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martedì 21 febbraio 2012

Ufree denuncia i "Mengele" dei gulag sionisti: "Individui che non meritano il titolo di medici si rendono complici di torture e sevizie!"


UFREE, il Network Europeo per il Sostegno dei Prigionieri Palestinesi ha dichiarato che, oltre a lasciare per settimane e mesi detenuti gravemente malati privi delle più elementari cure palliative, oltre ad acconsentire alla somministrazione di farmaci non testati e pericolosi trasformando i loro pazienti in vere e proprie 'cavie umane' i cosiddetti "medici" in servizio presso le galere del regime sionista di occupazione sarebbero parte del sistema di torture e abusi in vigore nell'universo concentrazionario sionista, cui parteciperebbero passivamente evitando di registrare i segni dei pestaggi e delle sevizie e firmando falsi certificati di 'buona salute' che consentono agli aguzzini di trascinare ancora e ancora le loro vittime nelle camere dell'orrore per sottoporle a nuove efferatezze.

Secondo un rapport recentemente rilasciato dall'ONG di Oslo i 'medici' sionisti, veri e propri Mengele con la Stella di David al posto della Svastica, sono complici e conniventi nella sistematica brutalizzazione di ogni sfortunato a cui capiti in sorte di venire incarcerato come prigioniero politico, sia con accuse certe che sotto l'orrendo e inaccettabile istituto della 'detenzione amministrativa'. Le torture servono a estorcere confessioni false, rilasciate sotto pena di ulteriori sofferenze a uomini distrutti fisicamente e psicologicamente, le quali confessioni poi servono a stilare mandati di cattura per altri sfortunati. L'universo concentrazionario sionista é così diventato un Moloch che crea da sé le sue prossime vittime tramite il ricorso sistematico e facilitato dai 'medici' delle prigioni alla tortura come mezzo di interrogatorio.

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lunedì 16 gennaio 2012

Svelati gli orrori delle galere sioniste, tra torture, abusi, carenze igieniche e sanitarie: "In Israele carceri degne dei nazisti!"


Intervistato dall'Agenzia di stampa iraniana FARS il Ministro palestinese per gli Affari dei Prigionieri Ataollah abu Sabah ha dichiarato che attualmente, nonostante il grande successo di Hamas nel suo braccio di ferro indiretto contro il regime ebraico di occupazione vi sono ancora molte migliaia di Palestinesi prigionieri delle galere sioniste, tra cui sette donne e 23 membri eletti del Consiglio Legislativo Palestinese, che creano così la situazione assurda di un regime di occupazione che tiene in ostaggio i Deputati di uno Stato sovrano.

Abu Sabah ha dichiarato che nel sistema concentrazionario sionista, vero e proprio 'arcipelago gulag', il luogo di detenzione più infernale é certo la prigione di Naqab, nel Negev, dove i detenuti sono tenuti in tende; ma quasi tutte le altre carceri dovegli israeliani concentrano i prigionieri politici palestinesi sono luoghi da incubo, che in paesi civilizzati sarebbero ritenute inadatte a qualunque scopo detentivo. Iniziamo col dare qualche dato: la media dello spazio dedicato nelle prigioni statunitensi a ogni detenuto é circa sei metri quadrati, in Europa si arriva persino a otto, nel regime sionista, invece, i Palestinesi vegnono ammassati in quattro metri quadrati a testa e, essendo questo un dato medio, vuol dire che vi sono prigioni particolari dove si scende a tre e persino a due metri quadrati, come in certe celle d'isolamento dove i prigionieri sono come 'sepolti vivi'.

Appena tredici mesi fa il Comitato Pubblico contro la Tortura in Israele ha rivelato come la maggior parte dei Palestinesi prigionieri della carceri sioniste vengano sottoposti ai peggiori abusi immaginabili: deprivazione del sonno, pestaggi, esposizione al rigore degli elementi, violenze e umiliazioni di genere sessuale e, quando si ammalano o le loro condizioni di salute peggiorano a causa del vitto di cattiva qualità e inadatto alle necessità di certe categorie di detenuti (ipertesi, diabetici, etc...) non ricevono alcun genere di cura e terapia adeguata, come ha mostrato anche il tragico, recente caso di Zakariah Issa. Persino lo stesso direttore del Servizio Detentivo di Israere, Aron Franco, in una sua recente lettera di denuncia avvertiva come a causa dei continui tagli al bilancio ormai la maggior parte delle prigioni destinate ai Palestinesi: Damon, Ramleh, Maasiyahu, non sono più adatte a ospitare popolazione carceraria e dovrebbero venire abbandonate o sottoposte a radicali ristrutturazioni.
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sabato 12 marzo 2011

Abbas al-Sayyed dichiara lo sciopero della fame contro le inumane condizioni di prigionia


Abbas al-Sayyed, comandante delle Brigate Ezzedin al-Qassam (braccio militare del movimento Hamas), attualmente rinchiuso nella prigione sionista di Rimon (Tulkarem), dove i suoi persecutori vorrebbero che rimanesse fino alla morte, é recentemente entrato in totale sciopero della fame, per protestare contro le indegne e inumane condizioni di prigionia a cui non soltanto lui, ma anche i suoi compagni di prigonia, sono sottoposti.

Ne ha dato la notizia Ikhlas Al-Sayyed, sua moglie, che ha riportato come, a seguito della richiesta di aiuto e miglioramento delle condizioni carcerarie lanciata durante la sua udienza di Appello, Abbas sarebbe stato duramente torturato da secondini e autorità carcerarie israeliane: "Tra le ritorsioni subite da mio marito, a parte la confisca di tutti gli effetti personali che aveva con sé in cella, la più grave é certo quella dell'isolamento sotterraneo, dove é stato tenuto per giorni interi, recluso in uno spazio talmente ristretto da somigliare a un loculo".

L'isolamento totale sotterraneo é l'ultima trovata sionista per aggravare ulteriormente le condizioni di prigionieri che, normalmente, spendono mesi e mesi, oltre un anno nel caso di Abbas al-Sayyed, in celle di isolamento, venendo quindi sottoposti a uno stress emotivo e mentale facilmente immaginabile. L'isolamento costituisce la più comune e frequente forma di tortura a cui Israele sottopone i prigionieri della Resistenza palestinese, visto che non lascia tracce evidenti sul corpo, ma distorce e segna profondamente la psiche e l'anima dei carcerati, che a lungo andare diventano larve d'uomo stranite e disadattate come i naufraghi delle isole deserte.

Questo é il moderno "Arcipelago Gulag" dell'Apartheid israeliano, a denunciare il quale non vi sono pasciute lobby interessate come quelle foraggiate dal Dipartimento di Stato americano e dalla CIA come ai tempi della Guerra Fredda.

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