'estate scorsa hanno conquistato la capitale Tripoli. L'accusa é stata fatta nel corso di un'intervista con la televisione egiziana CBC.
Non é la prima volta che Ankara, indefessa finanziatrice della Fratellanza Musulmana e dell'ISIS, finisce nel mirino delle legittime autorità libiche per i suoi ambigui rapporti coi terroristi estremisti che spadroneggiano sulla Tripolitania.
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lunedì 2 marzo 2015
Il Governo libico legittimo accusa Turchi e Inglesi: "Sostenete i terroristi!"
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venerdì 20 febbraio 2015
Qatar e Turchia messi in imbarazzo dalla loro vicinanza ai gruppi islamisti libici, tra cui l'ISIS!!
Il regnucolo petrolifero del Qatar, indefesso finanziatore dell'ISIS, ha richiamato l'ambasciatore al Cairo, il quale si é precipitosamente portato a Doha 'per consultazioni'; la misura altamente offensiva arriva subito dopo la decisa azione militare messa in campo dal Presidente Al-Sisi contro il 'califfato' in quel di Derna, ripetutamente bombardata dai jet egiziani e quindi colpita dai commando delle unità speciali 777 e 999 che avrebbero eliminato oltre cento miliziani terroristi e ne avrebbero riportati 55 come prigionieri.
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domenica 7 dicembre 2014
Elicotteri governativi attaccano postazioni di 'Fajr Libya' lungo il confine con la Tunisia: é l'inizio dell'offensiva tripolitana?
Poco dopo l'annuncio del Primo Ministro in esilio Abdullah al-Thani e dopo una prima voce (di cui non siamo riusciti a trovare conferme affidabili, decidendo di non commentarla o menzionarla sul blog) riguardo un primo movimento di forze di terra in direzione della Tripolitania, alcuni elicotteri governativi avrebbero colpito posizioni di 'Fajr Libya' sul confine nordoccidentale con la Tunisia.
Il 'raid' non sarebbe stato molto massiccio, visto che il gruppo 'Scudo della Libia' (una delle molte fazioni islamiste federate sotto la bandiera di Fajr Libya) avrebbe ammesso soltanto un morto e tra i tre e i cinque feriti, ma tuttavia potrebbe segnalare l'inizio di un'escalation nei prossimi giorni.
Da agosto 2014 Tripoli, già capitale della Jamahiryia gheddafiana, non é più sotto il controllo del Governo internazionalmente riconosciuto, che si é trasferito via mare nell'estremo Est del paese, dove riceve il sostegno e il supporto dell'Egitto del Presidente (ed Ex-generale) Al-Sisi e dove ha stretto un'alleanza di convenienza con la milizia dell'Ex-capo di SM di Gheddafi, il Generale Khalifa Haftar.
Insieme le forze di questi due alleati sarebbero riuscite in quasi tre mesi di sanguinose, intermittenti battaglie a conquistare circa l'80 per cento del capoluogo cirenaico, Bengasi, pur non riuscendo a strappare ai miliziani islamisti la strategica area del porto marittimo.
Il 'raid' non sarebbe stato molto massiccio, visto che il gruppo 'Scudo della Libia' (una delle molte fazioni islamiste federate sotto la bandiera di Fajr Libya) avrebbe ammesso soltanto un morto e tra i tre e i cinque feriti, ma tuttavia potrebbe segnalare l'inizio di un'escalation nei prossimi giorni.
Da agosto 2014 Tripoli, già capitale della Jamahiryia gheddafiana, non é più sotto il controllo del Governo internazionalmente riconosciuto, che si é trasferito via mare nell'estremo Est del paese, dove riceve il sostegno e il supporto dell'Egitto del Presidente (ed Ex-generale) Al-Sisi e dove ha stretto un'alleanza di convenienza con la milizia dell'Ex-capo di SM di Gheddafi, il Generale Khalifa Haftar.
Insieme le forze di questi due alleati sarebbero riuscite in quasi tre mesi di sanguinose, intermittenti battaglie a conquistare circa l'80 per cento del capoluogo cirenaico, Bengasi, pur non riuscendo a strappare ai miliziani islamisti la strategica area del porto marittimo.
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venerdì 5 dicembre 2014
Il Governo libico in esilio da Tripoli si dice 'pronto' a riconquistare la capitale del paese, in mano ai miliziani Fajr!
Il Governo libico internazionalmente riconosciuto, guidato dal Premier Abdullah al-Thani e attualmente 'esiliato' (pur nei confini nazionali) nella parte orientale del paese, proprio per bocca del Primo Ministro, afferma di avere ormai 'completato' i preparativi per un movimento offensivo verso la Tripolitania, mirato a sconfiggere le milizie islamiste di Fajr Libya e riprendere il controllo della capitale.
Considerando che pur con l'alleanza con il Warlord Generale Haftar e col sostegno dell'Egitto e probabilmente anche degli Emirati Arabi Uniti le forze leali ad Al-Thani e al suo esecutivo non sono riuscite in oltre due mesi a strappare ai militanti islamisti nemmeno Bengasi (il cui strategico porto ancora sfugge al controllo degli assedianti), chi scrive non sa dire quanto di vero ci sia dietro questa dichiarazione e quanto invece non sia solo una mossa diplomatica per invitare i misuratini di Fajr Libya a cercare un accordo.
Del resto, chi ha la forza militare di solito la usa e non c'é uso migliore possibile di scatenarla a sorpresa; non si ricordano episodi in cui Napoleone abbia mandato messaggi allo Zar e all'Imperatore d'Austria prima di Austerlitz dicendo: "Ehi, ho completato i preparativi per la Battaglia dei Tre Imperatori!".
Speriamo solo che sia possibile per la Libia uscire dal caos senza ulteriori distruzioni e stragi.
Ma ci crediamo poco.
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