Dopo avere liberato Khanasser e anche Magharat le forze siriane impegnate a distruggere la task force dell'ISIS che temporaneamente (e senza speranza alcuna di ottenere una vittoria durevole) ha interrotto la strada Ithriyah-Khanasser hanno liberato anche l'abitato di Shilallah al Kabeera, dove ieri erano riuscite a penetrare.
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venerdì 26 febbraio 2016
In sole 24 ore il contrattacco siriano ha dimezzato l'area controllata dall'ISIS lungo la strada di Khanasser!
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giovedì 25 febbraio 2016
Magharat Khanassir riconquistata, Shilallal al-Kabeera penetrata, la controffensiva siriana é inarrestabile!
Siamo lietissimi di far venire un travaso di bile ai numerosi provocatori e propagandisti takfiri che ultimamente si sono manifestati nei nostri spazi per commenti magnificando le presunte 'vittorie' dell'ISIS, che oltre a non essere riuscite a eliminare in tre giorni la metà del numero di scarafaggi che quotidianamente vengono schiacciati sotto gli anfibi dei difensori della Siria stanno perdendo ora dopo ora tutte le "preziose" "conquiste" della loro minima avanzata di inizio settimana.
Dopo Rasm al-Nafal e la stessa Khanasser infatti le truppe governative hanno preso i ciabattari del Daash a calci in faccia nel villaggio di Al-Magharat (Magharat Khanassir) a Nord della cittadina liberata ieri sera, avanzando ulteriormente verso l'abitato di Hawaz.
Le dozzine di takfiri rimasti a terra nei combattimenti per la presa di Magharat si sono rivelati: malesi, pachistani, ceceni e turchi.
Dopo Rasm al-Nafal e la stessa Khanasser infatti le truppe governative hanno preso i ciabattari del Daash a calci in faccia nel villaggio di Al-Magharat (Magharat Khanassir) a Nord della cittadina liberata ieri sera, avanzando ulteriormente verso l'abitato di Hawaz.
Le dozzine di takfiri rimasti a terra nei combattimenti per la presa di Magharat si sono rivelati: malesi, pachistani, ceceni e turchi.
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Khanasser riconquistata! In tre giorni i Siriani tra Ithriyah e Khanasser han subito meno di 60 perdite!
Sono bastati poco più di due giorni di determinata controffensiva per demolire il più grande "successo" ottenuto dall'ISIS in quasi nove mesi, cioé la conquista di Khanasser e la temporanea interruzione dell'autostrada che porta ad Aleppo.
Siamo in grado di confermare che dopo ore di intensi combattimenti nel centro della cittadina e dopo la conquista delle alture a NordEst di Khanasser, tra cui la cima di Tal Zarour, dopo avere eliminato almeno una quarantina di takfiri del 'Daash', le truppe siriane hanno preso totale controllo dell'abitato.
Siamo in grado di confermare che dopo ore di intensi combattimenti nel centro della cittadina e dopo la conquista delle alture a NordEst di Khanasser, tra cui la cima di Tal Zarour, dopo avere eliminato almeno una quarantina di takfiri del 'Daash', le truppe siriane hanno preso totale controllo dell'abitato.
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mercoledì 11 dicembre 2013
PALAESTINA FELIX rende omaggio a questi eroici novanta martiri di Hezbollah immolatisi per la Libertà e la Pace della Siria!!!!
Grazie all'Agenzia News Ahlul Bayt "PALAESTINA FELIX" é in grado di pubblicare i ritratti di novanta dei 250 militanti di Hezbollah che dal 2012 a oggi sono caduti combattendo in terra siriana contro le legioni del terrore imperialista finanziato da Usa, Tel Aviv, Ankara, Doha e Riyadh. Questi magnifici testimoni di sangue e di fede hanno dimostrato col loro sacrificio che la bestia immonda della globalizzazione imperiale può essere affrontata e abbatuta, anche se a grande e caro prezzo. Che questi coraggiosi possano riposare in pace e godere la giusta ricompensa che si tributa nell'Aldilà a coloro che assurgono al Cielo degli Eroi. ONORE A LORO!!!!!
mercoledì 2 gennaio 2013
Dichiarazione di inizio anno delle Brigate Salah ad-Din, milizia armata dei Comitati Popolari di Gaza!
Gennaio 2013, tempo di bilanci degli ultimi 12 mesi e di dichiarazioni e prospettive per i seguenti 12.
Le Brigate Salah ad-Din, braccio armato dei Comitati di Resistenza Popolare, organizzazione palestinese attiva soprattutto nella Striscia di Gaza e nota per i suoi intensi e profondi contatti con l'Hezbollah libanese, hanno annunciato, con un comunicato rilasciato nella giornata di ieri, che in tutto il corso del passato anno le perdite subite dai loro ranghi ammontano ad appena 13 unità.
La dichiarazione fa giustizia di molte rodomontesche dichiarazioni sioniste che, come nel caso dell'ultimo confronto militare contro Gaza, dichiarano di avere eliminato numeri del tutto assurdi e ridicoli di combattenti palestinesi. La maggior parte dei caduti, secondo il comunicato delle Brigate, si sono avuti nei reparti di artiglieria mobile, particolarmente negli otto giorni di guerra aperta contro l'occupazione sionista a fine novembre.
Ma fra i caduti va anche incluso il leader dei Comitati di Resistenza, Sceicco Zuhair al-Qaisi, caduto vittima di un codardo attacco aereo sionista alla vigilia della scorsa primavera: possa, dal Cielo degli Eroi, avere testimoniato dell'abnegazione dei suoi seguaci nel vendicare il suo sacrificio. Le Brigate Salah ad-Din hanno rivendicato il lancio di centinaia e centinaia proiettili razzo e bombe di mortaio contro obiettivi sionisti, nonché l'uccisione di quattro militari dell'Occupazione.
Le Brigate Salah ad-Din si confermano fedeli ed entusiastiche esecutrici delle direttive dei Comitati di Resistenza Popolare, che vedono nella lotta armata senza "se" e senza "ma" l'unica via praticabile per contrastare la politica annessionista dell'occupazione israeliana e per arrivare, finalmente, alla liberazione di tutta la Palestina.
Le Brigate Salah ad-Din, braccio armato dei Comitati di Resistenza Popolare, organizzazione palestinese attiva soprattutto nella Striscia di Gaza e nota per i suoi intensi e profondi contatti con l'Hezbollah libanese, hanno annunciato, con un comunicato rilasciato nella giornata di ieri, che in tutto il corso del passato anno le perdite subite dai loro ranghi ammontano ad appena 13 unità.
La dichiarazione fa giustizia di molte rodomontesche dichiarazioni sioniste che, come nel caso dell'ultimo confronto militare contro Gaza, dichiarano di avere eliminato numeri del tutto assurdi e ridicoli di combattenti palestinesi. La maggior parte dei caduti, secondo il comunicato delle Brigate, si sono avuti nei reparti di artiglieria mobile, particolarmente negli otto giorni di guerra aperta contro l'occupazione sionista a fine novembre.
Ma fra i caduti va anche incluso il leader dei Comitati di Resistenza, Sceicco Zuhair al-Qaisi, caduto vittima di un codardo attacco aereo sionista alla vigilia della scorsa primavera: possa, dal Cielo degli Eroi, avere testimoniato dell'abnegazione dei suoi seguaci nel vendicare il suo sacrificio. Le Brigate Salah ad-Din hanno rivendicato il lancio di centinaia e centinaia proiettili razzo e bombe di mortaio contro obiettivi sionisti, nonché l'uccisione di quattro militari dell'Occupazione.
Le Brigate Salah ad-Din si confermano fedeli ed entusiastiche esecutrici delle direttive dei Comitati di Resistenza Popolare, che vedono nella lotta armata senza "se" e senza "ma" l'unica via praticabile per contrastare la politica annessionista dell'occupazione israeliana e per arrivare, finalmente, alla liberazione di tutta la Palestina.
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mercoledì 1 giugno 2011
Ismail Hanyieh inaugura al Porto di Gaza un monumento alla memoria dei caduti della "Mavi Marmara"!
Il Primo Ministro Ismail Hanyieh ha inaugurato nella giornata di oggi un monumento commemorativo nel Porto di Gaza in onore delle vittime della Freedom Flotilla, il convoglio internazionale di aiuti umanitari che esattamente un anno fa vide la propria ammiraglia (la motonave 'Mavi Marmara') abbordata piratescamente in acque internazionali dai 'commando' israeliani che, dopo avere aggredito e immobilizzato gli attivisti che portavano cibo, farmaci, apparati medicali e materiali didattici alla Striscia di Gaza ne uccisero una decina con colpi sparati alla schiena e alla nuca.
La cerimonia si é svolta solennemente tra il garrire dei vessilli di tutte le nazioni che hanno preso parte al nobile sforzo umanitario soffocato nel sangue dal brutale Regime dell'Apartheid tra cui era annoverato anche il tricolore italiano grazie alla presenza tra gli attivisti diretti verso l'enclave assediata di Gaza anche del volontario e attivista Vittorio Arrigoni, che poco più di un mese fa é arrivato a dare la stessa vita per la Causa che aveva deciso di sostenere e portare avanti.
Haniyeh ha dato voce al convincimento di tutti i Palestinesi e dei loro sostenitori che ritengono impossibile arrivare all'affermazione dei loro innegabili e inalienabili Diritti attraverso una via diversa da quella della Lotta e della Resistenza; tramite questo sentiero aspro, impervio e troppo spesso sanguinoso, ha articolato Hanyieh e con il sostegno della Comunità musulmana internazionale, del Mondo Arabo e di tutti quegli uomini di buona volontà che riconoscono le ragioni storiche della Palestina e dei Palestinesi sarà possibile affermare e far riconoscere lo Stato palestinese e far rientrare entro i suoi confini tutti i profughi del 1948, del 1967 e i loro discendenti.
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