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giovedì 30 agosto 2018

Nuovi dettagli sul brusco licenziamento di Rex Tillerson da Segretario di Stato; pressioni saudite ed emiratine potrebbero averne segnato il destino!

Il Wall Street Journal in un suo recente articolo ha reiterato l'ipotesi che il licenziamento di Rex Tillerson dalla sua posizione di Segretario di Stato, avvenuto a marzo 2018 nel bel mezzo di un viaggio diplomatico in Africa, sia stato in buona parte dovuto al furore suscitato in Sauditi ed Emiratini contro di lui quando nell'agosto dell'anno precedente utilizzò la sua influenza per costringerli a cancellare la loro invasione del Qatar.

martedì 13 marzo 2018

Mentre Trump costringe Tillerson a cancellare le visite diplomatiche in Africa, Lavrov ride e rinsalda (ancora!) i legami russo-indonesiani!

Osservare le "mosse" di politica estera degli Usa é come guardare un branco di babbuini nella cabina di controllo di un treno-proiettile.
Il loro gridare, agitarsi, attaccarsi alle leve e pestare sui bottoni può influenzare il moto del convoglio, ma si é automaticamente certi che esso finirà con lo schiantarsi.
Donald Trump ha licenziato il Segretario di Stato Rex Tillerson mentre questi si trovava impegnato in un tour diplomatico dell'Africa, costringendolo a interromperlo per tornare precipitosamente a Washington.

Rex Tillerson lascia il Dipartimento di Stato! Era stato assunto solo per garantire l'accordo Exxon-Rosneft e ha fallito!

La cosa VERAMENTE affascinante di internet é che, sapendo dove cercare, si trova LA SPIEGAZIONE A TUTTO E LE RISPOSTE A TUTTE LE DOMANDE!

In questo caso la domanda sarebbe: "Come mai polentina-trAmp ha fatto fuori Rex Tillerson"?
La risposta, cortesi lettori, la troverete nella prossima immagine...

lunedì 3 ottobre 2011

'Doppie lealtà' sioniste. La spia israeliana Grapel si ricorda di avere -anche- passaporto Usa; la Lobby a Sei Punte obbliga Washington a corrergli in soccorso!

Ilan Grapel, vestito NON da 'marine' americano, ma bensì da milite dell'IDF sionista.
 Il problema delle doppie lealtà dei detentori di documenti israeliani (che quasi mai rinunciano a quelli dei loro originari paesi di provenienza) appare in tutta la sua gravità con i recenti sviluppi del 'Caso Grapel' che coinvolge un ebreo americano che, presa la cittadinanza dell'entità sionista di occupazione senza rinunciare a quella americana si é messo al servizio dello spionaggio di Tel Aviv, riuscendo, come un Maxwell Smart qualsiasi a farsi "pizzicare" in piena transizione post-Mubarak mentre incitava giovani egiziani a scatenare scontri e violenze con la promessa di denaro e altri aiuti.
Dubitiamo che Leon Panetta si sarebbe mobilitato per un 'paisà' del Jersey o di Brooklyn che avesse abbandonato il passaporto Usa per quello Italiano...
Prontamente denunciato alle autorità e arrestato Grapel é rimasto finora in custodia al Cairo e a nulla sono valsi i tentativi della diplomazia sionista di farlo rilasciare, approcci ai quali abbiamo già dedicato articoli precedenti; ora, mesi dopo la debacle del Mossad, sembra che la situazione sia sul punto di sciogliersi grazie all'inatteso intervento degli Usa, nella persona, nientepopodimeno, che del Segretario alla Difesa Leon Panetta.

Panetta si é mobilitato (su pressione della lobby a sei punte capitanata da AIPAC e affini) a esercitare pressioni su Tantawi e gli altri generali egiziani della Giunta di Transizione facendo notare come Grapel, 'israeliano' con documenti dell'occupazione, veterano dell'esercito sionista e parte integrante dello spionaggio di Tel Aviv, tuttavia è ANCHE cittadino Usa, non avendo mai forfettato la sua cittadinanza di nascita.
Nessun candidato a un governatorato, a un seggio da congressista o senatore e meno che mai alla poltrona presidenziale può sperare di venire eletto senza 'rendere omaggio' al Moloch sionista...nella 'terra delle libertà'...
Ora, che uno Stato possa esercitare un'influenza così evidente e sproporzionata in virtù di una prassi tanto bizzarra sulla concessione di doppia nazionalità e della presenza negli Usa di una quinta colonna di lobbisti formalmente cittadini americani ma in realtà in tutto e per tutto asserviti ai desideri e agli interessi israeliani (prima e sopra ogni considerazione delle convenienze e dei loro 'compatrioti' a stelle e strisce -ma loro non li considerano certamente tali-) é uno dei più lampanti esempi di come Israele tenga alla catena Casa Bianca, Congresso, Dipartimento di Stato, Pentagono e altri 'centri di potere' Usa, tutti perennemente genuflessi di fronte al 'Popolo Eletto', dentro e fuori dai confini nazionali.
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martedì 28 giugno 2011

Ex-ambasciatore Usa si unisce alla Freedom Flotilla 2! Anche lui salperà per sfidare il disumano assedio sionista!

Sam Hart é un uomo coraggioso.

Oltre a ciò, é anche un politico americano di lungo corso, che nella sua carriera é stato consulente di economia politica per il Dipartimento di Stato usa in Sudamerica, Medio ed Estremo Oriente, nonché ambasciatore in Ecuador. Unendosi al Movimento 'Free Palestine' ha deciso di imbarcarsi con la Freedom Flotilla 2 e partecipare in prima persona alla missione del volontariato internazionale contro il disumano assedio di Gaza.

"L'assedio sionista limita l'alimentazione dei cittadini palestinesi della Striscia poco sopra ai livelli clinicamente riconosciuti come pericolosi per la salute e mina lo sviluppo dei bambini e rende precarie le condizioni di anziani e malati".

I militari dello Stato ebraico, sempre ansiosi di incrudelire contro vittime disarmate, avranno anche questo 'obiettivo' di fronte a loro se decideranno di replicare il raid assassino che lo scorso maggio costò la vita a dieci persone. Chissà con quali reazioni e sanzioni l'inquilino nero della Casa Bianca e Dama Clinton la strega dell'Ovest reagiranno se Israele dovesse uccidere un loro ex-diplomatico.

Sam Hart infoltisce la pattuglia statunitense tra i 1500 volontari di "Freedom Flotilla II", aggiungendosi a un gruppo tra cui spiccano Ann Wright, a sua volta ex-ufficiale del Dipartimento di Stato, al veterano sopravvissuto all'attaco israeliano alla USS Liberty Joe Meadors e alla scrittrice e poetessa nera Alice Walker.
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