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lunedì 3 ottobre 2011

'Doppie lealtà' sioniste. La spia israeliana Grapel si ricorda di avere -anche- passaporto Usa; la Lobby a Sei Punte obbliga Washington a corrergli in soccorso!

Ilan Grapel, vestito NON da 'marine' americano, ma bensì da milite dell'IDF sionista.
 Il problema delle doppie lealtà dei detentori di documenti israeliani (che quasi mai rinunciano a quelli dei loro originari paesi di provenienza) appare in tutta la sua gravità con i recenti sviluppi del 'Caso Grapel' che coinvolge un ebreo americano che, presa la cittadinanza dell'entità sionista di occupazione senza rinunciare a quella americana si é messo al servizio dello spionaggio di Tel Aviv, riuscendo, come un Maxwell Smart qualsiasi a farsi "pizzicare" in piena transizione post-Mubarak mentre incitava giovani egiziani a scatenare scontri e violenze con la promessa di denaro e altri aiuti.
Dubitiamo che Leon Panetta si sarebbe mobilitato per un 'paisà' del Jersey o di Brooklyn che avesse abbandonato il passaporto Usa per quello Italiano...
Prontamente denunciato alle autorità e arrestato Grapel é rimasto finora in custodia al Cairo e a nulla sono valsi i tentativi della diplomazia sionista di farlo rilasciare, approcci ai quali abbiamo già dedicato articoli precedenti; ora, mesi dopo la debacle del Mossad, sembra che la situazione sia sul punto di sciogliersi grazie all'inatteso intervento degli Usa, nella persona, nientepopodimeno, che del Segretario alla Difesa Leon Panetta.

Panetta si é mobilitato (su pressione della lobby a sei punte capitanata da AIPAC e affini) a esercitare pressioni su Tantawi e gli altri generali egiziani della Giunta di Transizione facendo notare come Grapel, 'israeliano' con documenti dell'occupazione, veterano dell'esercito sionista e parte integrante dello spionaggio di Tel Aviv, tuttavia è ANCHE cittadino Usa, non avendo mai forfettato la sua cittadinanza di nascita.
Nessun candidato a un governatorato, a un seggio da congressista o senatore e meno che mai alla poltrona presidenziale può sperare di venire eletto senza 'rendere omaggio' al Moloch sionista...nella 'terra delle libertà'...
Ora, che uno Stato possa esercitare un'influenza così evidente e sproporzionata in virtù di una prassi tanto bizzarra sulla concessione di doppia nazionalità e della presenza negli Usa di una quinta colonna di lobbisti formalmente cittadini americani ma in realtà in tutto e per tutto asserviti ai desideri e agli interessi israeliani (prima e sopra ogni considerazione delle convenienze e dei loro 'compatrioti' a stelle e strisce -ma loro non li considerano certamente tali-) é uno dei più lampanti esempi di come Israele tenga alla catena Casa Bianca, Congresso, Dipartimento di Stato, Pentagono e altri 'centri di potere' Usa, tutti perennemente genuflessi di fronte al 'Popolo Eletto', dentro e fuori dai confini nazionali.
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giovedì 22 settembre 2011

Evo Morales esprime il sostegno della nazione boliviana alla lotta e alle richieste del popolo di Palestina!


Siamo fortemente critici riguardo all'utilità e alle eventuali conseguenze di un riconoscimento ONU di uno Stato di Palestina sulla base dei confini del 1967, tuttavia, dobbiamo ammetterlo, proviamo un innegabile piacere quando assistiamo a scene di solidarietà nei confronti della Causa palestinese e ancora una volta ci é stato gradito l'intervento del Presidente ex-campesino Evo Morales, alla guida della Bolivia dal 2005 che, durante il suo discorso all'inaugurazione dell'Assemblea Generale che dovrebbe deliberare sulla richiesta di riconoscimento sporta dall'Anp, ha dichiarato il profondo e convinto supporto del Governo e della nazione boliviana alle richieste palestinesi.

La dichiarazione boliviana, unita a quelle di Sudafrica, Brasile e Libano testimonia del vasto e trasversale sostegno di cui la Causa palestinese può godere a livello internazionale, prova ulteriore di quanto l'entità sionista sia isolata e impopolare, capace di sostenersi solo grazie alla parassitosi esercitata tramite la 'Lobby a Sei Punte' nei confronti degli Stati Uniti, fedeli e docili esecutori dei 'diktat' di Tel Aviv grazie al cappio strangolante che i sionisti tengono attorno al sistema dei mass-media americani e mondiali e alle enormi quantità di denaro che AIPAC e altre organizzazioni filoisraeliane possono contribuire alle campagne elettorali di governatori, congressisti, senatori e candidati presidenti: Israele é diventato per gli Usa "la coda che muove il cane".

Morales ha anche accusato l'ONU di essere un'organizzazione che, per quanto nobile nei suoi intenti, in realtà risponde a logiche 'capitaliste e imperialiste', dando eccessivo potere ad alcuni stati membri e venendo da questi utilizzati per 'vidimare' le loro aggressioni e i loro piani colonialistici e di sfruttamento internazionale (Libia, anyone?), in particolare ha stigmatizzato la struttura e il regolamento dell'UNSC, da lui ribattezzato nel corso dell'intervento "Il Consiglio di Insicurezza".
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