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giovedì 21 febbraio 2019

Il capo della fallimentare "unità d'elite" sionista 'uccellata' dai difensori di Gaza si dimette tra le polemiche!


Con una mossa altamente inusuale, il comandante della più notoria unità delle forze speciali dell'esercito sionista di occupazione ha deciso di "ritirarsi" verso la fine del suo mandato, diversi mesi dopo che un'operazione da parte dei 'rambo' a sei punte contro il ghetto di Gaza è completamente fallita.

Le notizie e gli organi di informazione di Tel Aviv hanno identificato il comandante come "Colonnello H" (come la nota 'preparazione' anti-emorroidale)., che dirige il "Sayeret Matkal" o l'unità di ricognizione dello Stato Maggiore dell'esercito di Sion.

La forza dell'élite dovrebbe essere capace scivolare dietro le linee nemiche per raccogliere informazioni o colpire importanti bersagli

"Verso la fine del suo servizio, ha preso la decisione di ritirarsi al fine di perseguire obiettivi personali estranei al campo della sicurezza", ha detto un portavoce dell'idf in una dichiarazione.

giovedì 15 novembre 2018

Retata dell'intelligence di Hamas arresta diversi collaborazionisti palestinesi vendutisi ai sionisti!!!


Le forze di intelligence del movimento di resistenza di Hamas a Gaza sono riuscite ad arrestare un certo numero di traditori che hanno aiutato l'unità militare sionista ad infiltrarsi nell'est di Khan Younis la scorsa notte.

Fonti di Hamas hanno riferito al quotidiano libanese Al-Akhbar che le unità di intelligence del gruppo di resistenza, in cooperazione con le forze di sicurezza del governo locale, hanno lanciato un'intensa campagna per scoprire i traditori che hanno assistito le forze d'infiltrazione sionista nell'est del Khan Younis, aggiungendo che molti dei traditori sono stati arrestati e hanno confessato di aver lavorato per l'agenzia di sicurezza israeliana: Shin Bet.

lunedì 12 novembre 2018

Commando sionista invade Gaza e assassina due comandanti delle Brigate Qassam, ma viene scoperto e inseguito, dovendo fuggire in elicottero!

Quello che vedete nella foto é l'elicottero di fabbricazione americana usato dai sionisti per evacuare dalla Striscia di Gaza una loro squadra di "commando" che rischiava letteralmente di venire fatta a pezzi dai difensori della Striscia di Gaza, che gli 'arditi' a sei punte avevano invaso per compiere un omicidio.

L'incursione israeliana e gli attacchi aerei lanciati per 'copire' l'eli-evacuazione hanno scatenato il lancio di razzi dall'enclave liberata e difesa dalla Resistenza Palestinese nella serata di ieri. Un alto funzionario di Hamas, che amministra la Striscia di Gaza, ha detto che la squadra delle forze speciali israeliane si è infiltrata in una zona vicino alla città meridionale di Khan Younis in un veicolo civile.

Una volta entrati nella Striscia i sionisti hanno assassinato Nour Baraka, un eminente comandante delle Brigate al-Qassam, l'ala armata di Hamas.

lunedì 21 aprile 2014

Due palestinesi feriti da attacchi di droni sionisti contro la Striscia di Gaza: la Resistenza risponde con sei razzi!

E' di due feriti il bilancio degli attacchi con razzi sparati da droni telecomandati che hanno colpito nelle ultime ore il centro e il Sud della Striscia di Gaza.

La notizia secondo la quale i feriti sarebbero militanti delle Brigate Ezzedine al-Qassam non é stata ancora confermata da fonti indipendenti.

Intanto la Resistenza armata palestinese ha replicato alla proditoria rottura della Tregua da parte del regime ebraico col lancio di sei razzi contro le colonie sioniste illegali.

L'ultimo intenso scambio di fuoco tra regime sionista di occupazione e milizie palestinesi della Striscia liberata di Gaza si era avuto circa a metà dello scorso mese di marzo.

sabato 15 marzo 2014

Mentre la Jihad Islamica prende il controllo della Resistenza militare contro Tel Aviv Hamas vede eclissare la sua popolarità!

Era inevitabile; dopo il brusco rovesciamento del Governo Mursi in Egitto che offriva una sponda islamista e un facile canale per le relazioni con Erdogan e gli Emiri del Qatar, dopo la formidabile resistenza del Governo di Assad che da tre anni infligge sconfitte su sconfitte ai mercenari stranieri istigati contro la Siria e i suoi cittadini; dopo le parole di fuoco e le retromarcie a mezza bocca scambiate con Hezbollah era solo questione di tempo prima che Hamas, isolato politicamente, finanziariamente e militarmente cominciasse a perdere terreno rispetto ad altre organizzazioni palestinesi.

Se ancora ancora al tempo della Guerra degli Otto Giorni nel novembre 2012  Hamas e la Jihad Islamica Palestinese erano riusciti a spartirsi equamente il palcoscenico (cosa comunque rilevante per il grande passo in avanti fatto dall'organizzazione di Ramadan Shallah, che ancora al tempo di 'Piombo Fuso' nel 2008-09 aveva ancora un ruolo marginale) adesso nell'ultimo scambio di fuoco tra Striscia di Gaza e occupazione sionista lo "show" é stato guidato in toto dai ragazzi in nero e oro delle Brigate Al-Quds e Hamas si é messa in azione troppo tardi, risultando in secondo piano persino rispetto al PFLP e alle Brigate Al-Aqsa.

Per ora la Jihad Islamica sembra contenta del suo zenit di esposizione, e sembra voler capitalizzare il suo rapporto esclusivo con Iran ed Hezbollah per confermare e ampliare la sua supremazia militare; non sembra per ora interessata a strappare ad Hamas il controllo politico dell'enclave, posto che l'autorità del gruppo di Haniyeh e Mishaal si tenga ben lontana dalle sue enclavi e dalle sue basi; per domani, si vedrà.

giovedì 13 marzo 2014

PFLP, Brigate Al-Aqsa e (forse) Brigate Qassam si uniscono alla Jihad Islamica per far pagare ai sionisti la rottura della tregua!!

In risposta al raid assassino che ha ucciso tre militanti delle Brigate Al-Quds vicino a Sufa, nel Sud della Striscia di Gaza, la Jihad Islamica Palestinese ha dichiarato tramite il proprio portavoce militare di avere definitivamente "rotto il silenzio"; dal tardo pomeriggio di ieri oltre 90 razzi tra cui due "Grad" da 130mm sono piovuti sugli insediamenti illegali di miliziani sionisti a "Netivot," "Sderot,", "Shaer Negev" ed "Eshkol."

Si segnala ancora una volta l'inefficacia del sistema sionista 'iron dome' che dei novanta proiettili lanciati dai militanti palestinesi ne avrebbe intercettati a dir tanto tre. Subito dopo le Brigate Abu Ali Mustafa del PFLP hanno dichiarato di essersi mobilitate a fianco dei camerati della Jihad.

Nella notte vi sono stati attacchi aerei indiscriminati e sorvoli quasi continui delle aree urbane della Striscia da parte di droni e velivoli sionisti, apparentemente senza perdite per i militanti della Resistenza, ma sembra con vittime civili. Le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, in serata, hanno a loro volta aderito alla controffensiva della Resistenza e sembra che anche le Brigate Al-Qassam di Hamas siano sul punto di farlo.

Ci teniamo in contatto come possiamo con le nostre fonti di Gaza pronti ad aggiornarvi su ogni ulteriore sviluppo.





venerdì 28 dicembre 2012

Israele ha perso ogni 'profondità strategica'; Hezbollah sempre più forte, razzi palestinesi sempre più potenti e precisi!

La notizia, dirompente come e più della bomba che poche settimane fa ha squarciato il pullman di Tel Aviv, arriva dall'outlet VoltaireNet, creato e mantenuto dal reporter e commentatore Thierry Meyssan, professionista sulla cui affidabilità non vi é nulla da eccepire, nonostante le sue posizioni (anti-imperialiste, anti-Usa e anti-israele) siano perfettamente note e direttamente ammesse dall'interessato.

Meyssan, citando un memorandum interno dei servizi di informazione militare sionista evidenzia come i generali del regime ebraico ormai ritengano il movimento sciita libanese Hezbollah in grado di colpire bersagli oltre Tel Aviv con un forza (cito) "dalle tre alle quattrocento volte maggiore di quanto fatto nel corso dell'ultimo confronto militare del 2006".

Inoltre proprio in questi giorni il Ministro sionista Avi Dichter, titolare del dicastero della Difesa Interna, ha dovuto a malavoglia ammettere che gli ultimi modelli di razzo arrivati a disposizione della Resistenza Palestinese "sono molto più potenti e precisi di quanto non ci fossimo mai aspettati". Dichter ha anche ammesso che operare le poche batterie 'Iron Dome' durante gli otto giorni di guerra contro Gaza é costato quasi 30 milioni di dollari, per un rateo di intercezione di meno di 400 proiettili contro gli oltre 1500 sparati dai Palestinesi.

Anche questa cifra, noi lo sappiamo per certo, é però esagerata, in realtà i razzi intercettati dal sistema antiproiettile sionista sono stati meno di 150. Il risultato é che il regime di occupazione ebraica ha perso ogni capacità di difesa strategica del suo territorio e se le organizzazioni palestinesi ed Hezbollah decidessero mai di colpire contemporaneamente l'intero paese potrebbe semplicemente 'crollare nel caos'.
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venerdì 23 novembre 2012

Palaestina Felix presenta in esclusiva le riflessioni di Ali Reza Jalali sulla 'Guerra degli Otto Giorni'!

Ancora una volta ospitiamo uno scritto di Ali Reza Jalali, che ci vantiamo di annoverare ormai tra i collaboratori fissi di questo blog giornalistico e informativo. Il giurista ed esperto di cose mediorientali ci elargisce oggi le sue riflessioni su 'chi ha vinto e chi ha perso' nel recente confronto militare a Gaza.
Apparentemente si è raggiunto un accordo per un cessate il fuoco tra i sionisti e la resistenza palestinese; ciò vuol dire in primo luogo che la nuova e imprevedibile forza strategica dei gruppi armati della Striscia di Gaza (Brigate Ezzeddin Qassam, Brigate Al-Quds, Brigate Salah ad-Din e Brigate Abu Ali Mustafa) ha costretto il regime di Tel Aviv alla resa e alla rinuncia per ciò che concerne l’avanzata di terra.

Infatti i razzi di produzione iraniana che hanno colpito Tel Aviv e Gerusalemme, facendosi beffa del tanto vantato sistema antimissilistico Iron Dome, han fatto capire ai sionisti che un inasprimento della loro offensiva sarebbe stato punteggiato da ulteriori rappresaglie. Il regime di occupazione infatti, da qualche anno si trova in una posizione molto difficile, che cercava di essere alleggerita grazie al complotto imperialista-sionista-arabo contro la Siria di Assad, uno dei principali sponsor della resistenza antisionista a Gaza. Se la guerra fosse andata "come doveva" i principali arsenali della Resistenza sarebbero stati colpiti subito dopo l'assassinio del leader delle Brigate Qassam, 'Iron Dome' avrebbe fermato i pochi razzi scampati al 'first strike' e dopo una breve e violenta campagna aerea i Merkava e i Sabra dell'IDF avrebbero nuovamente sfondato le frontiere di Gaza, seminando morti a migliaia come quattro anni fa.

Ma la realtà si é incaricata di andare in direzione del tutto diversa, cosa che ha convinto Netanyahu ad approfittare della prima 'scappatoia' offertagli dall'alleato Usa in collaborazione con l'Egitto di Mursi e mettere la parola fine su un'avventura che rischiava di costargli moltissimo in prospettiva elettorale (e non é per nulla detto che non gli costi effettivamente parecchio).
Bisogna notare anche il fatto che la posizione di alcuni leader di Hamas come K. Meshaal, dichiaratosi sostenitore dei ribelli siriani, abbia tuttavia affermato apertamente che senza le armi e i soldi dell’Iran Gaza non esisterebbe più. Questo è un duro colpo anche per l’asse del collaborazionismo mediorientale, formato da Qatar, Arabia Saudita e Turchia. Se Meshaal, uno dei loro nuovi uomini fidati, deve ammettere che l’aiuto dell’Iran, alleato della Siria, è fondamentale per l’esistenza di Gaza contro i sionisti, ciò è un’implicita ammissione del fallimento non solo dei piani sionisti, ma anche della poca credibilità dell’Emiro al-Thani e di Erdogan dinnanzi ai loro stessi alleati.

L'Iran ha confermato esplicitamente il suo appoggio ai palestinesi: "Teheran ha messo in guardia gli Stati Uniti e gli alleati occidentali del regime israeliano dal compiere una nuova aggressione" dato che "l'Iran continuerà a sostenere la Resistenza palestinese". Secondo quanto riferito dall'emittente statale iraniana Press Tv, il generale di brigata Mohammad Reza Naqdi, comandante della forza dei volontari iraniani "Basiji", ha dichiarato che "siamo pronti ad aiutare la gente a Gaza e non negheremo sostegno finanziario o qualsiasi attrezzatura che siamo in grado di fornire loro". Ieri l'Iran aveva ufficializzato infatti che l'appoggio a Gaza è anche di natura "militare", in particolare attraverso la fornitura di know how per la costruzione dei nuovi Fajr-5 che, per la prima volta, hanno esposto le principali città israeliane agli attacchi di rappresaglia.

Evidentemente i Palestinesi, anche quelli più anti-Assad, stanno capendo che l’aver dato per scontata la caduta di Damasco è stato un errore. Detto ciò però sappiamo bene come Hamas nella sua grande maggioranza (principalmente ci riferiamo al braccio politico, non al braccio armato ancora fedele all’Asse della Resistenza), ormai abbiamo svoltato verso la linea turca, ovvero antisionismo a parole, e filoimperialismo nei fatti. Addirittura alcuni analisti ipotizzano che il Hamas possa diventare un po’ troppo politico, fino magari, in futuro, un ipotetico nuovo processo di Oslo, forse con Haniyeh al posto del vecchio Arafat.
In tutto ciò notiamo inoltre la passività di Abu Mazen, sparito dalla disputa, e l’inerzia della Turchia, da alcuni, il cui corso 'neo ottomano' qualche anno fa aveva portato alcuni osservatori a definirlo, troppo frettolosamente, come il paese emergente del mondo islamico. Sul campo di battaglia invece, abbiamo apprezzato la grande preparazione strategica dei cosiddetti gruppi minori palestinesi, coma la Jihad islamica e il PFLP-GC di A. Jibril. Questi movimenti quando si tratta di parole e di “trattati di pace” non sono molto attivi, ma quando c’è da combattere, in virtù del loro stretto legame con i Paesi rivoluzionari della regione come la Siria e l’Iran, per non dire del fraterno legame con Hezbollah, essi si dimostrano sempre all’avanguardia, e non sono nemmeno influenzabili economicamente, come invece è accaduto ad altri gruppi palestinesi, pronti sempre a svendersi per il biblico piatto di lenticchie.

Addirittura i media italiani filosionisti si sono accorti di ciò. Il sito de “La Stampa” di Torino (proprietà dei sionisti Elkann) riporta: “la Jihad Islamica, fortemente ideologizzata e dunque meno sensibile ai tanti soldi del Qatar, non ha sul lungo termine alcuna intenzione di raggiungere la pace con Israele.” Per non dire del grande impegno dei resistenti delle Brigate Salah ad-Din e del gruppo di Ahmed Jibril, uno dei pochi della vecchia guardia palestinese a non aver tradito il suo popolo e la Causa rivoluzionaria.
Infine un commento anche sull’operato del regime di Riyadh; qualcuno ha sentito qualche reazione dei regnanti sauditi?

Sembrano essere spariti, anche se, purtroppo per noi, ciò non è avvenuto, comunque il loro ruolo “rivoluzionario” in Siria, in Palestina sembra del tutto assente. Al massimo possono pensare di sostenere i salafiti di Gaza o di Beirut, sempre pronti a dar fastidio ai gruppi della Resistenza, come omaggio ai loro alleati di Tel Aviv. E Gaza si prepara, a Dio piacendo, ad alcune notti tranquille, per modo di dire, visto che l’assedio, malgrado la caduta di Mubarak continua ininterrotto.
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giovedì 22 novembre 2012

Gaza ha bisogno di nuove armi per sostituire e rimpiazzare quelle sparate contro israhell: entra in azione l'Asse della Resistenza!

Il flusso di armi nella Striscia di Gaza continua, secondo fonti di Hezbollah, nonostante il recente assalto israeliano in corso alla Striscia e le difficoltà di fare uso della Siria come condotto per le armi. Hezbollah e le unità della Guardia Rivoluzionaria iraniana specializzata in contrabbando di armi dalla Siria, Libano, Iran, Sudan e altri paesi nella Striscia di Gaza sarebbero in allerta per ricostituire il prima possibile le scorte di razzi e proiettili lanciati contro obiettivi sionisti nel corso degli ultimi otto giorni.

Queste armi di solito partono dai porti iraniani o siriani. Da lì, si dirigono in Sudan, dove sono trasportati nel Sinai egiziano, su cui il Governo del Cairo ha un controllo superficiale e lacunoso, per poi giungere a Gaza attraverso tunnel. Ma ci sono anche altre vie per queste unità per raggiungere Gaza. Le fonti dicono che le linee di comunicazione tra la resistenza in Libano e i vari gruppi a Gaza, in particolare Hamas, sono rimaste aperte e attive anche durante i giorni di guerra.
Fazioni della Resistenza stanno attualmente valutando il danno inflitto agli arsenali missilistici a lunga gittata che Israele dichiara di aver distrutto nel raid dopo l'assassinio del capo militare di Hamas Ahmad al-Jaabari. Ma sembra che le milizie palestinesi abbiano imparato la lezione dall'aggressione del 2008 contro Gaza e dalla guerra del 2006 in Libano, dal momento che un gran numero di arsenali "strategici" sono stati frazionati, dispersi e messi al sicuro da qualunque offesa per mezzo di bombardamenti e raid aerei.

Fonti di Hezbollah hanno dichiarato ad Al-Akhbar che l'attenzione è ora sul trasporto di grandi quantità di missili a lunga gittata, molti dei quali hanno già raggiunto la Striscia dall'inizio dell'ultimo assalto israeliano. Di recente, le forniture di armi verso la Striscia avevano subito una battuta d'arresto importante dopo l'esplodere dell'insorgenza mercenaria in Siria, paese che era diventato il canale principale per armare le fazioni della resistenza dalla seconda Intifada. Tuttavia, l'Iran e Hezbollah sono riusciti a mantenere le linee di rifornimento aperte, nonostante questa complicazione.
Le strategie per il contrabbando di armi verso la Palestina occupata si sono evolute nel tempo. Lo sviluppo più notevole è avvenuto nel 1990, quando Hezbollah ha deciso di creare un'unità speciale per l'operazione. All'epoca, le armi potevano raggiungere Gaza sporadicamente e in piccole quantità, a causa dei meticolosi controlli di sicurezza in Giordania e in Egitto. Anche ottenere una granata nella Striscia era considerato un successo.

Hezbollah è stato in grado di aumentare il flusso di armi, ma l'esercito israeliano si accorse dei nuovi schemi di contrabbando riuscendo ad assassinare molti dei responsabili coinvolti, tra cui Ali Dib (AKA Abu-Hassan Salameh), il figlio di Ahmad Jibril (AKA Abu-Jihad ), Ali Saleh, Ghaleb Awali, e Mohammad Suleiman, un generale dell'esercito siriano. Membri di Hamas sono stati presi di mira all'interno della Siria prima che la fazione palestinese si schierasse contro il Governo siriano che ne ha ospitato la dirigenza a Damasco per quasi tredici anni.
L’ultimo assassinio israeliano riuscito di un membro di Hamas, che lavorava sul trasferimento di armi, è avvenuto nel 2010, quando Mahmoud al-Mabhouh fu ucciso dai servizi segreti israeliani in un albergo a cinque stelle a Dubai, avvenuto grazie alla cooperazione dell'ex-Capo della Sicurezza di Fatah a Gaza, Mohamed Dahlan. Anche l’assassinio nel 2008 del comandante di Hezbollah Imad Mughniyeh a Damasco potrebbe essere attribuito, in parte, alla guerra di Israele contro la rete di contrabbando delle armi della resistenza per la Palestina occupata. In seguito al ritiro di Israele dalla Striscia di Gaza nel 2005, le fazioni della resistenza hanno iniziato ad aumentare il loro arsenale di armi.

Le più grandi difficoltà per l'importazione di armi erano i regimi egiziano e giordano, che controllano i confini con la Palestina. Così, è stato istituito un canale di comunicazioni che collega i rappresentanti della Guardia rivoluzionaria iraniana, l'esercito siriano, Hezbollah e Hamas per coordinare la fornitura di armi. Canali aggiuntivi includono altre fazioni della resistenza palestinese, come la Jihad Islamica, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) e alcuni membri delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, le Brigate Salah ad-Din, così come il PFLP-GC.
Dal 2005, le unità di trasferimento hanno mandato numerosi tipi di armi leggere e medie, mortai, missili a medio e lungo raggio, oltre a diversi tipi di munizioni e materiali che possono essere utilizzati per la fabbricazione di razzi e bombe. Hanno anche lavorato sul trasferimento di centinaia di combattenti da Gaza verso la Siria e l'Iran, dove sono stati addestrati sulle tattiche militari e sull'uso di attrezzature speciali.

Articolo redatto originariamente da: Hassan Illeik
Fonte: Al Akhbar (Quotidiano Libanese)
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mercoledì 24 ottobre 2012

Quattro i palestinesi massacrati da Israhell a Gaza: Brigate Qassam e Salah ad-Din rispondono insieme!

Mentre il grasso e paffuto Emiro Al-Thani giocava a fare "l'amico dei palestinesi" (ma solo 'palestinesi' con la 'p' minuscola come Mishaal e Marzouk possono abbassarsi a scodinzolare di fronte al corrotto sardanapalo qatariota) Israhell continuava con sadica perseveranza a massacrare i civili del ghetto a cielo aperto di Gaza, nelle ultime ore é salito a quattro il bilancio delle vittime degli ultimi raid sionazisti sulla Striscia, cortesia dei blackout e della scarsità di medicine e attrezzi ospedalieri causata dall'assedio shylockiano.

A raccogliere la sfida sionista sono sorti all'unisiono i combattenti delle Brigate Ezzedine Al-Qassam (ormai sempre più svincolate da una leadership di Hamas che ha deciso per la sottomissione ai diktati degli sceicchi e una subservienza ai disegni americani per il Medio Oriente) e delle Brigate Salah ad-Din dei Comitati di Resistenza Popolare, l'organizzazione filo-Hezbollah che già nel recente passato aveva proclamato una mobilitazione generale contro gli attacchi di Tel Aviv.

Ultimamente le Brigate Qassam avevano lanciato attacchi concertati contro obiettivi militari sionisti di concerto con le Brigate Al-Quds della Jihad Islamica Palestinese, organizzazione filoiraniana che come i Comitati Popolari non ha rinunciato alla via della Resistenza armata come unico viatico alla liberazione della Palestina.
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domenica 21 ottobre 2012

Le Brigate Qassam celebrano il primo anniversario della liberazione dei prigionieri politici con un video esplicativo sulla cattura dell'Ebreo Schalit!

La cattura dell'Ebreo francese Gilad Schalit da parte dei militanti della Resistenza armata palestinese oltre che il viatico per la liberazione di centinaia e centinaia di detenuti politici dalle sordide galere sioniste é stata in primo luogo una brillate operazione di commando di fronte alla quale i tanto strombazzati 'raid' degli sgherri dell'Imperialismo occidentale fanno la figura delle patetiche baracconate che sono.

Sfidare un nemico immensamente più potente e batterlo con l'abilità e l'astuzia, ecco la vera abilità dei legittimi abitanti della Palestina che hanno adoperato all'uopo tutto l'ingegno degno di un Ulisse (grande eroe Mediterraneo, incarnazione dell'intelligenza che batte la forza bruta) contro il Polifemo 'a sei punte', come dimostra ampiamente questo video, rilasciato dalle Brigate Qassam nel primo anniversario del rilascio dei prigionieri politici palestinesi.
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lunedì 15 ottobre 2012

Due militanti della Resistenza popolare assassinati vigliaccamente a Gaza da bombe sioniste, le Brigate Salah ad-Din si mobilitano!

Nella serata di ieri un nuovo bombardamento sionazista sulla Striscia di Gaza assediata ha colpito, insieme a due militanti dei Comitati di Resistenza popolare, anche cittadini civili del ghetto palestinese assediato. Si é trattato del terzo raid sionista, dopo i due che nella giornata di sabato e nelle prime ore di domenica sono costati la vita a molte vittime e il ferimento e la mutilazione di numerosi altri abitanti, una dozzina in tutto, tra cui almeno cinque bambini.

Prontamente é arrivata la dichiarazione delle Brigate Salah-ad-Din, braccio armato dei Comitati di Resistenza, che comunicando in Ezzuddin abu Nusayira e Ahmed Fatayer i nomi dei due caduti hanno dichiarato la loro immediata partecipazione a ogni operazione di rappresaglia come quelle intraprese recentemente dalla Jihad Islamica palestinese e, dopo qualche tentennamento, anche dalle Brigate Al-Qassam di Hamas, che hanno lanciato oltre sessanta razzi contro le basi militari e gli acquartieramenti dei miliziani ebrei di Sderot e Eshkol.
"Ci troviamo di fronte all'ennesima offensia sionista condotta col massimo sprezzo delle vite dei civili e nell'usuale silenzio degli osservatori internazionali; questo nuovo crimine, tuttavia, aumenta solo la nostra determinazione a persistere sul sentiero della Resistenza e della lotta contro l'occupazione; invitiamo tutte le altre fazioni palestinesi ad attivarsi per far pagare il fio dei suoi crimini all'entità sionista con tutti i mezzi possibili ed efficaci".
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mercoledì 10 ottobre 2012

Video esclusivo del contrattacco palestinese contro il regime ebraico, coordinato tra Brigate Qassam e Jihad Islamica!

Abbiamo il piacere di riportare che, dopo avere respinto un tentativo sionazista di invasione del ghetto assediato di Gaza presso la zona di Rafah le Brigate Ezzedine Al-Qassam di Hamas e le Brigate Al-Quds della Jihad Islamica palestinese hanno continuato le loro operazioni di rappresaglia contro obiettivi militari sionisti e acquartieramenti di miliziani ebrei lanciando altri cinquanta proiettili a razzo contro di essi.

Le rappresaglie coordinate seguono l'annuncio ufficiale che le due organizzazioni armate hanno siglato un patto di collaborazione e coordinamento delle loro iniziative a fronte della perdurante offensiva sionista contro l'inerme popolazione civile della Striscia, costata ancora pochi giorni fa un morto e circa una dozzina di feriti, tra cui molti bambini.

I nostri lettori più attenti avranno notato che questo inaspettato ma auspicabile sviluppo ha fatto seguito a strettissimo giro alla presenza del leader storico di Hamas Mahmoud Zahar a una colossale manifestazione della Jihad Islamica palestinese a Gaza pochi giorni fa. Questo sta a indicare che in Hamas non tutti (anzi, noi speriamo, meno gente possibile) siano disposti a seguire la linea filo-saudita e filo-wahabita di Mishaal e Marzouk.
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Dopo le belle parole finalmente qualche fatto concreto: le Brigate Qassam respingono truppe sioniste a Rafah!

Scrivevamo ieri riguardo al comunicato delle Brigate Ezzedine al-Qassam, ala militare di Hamas, con il quale il comando della milizia prometteva una maggiore coordinazione con le truppe della Jihad Islamica e una maggiore responsività in caso di nuovi attacchi e provocazioni sioniste.

Ovviamente, dopo i vergognosi avvenimenti che hanno visto protagonisti traditori come Khaled Mishaal e Moussa Abu Marzouk, il nostro tono non poteva che essere attendista, sperando che alla tonitruante dichiarazione facesse seguito qualche fatto, sempre più scarso ormai, nella cronaca quotidiana delle azioni del 'Movimento di Resistenza Islamico'.

Siamo lieti di annunciare, e lo facciamo con vero e sincero sollievo, che a poche ore dall'annuncio le parole del Comando delle Brigate sono diventate veri fatti sul terreno, con militanti di Hamas che, armi in pugno, hanno respinto un tentativo di 'raid' terrestre sionista nella Striscia di Gaza assediata.
L'abortita invasione é stata tentata nei pressi di Rafah, nella stessa zona dove avantieri i cacciabombardieri sionazisti hanno mietuto l'ennesima messe di vittime civili innocenti, mutilando e straziando, tra gli altri, ben cinque bambini: blindati e carri armati sionazisti sono stati colpiti da almeno tre granate razzo e si sono ritirati; subito dopo, tenendo fede al patto di collaborazione rinnovato recentemente, le forze combinate delle Brigate Qassam e delle Brigate Al-Quds della Jihad Islamica hanno fatto partire sei razzi da 122mm contro acquartieramenti di miliziani ebrei, come rappresaglia per il tentato attacco militare.
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martedì 9 ottobre 2012

Le Brigate Qassam di Hamas si danno una svegliata e 'promettono' di coordinarsi coi militanti della Jihad Islamica!

In occasione dell'ultimo, disumano e sanguinoso attacco sionazista contro cittadini inermi del ghetto assediato di Gaza ci chiedevamo che cosa stessero facendo le Brigate Ezzedine al-Qassam, braccio militante di Hamas, mentre i loro colleghi della Jihad Islamica palestinese rispondevano colpo su colpo con una pioggia di razzi artigianali contro gli acquartieramenti dei miliziani ebrei di Sderot ed Eshkol.

Evidentemente l'imbarazzo di restare con le mani in mano mentre altri rischiavano la vita per far pagare a Sion il prezzo del suo codardo bombardamento é stato infine troppo, visto che nel pomeriggio di ieri é stato diffuso un comunicato dall'Ufficio Informazioni delle Brigate annunciante una "stretta coordinazione" delle iniziative di Resistenza e rappresaglia con i camerati delle Brigate Al-Quds (la milizia della Jihad Islamica).

Speriamo che, una volta tanto, agli annunci seguano i fatti e che i dirigenti e i militanti più onorevoli e coerenti delle Brigate Qassam considerino seriamente la possibilità di legarsi sempre più strettamente alla Jihad Islamica e di separarsi via via da una forza politica che, per iniziativa di pochi traditori annidati al vertice, ha letteralmente sputato su oltre due decenni di lotta, sacrifici, duro lavoro e grandi risultati, offendendo nel contempo la memoria di tutti quei martiri che si stanno rivoltando nella tomba vedendo quello che fu il "Movimento islamico di Resistenza" ridotto a dependance degli interessi degli emiri petroliferi sunniti.
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venerdì 22 giugno 2012

Zahar dichiara: "La risposta militare delle Brigate Qassam, concordata e approvata dal Politburo di Hamas!"


Mahmoud Zahar, influente membro del Politburo di Hamas ha dichiarato nella serata di ieri che la recente attività di rappresaglia armata delle Brigate Qassam con il bombardamento delle installazioni militari ebraiche che cingono d'assedio la Striscia di Gaza é avvenuta con il pieno assenso della dirigenza politica dell'organizzazione musulmana di Resistenza e costituisce la giusta e misurata risposta ai recenti attacchi sionisti contro la popolazione civile palestinese.
Nel comunicato stampa rilasciato ieri Zahar ha dichiarato che la Striscia di Gaza ha sofferto duramente per gli attacchi aerei israeliani che hanno ucciso nove abitanti, tra cui quattro fra bambini a ragazzi e che il lancio di oltre cento razzi verso obiettivi militari israeliani deve servire a informare generali e politici sionisti che nessuna loro aggressione contro il popolo palestinese resterà priva di conseguenze.
Intanto il Ministro della Salute del Governo legittimo palestinese, Bassem Naim, ha inviato un messaggio ufficiale ai feriti (sette persone) dagli attachi sionisti ricoverati nelle strutture sanitarie della Striscia, augurando loro pronto recupero e guarigione e promettendo loro che con la determinazione e l'aiuto dei paesi Arabi e Islamici presto anche l'assedio di Gaza potrà finalmente avere fine.
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giovedì 21 giugno 2012

Hamas bombarda le basi militari sioniste con cento razzi Qassam! Il sangue dei civili palestinesi non resta invendicato!

Mostrando una determinazione che chi scrive molto sinceramente non si sarebbe aspettato da un'organizzazione che ha sprecato mesi in inutili trattative di "conciliazione" con i corrotti cacicchi di Fatah, la componente armata di Hamas, le Brigate Ezzedine al-Qassam, hanno lanciato contro basi e installazioni militari sioniste uno sbarramento di ben 111 razzi Qassam e nove bombe da mortaio in risposta ai nuovi raid aerei con cui i pirati aerei di Tel Aviv hanno ferito due bambini e ucciso un ragazzino di 14 anni, portando il totale delle vittime civili dell'ultima settimana a nove morti e sette feriti. Questa la tabella dei bersagli inquadrati e centrati dai coraggiosi combattenti di Hamas:  
  • Dalle 11:40 fino alle 4:05 di stamane, in cinque ondate, 26 razzi Qassam hanno colpito la base militare sionista di "Sofa". 
  • Alle 13:30 di ieri 5 bombe da mortaio hanno colpito concentrazioni di truppe e corazzati sionisti a Est della Striscia di Gaza. 
  • Alle 14:30 e alle 17:30 di ieri l'installazione militare sionista di "Kfar Azza" é stata colpita da 4 razzi Qassam. 
  • Alle 14:50 di ieri, 5 razzi Qassam hanno colpito la base militare sionista di "Zikeem". 
  • Alle 14:50 e alle 15:25 di ieri, un totale di 12 razzi Qassam hanno colpito la base militare sionista di "Rieem". 
  • Alle 15:00 di ieri 4 bombe da mortaio hanno colpito la base militare sionista di "Nahal Oz". 
  • Dalle 21:35 di ieri fino alle 8:40 di oggi, in tre ondate, 17 razzi Qassam hanno colpito le installazioni militari sioniste di "Kissufeem-Ri'eem". 
  • Dalle 20:30 alle 23:10 di ieri, in tre ondate, dieci razzi Qassam hanno colpito la base militare sionista di "Erez". 
  • Dalle 20:30 alle 23:25 di ieri, in due ondate, 11 razzi Qassam hanno colpito l'installazione militare sionista "Terzo Occhio".  
Almeno diciotto militari sionisti sono stati feriti dalla rappresaglia di Hamas, 11 dei quali verserebbero "in gravi condizioni". Nessun razzo é stato intercettato dai tanto strombazzati "sistemi antimissile" sionisti e grazie alla perizia e alla mobilità con cui i combattenti della Resistenza sono usi operare nessun morto o ferito é stato causato nei loro ranghi dai tiri di controbatteria israeliani. Mentre bestialmente Israele continua a colpire volontariamente obiettivi civili facendo strage di bambini, ragazzi, e altri innocenti, le Brigate Ezzedine Al-Qassam dimostrano la maniera morale e misurata con cui conducono la lotta armata contro l'Occupazione sionista, mirando accuratamente i loro proiettili contro il complesso militare israeliano che assedia e stringe il ghetto litoraneo della Striscia di Gaza e da cui quotidianamente partono provocazioni e attacchi contro di esso.
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mercoledì 20 giugno 2012

Le Brigate Qassam rispondono ai bombardamenti israeliani con una raffica di razzi; "Iron Dome" fa ancora una volta 'cilecca'!

Ci sono voluti gli ennesimi bombardamenti assassini con cui il regime ebraico dell'Apartheid ha ucciso sette civili palestinesi nella Striscia di Gaza negli ultimi due giorni per dare una "svegliata" alla dirigenza di Hamas, evidentemente troppo rabbonita dalle numerose visite di suoi dirigenti alle dorate regge qatariote e di altri ricchi emiri del petrolio e da troppe chiacchiere inani riguardo ventilate 'riconciliazioni' con Fatah e a convincerla alla necessità di chiedere che le Brigate Ezzedine al-Qassam rispondessero a tono alle provocazioni omicide di parte sionista. Fedeli alla consegna di combattere con le armi la minaccia sionista e di rispondere a essa colpo su colpo, i miliziani di Al-Qassam non se lo sono fatti ripetere due volte e, messo mano al loro arsenale di razzi d'artiglieria, per la prima volta hanno lanciato una salva di "Grad" da 122 millimetri contro le installazioni militari israeliane e contro gli insediamenti illegali di miliziani ebrei armati che stringono da presso il ghetto palestinese assediato. I proiettili, beffandosi come al solito dell'elefantiaco, costosissimo e totalmente inefficiente "scudo antirazzo" del sistema 'Iron Dome', sono arrivati tutti a bersaglio, causando forti distruzioni materiali.
E' la prima volta che le Brigate Al-Qassam fanno ricorso ai 'Grad' da oltre un anno, più precisamente dall'aprime 2011. La portata della rappresaglia é più che giustificata dal ritmo del recente stillicidio di vittime palestinesi: due civili sono stati uccisi a Deir el-Balah nella giornata di ieri, quattro sono morti lunedì a Beit Hanoun, inoltre, nelle prime ore di martedì 19 giugno miliziani ebrei armati hanno dato fuoco a una moschea a Jaba.
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domenica 25 marzo 2012

Le Brigate Qassam piangono il martire Ahmed Ali al-Qatrawi, caduto durante una 'missione speciale'!

Con uno speciale comunicato rilasciato nella giornata di ieri l'Ufficio Informazioni delle Brigate Ezzedine al-Qassam, ala armata del Movimento musulmano di Resistenza Hamas hanno dato la notizia della morte del giovane militante Ahmed Ali al-Qatrawi, originario del Campo Profughi di An-Nuseirat, nella fascia centrale della Striscia di Gaza.

Secondo quanto si legge nel comunicato, Al-Qatrawi avrebbe trovato la morte "mentre era impegnato "in una speciale missione di Jihad" all'interno della Striscia di Gaza. Oltre ad affermare che il 'mujahed' abbia trovato al morte 'al termine di un lungo, splendende sentiero di sforzo, duro lavoro, lotta e sacrificio (come da usuale formula) le Brigate Qassam nel messaggio rinnovano il loro impegno a proseguire la lotta armata contro le forze di occupazione sionista.

Nel corso dell'ultimo confronto armato con l'entità sionista le Brigate Qassam non avevano preso parte alle rappresaglie per l'assassinio dello Sceicco Al-Qaisi e per il successivo massacro di oltre 25 civili, attirandosi le critiche di altre organizzazioni resistenziali. Questo episodio, sia pure tramite un evento luttuoso, confermerebbe che l'ala armata di Hamas continua a progettare e preparare azioni armate contro le truppe del regime ebraico.

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sabato 10 marzo 2012

Hamas e le Brigate Qassam dichiarano: "Le conseguenze dell'aggressione sionista saranno pesanti e dolorose!"


La dirigenza del Movimento di Resistenza Hamas ha dichiarato, in un comunicato rilasciato poche ore fa, di essere pronta a intraprendere "tutti i passi e le iniziative necessarie" per "rispondere adeguatamente" alla raffica di attacchi e attentati scatenati contro la popolazione di Gaza e le sue organizzazioni di politiche e militari dalle forze dell'occupazione sionista, affermando che tutte le opzioni operative sono attualmente sul tavolo, per difendere la popolazione e per scoraggiare Tel Aviv dall'intensificare o ripetere simili azioni aggressive.

"Non rimarremo con le braccia conserte; i comandanti e le unità delle Brigate Ezzedine al-Qassam sono già stati allertati e mobilitate per rispondere all'attacco terroristico della macchina da guerra sionista". Hamas ha invitato i Comitati Popolari, la Jihad Islamica, il Fronte Popolare e le altre organizzazioni di Gaza a coordinare gli sforzi e le iniziative con le Brigate Qassam, in modo da rendere la risposta palestinese più organica ed efficace e ha poi rivolto un appello ai paesi arabi e musulmani a mobilitarsi per mettere sotto accusa Tel Aviv per la sua condotta bellicosa e incontrollata.
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