Il Presidente egiziano Abdelfatah al-Sisi, nel corso della sua opera di "spostamento" dell'Egitto nel quadro politico e strategico del Medio Oriente ha fatto un'importante dichiarazione ai microfoni di RTP TV nella giornata di ieri.
"Dovrebbe esserci un vasto e intenso sostegno internazionale agli eserciti siriano, irakeno e anche libico, che ogni giorno lottano contro forze distruttive ed oscurantiste per ristabilire la pace e la sicurezza nei loro rispettivi paesi".
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mercoledì 23 novembre 2016
Al-Sisi a RTP TV: "Bisogna sostenere a livello internazionale gli Eserciti siriano, irakeno e libico!"
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sabato 4 aprile 2015
"Alle gegen Alle" in Tripolitania: le truppe di Haftar sempre più vicine alla capitale! Fajr Libya attaccata anche a Mitiga!
Continua in Libia lo "scontro a tre" tra truppe del Governo di Tobruk/Bayda, comandate dal Generale Haftar, miliziani islamisti di Fajr Libya (che controllano la capitale) e i più sfuggenti (e molto meno numerosi) adepti locali dell'ISIS, che complicano ulteriormente la situazione.
Due incidenti separati hanno visto la morte di cinque persone tra la cittadina di Aziziya, a 35 Km a Sud di Tripoli e l'aeroporto di Mitiga, ancora controllato dai miliziani islamisti.
Due incidenti separati hanno visto la morte di cinque persone tra la cittadina di Aziziya, a 35 Km a Sud di Tripoli e l'aeroporto di Mitiga, ancora controllato dai miliziani islamisti.
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lunedì 2 marzo 2015
Il Governo libico legittimo accusa Turchi e Inglesi: "Sostenete i terroristi!"
Il Premier libico in esilio interno a Tobruk, Abdullah al-Thani, ha accusato personalmente la Turchia di esportare costantemente grandi quantità di armi nella zona di paese controllata dai terroristi di Fajr Libya, che l'estate scorsa hanno conquistato la capitale Tripoli. L'accusa é stata fatta nel corso di un'intervista con la televisione egiziana CBC.
Non é la prima volta che Ankara, indefessa finanziatrice della Fratellanza Musulmana e dell'ISIS, finisce nel mirino delle legittime autorità libiche per i suoi ambigui rapporti coi terroristi estremisti che spadroneggiano sulla Tripolitania.
Non é la prima volta che Ankara, indefessa finanziatrice della Fratellanza Musulmana e dell'ISIS, finisce nel mirino delle legittime autorità libiche per i suoi ambigui rapporti coi terroristi estremisti che spadroneggiano sulla Tripolitania.
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giovedì 20 novembre 2014
Tacciono le armi a Bengasi per una tregua umanitaria chiesta dall'ONU: verrà prolungata?
Mezza giornata di tregua umanitaria invocata dall'ONU ha permesso a molti abitanti del martoriato capoluogo cirenaico di Bengasi di allontanarsi dai quartieri devastati dai combattimenti tra le milizie islamiste, le unità dell'Esercito fedeli al Governo e le forze del Generale Haftar.
La pausa negli scontri ha inoltre permesso la rimozione dei cadaveri, la raccolta dei mucchi di rifiuti che iniziavano a costituire un grave problema igienico sanitario e il trasporto nelle zone più bisognose di quei magri rifornimenti di cibo e medicine che é stato possibile fare affluire.
"La tregua umanitaria darà alla popolazione civile la possibilità di allontanarsi dalle zone più pericolose della città e contiamo sull'impegno di tutte le parti per il suo rispetto e, eventualmente, per il suo prolungamento ulteriore".
Ormai sono quasi 500 i morti dall'inizio dell'offensiva contro Bengasi; tra questi molte dozzine di civili, presi nel fuoco incrociato o periti sotto i bombardamenti aerei.
La pausa negli scontri ha inoltre permesso la rimozione dei cadaveri, la raccolta dei mucchi di rifiuti che iniziavano a costituire un grave problema igienico sanitario e il trasporto nelle zone più bisognose di quei magri rifornimenti di cibo e medicine che é stato possibile fare affluire.
"La tregua umanitaria darà alla popolazione civile la possibilità di allontanarsi dalle zone più pericolose della città e contiamo sull'impegno di tutte le parti per il suo rispetto e, eventualmente, per il suo prolungamento ulteriore".
Ormai sono quasi 500 i morti dall'inizio dell'offensiva contro Bengasi; tra questi molte dozzine di civili, presi nel fuoco incrociato o periti sotto i bombardamenti aerei.
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domenica 16 novembre 2014
Quasi 400 i morti a Bengasi dall'inizio dell'ultima offensiva contro i miliziani islamisti!!
Più di 350 sono stati i morti nei combattimenti scatenati a Bengasi dall'ultimo tentativo delle milizie del Generale Haftar e delle forze armate fedeli al Governo internazionalmente riconosciuto (attualmente in esilio a Shahat dopo essere stato a lungo a Tobruk) di strappare il capoluogo della Cirenaica alle milizie islamiste sostenute da Qatar e Turchia.
Quindi dopo l'invito degli attaccanti alla popolazione civile ad abbandonare il quartiere portuale di Assabri, sembra proprio che il ritmo dei combattimenti abbia subito un nuovo stallo. Finora tra i morti nei combattimenti ci sarebbero poco meno di 200 attaccanti e oltre 150 tra difensori e civili.
Lo squilibrio a favore dei difensori rientra nella statistica tra una forza che, pur più armata e in parte meglio addestrata, deve fare i conti con un nemico saldamente trincerato in una zona urbana. Non si hanno notizie di ulteriori interventi dell'aviazione egiziana in favore delle forze anti-milizie. Recentemente un attentato esplosivo aveva colpito l'esterno dell'ambasciata del Cairo in Libia proprio come 'rappresaglia' per questi raid aerei.
Quindi dopo l'invito degli attaccanti alla popolazione civile ad abbandonare il quartiere portuale di Assabri, sembra proprio che il ritmo dei combattimenti abbia subito un nuovo stallo. Finora tra i morti nei combattimenti ci sarebbero poco meno di 200 attaccanti e oltre 150 tra difensori e civili.
Lo squilibrio a favore dei difensori rientra nella statistica tra una forza che, pur più armata e in parte meglio addestrata, deve fare i conti con un nemico saldamente trincerato in una zona urbana. Non si hanno notizie di ulteriori interventi dell'aviazione egiziana in favore delle forze anti-milizie. Recentemente un attentato esplosivo aveva colpito l'esterno dell'ambasciata del Cairo in Libia proprio come 'rappresaglia' per questi raid aerei.
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lunedì 3 novembre 2014
Guerra crudele a Bengasi, colpito l'ospedale pediatrico. L'Esercito: "Civili, abbandonate il quartiere del porto!"
La bestialità della Guerra Civile scatenata in Libia dall'interventismo NATO e dalle mire egemoniche di Ankara e Doha non risparmia nemmeno l'ospedale pediatrico di Bengasi, voluto dal 'Perfido Dittatore' Gheddafi e costruito a beneficio del popolo con i proventi di petrolio e gas che hanno fatto della Libia il più prospero paese africano.
La struttura sanitaria, bombardata più volte, ha dovuto essere evacuata di tutto il personale e i pazienti, ma gli avanzati macchinari (incubatrici etc) sono stati giocoforza abbandonati. Se nei prossimi giorni bambini e neonati libici moriranno si potrà ringraziare l'Alleanza atlantica, la dottrina UE degli 'Interventi Umanitari' e la meschineria e vigliaccheria di Silvio Berlusconi, traditore del trattato di 'Alleanza e Mutua Difesa' siglato con Tripoli e poi convenientemente dimenticato.
Intanto, a smentire le fole dell'ANSA, che ieri blaterava a casaccio di 'Bengasi in mano agli attaccanti', é arrivato il comunicato del portavoce dell'Esercito 'regolare' (nel senso di leale al Governo internazionalmente riconosciuto, ora esiliato nell'Est del paese vicino all'Egitto), Ahmed al-Mesmari che ha invitato tutti i residenti a evacuare il quartiere di Assabri.
Ultima zona della parte orientale di città in mano ai miliziani islamici, Assabri é l'area che controlla il porto bengasino, con le sue strategiche strutture di pompaggio del petrolio e i suoi silos granari; i combattenti di Ansar al-Sharia hanno giurato di difenderla fino all'ultimo e, se necessario, di minarla e farla saltare in aria per negarne l'uso ai loro nemici.
Intanto il conto dei morti dall'inizio dell'offensiva congiunta di Khalifa Haftar e dell'Esercito 'regolare' ha superato le trecento unità.
La struttura sanitaria, bombardata più volte, ha dovuto essere evacuata di tutto il personale e i pazienti, ma gli avanzati macchinari (incubatrici etc) sono stati giocoforza abbandonati. Se nei prossimi giorni bambini e neonati libici moriranno si potrà ringraziare l'Alleanza atlantica, la dottrina UE degli 'Interventi Umanitari' e la meschineria e vigliaccheria di Silvio Berlusconi, traditore del trattato di 'Alleanza e Mutua Difesa' siglato con Tripoli e poi convenientemente dimenticato.
Intanto, a smentire le fole dell'ANSA, che ieri blaterava a casaccio di 'Bengasi in mano agli attaccanti', é arrivato il comunicato del portavoce dell'Esercito 'regolare' (nel senso di leale al Governo internazionalmente riconosciuto, ora esiliato nell'Est del paese vicino all'Egitto), Ahmed al-Mesmari che ha invitato tutti i residenti a evacuare il quartiere di Assabri.
Ultima zona della parte orientale di città in mano ai miliziani islamici, Assabri é l'area che controlla il porto bengasino, con le sue strategiche strutture di pompaggio del petrolio e i suoi silos granari; i combattenti di Ansar al-Sharia hanno giurato di difenderla fino all'ultimo e, se necessario, di minarla e farla saltare in aria per negarne l'uso ai loro nemici.
Intanto il conto dei morti dall'inizio dell'offensiva congiunta di Khalifa Haftar e dell'Esercito 'regolare' ha superato le trecento unità.
domenica 2 novembre 2014
Crolla la roccaforte islamista di Bengasi? Ad alto prezzo forze di Haftar e del Governo esiliato conquistano mezza città!
Dopo aver dato l'impressione di essere sul punto di arenarsi, l'offensiva combinata delle unità fedeli all'Ex-capo di SM Khalifa Haftar e di quelle del Governo libico attualmente in esilio nell'Est del Paese sta finalmente dando dei risultati concreti.
Secondo gli ultimi reportage dalla Cirenaica i miliziani sostenuti da Turchia e Qatar hanno perso il controllo dell'intera parte orientale della città, e adesso forze attaccanti starebbero avanzando anche da Sud, rimarrebbe in mano agli islamisti solo la parte occidentale dell'abitato dove un precedente impulso offensivo si era bloccato nelle strade cosparse di macerie.
Nelle ultime ore di battaglia si sarebbero registrate 36 vittime tra combattenti e civili, il che farebbe salire il computo dei caduti finora alla cifra di 254. Di particolare rilevanza, almeno per il morale dei seguaci di Haftar, sarebbe la riconquista del loro ex-Quartier Generale, dal quale erano stati cacciati lo scorso agosto, quando tutte le loro posizioni bengasine (con l'eccezione dell'aeroporto di Benina, nel quale si trincerarono) vennero sopraffatte dai miliziani.
Vi sono notizie di attacchi aerei sul quartiere di Al-Gawarsha, che sarebbe stato trasformato in un 'ridotto' dalle milizie islamiche per un'ultima, disperata resistenza, in questo caso, tuttavia, gli apparecchi non sarebbero arrivati dall'Egitto (come successo precedentemente) ma si tratterebbe di MiG della 'mini-aviazione' controllata da Haftar all'aeroporto di Bengasi.
Secondo gli ultimi reportage dalla Cirenaica i miliziani sostenuti da Turchia e Qatar hanno perso il controllo dell'intera parte orientale della città, e adesso forze attaccanti starebbero avanzando anche da Sud, rimarrebbe in mano agli islamisti solo la parte occidentale dell'abitato dove un precedente impulso offensivo si era bloccato nelle strade cosparse di macerie.
Nelle ultime ore di battaglia si sarebbero registrate 36 vittime tra combattenti e civili, il che farebbe salire il computo dei caduti finora alla cifra di 254. Di particolare rilevanza, almeno per il morale dei seguaci di Haftar, sarebbe la riconquista del loro ex-Quartier Generale, dal quale erano stati cacciati lo scorso agosto, quando tutte le loro posizioni bengasine (con l'eccezione dell'aeroporto di Benina, nel quale si trincerarono) vennero sopraffatte dai miliziani.
Vi sono notizie di attacchi aerei sul quartiere di Al-Gawarsha, che sarebbe stato trasformato in un 'ridotto' dalle milizie islamiche per un'ultima, disperata resistenza, in questo caso, tuttavia, gli apparecchi non sarebbero arrivati dall'Egitto (come successo precedentemente) ma si tratterebbe di MiG della 'mini-aviazione' controllata da Haftar all'aeroporto di Bengasi.
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