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sabato 29 dicembre 2018

La Tremenda Bufala su MUSSOLINI e l' "AMBASCIATORE SAUDITA"!

La propaganda islamofoba (di chiara marca sionista-imperialista) diffonde in rete una 'bufala' che vuole, "negli anni '30" che Mussolini abbia litigato con un 'ambasciatore saudita' per la costruzione di una moschea a Roma.

Il Reame di Hijaz e Nejd prese il nome di "Arabia Saudita"solo nel 1932 e ricevette (ricevette!) il primo ambasciatore straniero (sul suo suolo) soltanto nel 1943, quando Mussolini era allo zenit della sua 'carriera' di statista.


mercoledì 27 maggio 2015

Cyberattacco Usa contro il Ministero del Petrolio della Repubblica Islamica sventato dai maghi del computer di Teheran!

Gli esperti informatici iraniani sono stati chiamati al lavoro in massa a causa di una situazione di emergenza sviluppatasi negli ultimi giorni (caratterizzati da una serie di 'ponti festivi' nella Repubblica Islamica); infatti aggressori cibernetici hanno provato a più riprese a danneggiare il sito web del Ministero del Petrolio, bombardandolo con virus e software maligni che dovevano paralizzarlo e lasciare libero accesso agli aggressori verso i dati sensibili dell'organizzazione.

Il Generale Kamal Hadianfar, della Polizia Informatica Iraniana ha dichiarato che gli attacchi, numerosissimi e ottimamente scaglionati e coordinati, erano studiati per prendere vantaggio dalla situazione festiva della nazione, fidando sul fatto che una parte di esperti e tecnici non riuscisse a rispondere all'allarme o a mobilitarsi in tempo utile per farvi fronte.

mercoledì 3 dicembre 2014

24 ore dopo PALAESTINA FELIX, RaiNews, IlPost e altri outlet 'scoprono' l'intervento aereo iraniano in Irak!!

Ecco come, 24 ore giuste dopo che noi avevamo pubblicato il nostro articolo in merito 'RaiNews' titolava sulla sua sezione 'esteri':
Notare l'impagabile "ignorantata" della foto di una formazione di F-18 Usa a corredo della notizia...essù, eddai, lo sappiamo che a voi sparapanzane filo-Nato filo-Sion assunti in Rai a forza di raccomandazioni vi pagano stipendi da urlo e "Google Images" lo avete anche voi, usatelo! Guarda qui sopra 'giornalista rai', non é difficile, dai!




Poi arriva "IlPost", anche lui con un 'accademico' ritardo di 24 ore:

Qui la pigrizia é a livelli epici; manco la fatica di cercare una foto di aerei -visto che si parla di attacchi aerei- "massì dai ci metto quella dei barbuti dell'ISIS ormai stracotta di giugno scorso". Ma li capiamo i 'colleghi' del Post...loro devono attendere la 'conferma' del Department of Defense Usa (senza il nullaosta dei loro padroni a stelle a sei punte e strisce non aprono il becco...i "colleghi"!) e poi in prima pagina devono metterci i servizi "importanti" tipo: Come Riconoscere un Buon Sushi e la bastonatura internettiana del genio scientifico J.Watson "reo" di non belare a tempo col coro 'meticciamente corretto'.

"Il Faro sul Mondo" punta invece il suo fascio di luce indagatoria con un ritardo di APPENA 22 ore e 50 minuti...BRUCIA SUL TEMPO la concorrenza!
Gli Speedy Gonzales del 'Faro' si conquistano il 'bradipo d'oro' per la velocità di questa cialtrona 'stampa' italiana online, che propone notizie cotte, stracotte, bollite, decotte che quasi si fa prima a copiarle direttamente dalla carta stampata nell'era delle messaggerie istantanee, dei filmati e delle foto in diretta streaming.

Per questo, per questi motivi provati e documentati affermiamo con orgoglio che PALAESTINA FELIX é un servizio di qualità internazionale fornito GRATUITAMENTE al pubblico italiano.

PALAESTINA FELIX, per saperlo MEGLIO, per saperlo PRIMA!






venerdì 17 maggio 2013

La polizia Tunisina cattura a Biserta due cittadini coinvolti con il Mossad israeliano!

Due cittadini tunisini che avevano accettato di diventare informatori del servizio di spionaggio sionista sono caduti in mano alle forze di polizia nei dintorni della città di Biserta. Il primo dei due 'sub-agenti' aveva ricevuto dai suoi 'handler' di Tel Aviv l'incarico di riportare informazioni sulla situazione di sicurezza nella zona montuosa di Chaambi, nel Governatorato di Kasserine. L'uomo si era recato sul posto e aveva compiuto osservazioni e ricognizioni fotografiche, i cui risultati stava inviando in Israele a mezzo internet quando é stato arrestato.

Il secondo agente dei sionisti aveva fornito aiuto e appoggio alla missione del primo ed era in contatto con Israele tramite un apparentemente innocuo 'social network' tramite il quale riceveva indicazioni e ordini sui suoi compiti di spionaggio. Il parlamentare Abderraouf Ayyadi, interrogato in merito alla questione, ha sottolineato la necessità di 'passare al pettine' gli apparati di polizia e sicurezza dello Stato per espellere tutti gli elementi compromessi col passato regime di Ben Ali, molto amichevole e cooperativo nei confronti di Israele.

Ayyadi ha altresì osservato che prima di venire contattati dagli agenti sionisti i due giovani erano disoccupati, indicando la necessità di misure drastiche per combattere l'emarginazione e la disoccupazione giovanile che possono venire sfruttate da forze ostili alla Rivoluzione come dimostrato anche da questo caso.

sabato 4 maggio 2013

Google.ps diventa "Google Palestina"; rabbia impotente del regime ebraico di occupazione per la modifica!

La multinazionale della rete "Google", proprietaria del più famoso e utilizzato motore di ricerca internettiano fino a ieri indicava la propria homepage Google.ps come 'Google Territori Palestinesi' offendendo e sminuendo la dignità storica e culturale di milioni di abitanti legittimi della Palestina, nazione riconosciuta storicamente fin dagli occupanti romani, oltre duemila anni fa.

Adesso il colosso di Mountain View ha corretto le proprie diciture, giustamente indicando l'url Google.ps come 'Google Palestina', scatenando l'ira meschina e impotente dei sionisti del regime ebraico di occupazione che vorrebbero disperatamente negare l'esistenza della Palestina; il territorio che essi abusivamente hanno invaso oltre sessanta anni fa.

Portavoce dell'azienda californiana, rispondendo alle scomposte e offensive reazioni di parte sionista hanno dichiarato che Google.com non ha fatto altro che adeguarsi alla nomenclatura usata in ambito internazionale, in particolare dopo la promozione della Palestina in ambito ONU avvenuta l'anno scorso con voto a maggioranza schiacciante.

domenica 7 aprile 2013

MASSICCIO ATTACCO INFORMATICO IN CORSO CONTRO IL REGIME EBRAICO! DOZZINE DI SITI FUORI USO!!!!

"NIENTE E' SICURO" questo il messaggio, accompagnato da una traccia di musica elettronica ipnotica e straniante che si riceve cercando di collegarsi con il sito sionista http://www.taussig-law.co.il/ attualmente "a gambe all'aria" come dozzine di altri outlet telematici dell'occupazione grazie agli sforzi di migliaia di attivisti internazionali che hanno deciso di scatenare contro il regime ebraico uno dei più grandi "Attacchi DDOS" mai sperimentati finora.

Questo il messaggio che accompagna la maggior parte dei siti messi offline dall'attacco:

ABBIAMO ASCOLTATO COSA AVETE FATTO ALLA PALESTINA
ABBIAMO SENTITO LE GRIDA DI GAZA BOMBARDATA
ADESSO ATTACHIAMO NOI NON POTETE FARCI NULLA
COMBATTIAMO PER I NOSTRI DIRITTI E SIAMO LEGIONE
POTETE VINCERE USANDO IL VOSTRO ESERCITO
MA NEL CYBERSPAZIO LA VITTORIA E' NOSTRA
CHIUDIAMO I VOSTRI SITI, INTERCETTIAMO I VOSTRI MESSAGGI
DIFFONDIAMO I VOSTRI SEGRETI E POSSIAMO CANCELLARE IL VOSTRO REGIME
RICOARDATE
NOI NON PERDONIAMO
NOI NON DIMENTICHIAMO
ASPETTATECI
SIAMO OVUNQUE
SIAMO I VOSTRI DISTRUTTORI
Abbiamo notizia che 1500 caselle e-mail utlizzate da personale e agenti del Mossad sarebbero state 'hackerate' e il loro contenuto sarà reso pubblico nelle prossime ore: vi terremo informati sugli sviluppi della situazione.

giovedì 11 agosto 2011

Israele danneggia le linee telefoniche di Gaza isolando la Striscia: in arrivo nuovi attacchi?


Nella notte i bulldozer israeliani, operando attorno alla zona di Nahal Oz hanno sradicato e divelto tutti i cavi telefonici che consentono le comunicazioni telefoniche, cellulari e internet con l'enclave costiera assediata. Da quanto riportato finora la maggior parte dei tentativi di mettersi in comunicazione coi residenti della zona si sono rivelati futili e infruttuosi.

I responsabili delle Telecomunicazioni di parte palestinese hanno accusato gli israeliani di avere volontariamente interrotto le comunicazioni con la Striscia, evidentemente in preparazione di clamorose azioni armate contro la popolazione civile, per le quali i generali israeliani non vogliono avere 'scomode' testimonianze e feed di alcun tipo.

PalTel, responsabile per la rete di comunicazioni palestinese, ha richiesto alle autorità sioniste di poter prontamente intervenire per riparare al danno ma, ad ora, non ha ricevuto alcuna risposta. Dopo l'assedio economico e umanitario siamo all'assedio dell'informazione? Cosa sta preparando Israele contro i residenti civili della Striscia? Perché questo blackout improvviso?
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sabato 21 maggio 2011

Sparano ancora! Soldati sionisti aprono il fuoco su manifestanti palestinesi al confine della Striscia di Gaza!!

Nuove raffiche di colpi israeliani contro civili disarmati sono state sparate poche ore fa da truppe del Regime sionista che, al confine con la Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro una marcia di dimostranti palestinesi disarmati che manifestavano per ricordare la loro determinazione a liberare la loro terra dall'Occupazione e a difendere e garantire l'inalienabile "Diritto al Ritorno" di tutti i profughi palestinesi della "Nakba" e dei loro discendenti, oltre quattro milioni e settecentomila persone che hanno tutta l'intenzione di tornare a vivere sulla terra sottratta loro dagli invasori nel 1948.

La manifestazione, battezzata "Marcia della Rabbia per il Ritorno in Palestina" era stata annunciata e organizzata con il decisivo contributo della Rete, dei servizi di blogging e micro-blogging e delle nuove tecnologie che tanta parte hanno avuto nelle proteste tunisine, egiziane, bahreini e yemenite e si inquadra nelle iniziative prese il via lo scorso venerdì, che avevano già avuto un'impennata sanguinosa con le stragi compiute dalle vigliacche truppe dell'IDF a Gaza, in Cisgiordania e al confine libanese e siriano.

I gruppi organizzati che premono per il lancio di una terza insurrezione generale anti-israeliana (la "Terza Intifada") hanno rinnovato i loro appelli ai Palestinesi di Israele e dei Territori Occupati, nonché a tutti i loro sostenitori arabi o meno, a mobilitarsi per mettere in crisi l'apparato repressivo dello Stato ebraico. Un appello speciale ha raggiunto anche Mahmud Abbas, presidente temporaneo dell'Anp, perché mobiliti Fatah e le sue forze.

Almeno tre manifestanti sono stati feriti e molti altri raggiunti dagli effetti dei gas urticanti e vesicanti usati da Israele per reprimere le proteste contro il suo regime illiberale e razzista.
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martedì 10 maggio 2011

Il Regime dell'Apartheid sionista impedisce allo Sceicco Salah di parlare all'Università di Haifa, e questa sarebbe 'democrazia'??


Con un provvedimento stupido, illiberale e razzista, che ben evidenzia come ormai nello Stato ebraico viga sempre più ferreo il Regime di Apartheid, la corte centrale di Haifa ha impedito al leader riconosciuto della Fratellanza musulmana in Israele, lo Sceicco Raed Salah, di entrare a tenere un discorso al campus universitario della città.

La corte ha tentato di giustificare la propria inescusabile e inaccettabile decisione con "ragioni di pubblica sicurezza", quando invece é fin troppo chiaro che si voglia impedire a un appassionato e brillate oratore quale lo Sceicco é di arringare gli studenti universitari disvelando loro le reali condizioni di persecuzione e oppressione in cui un quinto della popolazione di Israele, discriminata in quanto non ebraica, si trovi a vivere, stretta da sempre più rigide norme segregatorie e liberticide.

Zahi Nujaidat, portavoce della Fratellanza musulmana israeliana ha accusato i giudici sionisti di essere "in perfetta armonia col resto degli apparati repressivi, segregatori e razzisti dello Stato", aggiungendo che, grazie alle nuove tecnologie, sarà possibile comunque veicolare il messaggio di Raed Salah a tutti coloro che, prenotandosi per ascoltarne il discorso ora cancellato, avevano dimostrato comunque interesse per le sue idee e le sue posizioni.

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venerdì 4 marzo 2011

Baku in stato d'allerta, l'Azerbaijan si prepara a scendere in piazza?


Forti misure di sicurezza oggi in tutto l'Azerbaijan, ex-Repubblica sovietica del Caucaso, dove circa il 96% della popolazione professa la fede musulmana (quasi due terzi nella confessione sciita, il resto sunniti); sembra infatti che per l'11 e il 12 marzo si preparino imponenti manifestazioni di piazza, il cui "tam tam" ha già iniziato a viaggiare sui monitor e sugli smartphone della fascia di cittadinanza giovane, politicamente e socialmente impegnata e insoddisfatta della politica filoisraeliana e filoamericana del Governo in carica.

L'Esecutivo starebbe spostando unità militari di provata fedeltà nella capitale Baku, per reagire a ogni accenno di rivolta. Il Parlamento nazionale, al contrario, sembra sostenere l'iniziativa di protesta, legandola alle proprie istanze di dimissioni immediate dell'attuale Governo, del lancio di un vasto e ambizioso programma di riforme costituzionali e del rilascio di tutti i prigionieri politici e d'opinione.
Il Primo Ministro azero Artur Rasizade
Sotto la comoda "scusa" della lotta al terrorismo, l'Azerbaijan é stato trasformato in uno stato senza garanzie democratiche, un comodo 'avamposto' di Israele e degli Usa in funzione anti-iraniana. Secondo quanto riportato da fonti di informazione indipendente il messaggio di protesta avrebbe raggiungo più di 20,000 indirizzi e account e sarebbe stato raccolto, per ora, da oltre 5,000 utenti.

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domenica 13 febbraio 2011

Israele paga blogger e webmaster per sostenere le sue politiche criminali!

 La rivoluzione democratica nel mondo arabo corre sui cavi e sulle fibre della rete, coinvolgendo masse enormi di cittadini che vogliono diventare (o tornare a essere) padroni del loro futuro e artefici del loro destino. Il Governo dell'Apartheid sionista, preoccupato da tutto ciò, vorrebbe correre ai ripari ma non ha la necessaria "massa critica" di ammiratori o sostenitori.

Come coloro che si figurano grandi amatori ma non hanno né la bellezza fisica né il fascino personale per suscitare passione nell'altro sesso, Israele, desiderando appoggio e solidarietà mediatica ma riuscendone a racimolare poca o nulla si "adatta" a pagare per ottenerla.
Shekel israeliani per tutti! Basta adattarsi a sostenere un po' di razzismo assassino!!
E' nota l'esistenza di diversi outlet informatici filosionisti anche nella blogosfera italiana, ridicoli ricettacoli di menzogne e propaganda che rispondono ai nomi "informazione corretta", "secondo protocollo", "liberali per israele" e via bestemmiando.

Queste sentine, che infestano e appestano la Rete, vengono mantenute in vita con cospicui emolumenti di shekel da parte di Tel Aviv, che, genuinamente atterrita dai recenti sviluppi della situazione in Egitto, ha deciso di gettare un milione e duecentomila Euro nel calderone del sostegno cibernetico prezzolato.

Prepariamoci quindi a venire ulteriormente appestati da blog, da siti, da fasulli account facebook e twitter dai quali sedicenti ammiratori degli assassini di Jenin, Gaza, Qana, Dahlyeh e della Freedom Flotilla cerceranno di guadagnarsi l'osso tirato loro dal regime dell'Apartheid.

Il modus operandi sionista, totalmente opposto al concetto base della Rete, che é quello di radunare, riunire e far incontrare le opinioni che vengono "dal basso", creando genuini poli di aggregazione sociale, politica o culturale viene chiamato "astroturfing", in contrapposizione al "grassrooting".

mercoledì 29 dicembre 2010

Si infittisce la trama nella debacle egiziana del Mossad! Richiamato l'ambasciatore israeliano al Cairo!!


Il quotidiano egiziano Al-Youm Al-sabe'a ha rivelato che l'ambasciatore israeliano Isaac Levanon ha lasciato la capitale del paese immediatamente dopo che l'interrogatorio dell'uomo d'affari reclutato dal Mossad per infiltrare la rete di telecomunicazioni locale ha cominciato a rivelare nella sua interezza le macchinazioni sioniste in tutta la nazione e le loro connessioni con altri paesi, prossimi e remoti.

Levanon sarebbe stato avvistato all'aeroporto del Cairo con la moglie e tre grossi colli contrassegnati come "bagaglio diplomatico". Secondo l'emittente "Canale 10" l'ambasciata dello Stato ebraico al Cairo ha dichiarato che Levanon é rientrato in Israele per un periodo di riposo. Ufficiali dei servizi egiziani, intanto, avrebbero ammesso che il commerciante tessile arrestato finora, Tareq Abdel Rezeq, non sarebbe l'unico egiziano coinvolto nelle indagini, ma vi sarebbe un'altra figura, della quale non si sa se sia ricercata o già nelle mani delle autorità.

Dalle rivelazioni di Rezeq, inoltre, apparirebbe chiaro che la "rottura" di un nodo di telecomunicazioni sottomarino avvenuta il 20 dicembre di due anni fa nei pressi della Sicilia non sarebbe stato un incidente, ma il risultato di un'operazione israeliana di sabotaggio. I cavi spezzati (Semaway 3 e 4, nonché quello della Flag Corporation) avevano fatto piombare l'Egitto nel caos, facendo crollare l'80 per cento della rete informatica del paese e causando gravi scompensi anche nelle regioni vicine, fino al Golfo Persico.

Una settimana dopo Israele scatenava il suo "pogrom" militare su Gaza, l'Operazione Piombo Fuso.

sabato 27 novembre 2010

Agenzia-web palestinese attaccata da pirati informatici al soldo di Israele


Per ben quattro giorni le pagine web dell'agenzia stampa informatica PNN, Palestine News Network, sono state sporadicamente irraggiungibili, a causa dell'azione ripetuta di sconosciuti aggressori, che hanno lanciato programmi di disturbo e overload contro i suoi server, concentrandosi particolarmente contro quelli che mantenevano le versioni "internazionali" del sito (in inglese, francese e persino tedesco).

Ra’ed Rishmawi, esperto webmaster della PNN, ha confermato che i problemi sono derivati da software malevoli lanciati espressamente contro gli ISP dell'agenzia e che tale evento non é se non l'ultimo (e più violento) in una serie di attacchi informatici contro l'outlet giornalistico palestinese; "Prima dell'attacco abbiamo ricevuto mail minatorie, che ci intimavano di cessare la nostra attività di reportage" ha quindi concluso.

"Se dobbiamo vedere un lato positivo nella faccenda", chiosa il capo-redattore Fadi Abu Sada, "è che, se non fossimo efficaci e puntuali nel nostro lavoro, i nostri nemici non si sarebbero neppure presi la briga di attaccarci...vuol dire che diamo fastidio, che 'funzioniamo' nel modo in cui ci eravamo prefissi di fare!".

Quel che si dice vedere il bicchiere mezzo pieno.

La PNN, creata nel 2002, é stata la prima agenzia di stampa a offrire contenuti online sugli eventi di Palestina in lingue diverse dall'arabo e dall'inglese; inoltre propone una web-radio che riprende e ampia i contenuti proposti dagli articoli scritti.