"Russia e Siria devono unire gli sforzi e perseguire, accusare e processare per i loro crimini di guerra i membri dei cosiddetti 'elmetti bianchi'", così ha dichiarato il Gran Mufti di Siria, massima autorità per i musulmani sunniti del Paese Ahmad Badreddin Hassoun, nella giornata di ieri.
Il Gran Mufti, di cui più volte abbiamo elogiato gli sforzi per unire il popolo siriano nella lotta contro i terroristi mercenari, eretici e invasori, che hanno messo a ferro e fuoco il Paese in questi ultimi sette anni; il cui stesso figlio é caduto martire durante la guerra di liberazione, ha fatto queste osservazioni incontrando i congiunti di cinque militari russi caduti in Siria.
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martedì 24 luglio 2018
Il Gran Mufti di Siria, massima autorità sunnita del paese dichiara che gli 'elmetti bianchi' vanno perseguiti e processati per le loro atrocità criminali!
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mercoledì 4 luglio 2018
La direttrice della radio dell'SSNP incontra il Gran Muftì sunnita di Siria, per discutere del futuro del Paese!
Chiunque creda che la vittoria delle forze governative siriane contro i gruppi terroristi armati dalle potenze imperialiste segnerà la parola 'fine' a problemi e pericoli per la Repubblica Araba di Damasco, sta commettendo un gravissimo errore di valutazione.
Oltre sette anni di conflitto imposto infatti lasceranno la società siriana vulnerata e indebolita, potenzialmente più suscettibile di prima a complotti e sobillazioni esterne, fratturata e potenzialmente dividibile in campi contrapposti.
Sta ai rappresentanti della Società Civile, quindi, mobilitarsi di concerto e parallelamente alle istituzioni statali, per sanare le ferite della comunità, prima che possano incancrenire e generare nuovo disagio e pericolo.
Per questo motivo, la Direttrice dell'emittente radiofonica del Partito Socialista della Nazione Siriana (SSNP), la Compagna Dalida al-Mawlah, ha incontrato il Gran Mufti dei sunniti di Siria Ahmad Badreddine Hassoun, per discutere proprio di queste tematiche.
Oltre sette anni di conflitto imposto infatti lasceranno la società siriana vulnerata e indebolita, potenzialmente più suscettibile di prima a complotti e sobillazioni esterne, fratturata e potenzialmente dividibile in campi contrapposti.
Sta ai rappresentanti della Società Civile, quindi, mobilitarsi di concerto e parallelamente alle istituzioni statali, per sanare le ferite della comunità, prima che possano incancrenire e generare nuovo disagio e pericolo.
Per questo motivo, la Direttrice dell'emittente radiofonica del Partito Socialista della Nazione Siriana (SSNP), la Compagna Dalida al-Mawlah, ha incontrato il Gran Mufti dei sunniti di Siria Ahmad Badreddine Hassoun, per discutere proprio di queste tematiche.
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domenica 25 giugno 2017
Il Presidente Assad arriva ad Hama e prende parte alle preghiere di fine del Ramadan nella Moschea Al-Nouri!
Il Presidente della Repubblica Araba Siriana Bashir al-Assad si é recato nella città di Hama per prendere parte alle preghiere per la fine del mese di Ramadan insieme ad alcune figure di spicco del mondo religioso musulmano, sia locali che nazionali.
In questo video vediamo il suo arrivo alla moschea; il fatto che Assad abbia viaggiato in totale calma e sicurezza fino a quella che veniva considerata come la 'capitale' dei ribelli wahabiti (al centro anche nel 1982 di un tentativo di insurrezione terroristica stroncato sul nascere dalla decisa azione di suo pare Hafez) dimostra quanto ormai le forze governative abbiano ripreso saldamente il controllo sui maggiori centri urbani del paese.
#Syria #Hama Moment of the arrival of President Bashar al-Assad to perform the Eid Al-Fitr prayers in the Al Noury Mosque inside Hama City. pic.twitter.com/RowWzDxPCZ— Ivan Sidorenko (@IvanSidorenko1) June 25, 2017
In questo video vediamo il suo arrivo alla moschea; il fatto che Assad abbia viaggiato in totale calma e sicurezza fino a quella che veniva considerata come la 'capitale' dei ribelli wahabiti (al centro anche nel 1982 di un tentativo di insurrezione terroristica stroncato sul nascere dalla decisa azione di suo pare Hafez) dimostra quanto ormai le forze governative abbiano ripreso saldamente il controllo sui maggiori centri urbani del paese.
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martedì 18 aprile 2017
Il Gran Mufti sunnita di Siria visita la tomba del figlio assassinato nel 2011 dai terroristi takfiri!
A CHI RIPETE CHE LA GUERRA IN SIRIA E' "TRA SUNNITI E SCIITI".
QUESTO E' IL GRAN MUFTI DI SIRIA AHMAD BADREDDINE HASSOUN, LA PIU' ALTA AUTORITA' RELIGIOSA SUNNITA.
OLTRE A ESSERE COME TUTTI I BUONI SIRIANI SUNNITI FEDELE AL GOVERNO LEGITTIMO E AL PRESIDENTE EGLI E' ANCHE PADRE DI UN MARTIRE ASSASSINATO DAI TAKFIRI NEL 2011.
QUESTO E' IL GRAN MUFTI DI SIRIA AHMAD BADREDDINE HASSOUN, LA PIU' ALTA AUTORITA' RELIGIOSA SUNNITA.
OLTRE A ESSERE COME TUTTI I BUONI SIRIANI SUNNITI FEDELE AL GOVERNO LEGITTIMO E AL PRESIDENTE EGLI E' ANCHE PADRE DI UN MARTIRE ASSASSINATO DAI TAKFIRI NEL 2011.
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martedì 27 ottobre 2015
Il Gran Mufti di Siria rivela: "Da quando sono intervenuti i Russi 800.000 profughi sono rientrati nel paese!"
Altro che le balle dell'osservatorio siriano basato a Coventry e costituito dall'ex-galeotto (per truffa) Rami Abdelrahman, che parlano di Siriani in fuga dal loro paese "a causa degli attacchi russi"; da quanto Abu Ali Putin ha detto ai suoi 'falconi' di scatenarsi sulle posizioni dei takfiri tagliagole quasi un milione di cittadini siriani che gli eventi dell'aggressione terrorista sionista e imperialista avevano reso profughi nei paesi circonvicini (Libano, Turchia, Irak, Giordania) hanno raccolto le proprie masserizie e sono rientrati nelle aree controllate dal Governo di Assad.
Il numero é stato rivelato dal Gran Mufti di Siria Ahmad Badreddin Hassoun, massima autorità religiosa sunnita del paese nel corso di un suo recente incontro con dignitari russi, avvenuto lo scorso fine settimana.
Il numero é stato rivelato dal Gran Mufti di Siria Ahmad Badreddin Hassoun, massima autorità religiosa sunnita del paese nel corso di un suo recente incontro con dignitari russi, avvenuto lo scorso fine settimana.
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domenica 8 settembre 2013
I Musulmani sunniti di Siria rifiutano il settarismo saudita e si stringono in preghiera ai loro fratelli cristiani!
Una intensa celebrazione di preghiera e digiuno per la pace si è tenuta nella grande Moschea degli Omayyadi a Damasco.
Il momento di preghiera è stato voluto e presieduto dal Gran Muftì di Siria, Ahmad Badreddin Hassoun, alla presenza di capi religiosi musulmani sunniti, sciiti, alawiti, ismaeliti, drusi e anche di rappresentanti di altre religioni, come ebrei e cristiani.
Raggiunto dall’Agenzia Fides, il Gran Muftì Hassoun ha spiegato lo spirito dell’iniziativa: “Pregheremo con le intenzioni del Papa Francesco, per chiedere a Dio che ci aiuti a trovare la via della pace. La pace passa attraverso la riconciliazione e il perdono reciproco fra i siriani”. Il Muftì ha emanato un editto proclamando per il 7 settembre una speciale giornata di digiuno per i fedeli musulmani “anche in solidarietà con i tragici fatti di Maaloula (il villaggio cristiano a Nord di Damasco attaccato da islamisti nei giorni scorsi): nessuno di noi si aspettava che in Siria si potesse arrivare all’estremo di dissacrare le chiese e colpire i simboli della cristianità.
Siamo molto tristi quando l’islam è usato come ideologia estremista che giunge a volere l’eliminazione dell’altro. La maggior parte dei musulmani siriani ha sempre visto i cristiani come fratelli”. Il Muftì afferma che la Siria è, come la Terrasanta, “culla del cristianesimo”, e tal proposito ha ricordato a Fides un suo pellegrinaggio a Betlemme “dove ho avuto l'onore di andare. Nel Santuario della grotta, una vecchia suora mi chiese: Cosa fai? Risposi: sto pregando perché sono in un luogo santo. E lei si mise pregare a fianco a me”.
“Damasco non è lontana da quei luoghi santi perché Dio l'Onnipotente l’ha scelta come luogo dove aprire gli occhi e il cuore dell'Apostolo Paolo. Anche il nostro comune Padre Abramo è giunto fino alla provincia di Damasco”. “Noi musulmani siriani siamo orgogliosi non solo di proteggere i cristiani, ma di essere la cornice entro cui la cristianità si è potuta esprimere e diffondere nel mondo come messaggio di pace, in quanto Gesù Cristo è il Principe della Pace.
Per questo oggi nella moschea degli Omayyadi, dove sono custodite le reliquie del profeta Giovanni Battista, luogo di pellegrinaggio comune per cristiani e musulmani, la nostra preghiera per la pace sarà unita con il Papa a Roma, in comunione con tutti credenti di altre denominazioni e con tutti gli uomini di buona volontà”. “Vogliamo evitare una guerra regionale – ha concluso – perché questa porterebbe in Siria i poteri oscuri dell’estremismo, del radicalismo e della discriminazione sotto la bandiera dell’islam, il che è completamente falso, e questi poteri servirebbero a sfigurare la bellezza secolare della convivialità”.
Raggiunto dall’Agenzia Fides, il Gran Muftì Hassoun ha spiegato lo spirito dell’iniziativa: “Pregheremo con le intenzioni del Papa Francesco, per chiedere a Dio che ci aiuti a trovare la via della pace. La pace passa attraverso la riconciliazione e il perdono reciproco fra i siriani”. Il Muftì ha emanato un editto proclamando per il 7 settembre una speciale giornata di digiuno per i fedeli musulmani “anche in solidarietà con i tragici fatti di Maaloula (il villaggio cristiano a Nord di Damasco attaccato da islamisti nei giorni scorsi): nessuno di noi si aspettava che in Siria si potesse arrivare all’estremo di dissacrare le chiese e colpire i simboli della cristianità.
Siamo molto tristi quando l’islam è usato come ideologia estremista che giunge a volere l’eliminazione dell’altro. La maggior parte dei musulmani siriani ha sempre visto i cristiani come fratelli”. Il Muftì afferma che la Siria è, come la Terrasanta, “culla del cristianesimo”, e tal proposito ha ricordato a Fides un suo pellegrinaggio a Betlemme “dove ho avuto l'onore di andare. Nel Santuario della grotta, una vecchia suora mi chiese: Cosa fai? Risposi: sto pregando perché sono in un luogo santo. E lei si mise pregare a fianco a me”.
“Damasco non è lontana da quei luoghi santi perché Dio l'Onnipotente l’ha scelta come luogo dove aprire gli occhi e il cuore dell'Apostolo Paolo. Anche il nostro comune Padre Abramo è giunto fino alla provincia di Damasco”. “Noi musulmani siriani siamo orgogliosi non solo di proteggere i cristiani, ma di essere la cornice entro cui la cristianità si è potuta esprimere e diffondere nel mondo come messaggio di pace, in quanto Gesù Cristo è il Principe della Pace.
Per questo oggi nella moschea degli Omayyadi, dove sono custodite le reliquie del profeta Giovanni Battista, luogo di pellegrinaggio comune per cristiani e musulmani, la nostra preghiera per la pace sarà unita con il Papa a Roma, in comunione con tutti credenti di altre denominazioni e con tutti gli uomini di buona volontà”. “Vogliamo evitare una guerra regionale – ha concluso – perché questa porterebbe in Siria i poteri oscuri dell’estremismo, del radicalismo e della discriminazione sotto la bandiera dell’islam, il che è completamente falso, e questi poteri servirebbero a sfigurare la bellezza secolare della convivialità”.
venerdì 28 giugno 2013
Il Gran Mufti di Siria dichiara: "Nessuno scontro settario in corso nel paese, tutto il Popolo unito contro il Terrore" e loda Nasrallah!
Ancora una volta saggi e coraggiori leader sunniti, veri interpreti della sapienza musulmana della setta maggioritaria dell'Islam mondiale, spendono le loro parole per dissipare l'illusione mendace propalata da certe emittenti mediatiche asservite a ben noti interessi politici regionali e internazionali che vorrebbero dare a intendere ai loro spettatori che quella in atto in Siria sarebbe una sorta di 'Guerra di Religione' che vedrebbe contrapposti da una parte i sunniti e dall'altra sciiti, cristiani e alawiti.
Adesso é toccato al Gran Mufti di Damasco, Ahmad Badreddin Hassoun, ribadire il concetto che in Siria non sia in corso alcuna 'guerra civile' ma una campagna di aggressione esterna voluta da potenze straniere regionali e occidentali che prende di mira prima di tutto la Storia, la Cultura e la specificità unica di un paese che ha sempre accolto e benedetto le diversità di etnia, lingua, religione e denominazione, esempio, come il vicino Libano dei più fulgidi esempi di tolleranza e convivenza pacifica di tutto il Medio Oriente.
Hassoun ha inoltre smentito le affermazioni fatte da fonti vicine all'insorgenza terrorista che vorrebbero catalogare la presenza di uomini di Hezbollah nel paese come la prova di una 'occupazione sciita' (o iraniana) del paese, lodando invece l'esempio e le parole anche recenti del Segretario Generale Nasrallah e dichiarando che i militanti della Resistenza libanese si trovano in Siria per aiutare un paese fratello a difendersi dall'ingerenza e dall'occupazione imperialista e sionista esattamente come hanno difeso in questi anni il Libano, cogliendo le fulgide vittorie del 2000 e del 2006.
Adesso é toccato al Gran Mufti di Damasco, Ahmad Badreddin Hassoun, ribadire il concetto che in Siria non sia in corso alcuna 'guerra civile' ma una campagna di aggressione esterna voluta da potenze straniere regionali e occidentali che prende di mira prima di tutto la Storia, la Cultura e la specificità unica di un paese che ha sempre accolto e benedetto le diversità di etnia, lingua, religione e denominazione, esempio, come il vicino Libano dei più fulgidi esempi di tolleranza e convivenza pacifica di tutto il Medio Oriente.
Hassoun ha inoltre smentito le affermazioni fatte da fonti vicine all'insorgenza terrorista che vorrebbero catalogare la presenza di uomini di Hezbollah nel paese come la prova di una 'occupazione sciita' (o iraniana) del paese, lodando invece l'esempio e le parole anche recenti del Segretario Generale Nasrallah e dichiarando che i militanti della Resistenza libanese si trovano in Siria per aiutare un paese fratello a difendersi dall'ingerenza e dall'occupazione imperialista e sionista esattamente come hanno difeso in questi anni il Libano, cogliendo le fulgide vittorie del 2000 e del 2006.
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