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sabato 13 settembre 2014

Imbarazzo alla Casa Bianca durante l'incontro coi Patriarchi Orientai. Obama: "Sappiamo che Assad ha difeso i Cristiani!"

Come abbiamo già detto in un articolo precedente i Patriarchi Cristiani d'Oriente sono impegnati in un viaggio di gruppo negli Usa per sensisbilizzare le numerose comunità siro-libanesi e arabe che vivono oltreoceano sull'emergenza vissuta dai loro correligionari in Siria e Irak. Il banchetto della sera dell'11 settembre in compagnia di ignoranti e cafoni rappresentanti eletti al Congresso é finito con un esodo di massa dei prelati, offesi dalle bestialità proferite dai loro ospiti, ma l'incontro alla Casa Bianca col Presidente Obama ha avuto risultati ancora più sorprendenti.

Di fronte a Patriarchi, Vescovi e Cardinali (vedi la foto in apertura) Obama si é lasciato "scappare" l'ammissione secondo la quale: "Sappiamo bene che Assad e il suo Governo hanno protetto le comunita cristiane della Siria". Forse il 'Potus' non pensava che la sua dichiarazione sarebbe stata registrata e trasmessa, cosa invece che é puntualmente avvenuta. Nella frase, a ulteriore 'imbarazzo' di Obama, gli é scappato di chiamare il Governo di Assad come realmente é (un Governo legittimo sostenuto dai voti della stragrande maggioranza dei Siriani) e non col nome di 'regime' che nella parlance ipocrita a stelle e strisce dovrebbe squalificarlo.

Prontissima allora la replica di Aram I Keshishian capo della Chiesa Armena, che ha incalzato Barack Hussein: "Allora in questo caso la dovete finire di sostenere i terroristi che cercano di abbattere il suo Governo!".

sabato 5 aprile 2014

L'Afghanistan va alle urne mentre la NATO, sconfitta, si appresta ad abbandonare il paese!

Operazioni di voto in corso in quasi tutto il paese dell'Asia centrale che, a poco meno di tredici anni dalla sua invasione nel novembre 2001 ha ancora una volta tenuto fede alla sua fama di "Cimitero degli Imperialismi", infatti, poco dopo che il successore di Hamid Karzai si sarà insediato nella pienezza delle proprie funzioni la forza di occupazione NATO agli ordini degli Usa inizierà le ultime operazioni per la smobilitazione e l'evacuazione degli ultimi 51000 soldati presenti nel paese.

Non inganni la propaganda occidentale che parla di 'continuata presenza militare nel paese'; Karzai si é rifiutato fino all'ultimo di apporre la sua firma su qualunque documento che portasse cifre precise in merito; quindi nell'Afghanistan post-2014 non resteranno né i 15.000 militari NATO che si pensava dovessero costituire una prolungata presenza degli occupanti occidentali fino al 2025, né i diecimila che Kerry ha provato a fare accettare alla dirigenza afghana fino all'ultimo.

Esattamente come ha concluso male e in fretta l'avventura irakena iniziata da Bush, Barack Obama ha chiuso disastrosamente quella afghana e, col ritiro delle ultime forze NATO si conclude l'accerchiamento dell'Iran che per quasi un quindicennio ha tenuto in allarme i dirigenti politici e militari di Teheran. Magari l'Afghanistan non diventerà un alleato della Repubblica Islamica rapidamente come ha fatto Bagdad (del resto nel paese la presenza sciita, pur esistente, é molto meno importante), ma di certo col ritiro degli invasori si aprono per gli iraniani nuovi corridoi di penetrazione politica ed economica anche ad Nordest.

sabato 9 novembre 2013

Il Nobel yemenita Tawakkul Karman ha donato tutti i soldi del suo premio al Fondo per i Martiri e Invalidi della Rivoluzione!

A dimostrazione delle enormi differenze di caratura morale tra certi "Premi Nobel per la Pace" che meriterebbero invece un tribunale internazionale (Obama, Peres) e altri per i quali invece gli onori dell'Accademia di Svezia sono piccoli e inadeguati, la yemenita Tawakkul Karman, la cui lotta come portavoce della lotta contro il corrotto regime di Ali Abdullah Saleh abbiamo più volte citato su queste stesse pagine, ha donato la totalità del premio in denaro ricevuto a un fondo per le vittime della repressione precedente alla cacciata del tiranno filoamericano.

La Karman, in questo modo, ha dato seguito concreto alle sue affermazioni riguardanti il fatto che il Nobel non fosse 'suo', ma in realtà appartenesse all'intero popolo yemenita che compatto e coerenta ha lottato e sofferto per liberarsi del presidente-dittatore; il Fondo a cui é stata devoluta la cifra di 500.000 dollari Usa si occupa di sostenere le famiglie delle vittime della Rivoluzione e quanti sono rimasti invalidi a causa della violenza del regime.

"E' un contributo piccolo, in senso assoluto" ha dichiarato la Karman, "Ma é il massimo che posso dare e fido che si trasformi in un gesto di buon auspicio per il futuro del nostro paese, in modo che possa essere imitato da tutti coloro che hanno qualcosa di buono o valido da offrire agli altri".




mercoledì 2 ottobre 2013

L'analista Dilip Hiro trae nette e secche conclusioni sul tramonto della potenza Usa in Medio Oriente!

"Un mondo nel quale nessuno presta più orecchio all'ultima superpotenza rimasta", con questo titolo che sta a metà tra lo straniante e il sensazionale il veterano analista e commentatore di cose mediorientali Dilip Hiro, autore che abbiamo sempre apprezzato fin dai giorni ormai lontani in cui reperimmo e divorammo il suo illuminante saggio sulla guerra Iran-Irak "The Longest War" si lascia andare sulle colonne di TomDispatch.Com a una amara e severa riflessione sulla perdita di appeal subita da Washington nell'arena mediorientale, di cui egli incolpa prima di tutto Barack Obama e la sua politica ondivaga e indecisa, troppo a lungo tentennante tra le alternative di voler essere un imperialista aggressivo (vedasi la continua campagna di 'drone war', le minacce alla Siria, le ingerenze in Yemen e Pachistan...) o d'altro canto un armonizzatore e un pacificatore (il discorso del Cairo del 2009, le apparenti aperture verso i Talebani 'moderati', il tentativo di reapprochement con Teheran...).

Certamente Obama é stato molto, troppo indeciso e anche i suoi ultimi "colpi di timone" tra il dichiarare "L'inderogabile necessità di colpire Assad" e le aperture verso Teheran fatte subito dopo il fallimento dei suoi piani bellici non aiutano a trovare senso o strategia nei suoi comportamenti, ma la colpa dell'imbarazzo imperiale di Obama non sta in Obama stesso; infatti sono le condizioni storiche a dettare il fatto che gli Usa non sono già più in grado di perseguire una politica unilateralista in Medio Oriente; certo, un Presidente meno inesperto in campo internazionale avrebbe saputo scegliere da subito una via conciliatrice e non confrontazionale in maniera da non rendere evidenti le contraddizioni tra volonta di supremazia americana e i sempre più scarsi mezzi per cercare di ottenerla con la forza.

Obama ha fatto molto male in Medio Oriente ma con ogni probabilità il duo McCain-Palin e il Mormone Mitt Romney sarebbero forse riusciti a fare anche peggio: con Dilip Hiro salutiamo il tramonto dell'egemonia Usa in Medio Oriente, durata poco più vent'anni e in via di conclusione senza nemmeno un lascito duraturo visto che, con la Casa Bianca sempre più impegnata a tirare "i remi in barca" anche sulla sopravvivenza a lungo termine del regime sionista in Palestina si possono avere dubbi più che fondati.

martedì 17 settembre 2013

Vincitori e sconfitti nel recente 'dossier siriano': chi ha guadagnato e chi ha perso nella 'mano di poker' di fine estate?

Adesso che i venti di guerra evocati dal 'Nobel per la Pace' Barack Obama nei confronti di Damasco si sono quasi totalmente quetati grazie alla determinazione del fronte anti-imperialista e soprattutto alle azioni militari e diplomatiche di Mosca é il momento di trarre le conclusioni e di decretare chi abbia guadagnato (e cosa) dalla crisi appena trascorsa.

Vincitori assoluti: Sono sicuramente la Russia e la Siria, Vladimir Putin ha pressoché da solo imposto l'ALT alle smanie belliche di Barack Obama, ha rafforzato lo standing internazionale del Cremlino indicando che un nuovo bipolarismo é possibile e persino auspicabile e che il ventennio da 'unica superpotenza' goduto da Washington dal 1991 al 2011 é definitivamente tramontato. Gli sforzi e le spese sostenute per proteggere Damasco e Assad saranno ricompensati/e ampiamente dai contratti che la Siria firmerà in futuro con Mosca e da quelli che arriveranno da altri paese del Terzo Mondo ansiosi di assicurarsi se non l'identico grado di protezione della Repubblica Araba perlomeno uno sguardo benevolo da parte del Presidente Russo.

La Siria temeva un devastante attacco che avrebbe potuto degradare i suoi assetti radar e aerei e lasciarla vulnerabile a ulteriori offese sioniste e magari anche turche o saudite oltre a diminuire il vantaggio tecnologico sui terroristi wahabiti, adesso invece nessuna bomba o cruise a stelle e strisce sembra dover cadere sul paese e si sono guadagnati mesi preziosi per portare a fondo la campagna anti-terrorismo in attesa di una auspicabile vittoria finale. Nuovi radar e sistemi missilistici sono in arrivo da Mosca e serviranno da dissuasori per eventuali 'ritorni di fiamma' di Obama o di Tel Aviv.

Vincitori tattici sono l'Iran e la Cina; l'Iran ha porte spalancate per aumentare il suo aiuto tattico-militare a Damasco, il tutto o quasi grazie agli sforzi di Putin e senza essersi dovuto esporre in prima persona, i guadagni futuri saranno molti; tutto quello che Assad nel dopo-guerra non comprerà da Mosca verrà da Teheran e rafforzerà i già ottimi rapporti bilaterali con la Repubblica Islamica. La Cina si é sentita potenza mondiale, cercata, rassicurata, interpellata per tutta la Crisi e ha preso le misure su come rintuzzare, con elementi militari, politici e diplomatici l'arroganza tardoimperiale Usa...a tutti questi elementi lei può anche aggiungere il potentissimo leverage sul debito pubblico Usa.

Sconfitto tattico: Obama e la sua amministrazione...ansiosi di scendere militarmente in campo contro Assad hanno dovuto rinunciare al piano e ora strillano ai quattro venti che il loro obiettivo era 'mettere in sicurezza' le armi chimiche di Assad (che non sono mai state un fattore sul campo nella sfida tra Esercito siriano e terroristi takfiri) nel tentativo che qualche americano disinformato dell'Iowa ci creda.

Sconfitti strategici: Israele, Arabia Saudita e Turchia...il regime sionista sperava che l'attacco americano desse il 'la' a una continua campagna aerea contro la Siria cui, una volta elimnate le temibili difese antiaeree damascene, potesse partecipare anche la vigliacca aviazione IAF, ma non c'é stato niente da fare, Bandar bin Sultan, principe saudita, aveva 'promesso' il "perfetto casus belli" entro la fine dell'estate, ma i suoi complotti a base di rozzi gas lanciati da missili-bidone sono stati sventati, la Turchia sperava di vedere le proprie azioni rilanciate da una campagna militare antisiriana ma deve ancora una volta masticare amaro.


domenica 30 settembre 2012

Madama Clinton e Barack Obanana "sdoganano" gli assassini MKO: si é 'terroristi' solo fino a quando si dà fastidio a Washington e Tel Aviv!

La Malvagia Strega dell'Ovest e lo Zio Tom Obama, cameriere nero della lobby sionista americana, hanno pronta, con molto anticipo sulla carnascialata 'dark' di "Halloween" la loro ultima pozione velenosa: i due infatti sono riusciti a convincere il Congresso Usa a depennare l'organizzazione MKO dalla lista dei 'movimenti terroristi' redatta dalle agenzie di sicurezza americane.
Come sia possibile dall'oggi al domani togliere la qualifica di 'terrorista' una milizia responsabile della morte di almeno diciassettemila persone (in maggioranza cittadini della Repubblica Islamica dell'Iran) é un mistero per sondare il quale bisogna immergersi nei più profondi e mefitici pozzi di ipocrisia e disonestà intellettuale con cui viene impastata quotidianamente la politica estera dell'imperialismo Usa e sionista. Nata inizialmente come movimento 'progressista' e pseudo-'di Sinistra' in opposizione allo Shah Reza Palhevi (allora burattino favorito di Washington), l'MKO non raccolse mai seguito tra la popolazione iraniana e, dopo la Rivoluzione Islamica, venne cacciata dall'Iran e costretta a rifugiarsi sotto le gonne di Saddam Hussein, che la accolse, la rifornì e la usò come arma nella sua lotta contro Teheran.

Intanto il gruppo si trasformava da milizia politica in una vera e propria "setta" egemonizzata dalle figure ambigue di Massoud Rajavi e di sua moglie Maryam, sua anima nera che spronò i militanti MKO ad atrocità inaudite contro i Curdi nel corso della fallita rivolta anti-Saddam del 1991. Buffo come Saddam per aver gassato qualche centinaio di Curdi sia stato portato alla forca (così si pretende) mentre i suoi macellai dell'MKO che ne hanno sterminato varie migliaia sono oggi ricompensati da Dama Clinton e Barack Obanana!

Ma la memoria imperialista é selettiva al massimo visto che convenientemente omette di ricordare che negli anni '70 gli MKO assassinarono anche sei cittadini statunitensi: il Colonnello Louis Lee Hawkins, ammazzato a Teheran ai tempi dello Scià, i Colonnelli Paul Schaffer e Jack Turner, freddati a raffiche di mitra e i tre impiegati della Rockwell William Cottrell, Donald Smith e Robert Krongard. Ma si sa, nel mondo alla rovescia della Clinton e di Obanana, si é terroristi solo quando si spara contro Washington e Tel Aviv!!
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mercoledì 12 settembre 2012

Hamas, Hezbollah e l'Iran condannano l'offensivo film islamofobo prodotto dalla lobby sionista americana!

L'Occidente corrotto, superficiale e disperato non solo non ha più valori etici o morali, avendoli venduti e sacrificati per il miraggio di una eterna rincorsa all'impossibile appagamento materialista e consumista, ma non riesce nemmeno a tollerare che altre culture e civiltà invece rimangano legate alle loro tradizioni e ai loro valori, sentendo il bisogno di attaccarle, offenderle, sminuirle nel tentativo di sentirsi meno inferiore attraverso l'insulto spacciato come 'libertà di espressione'.
Lo sa bene l'estremista islamofobo Sam Bacile che, raccolti 5 milioni di dollari da finanziatori ebrei appartenenti alla Lobby Sionista che spadroneggia negli Stati Uniti li ha impiegati nella produzione di un film osceno diretto contro la figura del Profeta dell'Islam, la cui distribuzione ha causato scontri e manifestazioni di protesta in tutto il Nordafrica, culminate con l'attacco alla rappresentanza diplomatica Usa di Bengasi dove si sono riportati 4 morti tra cui l'ambasciatore Stevens.
Il Ministro degli affari religiosi di Hamas Ismail Radwani ha denunciato la grave provocazione avvenuta contro la fede e i sentimenti di tutti i musulmani del mondo, invitando l'OIC e altre organizzazioni internazionali islamiche a denunciare i produttori di tale despicabile, odiosa opera. Alaeddin Boroujerdi, Segretario della Commissione Parlamentare per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera della Repubblica Islamica dell'Iran ha dichiarato che il Presidente Usa Obama dovrebbe chiedere ufficialmente scusa a tutti i musulmani per le azioni sconsiderate di Bacile e dei suoi finanziatori sionisti. Una condanna ferma e risoluta per l'azione offensiva é arrivata anche dall'Ufficio stampa di Hezbollah che ha definito la produzione e la distribuzione del filmato come "la vera dichiarazione dell'atteggiameno americano e sionista contro la cultura e la religione musulmana".
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venerdì 22 giugno 2012

Putin e Lavrov chiariscono le idee a Obama: "Dimissioni di Assad? Ma nemmeno per sogno!!"

Ennesimo colpo di 'knut' quello rifilato dai rappresentanti del Cremlino alle fantasie Obamian-Clintoniane di "Regime Change" in quel di Damasco, dove, secondo i piani architettati dall'inquilino nero della Casa Bianca e dalla 'Strega dell'Ovest' Madama Clinton l'abbattimento del popolare presidente siriano dovrebbe fare da prologo alla spaccatura del paese in tanti staterelli in perenne tensione tra loro da poter mettere l'uno contro l'altro secondo le esigenze imperialistiche del momento. Nel corso dell'ultimo G20 in Baja California il Presidente Putin avrebbe messo molto chiaramente il 'collega' Obama di fronte alla consapevolezza che "non si può nemmeno parlare" della ventilata 'Soluzione Yemenita', ipotizzata dalla Casa Bianca che vedrebbe Assad costretto alle dimissioni e all'esilio come lo é stato il burattino di Washington e Riyadh a Sanaa, Ali Abdullah Saleh. In effetti Obama dovrebbe 'ricordarsi' che Saleh era contestato ogni settimana da milioni di suoi ex-sudditi che riempivano le piazze della capitale dell'ex-Arabia Felix, di Taizz e di Aden, mentre Assad le piazze le riempe sì, ma coi suoi sostenitori, non coi suoi contestatori. "Ogni ipotesi di rimozione 'negoziale' del Presidente Assad" ha puntualizzato in seguito il Ministro degli Esteri di Mosca Lavrov "E' irrealizzabile perché non si può chiedere a un leader che é stato appena confermato dalla massiccia partecipazione popolare al referendum e alle elezioni politiche da lui indette di abbandonare il proprio posto; nonostante tutti i loro pregiudizi e tutta la loro propaganda anti-Assad gli americani e gli occidentali devono venire a patti con la realtà: Assad é sostenuto dalla maggioranza assoluta dei siriani che vedono con maggior favore qualunque opzione con lui al potere rispetto a qualunque opzione che lo veda esautorato del suo ruolo!".
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domenica 25 marzo 2012

Altri dieci civili morti e 25 feriti in Somalia dopo l'ennesimo attacco aereo keniota!


Nel 'meraviglioso' mondo regalatoci dall'arroganza imperialista e neocolonialista i 'diritti umani' non valgono per tutti gli esseri umani, ma soltanto per certe speciali categorie care alle elìte di parassiti che manovrano i malati e distorti meccanismi del capitalismo e dello sfruttamento: uccidete un americano, un europeo o un sionista e tutto il formidabile arsenale mediatico del 'libero occidente' si scatenerà in una ridda di starnazzamenti assordanti, anche se l'ucciso era un soldato invasore in Irak o in Afghanistan o un occupante in Palestina, magari impegnato a fare il tiro a segno sui bambini di Gaza o di Cisgiordania (del resto, se riescono a far passare per 'vittima innocente' Gilad Schalit, catturato da dentro il carro armato su cui si preparava a irrompere nella Striscia assediata...), sterminate dozzine o centinaia di afghani, palestinesi, irakeni o africani e nessuno muoverà un muscolo o emetterà fiato...per queste categorie vale il refrain del 'refugee blues' di W.H. Auden.

Una nuova prova in tal senso ci é stata offerta oggi dall'aviazione keniota che, bombardando con i suoi F-5 la periferia della cittadina di Fafadun tra venerdì e sabato é riuscita 'eroicamente' a mandare all'altro mondo dieci civili e a mutilarne e straziarne un numero più che doppio, tra cui molte donne e numerosi bambini, i più gravi dei quali sono stati ricoverati nell'ospedale di Bardhere, come ha confermato ai microfoni di PRESSTV, l'emittente iraniana di lingua inglese il residente locale Mohamed Farah.

Il Kenya, insieme all'Etiopia ha entusiasticamente preso sul serio il ruolo di 'ascaro' dell'occidente imperialista, non esattamente ansioso di ripetere la debacle e l'imbarazzo di 'Restore Hope' e 'Black Hawk Down' e, per compensare le gravi perdite inflitte ai suoi contingenti terrestri dagli audaci e abili guerriglieri musulmani Al-Shabaab ricorre spesso agli attacchi aerei, ottenendo sempre lo stesso risultato: stragi di civili. Le truppe etiopiche invece hanno cercato di manovrare di concerto con una controparte somala, rappresentata non dalle inconsistenti forze 'governative' (che non controllano nulla se non la capitale Mogadiscio e un po' di territorio circostante) ma con la milizia filogovernativa Ahlu Sunna.

Secondo quanto dichiarato da portavoce degli Ahlu Sunna forze militari etiopiche sostenute da circa 45 veicoli si sarebbero spinte fino alla cittadina di Guriel, nella regione di Galgadud, a 300 Km a Nord di Mogadiscio. Guriel, insieme a Dhusamareb e Abudwaq costituisce uno dei vertici di un triangolo di località finora rimaste terreno di contesa tra la guerriglia Al-Shabaab e la milizia filogovernativa.
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giovedì 22 marzo 2012

Altri 37 civili somali massacrati dai cacciabombardieri kenioti "coperti" da Obama e Netanyahu!


Gli antiquati cacciabombardieri F-5 dell'aeronautica di Nairobi, i cui meccanici e tecnici non riescono mai nonostante i più titanici sforzi al riguardo a mantenere più di 15-18 in assetto di volo in ogni determinato periodo di tempo, sono tornati (purtroppo) a seminare la morte in Somalia, paese verso il quale il Kenya esercita ormai la più completa discrezionalità nel portare attacchi militari che si risolvono puntualmente nel massacro di dozzine di civili, fidando che nessuna iniziativa o sanzioni internazionale potrà mai colpire il Governo di Raila Odinga, vista la protezione accordatagli da Benji Netanyahu e Barack 'Nobel per la Pace' Obama, ambedue interessati a espandere i loro tentacoli in terra africana.

Secondo le testimonianze di sopravvissuti quattro apparecchi militari con le insegne keniote avrebbero bombardato nella giornata di ieri la cittadina di Diff, lungo il confinte Somalia-Kenya, causando la morte (a seconda della fonte del bilancio) di un numero variabile tra le 35 e le 40 persone. Ovviamente a nulla servono le rassicuranti pretese di Nairobi di 'avere preso di mira strutture e personale dei militanti Al-Shabab'; quando la propria forza aerea é composta da apparecchi residuati degli anni '60, progettati per essere venduti alle dittature amiche di Washington (Vietnam del Sud, Turchia, Grecia, Spagna, Portogallo, Sudkorea, Filippine...) e le armi usate sono rudimentali bombe a caduta libera, la messe di cadaveri é garantita essere costituita quasi completamente da civili!

Il Kenya, forte del sostegno delle potenze arroganti dell'imperialismo occidentale e sionista, é impiegato dallo scorso ottobre in operazioni militari sempre più in profondità nel territorio somalo ma alle sue iniziative fanno da contraltare le reazioni e al crescente resistenza dei guerriglieri musulmani Al-Shabab e la montante ostilità anche del Governo centrale di Mogadiscio che, pur controllando un limitato numero di province attorno alla capitale, non é affatto felice di vedere truppe straniere dettare legge ed occupare militarmente quello che rimarrebbe pur sempre territorio somalo.
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domenica 18 marzo 2012

Gli 'askari' kenioti di Obama e Netanyahu fanno un'altra strage di civili in Somalia, nel disinteresse dell'Occidente ipocrita e codardo!


Vetusti cacciabombardieri F-5 in forza all'aeronautica di Nairobi hanno compiuto ieri l'ennesimo massacro di civili somali inermi nella regione meridionale del paese, colpendo con bombe a caduta libera il villaggio Daytubako, 135 Km a Nord di Kismayo a più riprese nel corso della giornata; ai microfoni della televisione iraniana in lingua inglese PRESSTV il residente del luogo Ali Mohamed ha dichiarato di aver personalmente visto i cadaveri di cinque pastori nei pressi di un pozzo dal quale stavano attingendo acqua per i loro armenti. Altre sei vittime si lamenterebbero in parti diverse del villaggio.

Nonostante la pretesa del governo Keniota di avere "preso di mira basi e strutture delle milizie Al-Shabab" l'estrema obsolescenza degli aerei impiegati e l'uso di munizioni non-guidate rende tale rivendicazione totalmente velleitaria e inattendibile; stragi di civili avvengono anche quando a colpire sono i sofisticatissimi droni e bombardieri dei suoi padrini Obama e Netanyahu che utilizzano razzi e bombe a guida laser, televisiva e satellitare...figurarsi quando l'attacco é portato con un aereo del 1962 che sgancia bombe alla "ndocojocojo", non più sofisticate di quelle lanciate nella Seconda Guerra Mondiale.

Nonostante la ferma contrarietà del 'Governo ufficiale' di Mogadiscio, che controlla solo una limitata porzione di territorio somale attorno alla devastata capitale, il Kenya continua a compiere incursioni aeree e a mantenere truppe di occupazione oltre il confine, forte dell'appoggio di Usa, Israele, Francia e altre potenze arroganti dell'imperialismo occidentale, che hanno interesse a fomentare guerre e instabilità in Africa per poterne meglio sfruttare al minimo costo le immense risorse minerarie, agricole e idriche.
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martedì 6 marzo 2012

Non contenti della strage di domenica jet kenioti colpiscono ancora la Somalia del sud!


Vetusti cacciabombardieri F-5 di fabbricazione americana, in forza all'Aviazione keniota, hanno colpito diversi obiettivi attorno alla cittadina somala di Diff, gettando nel panico la popolazione locale e dando il via all'ennesimo esodo di abitanti in un paese già da mesi alle prese con un gravissimo problema di profughi e rifugiati interni per gli effetti della carestia, delle inondazioni e delle azioni militari straniere.

Un residente della cittadina somala, Ahmed Muse, intervistato dai reporter della stazione iraniana PressTV ha dichiarato che quattro apparecchi kenioti abbiano lanciato bombe a caduta libera e raffiche di cannoncino attorno all'abitato, a più riprese: "Le esplosioni si sono succedute per circa un'ora, ma ancora non é chiaro quanti danni e quante vittime hanno causato". Secondo altre testimonianze centinaia di soldati kenioti, dopo la fuga della popolazione da Diff, sarebbero entrati nella città abbandonandosi al saccheggio e alle violenze.

Solo lo scorso week end un altro attacco aereo keniota aveva causato dozzine di vittime tra la popolazione civile; il Governo centrale di Mogadiscio sarebbe contrario alle ingerenze militari di Nairobi sul suo territorio, ma non ha i mezzi, la forza o l'autorità per difendere la propria sovranità di cui i 'padrini' dell'avventurismo militare keniota (Barack Obanga, Netanyahu e Sarkò) lasciano comodamente e discretamente disporre al Presidente keniota Mwai Kibaki e al Premier Raila Odinga.
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venerdì 2 marzo 2012

Gli scagnozzi kenioti di Obama, Netanyahu e Sarkozy uccidono 30 civili somali con un bombardamento aereo!


Vecchi caccia F-5 dell'aviazione militare keniota hanno sganciato bombe a caduta libera presso Burdhubo, su quelle che credevano essere "Posizioni dei guerriglieri musulmani Al-Shabaab", 60 Km a Sud-Ovest della cittadina somala di Bardhere, nella Regione di Gedo, finendo invece per massacrare una trentina di abitanti civili della zona, secondo quanto riportato dalle fonti ufficiali degli Al-Shabaab, riprese e confermate dalla tv iraniana in lingua inglese PressTV.

Il Governo keniota cerca di negare la strage e pretende di avere colpito un "obiettivo militare" ma questa volta a smentirlo non sono soltanto i guerriglieri musulmani (che potrebbero avere le loro ragioni a nascondere le loro perdite e invece denunciare morti di civili) ma persino il portavoce del Governo di Mogadiscio nella zona! Infatti il Governo del Presidente Sheik Sharif Sheik Ahmed, che pure lotta contro gli Al-Shabaab per riguadagnare il controllo del territorio é fortemente contrario alle ingerenze keniote in Somalia, alla presenza di truppe di Nairobi sul suo territorio e, ovviamente, agli attacchi e bombardamenti lanciati "a casaccio" che puntualmente si trasformano in stragi di civili.

Ma ovviamente, nel perverso mondo dell'imperialismo colonialista occidentale la voce del legittimo Governo somalo conta poco paragonata al sostegno che Usa, Israele e la Francia filosionista dell'oriundo Sarkozy tributano al Kenya, consentendogli di fare il bello e il cattivo tempo in casa d'altri con la comoda scusa della "lotta al terrorismo"; intanto le donne e i bambini somali continuano a crepare a dozzine sotto i raffinati missili 'hellfire' dei droni di Obanga, Bresidende della Gasa Bianga, oppure sotto le meno 'avanzate' bombe non guidate dei jet di Nairobi.
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lunedì 16 gennaio 2012

Gli askari kenioti del 'Nobel per la Pace' Obama ammazzano sette bambini somali con i loro bombardamenti!


Attacchi aerei kenioti contro Jilib, cittadinia a Sud della strategica località costiera di Kismayo, condotti senza la minima attenzione alle norme e alle convenzioni che 'dovrebbero' sperabilmente regolare le attività e le azioni militari in zone a forte presenza di civili sono risultati, nella giornata di ieri, nella morte di sette bambini, dilaniati dalle bombe a caduta libera scaricate con nonchalance dai malamente addestrati piloti di Nairobi a bordo dei loro vetusti F-5, il cacciabombardiere sviluppato negli anni '60 dalla Northrop per essere venduto alle dittature clienti di Washington (Cina nazionalista, Sudkorea, Filippine, Turchia, Grecia, Spagna e altri regimi autoritari sudamericani e africani).

Testimoni locali hanno riferito ai reporter e agli inviati delle ONG umanitarie che altre dozzine di persone sarebbero rimaste ferite negli attacchi, che si sono scaricati contro zone della città assolutamente prive di presenza degli Al-Shabaab, i guerriglieri musulmani che si oppongono agli interventi militari stranieri in Somalia. E' da ottobre che, come fedeli 'milizie coloniali' degli interessi imperialisti americani e israeliani le truppe Keniote hanno violato il confine meridionale somalo, cercando di avanzare nello stato del Corno d'Africa, ma subendo agguati e sconfitte a ripetizione da parte dei combattenti somali abituati a condurre una guerriglia 'mordi e fuggi' tra savane e pianure.

Nel tentativo di equalizzare la situazione il comando keniota fa spesso ricorso alla forza aerea (una delle più antiquate e peggio addestrate d'Africa, che si ritiene non sia in grado di allineare più di 18 apparecchi in condizioni operative in qualunque momento) ma la mancanza di intelligence precisa, il cattivo stato degli aerei e l'uso pressoché esclusivo di rudimentali bombe a caduta libera (sembra infatti che il mezzo keniota 'Nobel per la Pace' Barack Obama sia meno che generoso quanto aiuti militari ai suoi compatrioti) risultano quasi sempre in tragedie come questa, dove a pagare il prezzo più alto sono sempre civili somali innocenti.
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giovedì 12 gennaio 2012

Human Rights Watch denuncia: "Saccheggi, stupri, violenze, ecco come i 'liberatori' kenioti martirizzano la Somalia e i suoi abitanti!"

Come mostra eloquentemente questa foto, l'esercito keniota é stato addestrato dagli Usa, nell'ambito della loro campagna imperialista contro l'Africa Nera: chissà se l'addestramento ha incluso anche lo stupro e la tortura?
 La fanfara filoimperialista che cerca col suo frastuono assordante (scandito al tempo dettato da Washington e Tel Aviv) di confondere e soffocare le voci critiche contro lo scempio dell'Africa orchestrato e portato avanti dall'inquilino nero della Casa Bianca e dalla leadership israeliana pretende che a muovere le truppe di invasione keniote che nelle ultime settimane si sono spinte in territorio somalo sia la necessità di 'proteggere' gli abitanti di quella sfortunata nazione (nel caos da oltre 20 anni) dagli 'eccessi' dei perfidi e crudeli 'fondamentalisti islamici' che avrebbero (udite udite!) l'assurda pretesa di organizzare la vita e la società di quel paese attorno alla religione che da secoli e secoli ne ha rappresentato la forza culturale e sociale unificante par excellance.

Incredibile arroganza di questi 'islamici', che pretendono di vivere rispettando la loro Storia e le loro tradizioni!

Ovviamente si faticherebbe a trovare traccia di qualsivoglia preoccupazione "umanitaria" nei confronti della popolazione somala se ci si prendesse la briga di leggere e studiare per intero il rapporto pubblicato dall'ONG Human Rights Watch riguardo la condotta delle truppe di Nairobi in Somalia e nei confronti dei campi di profughi e rifugiati somali espatriati oltreconfine, ma anche cittadini kenioti a tutti gli effetti facenti parte di etnie somale, che sono tutt'altro che rari sulla zona del confine nordorientale tra i due Stati.

Il rapporto testimonia fatti avvenuti da ottobre 2011 fino a pochi giorni fa e segnala casi di: "saccheggi, stupri, violenze, pestaggi, arresti arbitrari e torture". Nelle parole di Daniel Bekele, Direttore di HRW per l'Africa:"Quando si raccolgono dozzine di testimonianze riguardanti pestaggi e violenze commesse dalle forze militari keniote in pieno giorno e di fronte a testimoni si ha la prova certa che tali comportamenti non siano aberrazioni individuali, ma anzi, costituiscano una prassi di comportamento".

I peggiori abusi sarebbero avvenuti presso il campo profughi di Dadaab, che ospita quasi mezzo milione di persone.
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mercoledì 11 gennaio 2012

Controffensiva dei guerriglieri Al-Shabaab contro gli aggressori Kenioti spalleggiati da Obama e Netanyahu: 18 invasori eliminati!


Una vasta serie di operazioni controffensive ha visto impegnate le milizie musulmane Al-Shabaab che si oppongono armi in pugno all'invasione keniota ordinata dal "Nobel per la Pace" Barack Obama e da Benji Netanyahu, nel quadro dell'offensiva sionista contro l'Africa nera per piegarla ai voleri di Tel Aviv. Secondo quanto diffuso dagli stessi Al-Shabaab tramite il loro account Twitter e quanto osservato direttamente sul terreno da membri di ONG internazionali e cronisti dei media teatro degli scontri sarebbero state le località di Taabta e Qoqani, nella regione del Giuba Inferiore.

L'attacco degli Al-Shabaab avrebbe avuto tutte le caratteristiche di un'operazione di guerriglia da manuale, con mine e cariche esplosive che sarebbero state fatte detonare al passaggio di un convoglio di trasporti-truppe Kenioti; una volta fatti divampare gli esplosivi i combattenti Al-Shabaab sarebbero emersi dal 'bush' scaricando lanciarazzi, mortai e mitragliatrici sui superstiti confusi e scossi, menandone letteralmente strage. Almeno 18 soldati di Nairobi sarebbero rimasti sul terreno ma ad essi dovrebbero aggiungersi numerosi collaborazionisti somali, 'guide' e altri fiancheggiatori.

Questa versione dei fatti é stata diffusa dall'ufficiale della guerriglia Sceicco Abukar Ali Aden. Secondo quanto riferito dal portavoce governativo Mohamed Dahir Afrah gli Al-Shabaab avrebbero anche fatto uso di razzi da battaglia e artiglierie leggere. Da quanto finora noto, invece, non dovrebbero essere presenti, tra le vittime "istruttori militari" o "osservatori" americani, francesi o israeliani, come era stato riferito in un primo momento, subito dopo l'attacco.
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domenica 8 gennaio 2012

Il "Nobel per la Pace" Obama massacra 30 civili somali con i suoi robot-assassini!


Era una bella casa, con cani e bambini.
Ti ricordi, Raúl? Ti ricordi, Rafael?
Federico, ti ricordi, ora che sei sottoterra,
ti ricordi della mia casa balconata,
dove la luce di giugno ti soffocava la bocca di fiori?
Fratello, fratello!
Tutto era gran voci, sale di mercanzie,
mucchi di pane palpitante,
mercati del mio rione di Argüelles, con la sua statua
come una seppia pallida tra i merluzzi:
l'olio era versato nel cucchiaio,
un profondo brusìo
di mani e piedi riempiva le strade,
metri, litri, acuta essenza della vita,
pesci accatastati,
intreccio di tetti nel freddo sole,
dove la freccia s'affatica,
fino avorio delirante delle patate,
pomodori in fila, in fila fino al mare.

E una mattina tutto era in fiamme,
e una mattina i roghi uscivan dalla terra,
divorando esseri, e da allora fuoco,
da allora polvere da sparo,
da allora sangue.
Banditi con aerei e con mori,
banditi con anelli e duchesse,
banditi con neri frati benedicenti,
arrivavan dal cielo a uccidere bambini,
e per le strade il sangue dei bambini,
correva semplicemente, come sangue di bambini.
Sciacalli che lo sciacallo schiferebbe,
sassi che il cardo secco sputerebbe dopo morsi,
vipere che le vipere odierebbero!

Pablo Neruda - "Spagna nel Cuore" (1938)
 
Sono trenta i civili somali che hanno avuto l' "onore" di venire ammazzati dal vincitore di un Nobel per la Pace, il mezzo keniota inquilino nero della Casa Bianca Barack Obama, fatti saltare in aria a brandelli dai missili hellfire e dalle bombe guidare scaricate sul povero sobborgo di Kisimayo chiamato Kuda, a 500 Km dalla capitale somala Mogadiscio, dai robot-terminator dell'Impero a stelle e strisce che (sarà anche vero) si appresta a tagliare 500 miliardi di dollari dalle spese militari, ma qualche 'spicciolo' per sterminare qualche africano lo riesce pur sempre a trovare.

Sono ben undici gli edifici di Kuda totalmente distrutti dal "raid" dei droni americani, che si sono avvicendati sugli obiettivi in un vero e proprio carosello infernale a paragone del quale i bombardamenti a tappeto nazisti del 'Blitz' e persino i lanci di V-1 e V-2 sfigurano fin quasi a scomparire, ma non aspettiamoci una Norimberga per Obama, e nemmeno una menzione o una censura da parte di Ocampo e della Corte Criminale Internazionale, che serve anzi a colpire coloro che i 'democratici' bombardamenti yankee (vedi Milosevic e Karadzic) li hanno subiti, non chi li commissiona!
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mercoledì 21 dicembre 2011

La nuova frontiera digitale conquista anche il Corno d'Africa: i guerriglieri Al-Shabaab "cinguettano" su Twitter!


Ovviamente i combattenti musulmani che si oppongono da anni alle mire espansionistiche americane, francesi e israliane contro la loro patria (a cui concorrono come 'askari' locali Etiopi e Kenioti), non posteranno certo i commenti dalle savane e dai pianori del Somaliland su qualche smartphone (con il rischio di venire intercettati e bombardati da qualche drone americano o sionista), ma, tuttavia, l'apertura di un canale twitter ufficiale da parte del movimento somal di resistenza é una notizia significativa, che testimonia della pervasività del Web 2.0 anche a latitudini che fino a pochi anni fa sarebbero state naturalmente considerate come 'ai confini del mondo'.

I 'tweet' degli Al-Shabaab, che finora raccolgono circa 5,000 follower, sono in inglese, fatto che accresce la loro visibilità internettiana e dimostra come il profilo non sia stato pensato per l'uso all'interno del movimento, ma piuttosto come 'finestra' mediatica sull'esterno. Twitter, che fa capo a una compagnia di San Francisco, non ha voluto commentare l'evento, nonostante diversi operatori dei media abbiano cercato di 'estorcere' una dichiarazione ufficiale al portavoce della società Matt Graves.

E' da ottobre 2011 che il Governo del Kenya ha inviato truppe oltre il confine somalo su 'ordine' della Casa Bianca del mezzo keniota Obama; il Governo somalo riconosciuto all'ONU, guidato da Sheik Sharif Sheik Ahmed ha dichiarato di considerare 'illegittima' questa avventuristica spedizione militare, sostenuta anche dalla Francia e da Israele.

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martedì 13 dicembre 2011

"Dirty Dick" Cheney, ex-"Numero Due" della Casa Bianca cerca di incolpare Obama per la debacle del drone!


Personificazione incarnata dei livelli di miseria e ipocrisia a cui é scaduto in Occidente (e peggio, nel Paese che 'meglio' dovrebbe incarnare i valori e gli ideali della civilità capitalista anglosassone) il discorso politico e l'approccio alla Cosa Pubblica, l'ex-Vicepresidente repubblicano Richard 'Dick' Cheney ('secondo' di Goerge Bush jr dal 2000 al 2008, già Ministro della Guerra sotto il di lui padre nel 1988-92, 'Grande Stregone' dell'ala più oltranzista del Partito Repubblicano) ha cercato di mettere il suo nuovo "Commander in Chief" Barack Obama sulla graticola, accusandolo di "aver gravi responsabilità nella più grave sconfitta spionistico-diplomatica degli Usa da decenni a questa parte".

Perdonaci "Dirty Dick" Cheney, ma a noi sembra di ricordare che la più grave sconfitta degli Usa negli ultimi decenni siano stati gli attacchi alle Torri Gemelle, avvenuti proprio durante il primo mandato, quando era ancora 'fresco di nomina'; forse Cheney non la considera una sconfitta perché la demolizione del simbolo dello skyline newyorchese é stata strumentale a lanciare il paese nella "psicosi da guerra" necessaria a fargli accettare la riduzione delle Libertà Civili, la creazione di un colossale e incontrollabile "Stato di Polizia" e le avventure bellico-coloniali in Afghanistan e in Irak che ne sono seguite?

Inoltre, "Dirty Dick", permettici di ricordarti che le debacle spionistico-diplomatiche non partono dalla Casa Bianca, nemmeno se la missione di invasione delle spazio aereo iraniano fosse stata ordinata da Obama in persona; i Presidenti degli Usa (tu dovresti saperlo bene) hanno consiglieri per la Sicurezza nazionale, consiglieri militari, e questi si rifanno alle valutazioni, alle stime e alle proiezioni suggerite loro dalle agenzie rilevanti (CIA, Pentagono, NRO, NSA, etc...) gli ufficiali e i dirigenti di tali servizi non nascono e non muoiono con i Presidenti, anzi, fanno carriere pluridecennali; contando quanto tempo ci voglia a un 'pundit' spionistico-militare a percorrere la strada tra il fondo della valle e la vetta del potere é molto probabile che coloro che avranno (mal) consigliato Obama sull'opportunità di effettuare una simile 'ricognizione strategica' sopra la Repubblica Islamica siano stati nominati dal tuo vecchio principale George Bush Sr. quando era capo della CIA, oppure vicepresidente di Reagan, oppure ancora Presidente degli Usa con te come Ministro della Difesa!

Quindi, non ti ostinare a puntare il dito contro Obama, che, per parte sua, ha molte e gravi colpe ma certo non questa. La colpa della debacle è una colpa collettiva, che si riflette nell'avere un servizio di spionaggio elefantiaco, sclerotizzato, miope e impreciso nelle valutazioni e lento e goffo nelle risposte. Un servizio di spionaggio efficiente avrebbe tenuto in debita considerazione la recente epidemia di "malware" e di virus informatici nonché quella di "cadute improvvise" che ha colpito i vostri droni in Africa Orientale, la avrebbe messa in relazione con le frequenti visite in Somalia di esponenti iraniani e con la diffusione contemporanea di pacchetti e software di disturbo elettronico e hackeraggio 'Made in China' mirati proprio contro i vostri UAV, avrebbe tenuto ancora più conto della recente vendita da parte russa dei jammer elettronici 'Avtobaza' agli iraniani e, messe insieme le cose alla 'due più due' avrebbe capito che una penetrazione profonda dei cieli iraniani era altamente sconsigliabile e qualunque ricognizione con droni sarebbe stata da limitare ai margini del confine con Afghanistan e Pachistan, dove, se poi il 'Sentinel' fosse caduto lo si sarebbe potuto spiegare come 'guasto del sistema di navigazione' durante una missione contro guerriglieri afghani o baluci.
"Almeno questi pagliacci repubblicani non controllano niente ora come ora", "Ehi, quello é il Governatore del Texas...".
Un servizio di spionaggio efficiente avrebbe consigliato di limitare le attività sull'Iran a ricognizioni satellitari e raccolta di dati sul terreno con agenti umani; ah, aspetta, ci ricordiamo adesso che questo non lo potete fare perché il controspionaggio di Teheran ha demolito la vostra rete di agenti persiani arrestandone una trentina e rendendo noti volti e nomi convenzionali dei loro contatti e dei loro 'handler'. Vedi Dick, più si va a fondo nella cosa e più emergono particolari imbarazzanti che dimostrano che la colpa é anche tua e dei tuoi sodali e compagni di lobby e di partito. Quindi, anche se il Partito Repubblicano si é ridotto a un caravanserraglio di fenomeni da baraccone come Newt Gingrich e Michelle Bachmann, che probabilmente non riusciranno a impedire un secondo mandato di Obama nemmeno con la stato di prostrazione e debolezza in cui si trova ora, faresti meglio a trovare altri modi per cercare di far finta di aver qualcosa da dire o, in alternativa, potresti tornare a dar la caccia alle quaglie, posto di riuscire a trovare qualcuno che si fidi a starti vicino mentre hai un fucile a pallettoni in mano.
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lunedì 12 dicembre 2011

Gli Al-Shabaab portano la guerra in casa degli invasori: duplice attacco esplosivo oltre la frontiera keniota!


Il Kenya comincia a pagare il prezzo della sciagurata scelta politica dei suoi leader, che hanno deciso di trasformare il loro territorio nel retrofronte e nella base-appoggio dell'aggressione US-raleiana contro la Somalia, portata avanti con increbidile cinismo dal noto criminale di guerra Shimon Peres (una vita passata ad attentare alla pace, prima in Medio Oriente, ora anche in terra africana) e da Barack Obama, improvvidamente insignito del 'Nobel per la Pace' da una Accademia di Svezia che doveva esserci andata giù pesante con la "Absolut".

I guerriglieri musulmani Al-Shabaab, infatti, pur non equipaggiati o addestrati come i militanti di Hamas o di Hezbollah, stanno mostrando che quanto loro manca in training o in materiél sono più che disposti a compensarlo con dosi extra di ardimento, dedizione e ingegno; esemplare, a tal riguardo, la duplice operazione di attacco con esplosivi portata a termine ieri a Mandera e ad El-Wak, che ha colpito, rispettivamente, un distaccamento di Polizia Militare e un convoglio dell'Esercito che da Wajir stava puntando, appunto, sulla cittadina di El-Wak. Entrambe le località si trovano dalla parte Keniota del confine.

Prontamente, i portavoce degli Shabaab si sono fatti avanti rivendicando entrambe le operazioni, indicando come le tecniche di attacco siano state ardite e sofisticate (tutti e due gli esplosivi sono stati attivati a distanza mediante segnali di cellulari modificati) e come gli attacchi dimostrino che l'Esercito keniota non sia in grado di impedire ai guerriglieri somali di operare a loro piacimento oltreconfine. Gli Al-Shabaab hanno anche negato che nel secondo attacco siano stati feriti soltanto due soldati ma che, da quanto osservato da loro subito dopo l'esplosione, il numero delle vittime fosse "almeno" di nove se non più.


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