Un importante dignitario dell'ISIS di nome Wathik Khalil Ahmed, é stato eliminato insieme alle sue tre guardie del corpo nella città di Mosul, nominata 'capitale' del cosiddetto califfato. L'operazione, portata a termine da miliziani sunniti fedeli al Governo centrale, risalirebbe a domenica ma é stata rivelata solo di recente.
I miliziani filo-governativi, anziché tendere un agguato, hanno direttamente assaltato il quartier generale dell'ISIS nel distretto di Sukkar, a Mosul, espugnandolo e penetrandovi per eliminare il leader intrappolato all'interno.
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mercoledì 9 settembre 2015
Operazione speciale di militanti sunniti anti-ISIS elimina Wathik Ahmed nel cuore di Mosul!
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martedì 1 settembre 2015
Makdah: "Gli estremisti di Jund al-Sham eseguono ordini che arrivano dagli Usa e da Tel Aviv!"
L'assassinio a fine luglio del dirigente di Fatah Talal Urduni nel campo profughi libanese di Ain Hilweh vicino alla città di Sidone, a opera degli estremisti takfiri di Jund al-Sham ha scatenato una serie di ripercussioni che lo hanno trasformato in un campo di battaglia, con un successivo attentato contro il successore di Urduni e inutili tentativi di instaurare una tregua tra le due parti.
Munir Makdah, rappresentante di Al-Fatah nel campo libanese, ha dichiarato che l'attacco da parte dei fondamentalisti nascosti tra i profughi (molti provenienti dalla Siria, dove i Palestinesi erano trattati infinitamente meglio che in Libano) risponde a ordini provenienti dal regime ebraico e dagli Usa.
Attualmente quattro degli undici settori di Ain Hilweh sono sotto il controllo di Jund al-Sham.
Munir Makdah, rappresentante di Al-Fatah nel campo libanese, ha dichiarato che l'attacco da parte dei fondamentalisti nascosti tra i profughi (molti provenienti dalla Siria, dove i Palestinesi erano trattati infinitamente meglio che in Libano) risponde a ordini provenienti dal regime ebraico e dagli Usa.
Attualmente quattro degli undici settori di Ain Hilweh sono sotto il controllo di Jund al-Sham.
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martedì 25 agosto 2015
Altri tre morti tra ieri sera e stamane nel campo profughi di Ain Hilweh!
Il campo profughi di Ain Hilweh, in Libano, a Sudest della città di Sidone, é il simbolo della pervicace volontà dei passati governi del Paese dei Cedri di mantenere isolata e separata la minoranza palestinese fuggita in Libano dopo la ‘Nakba’ e aumentata dopo il 1970 a causa del ‘Settembre Nero’ giordano.
Esso é un miserabile ‘slum’ di edifici rabberciati, costruiti appoggiati gli uni agli altri come tanti castelli di carte; al suo interno i Palestinesi devono sopravvivere malamente con la carità delle organizzazioni internazionali o delle ONG o arrangiandosi in piccoli traffici con l’esterno, che assomigliano molto al racket e al contrabbando e sconfinano spesso apertamente in attività criminali anche più gravi. I Palestinesi non possono uscire e lavorare in Libano e non godono di alcun Diritto e protezione nel paese che li ‘ospita’.
A lungo Hezbollah e i partiti dell’Alleanza 8 Marzo hanno provato a cambiare questa situazione, trovandosi sempre di fronte un muro.
Esso é un miserabile ‘slum’ di edifici rabberciati, costruiti appoggiati gli uni agli altri come tanti castelli di carte; al suo interno i Palestinesi devono sopravvivere malamente con la carità delle organizzazioni internazionali o delle ONG o arrangiandosi in piccoli traffici con l’esterno, che assomigliano molto al racket e al contrabbando e sconfinano spesso apertamente in attività criminali anche più gravi. I Palestinesi non possono uscire e lavorare in Libano e non godono di alcun Diritto e protezione nel paese che li ‘ospita’.
A lungo Hezbollah e i partiti dell’Alleanza 8 Marzo hanno provato a cambiare questa situazione, trovandosi sempre di fronte un muro.
lunedì 24 agosto 2015
Nuovo attentato contro dirigente di Fatah ad Ain Hilweh scatena sparatorie tra fazioni palestinesi!
A poco meno di un mese dall'assassinio di Talal al-Urduni, responsabile di Fatah per la Sicurezza all'interno del campo profughi di Ain Hilweh, a Sudest della città di Sidone, anche il suo successore Ashraf al-Armoushi ha rischiato di cadere sotto i colpi dei sicari. Questa volta però gli assassini hanno mancato il loro bersaglio e sono stati identificati senza ombra di dubbio: si trattava dei militanti di Jund al-Sham, l'organizzazione terroristica wahabita nata da una scissione del gruppo 'Osbat Nour', guidato da Abdullah Shraidi.
domenica 26 luglio 2015
Talal Urduni, dirigente di Fatah, assassinato in Libano nel campo profughi di Ain Hilweh!
Talal al-Urduni, membro anziano di Al-Fatah e responsabile per la Sicurezza all'interno del campo profughi libanese di Ain Hilweh é stato assassinato da ignoti attentatori che hanno preso lui e le sue guardie del corpo in un letale fuoco incrociato dalla sella delle loro motociclette.
L'attentato ha avuto luogo nella giornata di ieri e ha suscitato viva impressione tanto nella comunità palestinese in Libano quanto nel mondo politico del Paese dei Cedri. Non é un segreto che nei campi profughi, frutto delle dissennate politiche dei partiti cristiani del passato che volevano impedire ogni integrazione tra i rifugiati palestinesi e la comunità libanese abbiano preso piede ideologie estremiste riconducibili al takfirismo, proprio il campo profughi in questione é stato più volte al centro di episodi eversivi e di azioni punitive dell'antiterrorismo libanese negli ultimi anni.
L'attentato ha avuto luogo nella giornata di ieri e ha suscitato viva impressione tanto nella comunità palestinese in Libano quanto nel mondo politico del Paese dei Cedri. Non é un segreto che nei campi profughi, frutto delle dissennate politiche dei partiti cristiani del passato che volevano impedire ogni integrazione tra i rifugiati palestinesi e la comunità libanese abbiano preso piede ideologie estremiste riconducibili al takfirismo, proprio il campo profughi in questione é stato più volte al centro di episodi eversivi e di azioni punitive dell'antiterrorismo libanese negli ultimi anni.
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lunedì 29 dicembre 2014
Attentato takfiro ad Aden contro un Generale delle truppe corazzate yemenite!
Una potente bomba é esplosa ieri nell'auto del Generale Farej al-Atqi, comandante del 31mo Battaglione Corazzato dell'Esercito, mentre questa incrociava nel quartiere di Khor Maksar ad Aden, nello Yemen meridionale,
L'esplosione ha sventrato completamente il veicolo, uccidendone sul colpo l'autista e ferendo le due guardie del corpo dell'ufficiale, il quale tuttavia é riuscito a uscire dalla carcassa dell'auto incredibilmente illeso.
Il fatto che la bomba sia stata collocata proprio dentro all'auto fa capire come i terroristi di Al-Qaeda nella Penisola Araba possano corrompere e infiltrare ogni struttura statale e governativa, per questo negli ultimi mesi é toccato agli Sciiti Houthi scendere in campo per batterli e metterli in ritirata.
Proprio le sconfitte continue contro gli Houthi di Ansarullah hanno spinto gli estremisti wahabiti a cercare di 'replicare' con vigliacche bombe e attentati.
L'esplosione ha sventrato completamente il veicolo, uccidendone sul colpo l'autista e ferendo le due guardie del corpo dell'ufficiale, il quale tuttavia é riuscito a uscire dalla carcassa dell'auto incredibilmente illeso.
Il fatto che la bomba sia stata collocata proprio dentro all'auto fa capire come i terroristi di Al-Qaeda nella Penisola Araba possano corrompere e infiltrare ogni struttura statale e governativa, per questo negli ultimi mesi é toccato agli Sciiti Houthi scendere in campo per batterli e metterli in ritirata.
Proprio le sconfitte continue contro gli Houthi di Ansarullah hanno spinto gli estremisti wahabiti a cercare di 'replicare' con vigliacche bombe e attentati.
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sabato 12 aprile 2014
Il VIcepremier irakeno Mutlaq sfugge indenne ad attentato takfiro vicino ad Abu Ghraib!!
Avevano programmato attentamente il loro complotto omicida i takfiri finanziati dall'Arabia Saudita che vogliono precipitare l'Irak nella violenza e nel settarismo per impedire alla maggioranza sciita di amministrare rettamente il paese e di collocare saldamente Bagdad nell'Asse della Resistenza anti-imperialista e anti-sionista. Si erano perfino procurati uniformi simili a quelle delle forze di sicurezza irakene per rimanere mimetizzati fino all'istante in cui avrebbero aperto il fuoco, nella zona di Abu Ghraib, contro il corteo di Saleh Mutlaq, vice di Nouri al-Maliki.
Ma ancora una volta la capacità, la professionalità e il coraggio delle guardie del corpo che proteggevano il Vicepremier hanno avuto la meglio sulla codarda astuzia dei wahabiti; al costo di una vittima nei loro ranghi le bodyguard di Mutlaq hanno respinto gli assalitori e condotto al sicuro il loro protetto.
Recentemente vi sono stati importanti scontri tra l'Esercito irakeno e i terroristi a libro paga di Riyadh, tutti conclusi con la loro sconfitta e il loro sterminio. Il ricorso alla violenza e al terrorismo dimostra come ormai gli estremisti takfiri siano disperati visto che anche la comunità sunnita li ha abbandonati e ha denunciato i loro scopi e i loro metodi: clan sunniti si sono alleati col Governo e hanno aiutato l'esercito a scovare le basi e i rifugi dell'insorgenza wahabita.
Ma ancora una volta la capacità, la professionalità e il coraggio delle guardie del corpo che proteggevano il Vicepremier hanno avuto la meglio sulla codarda astuzia dei wahabiti; al costo di una vittima nei loro ranghi le bodyguard di Mutlaq hanno respinto gli assalitori e condotto al sicuro il loro protetto.
Recentemente vi sono stati importanti scontri tra l'Esercito irakeno e i terroristi a libro paga di Riyadh, tutti conclusi con la loro sconfitta e il loro sterminio. Il ricorso alla violenza e al terrorismo dimostra come ormai gli estremisti takfiri siano disperati visto che anche la comunità sunnita li ha abbandonati e ha denunciato i loro scopi e i loro metodi: clan sunniti si sono alleati col Governo e hanno aiutato l'esercito a scovare le basi e i rifugi dell'insorgenza wahabita.
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sabato 11 gennaio 2014
Le forze irakene svelano le trame del complotto wahabita che portano a Riyadh!!
Il canale televisivo irakeno Al-Sumariya ha riportato la notizia che il non compianto leader qaedista Shaker Vahib el-Fahdavi, ucciso pochi giorni fa nel corso della grande offensiva governativa con cui il Premier Nouri al-Maliki ha iniziato finalmente a far pulizia della feccia takfira nella Provincia di Anbar é stato visitato da emissari del Principe Bandar bin Sultan, attuale capo dei Servizi Segreti di Riyadh poch giorni prima della sua morte.
El-Fahdavi avrebbe ricevuto 150 milioni di dollari e 60 autoveicoli dagli emissari sauditi; la fonte di tali informazioni sarebbe un ex-militante dell'ISIL (la stessa formazione takfira in cui militava il leader morto) caduto in mano alle forze governative il giorno dello sgombero del sit-in sunnita a Ramadi.
Il prigioniero avrebbe confermato che il sit-in dei sunniti a Ramadi serviva da 'snodo di collegamento' tra gli esponenti del blocco Al-Irakiya (formazione politica fortemente compromessa col terrorismo) e i capi delle milizie wahabite, che si accordavano su come e dove colpire le forze dell'ordine, l'Esercito e la comunità sciita.
El-Fahdavi avrebbe ricevuto 150 milioni di dollari e 60 autoveicoli dagli emissari sauditi; la fonte di tali informazioni sarebbe un ex-militante dell'ISIL (la stessa formazione takfira in cui militava il leader morto) caduto in mano alle forze governative il giorno dello sgombero del sit-in sunnita a Ramadi.
Il prigioniero avrebbe confermato che il sit-in dei sunniti a Ramadi serviva da 'snodo di collegamento' tra gli esponenti del blocco Al-Irakiya (formazione politica fortemente compromessa col terrorismo) e i capi delle milizie wahabite, che si accordavano su come e dove colpire le forze dell'ordine, l'Esercito e la comunità sciita.
sabato 28 dicembre 2013
Agitatore settario al soldo di Riyadh arrestato a Ramadi: non si ferma la campagna antiterrore del Governo di Bagdad!
Cinque morti e diciotto feriti; questo é il bilancio del pesante conflitto a fuoco scatenato dai tirapiedi di Ahmed al-Awlani, sobillatore settario e provocatore sponsorizzato dai Sauditi che, con la copertura del suo seggio da deputato ("ovviamente" nel 'Blocco Irakiya' del pluriomicida latitante Al-Hashemi e dell'altro imputato per terrorismo Riyadh Adad) invitava i sunniti irakeni ad attccare i loro compatrioti sciiti, le loro moschee, le sedi dei loro partiti e movimenti, nel vano tentativo di proteggerlo dal giusto arresto per attività sovversive e istigazione alla guerra civile che i militari inviati a circondare la sua villa di Ramadi si apprestavano ad eseguire.
L'arresto di Al-Awlani si inserisce nel corso delle grandi operazioni di polizia ed Esercito iniziate la settimana di Natale nella Provincia di Anbar, che hanno portato finora alla distruzione di numerosi accampamenti terroristi, all'uccisione di dozzine di militanti takfiri e alla cattura di numerosi loro complici e fiancheggiatori.
Alla fine della scena da Far West sul terreno sono rimasti cinque guardaspalle dell'arrestato più suo fratello e altre otto persone tra gli abitanti della villa; dieci militari irakeni sono rimasti leggermente feriti. Debole e ridicola la protesta di un altro esponente del sempre più screditato 'Blocco Irakiya', tale Usama Nujaifi, che parla a sproposito di 'settarismo' dimenticando convenientemente che il primo a incitare alla violenza e alla guerra civile é stato proprio il suo compagno di partito.
L'arresto di Al-Awlani si inserisce nel corso delle grandi operazioni di polizia ed Esercito iniziate la settimana di Natale nella Provincia di Anbar, che hanno portato finora alla distruzione di numerosi accampamenti terroristi, all'uccisione di dozzine di militanti takfiri e alla cattura di numerosi loro complici e fiancheggiatori.
Alla fine della scena da Far West sul terreno sono rimasti cinque guardaspalle dell'arrestato più suo fratello e altre otto persone tra gli abitanti della villa; dieci militari irakeni sono rimasti leggermente feriti. Debole e ridicola la protesta di un altro esponente del sempre più screditato 'Blocco Irakiya', tale Usama Nujaifi, che parla a sproposito di 'settarismo' dimenticando convenientemente che il primo a incitare alla violenza e alla guerra civile é stato proprio il suo compagno di partito.
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sabato 2 giugno 2012
La moglie di Netanyahu presa a sputi e colpi di scarpa in un centro commerciale!
Nel mondo arabo, lo sappiamo ormai da tempo, venire presi a colpi di scarpa é una delle manifestazioni di disistima più grandi che si possano ricevere, del resto, se i musulmani si tolgono le scarpe prima di entrare in moschea é chiaro che considerino quell'accessorio, costantemente a contatto col suolo, come intrinsecamente 'impuro'. Tutti ricordiamo quando l'Ex-presidente Usa Bush Jr. durante una conferenza stampa dovette schivare ben due scarpe lanciategli nel dicembre 2008 da un giornalista irakeno (che prontamente divenne un eroe nazionale); adesso una notizia proveniente da Petah Tiqva, sobborgo di Tel Aviv, ci informa che il lancio del footwear contro personalità sgradite sembra avere iniziato a fare breccia anche nella società israeliana.
E' stata infatti Sara Netanyahu, moglie del Primo Ministro in carica, che, mentre si trovava impegnata a fare shopping in un locale centro commerciale, si é vista lanciare una scarpa da una donna di trentasei anni. Il dettaglio di guardie del corpo della 'First Lady' non é riuscito non solo a intercettare il proiettile (che é quello che i 'gorilla' sarebbero pagati per fare, anche quando non si tratti di pallottole) ma nemmeno a impedire che l'attaccante colmasse il gap con il suo bersaglio e rincarasse la dose sputando al suo indirizzo.
Non abbiamo dettagli sul fatto se la scarpa o lo sputo abbiano raggiunto Lady Netanyahu, finora nota alle cronache per il pessimo modo in cui trattava il personale di servizio; comunque risulta che a quel punto le bodyguard si siano date una svegliata e abbiano bloccato la donna lancia scarpe fino all'arrivo di una pattuglia di polizia, che la ha presa in consegna e la ha portata a una vicina caserma. L'identità della donna e le motivazioni del gesto non sono ancora note.
E' stata infatti Sara Netanyahu, moglie del Primo Ministro in carica, che, mentre si trovava impegnata a fare shopping in un locale centro commerciale, si é vista lanciare una scarpa da una donna di trentasei anni. Il dettaglio di guardie del corpo della 'First Lady' non é riuscito non solo a intercettare il proiettile (che é quello che i 'gorilla' sarebbero pagati per fare, anche quando non si tratti di pallottole) ma nemmeno a impedire che l'attaccante colmasse il gap con il suo bersaglio e rincarasse la dose sputando al suo indirizzo.
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Molti leader mediorientali ultimamente sono stati "presi a scarpate", alcuni metaforicamente, altri meno... |
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