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lunedì 7 aprile 2014

ANONYMOUS colpisce e affonda la presenza internet sionista: centinaia di siti messi offline e interdetti!!

Centinaia e centinaia di siti-web appartenenti a ministeri, enti e organizzazioni dell'entità sionista di occupazione della Palestina sono stati hackerati a partire da stamattina nell'ambito dell'ultima offensiva del collettivo informatico ANONYMOUS contro il regime ebraico: il sito del Ministero dell'Istruzione di Tel Aviv e l'Autorità Aeroportuale sono caduti vittime di questi assalti ."Chiediamo a tutti i nostri aderenti e simpatizzanti di scatenarsi per crackare, interdire, spammare e negare l'operatività a tutti i siti e i portali del cyberspazio 'israeliano', con ogni mezzo necessario" é il grido di battaglia al quale sono seguiti centinaia di atti dimostrativi che hanno letteralmente deragliato la presenza sionista nel WWW.

Non é la prima volta che Anonymous colpisce l'entità sionista e ogni successiva volta viene dimostrato che contro l'iniziativa spontanea e popolare tutta la vantata "perizia informatica" dei sionisti, che pretendono di essere all'avanguardia delle tecnologie elettroniche e telematiche, si riveli come l'ennesima rodomontata a Sei Punte. 

martedì 9 aprile 2013

E' il Siriano Maher Younis il "re degli hacker" dietro alcuni dei più brillanti successi della campagna cibernetica anti-israeliana!

Il giovane qui raffigurato, di nome Maher Younes e di nazionalità siriana, é stato identificato dai servizi segreti sionisti come il "Mastermind" di alcuni dei più audaci e spettacolari 'hackeraggi' che nel corso degli ultimi due giorni e mezzo hanno mandato in panne la maggior parte della presenza internettiana di siti e portali del regime ebraico di occupazione della Palestina, ivi compreso il saccheggio completo dei dati di 1500 caselle di email di agenti e funzionari del Mossad e lo stop prolungato inflitto alla Borsa di Tel Aviv costato danni per circa due miliardi di dollari Usa.

Younes si é trovato gratificato del titolo che per noi vale come un'onorificienza al valore, di "Nemico elettronico N°1 di Israele" e di una taglia sulla testa di ben 10 milioni di dollari; ma la maggior lode a lui tributata in questi giorni é stata quella di averlo paragonato (come pericolosità per Israhell) al martire Imad Mougnieh, leader del braccio armato di Hezbollah responsabile del "salto di qualità" dei seguaci di Nasrallah da semplice milizia di guerriglieri a forza armata altamente competente e specializzata.

Imad Mougnieh, lo ricordiamo, venne vigliaccamente assassinato dai sionisti, ma la sua eredità, i combattenti che ha addestrato e forgiato per anni, riuscirono a vendicarlo ampiamente nel corso della Guerra d'Estate del 2006, quando inflissero agli invasori del regime ebraico una amara e insindacabile sconfitta.


domenica 7 aprile 2013

MASSICCIO ATTACCO INFORMATICO IN CORSO CONTRO IL REGIME EBRAICO! DOZZINE DI SITI FUORI USO!!!!

"NIENTE E' SICURO" questo il messaggio, accompagnato da una traccia di musica elettronica ipnotica e straniante che si riceve cercando di collegarsi con il sito sionista http://www.taussig-law.co.il/ attualmente "a gambe all'aria" come dozzine di altri outlet telematici dell'occupazione grazie agli sforzi di migliaia di attivisti internazionali che hanno deciso di scatenare contro il regime ebraico uno dei più grandi "Attacchi DDOS" mai sperimentati finora.

Questo il messaggio che accompagna la maggior parte dei siti messi offline dall'attacco:

ABBIAMO ASCOLTATO COSA AVETE FATTO ALLA PALESTINA
ABBIAMO SENTITO LE GRIDA DI GAZA BOMBARDATA
ADESSO ATTACHIAMO NOI NON POTETE FARCI NULLA
COMBATTIAMO PER I NOSTRI DIRITTI E SIAMO LEGIONE
POTETE VINCERE USANDO IL VOSTRO ESERCITO
MA NEL CYBERSPAZIO LA VITTORIA E' NOSTRA
CHIUDIAMO I VOSTRI SITI, INTERCETTIAMO I VOSTRI MESSAGGI
DIFFONDIAMO I VOSTRI SEGRETI E POSSIAMO CANCELLARE IL VOSTRO REGIME
RICOARDATE
NOI NON PERDONIAMO
NOI NON DIMENTICHIAMO
ASPETTATECI
SIAMO OVUNQUE
SIAMO I VOSTRI DISTRUTTORI
Abbiamo notizia che 1500 caselle e-mail utlizzate da personale e agenti del Mossad sarebbero state 'hackerate' e il loro contenuto sarà reso pubblico nelle prossime ore: vi terremo informati sugli sviluppi della situazione.

mercoledì 18 gennaio 2012

"La cyber-guerra contro il regime sionista, nuovo volto della Resistenza palestinese!" Colpiti numerosi siti dell'occupazione


Il portavoce del Movimento musulmano di Resistenza Hamas, Sami Abu Zuhri, ha definito gli attacchi cibernetici portati da hacker arabi e palestinesi contro la borsa sionista, il portale della compagnia di bandiera El Al e tre delle maggiori banche del regime di occupazione ebraico come "Nuovi sfolgoranti esempi della perizia tecnica della nostra gioventù, che non tralascia alcuna via, alcun sentiero per arrivare a colpire i nemici della Causa nazionale palestinese".

Gli attacchi contro le estensioni cibernetiche del regime dell'apartheid sono sempre più comuni e di recente avevano coinvolto il portale dei vigili del fuoco sionisti e diversi provider di servizi di credito elettronico, di cui erano stati rivelati e messi a disposizione del pubblico migliaia di conti con un danno finanziario enorme. Quest'ultimo attacco era stato rivendicato da "Ox Omar", 'nom de guerre' di un hacker definitosi 'saudita'.

In passato il più massiccio e vulnerante attacco elettronico contro interessi israeliani aveva colpito il sito-web della Banca d'Israele.

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sabato 14 gennaio 2012

Hacker palestinesi attaccano con successo il sito-web dei servizi antincendio del regime ebraico!


Rispondendo prontamente all'invito lanciato negli scorsi giorni da Hamas che aveva dichiarato "cyberguerra a oltranza" contro tutte le manifestazioni internettiane dell'entità sionista di Occupazione anonimi hacker palestinesi della Striscia di Gaza (almeno a quanto da loro stessi dichiarato) hanno attaccato il sito-web dei servizi anti-incendio e di emergenza di Israele.

A prescindere da quale pagina si cercasse di caricare il visitatore, come risultato dell'attacco informatico, si vedeva reindirizzato su una foto del Viceministro degli Esteri Danny Ayalon che ben presto veniva riempita di impronte di scarpa e corredata dalla scritta animata: "Morte a Israele". Danny Ayalon sembra un bersaglio favorito dagli hacker arabi: qualche giorno fa incursori informatici sauditi avevano fatto 'collassare' il suo sito personale.

Il motivo é presto detto: in un accesso di sindrome da "internet tough guy" il Viceministro sionista aveva promesso "rappresaglie fisiche" contro coloro che sarebbero stati 'scoperti' ad attaccare elettronicamente Israle. In cambio di questa inane sparata il vice di Lieberman si é guadagnato l'antipatia di tutta la comunità di corsari informatici palestinesi e arabi.
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lunedì 9 gennaio 2012

Hamas dichiara: "Cyber-guerra senza esclusione di colpi contro il regime ebraico!"


Il portavoce ufficiale di Hamas Sami Abu Zuhri ha lodato il gruppo di hacker "Anonymous", un cui componente, apparentemente di nazionalità saudita, ha colpito duramente il settore delle carte di credito dell'entità sionista di occupazione, compromettendone molte migliaia e causando un ingente danno finanziario alle banche di Tel Aviv. Per bocca di Zuhri Hamas ha definito quanto avvenuto "un'operazione audace e creativa, che ha tanto valore quanto altre, più convenzionali forme di Resistenza".

"Noi di Hamas benediciamo questo sforzo che dimostra come la gioventù araba sia una forza dinamica e moderna, versata nelle tecnologie informatiche e abile a utilizzarle appieno per dare del filo da torcere al regime ebraico che occupa la terra di Palestina e assedia le sue città e il suo popolo. Sottolineiamo la nostra solidarietà con gli hacker responsabili di questa azione e li invitiamo a persistere sul sentiero della Resistenza, a dispetto delle vuote minacce sioniste, continuando ad operare e colpire anche nell'arena virtuale del cyberspazio".

Il Ministero degli Esteri sionista aveva infatti minacciato di "controbattere" ogni tentativo di oscurare o vandalizzare i siti-web ufficiali del Governo anche arrivando a 'colpire' i responsabili nella vita reale (buona fortuna! siamo dietro a sette proxy!!), il Viceministro degli Esteri Danny Ayalon aveva affermato a Beersheba che "ogni atto contro il cyberspazio israeliano é equivalente a una dichiarazione di guerra". "In questo caso", é la replica di Hamas, "che guerra sia!".

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lunedì 7 novembre 2011

Siti web dell'Occupazione sionista colpiti da 'Anonymous': "Non dimentichiamo, non perdoniamo, stiamo arrivando!"


 Il collettivo di hacker e di attivisti informatici che si fa chiamare 'Anonymous', agendo sotto lo slogan 'Non dimentichiamo, non perdoniamo, aspettateci", ha duramente colpito le propaggini digitali del regime sionista dell'Apartheid mettendo offline per ore i server dell'esercito di occupazione, della polizia politica Shin Bet e del Mossad, l'agenzia di spionaggio e terrorismo di Tel Aviv.


L'attacco, che ha fatto strame della vantata 'prontezza informatica' del regime ebraico (nient'altro che un mito accuratamente coltivato mediaticamente, ma che poi lascia tutto il tempo che trova), é arrivato in reazione al blocco in acque internazionali dei due vascelli 'Tahrir' e 'Saoirse' che si stavano dirigendo verso Gaza assediata: ennesimo episodio di pirateria sionista che solo fortuitamente non si é risolto in un bagno di sangue, vista la disposizione all'uso della forza indiscriminata contro attivisti disarmati già mostrata in passato dalle truppe sioniste.

Il messaggio di accompagnamento all'attacco cibernetico, diffuso su tutte le piattaforme di comunicazione online tra cui youtube si conclude con queste parole: "Noi, insieme a 127 paesi del mondo riconosciamo la Palestina storica come la patria del popolo palestinese, i vostri atti e quelli delle vostre forze militari sono azioni di guerra contro una nazione sovrana; se continuerete a bloccare le spedizioni umanitarie verso Gaza o ripeterete le barbare azioni del 31 maggio 2010 contro qualunque vascello allora non ci lascerete scelta se non quella di rispondere alle vostre azioni colpendovi ancora e ancora fino a che non smetterete: SIAMO ANONYMOUS, SIAMO LEGIONE, NON DIMENTICHIAMO, NON PERDONIAMO, STIAMO ARRIVANDO!"
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