Questa meravigliosa moschea in riva al mare (uno dei mari più belli del mondo, tra l'altro), é stata completamente distrutta.
Sono stati i vandali wahabiti della milizia "Amaliqa", foraggiata e finanziata dagli Emirati Arabi Uniti.
Il wahabismo dimostra tutta la sua natura eretica: nonostante quel che si possa pensare il 90 per cento delle vittime dei terroristi wahabiti sono altri musulmani, Veri Musulmani perché rifiutano la deviazione introdotta nell'Islam da dottrine deviate inventate tra 700 e 800 da agenti inglesi (col decisivo contributo sionista) per mantenere permeabile, diviso e instabile un milieu culturale che avrebbe potuto opporsi al colonialismo.
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giovedì 25 ottobre 2018
Milizia islamista finanziata dai wahabiti emiratini distrugge bellissima moschea yemenita sul mare!
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mercoledì 29 novembre 2017
Hamas e Jihad Palestinese condannano l'attentato dell'ISIS alla moschea egiziana: "Favorisce gl'interessi dei nemici dell'Islam e del regime sionista!"
Figure religiose affiliate ad Hamas e al Movimento per la Jihad Islamica in Palestina si sono riunite a Gaza per condannare esplicitamente il recente sanguinoso attentato compiuto da elementi dell'ISIS contro una moschea del Sinai, che ha causato oltre duecento vittime.
La foto, pubblicata su Twitter, mostra i partecipanti al convegno riuniti dietro uno striscione che dimostra solidarietà con l'Egitto e il suo popolo.
La foto, pubblicata su Twitter, mostra i partecipanti al convegno riuniti dietro uno striscione che dimostra solidarietà con l'Egitto e il suo popolo.
domenica 25 giugno 2017
Il Presidente Assad arriva ad Hama e prende parte alle preghiere di fine del Ramadan nella Moschea Al-Nouri!
Il Presidente della Repubblica Araba Siriana Bashir al-Assad si é recato nella città di Hama per prendere parte alle preghiere per la fine del mese di Ramadan insieme ad alcune figure di spicco del mondo religioso musulmano, sia locali che nazionali.
In questo video vediamo il suo arrivo alla moschea; il fatto che Assad abbia viaggiato in totale calma e sicurezza fino a quella che veniva considerata come la 'capitale' dei ribelli wahabiti (al centro anche nel 1982 di un tentativo di insurrezione terroristica stroncato sul nascere dalla decisa azione di suo pare Hafez) dimostra quanto ormai le forze governative abbiano ripreso saldamente il controllo sui maggiori centri urbani del paese.
#Syria #Hama Moment of the arrival of President Bashar al-Assad to perform the Eid Al-Fitr prayers in the Al Noury Mosque inside Hama City. pic.twitter.com/RowWzDxPCZ— Ivan Sidorenko (@IvanSidorenko1) June 25, 2017
In questo video vediamo il suo arrivo alla moschea; il fatto che Assad abbia viaggiato in totale calma e sicurezza fino a quella che veniva considerata come la 'capitale' dei ribelli wahabiti (al centro anche nel 1982 di un tentativo di insurrezione terroristica stroncato sul nascere dalla decisa azione di suo pare Hafez) dimostra quanto ormai le forze governative abbiano ripreso saldamente il controllo sui maggiori centri urbani del paese.
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sabato 3 giugno 2017
Il maiale Abdallah Muhaysni viene cacciato dalla moschea dove voleva concionare: gli sarà andato di traverso un dattero?
Guarda un po'...a fare gli integralisti assassini in pubblico e poi a ingozzarsi di datteri nelle ore che dovrebbero essere riservate al digiuno (venendo peraltro filmati), si rimediano ricche figure di palta, va a finire che poi ti cacciano pure dalla moschea dove volevi tenere il sermone del venerdì!
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giovedì 2 giugno 2016
Bomba takfira fa cinque morti e molti feriti a Latakia; le forze siriane bloccano un secondo attentatore appena in tempo!
Circa un'ora fa un'esplosione ha sconvolto il piazzale fuori dalla Moschea Al-Rashideen nella città costiera di Latakia, precisamente nel quartiere di Al Datour.
L'evento è stato causato da un attentatore suicida che si é fatto esplodere al momento dell'uscita dei fedeli dalla preghiera pomeridiana.
L'evento è stato causato da un attentatore suicida che si é fatto esplodere al momento dell'uscita dei fedeli dalla preghiera pomeridiana.
martedì 16 giugno 2015
Inaugurata a Tartous la prima Moschea consacrata al sacro nome della Vergine Maria!
Quella che vedete nella foto é la Moschea inaugurata pochi giorni fa nella città costiera di Tartous, in Siria; quello che la rende unica nel Mondo Islamico é che essa é stata consacrata al nome della Vergine Maria (Al-Sayyida Mariam), figura che nella fede musulmana gode di attenzione e riverenza al pari di poche altre. Oltre a venire nominata diverse volte, Maria all'interno del Sacro Corano ha una Sura dedicata al suo nome, una tra le otto Sure dedicate a una figura particolare.
La struttura é stata inaugurata con l'intervento del Ministro degli Affari di Stato per la Religione Mohammed Abdul Sattar al-Sayyed e di diversi ministri e rappresentanti delle diverse fedi cristiane siriane, tra cui anche Antoine Deeb del Patriarcato Maronita di Tartous e Latakia. La preghiera conclusiva della cerimonia di consacrazione é stata guidata dall'Imam Ahmad Hassan Ramadan (della Moschea del Mahdi).
La struttura é stata inaugurata con l'intervento del Ministro degli Affari di Stato per la Religione Mohammed Abdul Sattar al-Sayyed e di diversi ministri e rappresentanti delle diverse fedi cristiane siriane, tra cui anche Antoine Deeb del Patriarcato Maronita di Tartous e Latakia. La preghiera conclusiva della cerimonia di consacrazione é stata guidata dall'Imam Ahmad Hassan Ramadan (della Moschea del Mahdi).
martedì 2 giugno 2015
Emerge con precisione la dinamica del fallito attentato contro la moschea sciita di Dammam!
Dalla cittadina saudita di Dammam, dove pochi giorni fa si é consumato un sanguinoso tentativo dell'ISIS di compiere l'ennesima strage settaria ai danni della comunità sciita iniziano a emergere i dettagli definitivi riguardo alla dinamica dell'accaduto, che confermano quanto, grazie alla prontezza e alla precisione delle nostre fonti, eravamo stati in grado di anticiparvi con descrizioni minuziose, corredate di nomi e cognomi.
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sabato 30 maggio 2015
Onore ai giovani che si sono sacrificati a Dammam impedendo che l'attentatore takfiro entrasse nella moschea!
I due giovani che vedete in foto si chiamavano Mohammed Hassan Ali bin Isa e Abdul-Jalil al-Arbash, avevano poco più d'una ventina d'anni e tutta la vita davanti a loro: Arbash si era sposato pochi giorni fa.
Sauditi di fede sciita, si trovavano fuori dalla moschea di Dammam nella giornata di ieri quando, dal posto di blocco che stavano contribuendo a gestire, hanno notato che una persona avvolta in veli femminili che stava avvicinandosi a un'entrata riservata alle donne, aveva qualcosa che non andava.
Avevano individuato un attentatore suicida.
Sauditi di fede sciita, si trovavano fuori dalla moschea di Dammam nella giornata di ieri quando, dal posto di blocco che stavano contribuendo a gestire, hanno notato che una persona avvolta in veli femminili che stava avvicinandosi a un'entrata riservata alle donne, aveva qualcosa che non andava.
Avevano individuato un attentatore suicida.
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Nuovo attentato contro gli Sciiti dimostra che l'ISIS ha libertà d'azione in Arabia Saudita!
Una moschea sciita intitolata all'Imam Hussein a Dammam, in Arabia Saudita, é stata fatta oggetto di un attentato esplosivo durante le preghiere del venerdì quando era stipata di fedeli, rispetto all'attacco avvenuto ad Al-Qadeeh, nella zona di Qatif, la settimana scorsa si contano 'solo' quattro morti.
Appena diffusa la notizia dell'esplosione diverse fonti già attribuivano "all'ISIS" la responsabilità di questa nuova aggressione settaria; se é vero, l'addebito vuol dire semplicemente una cosa, che ormai il regime wahabita di Riyadh sta lasciando libertà d'azione ai criminali del Daash sul suo territorio, sperando di riuscire a 'usarli' per reprimere e terrorizzare la propria consistente minoranza sciita.
Appena diffusa la notizia dell'esplosione diverse fonti già attribuivano "all'ISIS" la responsabilità di questa nuova aggressione settaria; se é vero, l'addebito vuol dire semplicemente una cosa, che ormai il regime wahabita di Riyadh sta lasciando libertà d'azione ai criminali del Daash sul suo territorio, sperando di riuscire a 'usarli' per reprimere e terrorizzare la propria consistente minoranza sciita.
sabato 23 maggio 2015
Ventuno morti in una moschea sciita di Qatif (Arabia Saudita) per un attentato dell'ISIS!
Sappiamo tutti benissimo che organizzazioni come l'ISIS, Al-Nusra, Al-Qaeda e altri gruppi consimili sono in realtà agenzie semi-ufficiali dei regimi saudita e qatariota che le usano come pedine per ottenere i loro obiettivi politici (attaccare l'Asse della Resistenza, perseguitare gli Sciiti, diffondere nel mondo musulmano le eresie takfire).
Ulteriore prova di questo si é avuta nella regione di Qatif, nella zona sciita dell'Arabia Saudita (dove viene estratto il 90 per cento del petrolio che ingrassa i forzieri di Riyadh e col quale vengono finanziati tali gruppi wahabiti), precisamente nel villaggio di Al-Qadeeh, dove una bomba é esplosa in una moschea locale durante le preghiere di venerdì, quando oltre centocinquanta persone stavano compiendo le loro devozioni.
Ulteriore prova di questo si é avuta nella regione di Qatif, nella zona sciita dell'Arabia Saudita (dove viene estratto il 90 per cento del petrolio che ingrassa i forzieri di Riyadh e col quale vengono finanziati tali gruppi wahabiti), precisamente nel villaggio di Al-Qadeeh, dove una bomba é esplosa in una moschea locale durante le preghiere di venerdì, quando oltre centocinquanta persone stavano compiendo le loro devozioni.
giovedì 13 novembre 2014
In israhell i coloni ebrei razzisti devastano moschee, in Siria il Governo protegge e restaura le sinagoghe storiche!!
Questa foto presenta una giustapposizione di due fatti reali e incontrovertibili che tutti i nostri fedeli e affezionati lettori dovrebbero tenere a mente e citare quando capitasse loro di incontrare qualche apologeta del regime razzista di Tel Aviv.
A sinistra possiamo osservare cosa succede alle moschee che finiscono in fiamme a opera dei coloni giudei illegali, fieri rappresentanti di quella che osa definirsi "L'unica democrazia in Medio Oriente!".
A destra invece, vediamo come nella torva Siria del 'crudele dittatore Assad' vengano trattate (leggasi: restaurate e protette) le sinagoghe parte del patrimonio culturale nazionale!
A sinistra possiamo osservare cosa succede alle moschee che finiscono in fiamme a opera dei coloni giudei illegali, fieri rappresentanti di quella che osa definirsi "L'unica democrazia in Medio Oriente!".
A destra invece, vediamo come nella torva Siria del 'crudele dittatore Assad' vengano trattate (leggasi: restaurate e protette) le sinagoghe parte del patrimonio culturale nazionale!
lunedì 20 gennaio 2014
Folla inferocita assedia predicatore d'odio della Fratellanza Musulmana in una moschea sul Delta del Nilo!
Quelle che vedete nel video accluso sono le scene di furore che si sono registrate in un villaggio del Delta del Nilo pochi giorni orsono quando, durante la predicazione, un imam locale, legato alla disciolta organizzazione della Fratellanza Musulmana egiziana ha invitato i fedeli a prodursi in atti di violenza e attentati contro la polizia e le Forze Armate, chiamandoli a manifestare contro l'adozione della nuova Carta costituzionale, approvata con il recente referendum.
I fedeli riuniti non ci hanno più visto e, dopo aver protestato vibratamente contro simili evidenti inviti al crimine e alla sedizione, hanno cacciato il predicatore estremista dal Minbar, costringendolo, insieme ad alcuni seguaci, a barricarsi in pochi locali della moschea, pian piano, mano a mano che si diffondeva la voce nel circondario, altri abitanti della zona sono accorsi per protestare contro l'imam ikhwanita e il suo messaggio d'odio, minacciando peraltro di irrompere nel suo nascondiglio e dargli il fatto suo.
A quel punto le stesse forze di polizia contro le quali egli aveva cercato di sobillare la folla sono intervenute a sua protezione, schierandosi attorno alla moschea e tenendo la folla a distanza fino a quando non é stato possibile fare uscire il predicatore e portarlo al sicuro.
I fedeli riuniti non ci hanno più visto e, dopo aver protestato vibratamente contro simili evidenti inviti al crimine e alla sedizione, hanno cacciato il predicatore estremista dal Minbar, costringendolo, insieme ad alcuni seguaci, a barricarsi in pochi locali della moschea, pian piano, mano a mano che si diffondeva la voce nel circondario, altri abitanti della zona sono accorsi per protestare contro l'imam ikhwanita e il suo messaggio d'odio, minacciando peraltro di irrompere nel suo nascondiglio e dargli il fatto suo.
A quel punto le stesse forze di polizia contro le quali egli aveva cercato di sobillare la folla sono intervenute a sua protezione, schierandosi attorno alla moschea e tenendo la folla a distanza fino a quando non é stato possibile fare uscire il predicatore e portarlo al sicuro.
lunedì 2 dicembre 2013
Ennesima raffica di scontri a Tripoli Siriaca si risolve con l'intervento dell'Esercito ma lascia sul terreno nove morti!
Ancora una volta i disperati dello "slum" sciita di Bab al-Tabaneh, istigati dai predicatori foraggiati a forza di dollari sauditi hanno provato ad assaltare il quartiere collinare Alawita di Tripoli Siriaca, Jabal Mohsen, roccaforte dell'ADP e dell'SSNP, ostinatamente leale agli storici legami tra Libano e Siria e alla figura del Presidente Assad, divenuto in questi due anni di lotte e vittorie icona dell'Antimperialismo mondiale.
Ma ancora una volta la freddezza, la preparazione delle milizie alawite hanno fatto la differenza, permettendo agli abitanti della collina di resistere infliggendo pesanti perdite agli attaccanti fino a quando non sono entrate in azione le unità dell'Esercito regolare a respingere indietro gli assalitori estremisti.
I militi dell'Armee hanno versato loro stessi un tributo di sangue, con circa una decina di feriti, per la maggior parte lievi. Nel recente passato oltre che di attacchi armati settari la metropoli libanese del Nord era stata teatro anche di un duplice attentato esplosivo.
Ma ancora una volta la freddezza, la preparazione delle milizie alawite hanno fatto la differenza, permettendo agli abitanti della collina di resistere infliggendo pesanti perdite agli attaccanti fino a quando non sono entrate in azione le unità dell'Esercito regolare a respingere indietro gli assalitori estremisti.
I militi dell'Armee hanno versato loro stessi un tributo di sangue, con circa una decina di feriti, per la maggior parte lievi. Nel recente passato oltre che di attacchi armati settari la metropoli libanese del Nord era stata teatro anche di un duplice attentato esplosivo.
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martedì 27 agosto 2013
Anche il Gran Mufti sunnita Qabbani concorda: "Dietro le bombe di Beirut e Tripoli c'é la stessa mano, quella di Israele!"
Siamo sempre felici quando possiamo verificare in prima persona che le nostre ipotesi, le conclusioni delle nostre analisi, i nostri pronostici vengono confermati e vendicati dalla realtà dei fatti o da affermazioni e dichiarazioni consimili rilasciate da personaggi ben più autorevoli e informati di noi, coinvolti direttamente negli eventi che noi riportiamo e commentiamo dalla nostra redazione.
Ieri il Gran Mufti sunnita libanese Mohammed Rashid Qabbani, visitando i resti della Moschea Al-Taqwa di Tripoli Siriaca, devastata pochi giorni fa da una doppia esplosione, ha dichiarato che: "Essendo il regime sionista l'unico beneficiario non solo degli effetti di questo attentato ma anche di quello che ha precedentemente colpito la comunità sciita a Sud di Beirut esistono pochi dubbi che la responsabilità ultima di tali atti violenti sia da addebitare proprio a Israele".
Queste parole si accostano mirabilmente non solo a quelle pronunciate dopo l'attentato di Ruwaiss dal Presidente libanese Michel Sleiman, ma anche con le nostre quando, commentando a caldo la bomba codarda di Beirut parlammo, fin da subito, di "Bomba di chiara matrice sionista".
Eventi come questi rendono il nostro lavoro, che di norma é difficile, impegnativo, duro, improvvisamente leggero e grato, perché ci confermano di essere sempre e comunque dalla parte della Verità e della Giustizia.
Ieri il Gran Mufti sunnita libanese Mohammed Rashid Qabbani, visitando i resti della Moschea Al-Taqwa di Tripoli Siriaca, devastata pochi giorni fa da una doppia esplosione, ha dichiarato che: "Essendo il regime sionista l'unico beneficiario non solo degli effetti di questo attentato ma anche di quello che ha precedentemente colpito la comunità sciita a Sud di Beirut esistono pochi dubbi che la responsabilità ultima di tali atti violenti sia da addebitare proprio a Israele".
Queste parole si accostano mirabilmente non solo a quelle pronunciate dopo l'attentato di Ruwaiss dal Presidente libanese Michel Sleiman, ma anche con le nostre quando, commentando a caldo la bomba codarda di Beirut parlammo, fin da subito, di "Bomba di chiara matrice sionista".
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sabato 24 agosto 2013
Foto in esclusiva dell'attentato esplosivo a Tripoli siriaca, Hezbollah condanna fermamente la vigliacca strage!!
"Il Movimento Hezbollah esprime le sue più sincere condoglianze a tutti i fratelli libanesi che hanno subito lutti, ferite e doloro a causa dei tragici eventi di Tripoli". Pochi giorni dopo essere stati colpiti da un attentato codardo i dirigenti del partito sciita riescono comunque a esprimere solidarietà e compassione verso coloro che, a Tripoli Siriaca, hanno sperimentato ieri lo stesso panico, la stessa angoscia degli abitanti di Ruwaiss, nel quartiere sciita di Beirut Sud.
Queste foto, esclusiva per l'Italia di "Palaestina Felix", mostrano come un'esplosione abbia sventrato la Moschea di Al-Taqwa, luogo di culto sciita nel centro della metropoli settentrionale libanese, mentre il secondo scoppio sia avvenuto in un prato piuttosto distante dalla stessa.
Il Gran Mufti libanese Mohammed Rashid Qabbani, faro spirituale sunnita contrario a ogni complotto settario, ha denunciato pubblicamente che l'attentato vuole colpire i sunniti moderati aperti al dialogo e alla convivenza pacifica per soffiare sulle braci dell'odio settario e farle divampare in un incendio che potrebbe riportare il Libano alla guerra civile.
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venerdì 23 agosto 2013
40 morti e 352 feriti a Tripoli Siriaca in doppio attentato a moschee sunnite! In Libano qualcuno (Israele?) gioca al massacro!
Tremendo il bilancio del duplice attentato esplosivo che ha scosso l'aria e il terreno a Tripoli Siriaca, nel Nord del Libano, dove proprio oggi annunciavamo un fatto di sangue probabilmente collegato al 'gioco al massacro' settario che le potenze imperialiste vorrebbero ingoiasse il Libano in maniera da interrompere la preziosa collaborazione che dal Paese dei Cedri, soprattutto grazie ad Hezbollah sta aiutando Assad a debellare l'insorgenza terrorista in Siria.
E' stato il centro cittadino a venire scosso dalla duplice esplosione che ha falciato i fedeli sunniti che si trovavano intorno alla Moschea di Al-Taqwa, notate, luogo di culto sunnita, ma non una Moschea del misero sobborgo di Bab al-Tabaneh, terreno di caccia degli estremisti wahabiti, ma un tempio di normali, moderati fedeli sunniti. Evidentemente secondo i takfiri finanziati dagli Emiri del petrolio tutti i Musulmani (anche sunniti) che non sottoscrivano l'integralismo qaedista sono 'apostati' e quindi é lecito massacrarli!
Fonti del Ministero della Salute parlano di almeno quaranta morti e più di trecentocinquanta feriti. Il Primo Ministro uscente Najib Mikati, di setta sunnita, ha la sua abitazione privata a poche dozzine di metri dal luogo delle esplosioni, anche se ovviamente al momento degli scoppi si trovava a Beirut.
E' stato il centro cittadino a venire scosso dalla duplice esplosione che ha falciato i fedeli sunniti che si trovavano intorno alla Moschea di Al-Taqwa, notate, luogo di culto sunnita, ma non una Moschea del misero sobborgo di Bab al-Tabaneh, terreno di caccia degli estremisti wahabiti, ma un tempio di normali, moderati fedeli sunniti. Evidentemente secondo i takfiri finanziati dagli Emiri del petrolio tutti i Musulmani (anche sunniti) che non sottoscrivano l'integralismo qaedista sono 'apostati' e quindi é lecito massacrarli!
Fonti del Ministero della Salute parlano di almeno quaranta morti e più di trecentocinquanta feriti. Il Primo Ministro uscente Najib Mikati, di setta sunnita, ha la sua abitazione privata a poche dozzine di metri dal luogo delle esplosioni, anche se ovviamente al momento degli scoppi si trovava a Beirut.
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domenica 28 luglio 2013
L'Esercito siriano dilaga ad Homs ed espugna il principale bastione dei takfiri, la Moschea di Khaled ibn Walid!
Come dimostrano eloquentemente queste immagini, la Moschea di Khaled bin Walid, trasformata dai ratti terroristi in uno dei loro principali caposaldi nella cittadina di Homs é stata completamente "ripulita" dall'attacco delle forze armate siriane che hanno sbloccato la situazione e ottenuto la terza grande vittoria nella loro 'campagna estiva' dopo quelle di Qusayr e Talkalakh.
Sempre nel Governatorato di Homs, ma nella zona di Al-Sukhnah, il capo terrorista wahabita Abu Uthman al-Iraqi, del 'Fronte Qaedista di Al-Nusra' é stato abbattuto dalle truppe regolari dopo un feroce combattimento in cui tutto il quadro di comando della sua unità é rimasto distrutto.
I combattimenti nella Provincia di Homs sono di importanza strategica visto che il mantenimento del controllo sul confine col Libano previene l'afflusso di nuovi combattenti, nuove armi ed esplosivi che potrebbero rafforzare le unità della militanza takfira, gravemente colpite negli scontri di questi ultimi mesi e messe ormai alle corde.
Sempre nel Governatorato di Homs, ma nella zona di Al-Sukhnah, il capo terrorista wahabita Abu Uthman al-Iraqi, del 'Fronte Qaedista di Al-Nusra' é stato abbattuto dalle truppe regolari dopo un feroce combattimento in cui tutto il quadro di comando della sua unità é rimasto distrutto.
I combattimenti nella Provincia di Homs sono di importanza strategica visto che il mantenimento del controllo sul confine col Libano previene l'afflusso di nuovi combattenti, nuove armi ed esplosivi che potrebbero rafforzare le unità della militanza takfira, gravemente colpite negli scontri di questi ultimi mesi e messe ormai alle corde.
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sabato 13 luglio 2013
I collaborazionisti filo-wahabiti del '14 Marzo' segnano un altro autogoal clamoroso durante l'ultimo Comitato di Difesa Libanese!
Che un solenne pezzo d'idiota (politicamente parlando) come Saad Hariri, che non a caso abbiamo a più riprese indicato come "Il Renzo Bossi del Levante" sia non soltanto ancora presente sulla scena politica libanese, ma nominalmente occupi ancora la poltrona di leader della coalizione filo-americana, filosionista e filosaudita dell'Alleanza 14 Marzo é una tragica testimonianza del bassissimo livello della dirigenza politica del campo filoimperialista nel Paese dei Cedri. L'altro motivo di meraviglia é che al suo partito 'Mustaqbal' siano ancora legate forze cristiane come il Kata'eb e le Forze Libanesi; adesso che la corrente filo-qaedista e wahabita ha preso il sopravvento nel partito di Hariri questi politici maroniti dovrebbero immediatamente rendersi conto che continuando a cooperare coi sunniti sempre più estremizzati essi non fanno altro che scavarsi la fossa da soli.
Nell'ultima riunione del Comitato Nazionale di Difesa i politici del 14 Marzo sono riusciti a segnarsi un clamoroso autogoal cercando di accusare l'Armee Libanaise di 'aggressione' e 'abusi' contro gli estremisti takfiri del sedicente 'sceicco' Ahmed Assir, la cui struttura armata é stata distrutta in alcuni giorni di battaglia un paio di settimane fa. Ovviamente essi volevano accusare l'Esercito di avere agito su 'ordine' di Hezbollah e della legittima coalizione di Governo, ma i loro intenti sono stati totalmente distrutti dalle prove prodotte dagli ufficiali dell'Armee.
Secondo registrazioni e filmati prodotti e accettati come prova si vede chiaramente come lo 'sceicco' Assir abbia personalmente aggredito, insultato e minacciato verbalmente i responsabili di un posto di blocco militare eretto attorno alla moschea (Bilal ben Rabban) occupata dai suoi seguaci e trasformata in fortino e covo terrorista. In un successivo scambio con un suo seguace, alla domanda su cosa fare Assir avrebbe risposto: "Attaccateli e poi sostenete che siano stati loro a iniziare".
I filmati sono stati per la maggior parte ritrovati dentro alla moschea di Ben Rabban dopo l'assalto. Lo 'sceicco' Assir é sparito e non é stato più visto in pubblico dal giorno della sconfitta dei suoi: alcune voci lo davano rifugiato nell'Ambasciata del Qatar, altre in seguito hanno sostenuto che sia morto e il suo cadavere rimasto sfigurato in un rogo. I suoi seguaci rimasti hanno cercato di produrre un messaggio audio dove un impostore imitava la sua voce, ma tale tentativo é stato subito screditato.
Nell'ultima riunione del Comitato Nazionale di Difesa i politici del 14 Marzo sono riusciti a segnarsi un clamoroso autogoal cercando di accusare l'Armee Libanaise di 'aggressione' e 'abusi' contro gli estremisti takfiri del sedicente 'sceicco' Ahmed Assir, la cui struttura armata é stata distrutta in alcuni giorni di battaglia un paio di settimane fa. Ovviamente essi volevano accusare l'Esercito di avere agito su 'ordine' di Hezbollah e della legittima coalizione di Governo, ma i loro intenti sono stati totalmente distrutti dalle prove prodotte dagli ufficiali dell'Armee.
Secondo registrazioni e filmati prodotti e accettati come prova si vede chiaramente come lo 'sceicco' Assir abbia personalmente aggredito, insultato e minacciato verbalmente i responsabili di un posto di blocco militare eretto attorno alla moschea (Bilal ben Rabban) occupata dai suoi seguaci e trasformata in fortino e covo terrorista. In un successivo scambio con un suo seguace, alla domanda su cosa fare Assir avrebbe risposto: "Attaccateli e poi sostenete che siano stati loro a iniziare".
I filmati sono stati per la maggior parte ritrovati dentro alla moschea di Ben Rabban dopo l'assalto. Lo 'sceicco' Assir é sparito e non é stato più visto in pubblico dal giorno della sconfitta dei suoi: alcune voci lo davano rifugiato nell'Ambasciata del Qatar, altre in seguito hanno sostenuto che sia morto e il suo cadavere rimasto sfigurato in un rogo. I suoi seguaci rimasti hanno cercato di produrre un messaggio audio dove un impostore imitava la sua voce, ma tale tentativo é stato subito screditato.
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domenica 30 giugno 2013
L'Esercito Libanese restituisce al Mufti sunnita di Sidone la mosche di Bilal Rabban, profanata dalle milizie takfire di Assir!
Una moschea, lo sappiamo benissimo, dovrebbe essere un pio luogo di preghiera e contemplazione, in cui l'animo umano, attraverso il messaggio del Profeta dell'Islam, sappia elevarsi per avvicinarsi all'Assoluto; purtroppo, sotto l'influenza dell'eresia wahabita, spesso le moschee vengono meno al loro scopo primario e vengono sminuite, vilipese, trasformate in sentine di odio e meschinità, i loro sacri locali trasformati in nidi di vipere che tramano morte contro vittime innocenti.
E' stato il caso, recentemente, della moschea di Bilal ben Rabban, a Saida/Sidone, nella parte meridionale del Libano; all'apice degli scontri tra la milizia takfira del superficiale e ignorante 'predicatore' Ahmad al-Assir e le forze armate regolari (sostenute e consigliate ad 'advisor' di Hezbollah) l'Armee Libanaise non ha avuto scelta ed é stata obbligata a violarla con le armi e a portare la caccia ai terroristi fin nei suoi locali. Proprio la conquista della moschea, base principale del movimento takfiro in città, ha segnalato la disfatta del gruppo, mandando il suo capo a rifugiarsi nella più vicina ambasciata del Qatar.
Adesso, con una cerimonia ufficiale, l'Esercito del Paese dei Cedri ha restituito la Moschea al Mufti sunnita di Sidone, Sceicco (lui sì con titolo valido!) Salim Sousan il quale, accettandola ha dichiarato pubblicamente che essa verrà riconsacrata al 'Vero ruolo delle Moschee dell'Islam, quello di servire la pietà, la conoscenza e la tolleranza". Sousan ha già nominato lo Sceicco Mohammed Abu Zeid come nuovo imam di Bilal Rabban.
Ancora una volta si vede come sunniti e sciiti, in Libano e in Siria non abbiano niente che li metta in contrasto o peggio in lotta tra loro e che i superficiali e rozzi 'sceicchi' wahabiti sono una minoranza infima, istigata e foraggiata dall'esterno (dal Qatar e dall'Arabia Saudita) che senza i petrodollari degli Emiri reazionari non conterebbero nulla e non potrebbero attrarre alcun seguace.
E' stato il caso, recentemente, della moschea di Bilal ben Rabban, a Saida/Sidone, nella parte meridionale del Libano; all'apice degli scontri tra la milizia takfira del superficiale e ignorante 'predicatore' Ahmad al-Assir e le forze armate regolari (sostenute e consigliate ad 'advisor' di Hezbollah) l'Armee Libanaise non ha avuto scelta ed é stata obbligata a violarla con le armi e a portare la caccia ai terroristi fin nei suoi locali. Proprio la conquista della moschea, base principale del movimento takfiro in città, ha segnalato la disfatta del gruppo, mandando il suo capo a rifugiarsi nella più vicina ambasciata del Qatar.
Adesso, con una cerimonia ufficiale, l'Esercito del Paese dei Cedri ha restituito la Moschea al Mufti sunnita di Sidone, Sceicco (lui sì con titolo valido!) Salim Sousan il quale, accettandola ha dichiarato pubblicamente che essa verrà riconsacrata al 'Vero ruolo delle Moschee dell'Islam, quello di servire la pietà, la conoscenza e la tolleranza". Sousan ha già nominato lo Sceicco Mohammed Abu Zeid come nuovo imam di Bilal Rabban.
Ancora una volta si vede come sunniti e sciiti, in Libano e in Siria non abbiano niente che li metta in contrasto o peggio in lotta tra loro e che i superficiali e rozzi 'sceicchi' wahabiti sono una minoranza infima, istigata e foraggiata dall'esterno (dal Qatar e dall'Arabia Saudita) che senza i petrodollari degli Emiri reazionari non conterebbero nulla e non potrebbero attrarre alcun seguace.
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mercoledì 8 maggio 2013
Gli sgherri del tiranno Al-Khalifa distruggono per la seconda volta importante moschea sciita!
L'associazione islamica bahreini "Al-Wefaq" ha lamentato in un duro comunicato l'opera vandalica e distruttrice dei lacché di Re Al-Khalifa che, per la seconda volta in due anni hanno devastato la moschea sciita di Principe Mohammad Barbaghi nei dintorni di Manama, lasciando osceni e vergognosi graffiti all'interno e all'esterno di essa.
Imparando dai suoi "amici" wahabiti Sauditi e Qatarioti anche l'odiato tiranno del Barhein cerca di trasformare la Rivoluzione popolare esplosa contro la sua brutalità, corruzione e inefficienza in una lotta settaria di sciiti (la maggior parte della popolazione totalmente esclusa dal Governo del paese) e sunniti.
La Moschea di Principe Mohammad Barbaghi, antica di 400 anni, era già stata distrutta nel 2011 al momento dell'invasione del Barhein da parte delle violente e fanatiche truppe saudite, esaltate nell'odio degli sciiti dalle prediche dei più rozzi imam wahabiti, che l'avevano rasa al suolo, ma la fede e l'operosità del popolo Barheini l'avevano ricostruita a tempo di record.
Oltre alle truppe Saudite e Qatariote intervenute nell'isola per soffocare nel sangue la Rivoluzione popolare il Re Al-Khalifa si é munito anche di violenti e intolleranti mercenari pachistani addestrati all'odio nelle madrasse dove si studia wahabismo con i testi pubblicati per ordine della CIA dall'Università di Nebraska-Omaha, su cui si sono formati anche i fanatici del regime talebano e di Al-Qaeda.
La Moschea di Principe Mohammad Barbaghi, antica di 400 anni, era già stata distrutta nel 2011 al momento dell'invasione del Barhein da parte delle violente e fanatiche truppe saudite, esaltate nell'odio degli sciiti dalle prediche dei più rozzi imam wahabiti, che l'avevano rasa al suolo, ma la fede e l'operosità del popolo Barheini l'avevano ricostruita a tempo di record.
Oltre alle truppe Saudite e Qatariote intervenute nell'isola per soffocare nel sangue la Rivoluzione popolare il Re Al-Khalifa si é munito anche di violenti e intolleranti mercenari pachistani addestrati all'odio nelle madrasse dove si studia wahabismo con i testi pubblicati per ordine della CIA dall'Università di Nebraska-Omaha, su cui si sono formati anche i fanatici del regime talebano e di Al-Qaeda.
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