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martedì 29 gennaio 2019

La Situazione libica: Haftar è in vantaggio, ma ha bisogno di un alleato affidabile

Nuovo lungo e dettagliato video, corredato da immagini accuratamente selezionate, per il nostro sempre più frequentato Canale Youtube.

Un ringraziamento a tutti coloro che nella giornata di ieri, hanno fatto lievitare il "minutaggio" delle visualizzazioni a OLTRE DUEMILA MINUTI!
"Suleiman Kahani" si avvia a diventare il più importante canale youtube italiano dedicato alle questioni mediorientali...e tutto grazie a voi!

Il video di oggi, dedicato alla delicata situazione libica, é il modo in cui il vostro sempre amabile ed affabilissimo Caporedattore vi vuole ricompensare!
Buona visione!

domenica 16 ottobre 2016

La Tripolitania precipita nel caos con la ribellione delle milizie islamiste di Al-Ghwell contro il Governo Al-Serraj!

Le milizie islamiste fedeli a Khalifa al-Ghwell, che nel corso della lotta contro il Parlamento libico in esilio interno a Tobruk si era proclamato "Premier" di un improbabile esecutivo tripolitano hanno ribaltato il tavolo che le vedeva cooperare con il nuovo "Primo Ministro" spalleggiato da ONU, Usa, Francia e (almeno nominalmente) Italia, Fayez al-Serraj lanciando tra venerdì e sabato un tentativo di ribellione armata. I jihadisti legati all'Ikhwan (la Fratellanza Musulmana sostenuta da Turchia e Qatar) hanno occupato per alcune ore alcuni ministeri a Tripoli, il Consiglio di Stato, diverse sedi amministrativi e una televisione, stabilendo poi il loro quartier generale all’Hotel Rixos. In un videomessaggio trasmesso dagli studi dell'emittente occupata i golpisti hanno detto di agire “Per la salvezza della Libia”.

Ieri mattina gli islamisti ikhwaniti controllavano un perimetro molto più ristretto, rimanendo trincerati attorno all’Hotel Rixos e pattugliando le strade circostanti con le loro "tecniche", gli ormai celebri pickup e fuoristrada dotati di mitragliere e cannoncini antiaerei, "ersatz" di veicoli militari più poderosi, troppo complessi da operare e mantenere nelle guerre a bassa intensità, avendo dovuto lasciare la sede del Consiglio di Stato e molti degli altri centri nevralgici inizialmente occupati.

mercoledì 14 settembre 2016

Gentiloni e Pinotti portano l'Italia in guerra per conto dei loro amici della Fratellanza Musulmana!

Il Talleyrand di Tolentino e la Regina dei Campi di Battaglia dell'AGESCI, alias Gentiloni e Pinotti, coppia comica degna dei fasti di Abbot e Costello, senza nemmeno un voto del Parlamento stanno trascinando truppe italiane a difendere gli islamisti di Misurata, gli ikhwaniti di Fajr Libya, gli estremisti di Abdel Hakim Belhadj, mettendo le Forze Armate italiane in rotta di collisione con le truppe del legittimo Ministro della Difesa libico, il Generale Khalifa Haftar.

"Sostenere un 'governo' ambiguo, partorito dalle maldestre operazioni dell'ONU non può portare a nessuno sviluppo positivo nell'arena libica", scrivevo ieri nel mio articolo sul quotidiano-web "L'Opinione Pubblica", e oggi ribadisco e anzi rafforzo la mia posizione, deplorando come, da partner privilegiati del più avanzato stato del Nordafrica noi Italiani ci siamo svenduti a portatori d'acqua e ascari della Fratellanza Musulmana.

sabato 5 settembre 2015

Erdogan invia armi ai suoi amici terroristi: sequestrate in Grecia tonnellate di carico bellico in viaggio per la Libia!

La guardia costiera greca ha bloccato al largo di Creta una nave proveniente da Iskenderun/Alessandretta (territorio siriano occupato illegittimamente dai Turchi) che navigava verso Misurata, il porto libico in mano ai terroristi di Fajr Libya.

A bordo sono stati trovai 5000 fucili, mezzo milione di cartucce e altre armi.

Il mercantile é stato sequestrato e portato al porto di Heraklion.

La nave batte bandiera boliviana ma la società armatoriale é riconducibile ad ambienti turchi.

mercoledì 7 gennaio 2015

IL 'Sultano' Erdogan costretto a sospendere i voli passeggeri verso il mini-'califfato' di Tripoli e Misurata dei suoi alleati islamisti!

Le aviolinee turche hanno annunciato che "a causa del deterioramento della sicurezza in Libia" (in realtà, nella parte di Libia occidentale controllata dai miliziani sostenuti dal Presidente Erdogan) tutti i voli passeggeri per l'aeroporto di Misurata sono sospesi a tempo indefinito.

lunedì 5 gennaio 2015

Marinai greci e romeni pagano con la vita un errore di navigazione; i Libici: "Temevamo attacco-kamikaze!"

Il timore di un 'attacco kamikaze' compiuto con un'intera nave-cisterna lanciata contro installazioni militari ha causato il bombardamento di un vascello greco da parte dei jet governativi libici davanti alle coste di Derna.

domenica 7 dicembre 2014

Elicotteri governativi attaccano postazioni di 'Fajr Libya' lungo il confine con la Tunisia: é l'inizio dell'offensiva tripolitana?

Poco dopo l'annuncio del Primo Ministro in esilio Abdullah al-Thani e dopo una prima voce (di cui non siamo riusciti a trovare conferme affidabili, decidendo di non commentarla o menzionarla sul blog) riguardo un primo movimento di forze di terra in direzione della Tripolitania, alcuni elicotteri governativi avrebbero colpito posizioni di 'Fajr Libya' sul confine nordoccidentale con la Tunisia.

Il 'raid' non sarebbe stato molto massiccio, visto che il gruppo 'Scudo della Libia' (una delle molte fazioni islamiste federate sotto la bandiera di Fajr Libya) avrebbe ammesso soltanto un morto e tra i tre e i cinque feriti, ma tuttavia potrebbe segnalare l'inizio di un'escalation nei prossimi giorni.

Da agosto 2014 Tripoli, già capitale della Jamahiryia gheddafiana, non é più sotto il controllo del Governo internazionalmente riconosciuto, che si é trasferito via mare nell'estremo Est del paese, dove riceve il sostegno e il supporto dell'Egitto del Presidente (ed Ex-generale) Al-Sisi e dove ha stretto un'alleanza di convenienza con la milizia dell'Ex-capo di SM di Gheddafi, il Generale Khalifa Haftar.

Insieme le forze di questi due alleati sarebbero riuscite in quasi tre mesi di sanguinose, intermittenti battaglie a conquistare circa l'80 per cento del capoluogo cirenaico, Bengasi, pur non riuscendo a strappare ai miliziani islamisti la strategica area del porto marittimo.



venerdì 5 dicembre 2014

Il Governo libico in esilio da Tripoli si dice 'pronto' a riconquistare la capitale del paese, in mano ai miliziani Fajr!

 
Il Governo libico internazionalmente riconosciuto, guidato dal Premier Abdullah al-Thani e attualmente 'esiliato' (pur nei confini nazionali) nella parte orientale del paese, proprio per bocca del Primo Ministro, afferma di avere ormai 'completato' i preparativi per un movimento offensivo verso la Tripolitania, mirato a sconfiggere le milizie islamiste di Fajr Libya e riprendere il controllo della capitale.

Considerando che pur con l'alleanza con il Warlord Generale Haftar e col sostegno dell'Egitto e probabilmente anche degli Emirati Arabi Uniti le forze leali ad Al-Thani e al suo esecutivo non sono riuscite in oltre due mesi a strappare ai militanti islamisti nemmeno Bengasi (il cui strategico porto ancora sfugge al controllo degli assedianti), chi scrive non sa dire quanto di vero ci sia dietro questa dichiarazione e quanto invece non sia solo una mossa diplomatica per invitare i misuratini di Fajr Libya a cercare un accordo.

Del resto, chi ha la forza militare di solito la usa e non c'é uso migliore possibile di scatenarla a sorpresa; non si ricordano episodi in cui Napoleone abbia mandato messaggi allo Zar e all'Imperatore d'Austria prima di Austerlitz dicendo: "Ehi, ho completato i preparativi per la Battaglia dei Tre Imperatori!".

Speriamo solo che sia possibile per la Libia uscire dal caos senza ulteriori distruzioni e stragi.

Ma ci crediamo poco.

domenica 30 novembre 2014

Il Generale Haftar annuncia: "Quattro quinti di Bengasi sono in mano nostra!" e promette un'offensiva verso Tripoli.

L'Ex-Capo di SM di Gheddafi, Generale Khalif Haftar, attualmente 'Signore della Guerra' allineato col Governo esule nell'Est del paese (sostenuto da Egitto, Emirati Arabi e forte del riconoscimento internazionale), ha rilasciato una conferenza stampa nella quale ha dichiarato che ormai l'ottanta per cento del capoluogo cirenaico di Bengasi si trova sotto il controllo dei suoi uomini e di quelli dell'Esercito 'regolare', alleatisi contro le milizie islamiste sostenute da Qatar e Turchia.

Inoltre ha rivendicato la partecipazione delle proprie forze agli attacchi all'ultimo scalo aeroportuale rimasto in funzione a Tripoli, quello di Mitiga, ormai reso inoperabile, come prodromo di un più vasto movimento offensivo contro le milizie misuratine di 'Fajr Libya' che mesi fa scacciarono dalla capitale il Governo creando un loro esecutivo non riconosciuto a livello internazonale.

Haftar ha chiuso il suo appello chiedendo appoggi e sostegni per le proprie forze, che ha definito determinate ma deboli dal punto di vista logistico e degli armamenti.

giovedì 27 novembre 2014

L'aviazione governativa colpisce ancora l'aeroporto di Mitiga e strozza le consegne di armi turche agli islamisti di Fajr Libya!

Nuovo sviluppo nella lotta del Governo libico, esule in patria ma riconosciuto internazionalmente, e le milizie islamista di Fajr Libya, sostenute da Qatar e Turchia e attualmente in controllo della capitale Tripoli e della parte occidentale del paese.

Dopo un primo bombardamento dell'aeroporto di Mitiga, scalo che aveva preso le funzioni di hub aereo principale della capitale, dopo che altri due scali erano andati distrutti nelle vicende belliche del paese nordafricano, un secondo attacco aereo, molto più intenso, ha completamente disabilitato la struttura.

Dopo il primo 'raid' il traffico per la capitale era stato spostato a Misurata (che é il 'centro' dell'insurrezione islamista) ma questa si trova 200 Km a Est di Tripoli; adesso Misurata é l'unico aeroporto in grado di accettare traffico internazionale rimasto ai miliziani Fajr Libya.

Il Governo di Al-Thani ha confermato che gli attacchi sono stati portati dalla sua aviazione per interrompere il flusso di armi che da Turchia e Qatar rafforza le milizie estremiste e sono stati condotti come primo passo per la riconquista dell'Ovest del paese.

Con grande sprezzo del ridicolo, Ankara (sponsor del terrorismo takfiro a 360 gradi) ha 'condannato' l'azione aerea del Governo legittimo libico.

martedì 25 novembre 2014

Haftar fa bombardare l'aeroporto di Tripoli mentre il Governo riconquista la cittadina di Kekla!

Nuovi sviluppi della situazione libica ci vengono segnalati, ma essi non vengono né da Bengasi nè dall'Est del paese, bensì dall'Ovest: secondo quanto riportato da testimoni oculari nella giornata di ieri un jet militare volando a bassa quota sopra l'aeroporto di Mitiga (una volta scalo secondario della capitale Tripoli, oggi promosso a unico aeroporto della città dopo la distruzione di quello principale) ha effettuato un attacco con missili aria-terra.

Il bombardamento, a sentire i rapporti ufficiali, non avrebbe danneggiato il terminal, tuttavia fino a nuovo ordine tutti i voli per Tripoli sono stati deviati verso Misurata, che si trova 200 Km più a Est. Il portavoce del Generale Haftar ('Signore della Guerra' allineato attualmente col Governo esule nell'Est del Paese) ha dichiarato che il jet attaccante veniva da Benina (l'aeroporto di Bengasi che fa da Quartier Generale ad Haftar e ai suoi uomini, che controllano un piccolo numero di aeroplani).

Inoltre sempre nell'Ovest del paese truppe leali al Governo esule (l'unico internazionalmente riconosciuto) hanno strappato, dopo lunghi combattimenti, il controllo della cittadina di Kekla alle milizie di 'Fajr Libya', le stesse che hanno cacciato l'Esecutivo dalla capitale Tripoli. Sia il Premier del Governo esule che fonti dell'Esecutivo non riconosciuto espresso da Fajr Libya hanno ammesso la conquista (o perdita, a seconda dei punti di vista) del centro abitato.

domenica 9 novembre 2014

Milizia libica minaccia la 'secessione' della Cirenaica in caso di riconoscimento internazionale delle 'autorità' di Tripoli

Sprofonda sempre più nel caos la disastrata nazione libica; adesso ci si mettono anche le minacce 'secessioniste' dell'ennesimo Signore della Guerra (tale Ibrahim al-Jathran) che ha minacciato la costituzione della Cirenaica in Stato indipendente se la comunità internazionale dovesse voltare le spalle al Governo in esilio a Tobruk e riconoscere invece quello installato a Tripoli dai miliziani di Misurata.

Recentemente la Corte Costituzionale tripolina aveva 'sconfessato' l'esecutivo esule ma esso aveva rigettato la sua sentenza insinuando (non senza elementi di ragionevolezza) che le autorità restate nella vecchia capitale siano 'tenute in ostaggio' dalle milizie di Fajr Libya.

Francamente però non si capisce su che basi Al-Jathran possa dichiarare "L'indipendenza" della Cirenaica visto che la battaglia per il controllo di Bengasi é tuttora in corso.

giovedì 26 giugno 2014

Il Generale Haftar 'sfratta' quattrocentoventi turchi da Bengasi e dintorni durante le elezioni: "Sono sostenitori dei terroristi!"

E' da un po' di tempo che non parlavamo più del Generale Haftar, l'Ex-capo di SM di Gheddafi (prigioniero in Chad e poi transfuga in Usa) che aveva dichiarato di voler 'ripulire' la Cirenaica dalle milizie allineate con la Fratellanza Musulmana. L'ultima volta avevamo segnalato la 'tregua' dichiarata all'indomani delle dimissioni del Governo, che avrebbe dovuto durare fino alle elezioni del 25 giugno.

Bene, le elezioni si sono svolte, ma, contemporaneamente, Haftar ha emesso un "ultimatum" verso i cittadini turchi e qatarioti che si trovano nel paese, accusandoli di essere sostenitori e facilitatori dei gruppi terroristici dando loro "non più di quarantott'ore" per lasciare il paese nordafricano.

L'ambasciata di Ankara e i consolati in Cirenaica sostengono di avere organizzato la partenza di quattrocento venti cittadini anatolici con la collaborazione delle Turkish Airlines, che hanno organizzato voli speciali dall'aeroporto di Misurata.

La mossa di Haftar ha senso visto che Turchia e Qatar sono i maggiori sponsor della Fratellanza Musulmana tanto in Libia, come lo erano anche in Siria (fino a quando gruppi terroristi allineati con l'Ikhwan hanno mantenuto una presenza sensibile nel paese) e in Egitto prima dell'intervento correttivo del Generale Al-Sisi.

giovedì 22 maggio 2014

Il Generale Haftar trova sostenitori e chiede la nomina di un Alto Consiglio Presidenziale che assuma i poteri politici!

Continua la campagna anti-milizie islamiche lanciata giorni addietro dall'Ex-capo di SM di Gheddafi Khalifa Belqasim Haftar a cui lunedì abbiamo dedicato una breve biografia; confermata la notizia che le truppe che a Tripoli hanno dato l'assalto al Parlamento sciogliendolo e catturando diversi deputati agiscono di concerto con lui, anche il Capo della Marina Hassan Abu-Shannaq e il Ministro della Cultura Habib Amin si sono detti solidali con la sua azione e hanno invitato la popolazione e tutti i pubblici ufficiali e le truppe delle Forze Armate regolari a unirsi al suo movimento.

Diverse tribù e clan, come i Bani Walid, i Magarha, gli al-Ujailat e gli al-Qadhadhfa si sarebbero già schierati col Generale, mentre anche la potente milizia degli Zintani sembrerebbe inclinata perlomeno a non ostacolare la sua azione nel tentativo di vedere se coi suoi seguaci egli riuscirà ad avere la meglio sulle bande islamista finanziate da Turchia e soprattutto dal Qatar, in attesa magari poi di negoziare.

I Governi di Algeria ed Egitto, sia pure in maniera traversa e non ufficiale, si sarebbero detti ben disposti verso Haftar e il suo 'Pronunciamiento' e avrebbero iniziato operazioni di rifornimento di armi e munizioni per le forze del Generale che dovrà affrontare milizie islamiste rifornite di tutto punto negli ultimi mesi dagli emissari di Ankara e di Doha.

lunedì 19 maggio 2014

Chi é il Generale Haftar, l'ex-capo di Stato Maggiore di Gheddafi che ha dichiarato guerra alle milizie islamiste?

Accogliamo la richiesta di alcuni nostri lettori che, udendo dei nuovi torbidi a Tripoli e dintorni, si sono domandati che personaggio sia dietro l'apparente "alzamiento" di alcune unità militari che hanno dichiarato 'sospeso' il Governo provvisorio, denunciato lo strapotere delle milizie islamiste e chiesto che i poteri vengano assunti dall'Assemblea Costituente. Questa fazione é guidata da Khalifa Belqasim Haftar, ex-Capo di SM dell'Esercito di Gheddafi, con un passato molto colorito.

Nel 1969, quand'era ancora ufficiale di truppa, aveva sostenuto il "coup de main" del Colonnello contro Re Idris, e poi aveva quietamente scalato la gerarchia delle forze armate di Tripoli fino ad arrivare a Capo di Stato Maggiore a metà anni '80. Purtroppo, per sue mancanze o per la natura troppo ambiziosa e mal definita della missione ricevuta, subì un catastrofico rovescio nella fase finale della Guerra Libico-Chadiana, dove venne duramente sconfitto a Maaten al-Sarra e finì persino prigioniero e incarcerato dai suoi nemici.

Visto che Gheddafi aveva imprudentemente negato la presenza di forze libiche in territorio chadiano nessun passo venne fatto per la sua liberazione e dopo anni di prigionia nell'Africa Nera nel 1990 venne liberato e portato negli USA, dove si stabilì in Virginia e apparentemente visito il QG della CIA più di una volta.

Nel caos dell'aggressione alla Libia del 2011 egli tornò in patria e nonostante i tentativi di accreditarsi come il nuovo leader militare del Governo provvisorio si ritrovò scavalcato da Abdul Fatah Younis e Omar el-Hariri (Younis è stato poi assassinato nell'estate del 2011).

Adesso, con l'aiuto del Colonnello Mukhtar Fernana,  Haftar sta tentando una 'reprise' del suo fallito golpe annunciato a Febbraio 2014, ma questa volta sembra avere un certo seguito, visto che  gli armati ai suoi comandi godono del sostegno di equipaggiamenti pesanti e di unità aeree, con queste ultime che avrebbero colpito installazioni delle milizie vicino a Bengasi mentre blindati e corazzati avrebbero aperto il fuoco a Tripoli contro il Parlamento.

Bisogna vedere se le forti milizie di Zintan e di Misurata (ferocemente rivali tra loro), si uniranno contro di lui o procederanno in ordine sparso col rischio di farsi sconfiggere separatamente.

mercoledì 26 settembre 2012

Ex-membri del regime di Gheddafi catturano il giovane che ne rivelò il nascondiglio alla NATO e lo torturano a morte!

Non sappiamo se Omran Sha’aban abbia mai riscosso dai forzieri della NATO il 'guiderdone' promesso a chi avesse fornito indizi per individuare il nascondiglio di Gheddafi ma possiamo certamente affermare che il ventiduenne non é assolutamente riuscito a goderseli.

Catturato da un commando di lealisti del 'Rais' sirtino nello scorso mese di luglio insieme ad altre tre persone a vario livello coinvolte nell'uccisione di Gheddafi Sha'aban sembra sia stato "severamente torturato" oltre ad avere ricevuto ferite d'arma da fuoco al collo e allo stomaco durante il rapimento e (forse) durante un fallito tentativo di fuga.

Ritrovato pochi giorni fa (forse lasciato indietro perché intrasportabile e in condizioni di salute critiche che ne facevano immaginare prossima la morte) l'uomo é stato immediatamente trasportato in Francia per ordine del Governo libico di transizione, ma é morto poco dopo l'arrivo.
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