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giovedì 14 aprile 2016

Hezbollah denuncia i tentativi takfiri di destabilizzare i campi profughi di Sidone, condanna l'assassinio di Fathi Zaidan!

Dopo l'attentato esplosivo alla 'Rotonda Americana' di Sidone, risultato nell'uccisione dell'ufficiale di Fatah Fathi Zaidan il movimento di Resistenza sciita libanese Hezbollah ha emesso un comunicato ufficiale nel quale si denuncia il tentativo di fazioni takfire legate all'Arabia Saudita (Jund al-Sham, Fatah al-Islam, Abdullah Azzam) di destabilizzare i campi profughi di Ain Hilwe h e di Myeh Myeh (entrambe vicini a Sidone) per trasformarli in basi di terrorismo.

martedì 12 aprile 2016

Autobomba takfira alla 'Rotonda Americana' di Sidone uccide l'ufficiale palestinese di Fatah, Fathi Zaidan!

Ancora tensione a Sidone, ancora una volta un attentato colpisce un ufficiale palestinese di Fatah, persino al di fuori del campo profughi di Ain Hilweh.

Dopo l'uccisione di Hamza Natour, abbattuto per ordine del terrorista takfiro Bilal Badr, é toccato a Fathi Zaidan perire nell'esplosione di un'autobomba che é deflagrata nella Rotonda Americana, a poca distanza da Ain Hilweh.

martedì 1 settembre 2015

Makdah: "Gli estremisti di Jund al-Sham eseguono ordini che arrivano dagli Usa e da Tel Aviv!"

L'assassinio a fine luglio del dirigente di Fatah Talal Urduni nel campo profughi libanese di Ain Hilweh vicino alla città di Sidone, a opera degli estremisti takfiri di Jund al-Sham ha scatenato una serie di ripercussioni che lo hanno trasformato in un campo di battaglia, con un successivo attentato contro il successore di Urduni e inutili tentativi di instaurare una tregua tra le due parti. 

Munir Makdah, rappresentante di Al-Fatah nel campo libanese, ha dichiarato che l'attacco da parte dei fondamentalisti nascosti tra i profughi (molti provenienti dalla Siria, dove i Palestinesi erano trattati infinitamente meglio che in Libano) risponde a ordini provenienti dal regime ebraico e dagli Usa.

Attualmente quattro degli undici settori di Ain Hilweh sono sotto il controllo di Jund al-Sham.

martedì 25 agosto 2015

Altri tre morti tra ieri sera e stamane nel campo profughi di Ain Hilweh!

Il campo profughi di Ain Hilweh, in Libano, a Sudest della città di Sidone, é il simbolo della pervicace volontà dei passati governi del Paese dei Cedri di mantenere isolata e separata la minoranza palestinese fuggita in Libano dopo la ‘Nakba’ e aumentata dopo il 1970 a causa del ‘Settembre Nero’ giordano.

Esso é un miserabile ‘slum’ di edifici rabberciati, costruiti appoggiati gli uni agli altri come tanti castelli di carte; al suo interno i Palestinesi devono sopravvivere malamente con la carità delle organizzazioni internazionali o delle ONG o arrangiandosi in piccoli traffici con l’esterno, che assomigliano molto al racket e al contrabbando e sconfinano spesso apertamente in attività criminali anche più gravi. I Palestinesi non possono uscire e lavorare in Libano e non godono di alcun Diritto e protezione nel paese che li ‘ospita’.

A lungo Hezbollah e i partiti dell’Alleanza 8 Marzo hanno provato a cambiare questa situazione, trovandosi sempre di fronte un muro.

lunedì 24 agosto 2015

Nuovo attentato contro dirigente di Fatah ad Ain Hilweh scatena sparatorie tra fazioni palestinesi!

A poco meno di un mese dall'assassinio di Talal al-Urduni, responsabile di Fatah per la Sicurezza all'interno del campo profughi di Ain Hilweh, a Sudest della città di Sidone, anche il suo successore Ashraf al-Armoushi ha rischiato di cadere sotto i colpi dei sicari. Questa volta però gli assassini hanno mancato il loro bersaglio e sono stati identificati senza ombra di dubbio: si trattava dei militanti di Jund al-Sham, l'organizzazione terroristica wahabita nata da una scissione del gruppo 'Osbat Nour', guidato da Abdullah Shraidi.

domenica 26 luglio 2015

Talal Urduni, dirigente di Fatah, assassinato in Libano nel campo profughi di Ain Hilweh!

Talal al-Urduni, membro anziano di Al-Fatah e responsabile per la Sicurezza all'interno del campo profughi libanese di Ain Hilweh é stato assassinato da ignoti attentatori che hanno preso lui e le sue guardie del corpo in un letale fuoco incrociato dalla sella delle loro motociclette.

L'attentato ha avuto luogo nella giornata di ieri e ha suscitato viva impressione tanto nella comunità palestinese in Libano quanto nel mondo politico del Paese dei Cedri. Non é un segreto che nei campi profughi, frutto delle dissennate politiche dei partiti cristiani del passato che volevano impedire ogni integrazione tra i rifugiati palestinesi e la comunità libanese abbiano preso piede ideologie estremiste riconducibili al takfirismo, proprio il campo profughi in questione é stato più volte al centro di episodi eversivi e di azioni punitive dell'antiterrorismo libanese negli ultimi anni.

venerdì 6 giugno 2014

Nel campo di Ain-Hilweh Fatah riorganizza la milizia giovanile per tenere lontani i ragazzi da droga e predicatori qaedisti!!

Eretto alla periferia di Sidone, nel Sud Libano, il campo di Ain Hilweh ospitava settantamila profughi della Nakba coi loro discendenti fino al 2011-2012, quando il loro numero é aumentato di altri 30.000 Palestinesi provenienti dalla Siria in guerra contro il terrorismo mercenario.

Al contrario di quanto accadeva in Siria, dove la generosità del Partito Baath e della Famiglia Assad ha sempre garantito a tutti i profughi diritti pari a quelli dei cittadini siriani nel Libano prima dominato dai Maroniti, poi invaso e occupato dai Sionisti i Palestinesi sono sempre stati trattati da ospiti indesiderati, costretti nei campi a sopravvivere malamente di carità internazionale.

Nemmeno gli sforzi del Governo Mikati guidato dalla Alleanza 8 Marzo sono riusciti a migliorare la loro situazione, per via dell'ottuso ostruzionismo dei partiti filosionisti e filosauditi. Di Ain Hilweh abbiamo parlato spesso in connessione con la diffusione di messaggi estremisti takfiri e wahabiti.

I giovani di Ain Hilweh, per sfuggire all'emarginazione e alla miseria avevano fino a poco tempo fa due strade: darsi al crimine, al contrabbando, al narcotraffico oppure seguire i predicatori di odio settario foraggiati da Riyadh e da altre monarchie conservatrici.

Adesso per arginare questo fenomeno e per evitare che le azioni di pochi wahabiti fanatici attirino l'odio dei Libanesi contro tutta la comunità palestinese il rappresentante di Fatah nel campo, Munir Maqdah, ha ricreato il programma di addestramento giovanile Al-Ashbal, mirato ai ragazzi dai 6 ai 18 anni.

Nelle fila di Al-Ashbal  i giovani ricevono educazione, studiano la storia dell'invasione e dell'occupazione della Palestina, fanno ginnastica, ricevono nozioni di disciplina e autocontrollo e vengono avviati alla militanza per i Diritti del proprio popolo, che alla fine del programma possono poi proseguire in Fatah.

Negli anni '70 e '80 molti quadri combattenti e dirigenziali dell'organizzazione di Arafat si formarono in questo modo anche se per il momento, per molte  famiglie palestinesi, Al-Ashbal rappresenta solo una maniera piuttosto sicura per evitare che i propri figli vengano in contatto col mondo del crimine o dell'estremismo religioso.

"Al-Ashbal mi piace, mi ha insegnato tanto, voglio continuare gli studi, diventare ingegnere e contribuire alla lotta del mio Popolo progettando e costruendo armi!" (Khalifa, 15 anni)

"Al-Ashbal ci chiede di frequentare con profitto le scuole e ha anche un programma religioso alla moschea di Maqdah Badr, che ci aiuta a distinguere il Vero Islam dalle distorsioni settarie degli estremisti" (Ahmad, 16 anni)

"Voglio studiare fino all'Università, per sviluppare appieno le mie doti a favore della Resistenza Palestinese" (Ali Abu Khamis, 15 anni)

"Sono venuto ad Al-Ashbal perché voglio poter difendere la mia mamma e la mia sorellina se i sionisti ci attaccano di nuovo e perché voglio riportare la mia famiglia in Palestina, dove i nostri bisnonni avevano una grande casa col giardino" (Youssef, 11 anni)

"I miei genitori mi hanno mandato qui per essere sicuri che non spenda le vacanze girando per strada; ci sono ragazzi che non sanno cosa fare tutto il giorno, bevono e usano droga e lottano tra di loro, io voglio lottare contro i sionisti invece" (Ammar, 12 anni)

"Mi piace Al-Ashbal perché ci da delle uniformi veramente belle" (Mohsen, 10 anni)

Certo, le dichiarazioni dei giovani Palestinesi riflettono l'età e il grado di maturità che possono avere alle loro giovani età, ma non é detto che persino chi si é unito ai Giovani Leoni di Fatah per le 'belle uniformi', non possa maturare, col tempo, la consapevolezza e la dedizione di un grande Combattente per la Libertà e i Diritti della Palestina.

POSCRITTO: Qualche nostro lettore potrebbe stupirsi del favore con cui abbiamo descritto questa iniziativa di Fatah, organizzazione che in altri articoli critichiamo aspramente; a parte che qualunque atto concreto mirato a formare una coscienza di Resistenza nei giovani palestinesi e a tenerli lontani dalle 'sirene' del crimine e del wahabismo é ampiamente meritoria. Vogliamo sottolineare come tra la dirigenza corrotta di Ramallah che svende e mercanteggia la Terra di Palestina ai tavoli delle fasulle 'trattative' e uomini come Munir Maqdah passa un abisso di coerenza, serietà, dedizione e moralità. Se al posto di Abbas e altri traditori ai vertici di Fatah sedessero uomini come Munir Maqdah la Terza Intifada e la liberazione della Cisgiordania da ogni invasore e occupante potrebbero diventare realtà concrete e palpabili.


sabato 28 dicembre 2013

Cadono nella rete i primi responsabili dell'attentato omicida di ieri a Beirut: guardacaso, sono wahabiti di Fatah al-Islam!

La nostra lunga frequentazione con la Storia e la Politica mediorientale ci ha dato un certo intuito nel saper riconoscere modi e stili operativi dei vari gruppi di militanza politica più o meno estremista attivi nella regione e, quando facciamo un'ipotesi sulla responsabilità di questo o quell'atto, non lo facciamo mai con leggerezza o superficialità e siamo abituati a vedere le nostre induzioni quasi sempre confermate dalla realtà dei fatti.

Ancora una volta vediamo confermato il nostro "fiuto" ricevendo notizia dal quotidiano libanese 'As-Safir' che l'auto marca 'Honda' di color verde scuro e di targa 177647 usata nell'attentato esplosivo che vicino all'Hotel 'Fenicia' é costato la vita all'Ex-ministro libanese Mohammad Shatah é stata rubata circa un anno fa da Moussa M. e Mohammed Sarieh, militanti dell'organizzazione wahabita Fatah al-Islam.

Il furto, ordinato direttamente dal capo dell'organizzazione Haithm Shaabi sarebbe stato commissionato ai due da un tale Talal Ordony, che avrebbe ordinato loro di nascondere l'auto nel campo profughi di Ain al-Helweh dove sarebbe stata trasformata in un'autobomba.

Moussa M. sarebbe già in mano alle autorità libanesi, si attendono di ora in ora notizie di ulteriori arresti e rivelazioni.

domenica 26 dicembre 2010

Regalo di Natale per il popolo libanese: eliminato un fantoccio qaedista della CIA


Ghandy al-Sahmarani, a parte una ironica e totalmente inappropriata assonanza del nome, non aveva nulla di pacifico e non violento, anzi, era dirigente del Jund Ash Sham, un gruppo di fanatici fondamentalisti legati alla rete Qaedista che cerca, come nel caso di Fatah al-Islam, di penetrare nel mosaico di sette ed etnie del Paese dei Cedri, per destabilizzarlo con la propria violenza, pagata e diretta dai soliti e ben noti burattinai di al-Qaeda, che viene fatta apparire e colpire in ogni scenario dove la CIA e il Dipartimento di Stato Usa abbiano interesse a intervenire.
Ghandy al-Shamarani
Ad ogni modo al-Sahmarani non avrà più modo di mettere in pericolo la pace e la tranquillità del popolo libanese, visto che é stato ritrovato nella giornata di Natale, con i polsi legati da filo di ferro e il cranio sfondato da un proiettile. Jund Ash Sham aveva subito una grave sconfitta nel 1999, quando scontri nella regione di Dinniyah con le autorità libanesi e con le milizie locali contrarie al wahabismo di marca saudita ne avevano decimato quadri e organizzazione.


Il cadavere del terrorista.
Il terrorista di origine tripolina (di Tripoli siriaca), scampato a quella debacle, risiedeva da diversi anni nei pressi del campo di rifugiati palestinesi di Ain al-Hilweh, dove cercava di proselitizzare i discendenti dei profughi della Nakba alla sua branca di fondamentalismo.

Evidentemente qualcuno non ha gradito i suoi sforzi.

I qaedisti non hanno mai avuto fortuna in Libano (così come in Siria o in Palestina), dove anzi, un altro loro movimento come Fatah al-Islam (nessuna relazione con la Fatah di Abbas e Arafat) é stato pressoché distrutto dall'esercito nazionale nel 2007, dopo alcune settimane di feroci scontri nel campo profughi di Nahr al-Bared. Jund Ash Sham, il movimento di cui faceva parte Ghandy al-Sahmarani, aveva perso prestigio, influenza e militanti proprio a favore di Fatah al-Islam (tanto che dopo la distruzione di Fatah al-Islam aveva cercato con un piccolo attentato a un posto di blocco militare a Sidone di 'recuperare visibilità'); con la morte del dirigente sembra che la presenza Qaedista in Libano abbia ricevuto un ulteriore gravissimo colpo.

E' interessante notare come i Qaedisti siano numerosi e/o influenti soltanto nelle nazioni fortemente influenzate e penetrate dai servizi segreti americani: Arabia Saudita, Yemen, Irak, Pakistan, Giordania. Laddove lo spionaggio statunitense é tenuto sotto controllo essi sono assenti o, come in Libano, sottoposti a continui scacchi.