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lunedì 4 luglio 2011
Foto esclusive del campo estivo "Stay Human - Restiamo Umani", dove i bambini di Gaza ricordano e onorano Vittorio Arrigoni!
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domenica 12 giugno 2011
'Oliva', la barca battezzata da Vittorio Arrigoni, in missione nelle acque di Gaza contro la pirateria della Marina israeliana!
'Oliva' la barca dei volontari internazionali che a Gaza svolgono monitoraggi e interposizione per impedire a Israele di perseguitare la popolazione dell'enclave assediata peggio di quanto non faccia già, é entrata in azione nelle acque prospicenti alla Striscia a fianco dei barconi da pesca palestinesi, gli 'Hasaka'. Dotata di apparati di localizzazione e comunicazione avanzati, costantemente in contatto col porto di Gaza, 'Oliva' aiuterà i Palestinesi a pescare liberamente fino a 32 chilometri dalla costa, area riservata alle loro operazioni dagli 'Accordi di Oslo'.
Gli 'Accordi' ovviamente sono stati sempre disattesi da parte di Israele, che pretende omaggi e genuflessioni dalla controparte palestinese senza offrire niente in cambio, anzi, imponendo arbitrariamente limiti e restrizioni che non sono rilevate o sanzionate da nessuno, tantomeno dall'ipocrita 'Quartetto dei mediatori', tenuto stretto nella morsa dei media e delle lobby allineate con il sionismo e dei politici a loro servizio.
Per questo é arrivata 'Oliva', battezzata da Vittorio 'Utopia' Arrigoni con la parola italiana che designa uno dei simboli della Palestina e di tutta la grande famiglia dei popoli mediterranei. Attualmente, su circa quattromila pescatori palestinesi, 3500 non riescono a vivere del loro lavoro a causa della campagna di terrorismo e pirateria scatenata contro di loro dalla marina sionista, ansiosa di distruggere l'industria della pesca di Gaza in modo da rendere più insopportabile lo strangolamento economico esercitato da Israele contro quello che é divenuto ormai un vero e proprio 'ghetto a cielo aperto'.
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mercoledì 1 giugno 2011
Ismail Hanyieh inaugura al Porto di Gaza un monumento alla memoria dei caduti della "Mavi Marmara"!
Il Primo Ministro Ismail Hanyieh ha inaugurato nella giornata di oggi un monumento commemorativo nel Porto di Gaza in onore delle vittime della Freedom Flotilla, il convoglio internazionale di aiuti umanitari che esattamente un anno fa vide la propria ammiraglia (la motonave 'Mavi Marmara') abbordata piratescamente in acque internazionali dai 'commando' israeliani che, dopo avere aggredito e immobilizzato gli attivisti che portavano cibo, farmaci, apparati medicali e materiali didattici alla Striscia di Gaza ne uccisero una decina con colpi sparati alla schiena e alla nuca.
La cerimonia si é svolta solennemente tra il garrire dei vessilli di tutte le nazioni che hanno preso parte al nobile sforzo umanitario soffocato nel sangue dal brutale Regime dell'Apartheid tra cui era annoverato anche il tricolore italiano grazie alla presenza tra gli attivisti diretti verso l'enclave assediata di Gaza anche del volontario e attivista Vittorio Arrigoni, che poco più di un mese fa é arrivato a dare la stessa vita per la Causa che aveva deciso di sostenere e portare avanti.
Haniyeh ha dato voce al convincimento di tutti i Palestinesi e dei loro sostenitori che ritengono impossibile arrivare all'affermazione dei loro innegabili e inalienabili Diritti attraverso una via diversa da quella della Lotta e della Resistenza; tramite questo sentiero aspro, impervio e troppo spesso sanguinoso, ha articolato Hanyieh e con il sostegno della Comunità musulmana internazionale, del Mondo Arabo e di tutti quegli uomini di buona volontà che riconoscono le ragioni storiche della Palestina e dei Palestinesi sarà possibile affermare e far riconoscere lo Stato palestinese e far rientrare entro i suoi confini tutti i profughi del 1948, del 1967 e i loro discendenti.
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venerdì 27 maggio 2011
Dodici nazioni europee prenderanno parte alla missione della 'Freedom Flotilla 2 - Stay Human'!
La Campagna europea per la Fine dell'Assedio di Gaza ha dichiarato nella giornata di ieri che, a oggi, natanti ed equipaggi di ben dodici nazioni europee hanno espresso il desiderio di partecipare alla "Freedom Flotilla 2 - Stay Human", che salperà alla volta della Striscia di Gaza per riaffermare l'urgente e stringente necessità di rompere l'assedio israeliano contro l'enclave palestinese, strangolata ormai da cinque anni di blocco terrestre e marittimo.
Ramy Abdu, portavoce della campagna, ha dichiarato per mezzo di un comunicato stampa che navi francesi, italiane, tedesche e svizzere hanno annunciato l'intenzione di partecipare alla missione, aggiungendosi a quelle di altri otto paesi europei, la cui presenza era fin qui certa e confermata. A questo proposito Abdu ha invitato la comunità internazionale a prendere le necessarie misure di sicurezza per garantire la corretta riuscita della missione umanitaria e l'incolumità dei passeggeri della flottiglia, tra cui si contano diversi parlamentari e legislatori europei.
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giovedì 19 maggio 2011
Rete acquifera a Jabaliya in memoria di "Vik", così la Palestina mantiene viva la memoria di Vittorio Arrigoni
Un pozzo d'acqua; in pochi luoghi al mondo una simile struttura assume una valenza iconica, simbolica e persino politica come in Palestina, dove ogni giorno si combatte una quotidiana "guerra per l'acqua" con il Regime dell'Apartheid sionista che cerca costantemente di sottrarre prezioso fluido vitale alle comunità native palestinesi, deviando corsi d'acqua e persino dinamitando acquedotti e sorgenti, mentre nel contempo gli insediamenti illegali dei fanatici e violenti miliziani ebrei vengono riforniti non solo di acqua potabile ma persino di piscine e irrigatori per i loro banali "giardinetti all'inglese".
Ed é proprio per questo che, cercando una maniera degna e significativa per onorare la memoria del volontario e cooperante italiano Vittorio 'Vik' Arrigoni, ucciso a Gaza a metà aprile, il Municipo di Jabaliya el-Nazla ha deciso di intitolargli un nuovo network di pozzi acquiferi, alla cui cerimonia di inaugurazione era presente una delegazione di volontari italiani. Certo, sarebbe stato meglio se il costo della nuova struttura (circa 120mila Euro) fosse stato 'magari' corrisposto dallo Stato Italiano, ma si sa che nella repubblica sionista italiana si sprecano milioni di tasse dei cittadini per inviare contingenti di occupazione in Irak e in Afghanistan e per "onorare" i burattini in uniforme che colà vengono giustamente fatti fuori dai Partigiani locali, ma non ci sono fondi per eternare la memoria di qualcuno che ha fatto vedere al mondo "come sa morire un -vero- Italiano".
Invece ci ha dovuto pensare il Comitato francese per il Sostegno alla Palestina a finanziare l'opera che, una volta completata, servirà i bisogni di oltre 70mila cittadini palestinesi, facendo segnare un deciso passo avanti, nella giusta direzione, per la vittoria nella "Guerra per l'acqua", in attesa che il popolo di Palestina possa celebrare la vittoria anche nella "Guerra per la terra".
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martedì 10 maggio 2011
La Freedom Flotilla 2 salperà da Marsiglia dopo il 20 giugno!
Gli attivisti internazionali coinvolti nella preparazione della nuova flottiglia di aiuto umanitario verso la Striscia di Gaza assediata hanno in programma di salpare portando grandi quantità di articoli medici e di prima e primissima necessità verso l'enclave palestinese strangolata da Israele nel corso della terza settimana di giugno 2011.
Secondo un rapporto dell'Associated Press i gruppi e le ONG impegnate nell'organizzazione della nuova spedizione umanitaria, che quest'anno sarà intitolata all'esempio e alla memoria del volontario italiano "Vik" Arrigoni (sarà infatti battezzata "Stay Human" Flotilla) hanno stabilito il time frame della partenza durante un incontro a Parigi lo scorso week-end.
Il convoglio quest'anno consterà di circa una quindicina di navi e mille volontari ed attivisti. L'associazione turca IHH (Fondazione per i Diritti umani, le Libertà e il Soccorso umanitario) ha annunciato che le navi partiranno da diversi porti europei, la maggioranza da quello francese di Marsiglia.
Durante la scorsa spedizione umanitaria, a maggio 2010, Israele si rese responsabile dell'omicidio a sangue freddo di numerosi attivisti umanitari, assassinati dai 'commando' navali sionisti con colpi alla schiena e alla nuca mentre giacevano faccia a terra sul ponte della motonave 'Mavi Marmara'.
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lunedì 2 maggio 2011
Quanto fa schifo il giornalismo italiano: Mentana su La7 cerca di accostare Hamas a Bin Laden
Enrico Mentana, il riccioluto 'giornalista' che dopo aver cantato le lodi di Berlusconi per circa quindici anni al TG5 si é accorto di quanto arrogante e antidemocratico fosse il suo datore di lavoro soltanto quando gli ha dato il benservito e lo ha pedonato fuori dagli studi mediaset non é precisamente un esempio di specchiata deontologia professionale in materia d'informazione.
Pure, esistono dei limiti che quando vengono superati, persino da un figuro come lui, portano istantaneamente lo spettatore criticamente informato a essere colto da nausea e conati di vomito. Il nostro 'riccetto' li ha travalicati stasera quando, nel bel mezzo del "battitamburo" inscenato per celebrare la morte di Osama Bin Laden, affermata e rivendicata dalla Casa Bianca, dal suo nuovo cadreghino rimediato a "La7", ha avuto la bella pensata di cercare di presentare il Premier del legittimo Governo palestinese (espresso da Hamas) come un 'fan' del presunto defunto.
Passando in rassegna le "possibili conseguenze" della pretesa morte del capo di Al-Qaeda 'riccetto' ha mescolato in un calderone unico le possibili rappresaglie di cellule qaediste, fantomatiche quanto nebulose 'ripercussioni nei paesi arabi scossi dalle recenti rivoluzioni' (così si comincia a inculcare nei cervelli degli italiani che le rivoluzioni arabe facevano comodo a Bin Laden!) e poi, dulcis in fundo ci ha infilato anche la Striscia di Gaza dove, secondo lui, il Primo Ministro di Hamas avrebbe definito Bin Laden "un sant'uomo"!!!
Sappiamo che Mentana fa parte della nota cabala di 'giornalisti' (parole grosse) occidentalisti e filosionisti che controlla ormai il 99% dell'informazione o meglio, della disinformazione, dello Stivale e che unisce in un grande "correntone" bipartisan "Libero", "Il Giornale", "La Repubblica", "La Stampa", "L'Unità", il "RaiTG24" e il "TG La7" ma ci aspettavamo qualcosa di meglio da uno che, almeno per frequentazione, qualcosa di giornalismo dovrebbe averlo imparato.
Come si sia sognato "riccetto" di cercare di tirare per la manica Ismail Hanyieh e Hamas nelle fila filo-qaediste é totalmente inspiegabile: Bin Laden era un integralista saudita dedito al wahabismo più intransigente che voleva la jihad militare e terroristica continua e completa contro tutto e contro tutti fino alla conversione o allo sterminio di ogni infedele e alla creazione di un califfato planetario, Hamas é un movimento politico di ispirazione musulmana che vuole la liberazione della Palestina storica, che lotta (anche militarmente quando necessario) contro coloro che l'hanno invasa e occupata (e non contro nessun altro) e che, quando ha ottenuto il potere per via legittima e democratica ha sempre rispettato i diritti delle minoranze che si trovavano sotto la sua amministrazione. Praticamente, accusare Hamas di 'stare con Bin Laden' sarebbe come accusare un socialista di Polpottismo (trucco molto usato da Berlusconi, evidentemente 'riccetto' non ha scordato le lezioni impartitegli dal vecchio padrone).
E distinzioni politico-ideologiche a parte, forse 'riccetto' ha scordato che non più tardi di due settimane fa il Governo di Hamas, il Governo di Ismail Hanyieh, si é impegnato in una corsa contro il tempo per cercare di salvare (putroppo invano) il nostro Vittorio Arrigoni dalle mani di sequestratori integralisti, loro sì, avvinti e affascinanti dal modello di Bin Laden? Almeno la riconoscenza per aver cercato di salvare un nostro compatriota avrebbe dovuto meglio consigliare Mentana riguardo all'opportunità di un così superficiale e stupido tentativo di infangare Hamas.
Leggi e impara, 'riccetto'! Hamas ha dato la caccia e inseguito i filo-Qaedisti rapitori e assassini di Vik Arrigoni, altro che! |
Per chi fosse interessato, poi, qui c'é il link all'unico comunicato rilasciato dall'agenzia di stampa ufficiale del Governo di Ismail Hanyieh riguardo alla presunta morte di Osama Bin Laden, esattamente al contrario di quanto sostenuto da 'riccetto' non più di poche ore fa, non si notano né espressioni di cordoglio né invocazioni di 'Bin Laden Santo Subito'.
Perché Enrico Mentana e l'etica e la professionalità giornalistiche hanno senso in una stessa frase solo se utilizzati in termini antitetici.
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sabato 30 aprile 2011
A Manchester si onora la memoria di Vittorio Arrigoni, "La sua morte ci spinge a moltiplicare i nostri sforzi per la Palestina!"
Un memorial tenuto nella città britannica di Manchester in onore di Vittorio Arrigoni si é rapidamente trasformato in una affollata e vibrante manifestazione di sostegno alla Causa palestinese, con attivisti dell'ISM che hanno intonato canti e slogan per la liberazione delle terre sottoposte all'Apartheid israeliano, la fine dell'inumano strangolamento economico di Gaza e il prosieguo dell'invio di convogli di aiuto umanitario alla Striscia assediata.
Il ricordo del volontario e cooperante italiano ucciso ad aprile, definito da cartelli e striscioni "Palestine's truest friend" si é quindi trasformato in un'ansia urgente di procedere lungo la strada da lui indicata e tracciata, che é poi il più grande omaggio che si potrebbe mai sperare di fare a Vik; siamo più che certi che lui avrebbe apprezzato.
La manifestazione, organizzata dal Forum britannico pro-palestinese (PFB) é stata seguita dai rappresentanti di diverse ong e associazioni di attivismo e volontariato e ha compreso la proiezione di un documento filmato riguardo la vita e le attività di Arrigoni. Il Dottor Tareq Tahboub, a nome del PFB ha detto come uno dei più grandi meriti del cooperante italiano é stato diffondere l'idea che a Gaza il problema principale non era meramente umanitario, che le ricadute sociali ed economiche non erano altro che ricadute e manifestazioni secondarie di un assetto politico che andava affrontato e modificato.
Tahboub, parland a nome della sua associazione, ha pubblicamente accusato Israele di avere organizzato l'uccisione di Vittorio o quantomeno 'indirizzato' i killer verso di lui, per diffondere una cattiva immagine dei Palestinesi e spaventare e scoraggiare ulteriori manifestazioni internazionali di solidarietà verso Gaza. Ibrahim al-Majrisi, attivista inglese pro-palestinese ha detto che morire dedicando la propria vita a una causa é molto meglio che vivere fino a tarda età senza nulla in cui credere.
Ken O’Keefe e Norma Turner, infine, ripetendo la loro intima e radicata convinzione del coinvolgimento dei servizi segreti israeliani nell'assassinio hanno pronosticato che, contrariamente ai desideri dei suoi carnefici, la morte di 'Vik' sta convincendo molti altri giovani europei e occidentali a seguirne le orme e continuarne la lotta.
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mercoledì 27 aprile 2011
Beduini palestinesi e volontari internazionali costruiscono la scuola "Vittorio Arrigoni" a Ras al-Oje!
La scuola "Vittorio Arrigoni" ha iniziato a prendere forma a Ras al-Oje, a Sudest della località di Tobas, nella Valle del Giordano, grazie agli sforzi e alla fatica di settanta operai improvvisati, tra Palestinesi di etnia beduina e cooperanti e volontari del Movimento internazionale di Solidarietà che un colpo di badile alla volta, un mattone dopo l'altro, stanno portandone avanti la costruzione.
Abitanti del circondario hanno descritto l'inizio e il prosieguo dei lavori a reporter dell'agenzia stampa palestinese "Palestine Information Center", rimarcando come, quando si sono diffuse le tragiche notizie sul ritrovamento del cadavere di Vittorio 'Vik Utopia' la decisione di intitolargli la costruenda struttura é stata presa pressoché all'unanimità.
Come segno tangibile del perpetuo legame fra l'edificio e la figura del volontario italiano, una piccola bandiera tricolore garrisce nelle raffiche di vento, ben più dignitosa e fiera degli stendardi di quanti, sotto gli stessi colori, si prestano a vergognose occupazioni militari. Una volta completata la struttura potrà provvedere alle necessità educative di una settantina fra scolari e studenti; un numero più che sufficiente per la piccola comunità locale.
Il fondatore del Fondo Nazionale Ebraico, il sionista razzista Yossef Weitz |
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lunedì 25 aprile 2011
Un Buon 25 Aprile anche a tutti coloro che, ieri, hanno dato l'ultimo saluto a Vittorio 'Utopia' Arrigoni
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giovedì 21 aprile 2011
Le parole della madre di Vittorio Arrigoni: "Mio figlio é ancora vivo nella memoria e nell'esempio che lascia"
Forse é vero che per "diventare un eroe", per assurgere all'onore delle cronache, per diventare protagonista di servizi televisivi, sia quasi necessario morire, ma quando l'obiettivo di una persona é semplicemente quello di rimanere un essere umano, é vero lo stesso? Morire é necessario anche in quel caso?
Mi ricordo mio figlio Vittorio a Natale del 2005, detenuto e incarcerato dalla polizia sionista all'Aeroporto 'Ben Gurion', ricordo le cicatrici lasciate sui suoi polsi dalle manette, ricordo l'impossibilità di entrare in contatto col Consolato italiano, ricordo il processo-farsa a cui venne sottoposto. E ricordo la Pasqua successiva, quando attraverso il Ponte Allenby al confine tra West Bank e Giordania la polizia di Tel Aviv lo bloccò, lo mise su un autobus e, in sette contro uno, lo sottopose a un pestaggio, uno dei sette che lo picchiarono, ricordava lui, era una donna.
Vittorio era indesiderato nello Stato ebraico, perché ricordava a questo Stato su che menzogne e su che ipocrisia era fondato, come facevano e continuano a fare tanti altri volontari internazionali, che israele considera altrettanto "sovversivi" e "pericolosi". Come la volta in cui, dimostrando col suo amico Gabriele a fianco degli abitanti del villaggio di Boudrous contro il Muro dell'Apartheid, si era sentito chiedere da questi che insegnasse loro una canzone italiana, una canzone di lotta e, allora, aveva fatto del suo meglio per insegnare loro il ritmo e le parole dell'inno partigiano 'Bella Ciao'.
Più tardi, nel 2008, al largo di Rafah un commando sionista aggredì la barca da pesca su cui si trovava, per difendere col suo corpo il lavoro dei pescatori e il loro diritto a non morire di fame. Venne imprigionato a Ramleh e rimandato a casa senza nulla tranne i vestiti che indossava; nonostante tutto, non posso che ringraziare i rappresentanti dei media che si sono avvicinati a me, alla mia famiglia, al nostro dolore con compostezza e rispetto, senza eccessi di alcun genere e mi hanno permesso di parlare di Vittorio e presentarne la figura e la vita e gli ideali, spiegando le scelte che aveva fatto.
Questo mio figlio io lo sento ancora oggi vivo, come il chicco di grano caduto a terra e 'morto' per portare un raccolto più grande. Io vedo e sento già tutto questo nelle parole dei suoi amici, soprattutto dei più giovani; attraverso Vittorio, attraverso il suo esempio, hanno conosciuto e capito come si possa dare un senso e un significato alla parola 'Utopia', come soddisfare la fame e la sete di giustizia, come dare dignità e significato alle parole 'fratellanza' e 'solidarietà' e come sia possibile, come spesso ripeteva Vittorio, trovare 'tante Palestine anche dietro la porta di casa'. La presenza viva e vitale di Vittorio cresce e si intensifica ora dopo ora, come un vento che spiri con fierezza da Gaza e attraversi tutto il Mediterraneo, che lui amava così tanto, per portatre un messaggio di speranza e di amore ai senza voce, ai deboli, agli oppressi, passando il testimone a una nuova generazione.
Restate umani,
restiamo umani.
Egidia Beretta Arrigoni.
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lunedì 18 aprile 2011
Il calunniatore di Vittorio Arrigoni identificato da Miguel Martinez: trattasi di 'Ufologo' ed 'Esperto di chiodi della Crocefissione'...
Leggiamo, sull'ottimo "Kelebek Blog" di Miguel Martinez che il misterioso Roberto Malini (foto), autore della piccola maleodorante 'perla' pubblicata ieri su Repubblica, nella quale si cercava di insozzare la memoria di Vittorio Arrigoni associandolo a 'trafficanti, stupri e torture' e definendo i militanti salafiti responsabili della sua morte 'membri di Hamas', sia effettivamente, con la carica di co-presidente, alla guida del 'Gruppo EveryOne', ma, ciò che ignoravamo, che esso sia formato oltre che da lui unicamente da due altri individui nomati Matteo Pegoraro e Dario Picciau (a loro volta co-presidenti, questa é democrazia!!).
Duce, o meglio co-duce, di cotanta schiera Roberto Malini si definisce anche: "intellettuale, poeta, artista, esperto di comunicazione e pubblicità, produttore cinematografico, lettore indefesso e UFOLOGO".
Adesso le cose cominciano a quadrare, da chi crede che 'gli X-files' ci osservino dalle loro astronavi per tagliare le zampe alle nostre vacche e sottoporre nativi della nostre comunità rurali a esami proctologici gratuiti ci si può anche aspettare di sentire che: "i salafiti facciano parte di Hamas".
Ma non finisce mica il cielo, giacché, sempre tramite Kelebek Blog troviamo un link che ci informa che meno di una settimana prima della morte di Arrigoni Roberto Malini, definito "scrittore e storico", (un vero 'Uomo del Rinascimento'!) discettava dottamente col documentarista canadese Simcha Jacobovici negando che alcuni rottami di ferro da questi ritrovati presso il laboratorio dell'Università di Medicina di Tel Aviv potessero costituire "gli originali chiodi della crocefissione di Gesù il Cristo".
A questo avvistatore di omini verdi, nonché 'connoisseur' di reliquie bibliche, "Repubblica" ha concesso una pagina del suo sito-web per insultare e calunniare Vittorio Arrigoni.
Tutto é chiaro.
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Cronaca dello schifo; il quotidiano sionista di De Benedetti tenta di infangare la memoria di Vittorio Arrigoni
Non c'é limite al peggio.
Pensi che alla redazione di "Repubblica" abbiano toccato il fondo coi "pezzi di..." a firma Guido Rampoldi (quello che 'le donne afghane ci implorano di continuare a occupare l'Afghanistan'), Fabio Scuto (quello che 'I miliziani ebrei fanatici sono civili indifesi') e soprattutto Marco Pasqua (quello che 'Chi non loda e lecca Israele é un antisemita negazionista') ed ecco subito che il quotidiano che fu di Scalfari, oggi appecoronato sugli interessi del suo editore sionista, impugna il badile e comincia a scavare, rotolandosi nel brago più lercio nel tentativo di compiacere il padrone come se fosse un "Libero" qualunque.
Lo schifo odierno é firmato Roberto Malini, sedicente "co-presidente" di una sconosciuta 'associazione per i diritti umani' che, in tre paragrafi di puro fango, cerca di pescare nel torbido per infamare e screditare Vittorio Arrigoni, sostenendo che 'sia stato ucciso da Hamas' e che 'fosse testimone di affari loschi'.
L'articolo, se lo si vuol chiamare così, é menzognero e falso fin dall'inizio, laddove afferma che "fonti locali (di dove? quali?) affermano che i due arrestati per l'omicidio di Arrigoni fanno parte di Hamas". Chi scrive é in contatto con tutti gli outlet mediatici della zona e questa affermazione la ha sentita provenire solo dal sig. Malini, che farebbe bene a giustificarla e sostanziarla oppure a starsene zitto.
Si continua con le menzogne: "Il Movimento di resistenza islamico ha cercato di attribuire il crimine ad una propria 'cellula impazzita', arrestando due salafiti palestinesi", la frase é cucinata per dare l'impressione che sempre di Hamas si tratti, quando invece é stato "Tawhid al-Jihad" a usare l'espressione 'cellula impazzita' per definire gli assassini di Arrigoni. Sostenere poi che due 'salafiti' possano far parte di Hamas é una così chiara affermazione di ignoranza che può venire creduta solo da chi sia totalmente digiuno di qualsiasi conoscenza su posizioni, struttura e politica del Movimento di Resistenza palestinese.
Ma il peggio deve ancora venire.
Ansioso di mettere in cattiva luce i Palestinesi che 'osano' cercare di non morire di fame sotto lo strangolamento economico sionista Mister Malini si affretta a collocare Arrigoni al centro di "traffici" di 'armi, droghe pesanti e tanto denaro' che transiterebbero per i tunnel sotto Rafah; non sapevamo che il latte in polvere, il bestiame e i medicinali fossero collocabili sotto la dicitura 'armi e droghe pesanti', ma evidentemente Malini e la sua sconosciuta associazione sono molto informati in merito, deve essere perché nessuno li ha mai visti a Gaza o ha mai sentito parlare di loro.
E poi arriva l'insulto finale: "Vittorio arrigoni era testimone di di affari loschi, rapimenti, omicidi, torture, stupri, estorsioni"; ora, solo per questa frase la famiglia di Vittorio Arrigoni avrebbe tutto il diritto di citare in giudizio il signor Malini, autore dello schifo sopracitato e lo straccio sionista "Repubblica" per averlo pubblicato e diffuso, e speriamo veramente che lo faccia e che costringa l'Ingegner De Benedetti a mettere mano alla saccoccia (gesto che gli peserà molto e che gli darà dimolta noia); speriamo altresì che, infastidito dall'esborso, che seguirà quello dovuto alle parole in libertà di Marco Pasqua sulla blogger milanese, si decida a licenziare qualcuno nella sua redazione, due cause per diffamazione a mezzo stampa in tre giorni sono un bel record (negativo) anche per uno sconcio foglio di 'Hasbara' quale "Repubblica" si é ridotta ad essere oggigiorno.
Come diceva un personaggio di Luttazzi: "Disgustorama".
Pensi che alla redazione di "Repubblica" abbiano toccato il fondo coi "pezzi di..." a firma Guido Rampoldi (quello che 'le donne afghane ci implorano di continuare a occupare l'Afghanistan'), Fabio Scuto (quello che 'I miliziani ebrei fanatici sono civili indifesi') e soprattutto Marco Pasqua (quello che 'Chi non loda e lecca Israele é un antisemita negazionista') ed ecco subito che il quotidiano che fu di Scalfari, oggi appecoronato sugli interessi del suo editore sionista, impugna il badile e comincia a scavare, rotolandosi nel brago più lercio nel tentativo di compiacere il padrone come se fosse un "Libero" qualunque.
Lo schifo odierno é firmato Roberto Malini, sedicente "co-presidente" di una sconosciuta 'associazione per i diritti umani' che, in tre paragrafi di puro fango, cerca di pescare nel torbido per infamare e screditare Vittorio Arrigoni, sostenendo che 'sia stato ucciso da Hamas' e che 'fosse testimone di affari loschi'.
L'articolo, se lo si vuol chiamare così, é menzognero e falso fin dall'inizio, laddove afferma che "fonti locali (di dove? quali?) affermano che i due arrestati per l'omicidio di Arrigoni fanno parte di Hamas". Chi scrive é in contatto con tutti gli outlet mediatici della zona e questa affermazione la ha sentita provenire solo dal sig. Malini, che farebbe bene a giustificarla e sostanziarla oppure a starsene zitto.
Si continua con le menzogne: "Il Movimento di resistenza islamico ha cercato di attribuire il crimine ad una propria 'cellula impazzita', arrestando due salafiti palestinesi", la frase é cucinata per dare l'impressione che sempre di Hamas si tratti, quando invece é stato "Tawhid al-Jihad" a usare l'espressione 'cellula impazzita' per definire gli assassini di Arrigoni. Sostenere poi che due 'salafiti' possano far parte di Hamas é una così chiara affermazione di ignoranza che può venire creduta solo da chi sia totalmente digiuno di qualsiasi conoscenza su posizioni, struttura e politica del Movimento di Resistenza palestinese.
Ma il peggio deve ancora venire.
Ansioso di mettere in cattiva luce i Palestinesi che 'osano' cercare di non morire di fame sotto lo strangolamento economico sionista Mister Malini si affretta a collocare Arrigoni al centro di "traffici" di 'armi, droghe pesanti e tanto denaro' che transiterebbero per i tunnel sotto Rafah; non sapevamo che il latte in polvere, il bestiame e i medicinali fossero collocabili sotto la dicitura 'armi e droghe pesanti', ma evidentemente Malini e la sua sconosciuta associazione sono molto informati in merito, deve essere perché nessuno li ha mai visti a Gaza o ha mai sentito parlare di loro.
Secondo 'Repubblica' chi cerca di dar da mangiare ai neonati di Gaza 'Traffica in armi e droghe pesanti'... |
Come diceva un personaggio di Luttazzi: "Disgustorama".
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sabato 16 aprile 2011
Ken O'Keefe accusa: "L'omicidio di Vittorio Arrigoni é stato voluto, organizzato, facilitato dai servizi segreti israeliani!"
In questo commovente video, realizzato in fretta e furia con mezzi artigianali poche ore dopo il ritrovamento della salma dell'attivista italiano Vittorio Arrigoni, il volontario e attivista americano Ken O'Keefe, veterano della Freedom Flotilla rende omaggio alla figura, all'opera e all'impegno del nostro concittadino, onorando il coraggio che lo fece rimanere nella Striscia durante tutto lo svolgersi del 'pogrom' militare sionista dell'operazione "Piombo Fuso" quando la quasi totalità dei volontari stranieri vennero invitati ad abbandonare il territorio attaccato, divenendo la voce della verità e del dolore con i suoi preziossisimi reportage.
'Vik' e Ken insieme all'arrivo di una piccola flotta di aiuto a Gaza assediata |
Israele, per decenni, é riuscito a evitare stigma e sanzioni per le sue politiche grazie alla disinformazione e alla distrazione delle opinioni pubbliche occidentali, Arrigoni, come altri volontari occidentali, poneva con la sua opera un grave pericolo, diffondendo informazioni dirette, certe e di prima mano in merito ai crimini del regime ebraico. Uccidere Vittorio vuol dire, oltre che silenziare la sua voce, spaventare e minacciare gli altri volontari internazionali, spingerli a tornare a casa, dissuadere nuovi dal trasferirsi a Gaza. "Segretamente Israele e i suoi alleati stanno festeggiando la sua morte".
Con linguaggio colorito che certamente ha a che fare col suo passato di militare nei Marines degli Stati Uniti O'Keefe dichiara che una delle molle principali per l'omicidio di Vittorio é certamente la Freedom Flotilla 2, in procinto di partire dai porti dell'Europa alla volta di Gaza e a causa della quale Israele (per citare le precise parole del messaggio) "se la sta letteralmente facendo nei pantaloni", visto che quest'anno un attacco militare in acque internazionali, come fu nel caso della Mavi Marmara, non sarebbe assolutamente ripetibile.
In una notizia correlata, il comitato organizzatore della nuova flotta di aiuti umanitari ha deciso di ribattezzare il proprio convoglio "Freedom Flotilla - Stay Human", riprendendo il motto personale di Vittorio, che grazie al suo impegno, al suo coraggio, alla dedizione alla Causa della Palestina e della Giustizia é ormai sulla bocca e sulle labbra di migliaia e decine di migliaia di attivisti filopalestinesi in tutto il mondo.
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