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martedì 6 novembre 2018

Suleiman Kahani / Paolo Marcenaro ringrazia i dossieratori..."Sparlate, sparlate, qualcosa resterà!"

Omuncoli.

Pensano di infastidirmi?

Pensano di spaventarmi?

Pensano di darmi qualche problema?

Come gli imbelli che vengono a disturbare nelle colonne dei commenti, questi omiciattoli mi fanno solamente ridere.

Vadano a raccontarlo al Partito del Lavoro messicano quanto di "Estrema Destra" era SOCIALISMO PATRIOTTICO, organizzazione che mi sono pregiato di RAPPRESENTARE due anni e mezzo fa al congresso internazionale “I Partiti e una Nuova Società” durante la quale mi sono incontrato con esponenti cubani, venezolani, nordkoreani, vietnamiti, russi e palestinesi (DFLP).

giovedì 24 agosto 2017

La Marina Indonesiana si impegna a collaborare con quella iraniana! (Aspettatevi altre campagne 'ecologiche' contro l'Olio di Palma!)

Incontrando la propria controparte indonesiana, Ammiraglio Ade Subpandi, il Comandante in capo dell'IRIN, Contrammiraglio Habibollah Sayyari, ha caldeggiato l'incremento e l'approfondimento della cooperazione irano-indonesiana nei campi delle manovre navali congiunte, nello scambio di know-how ed esperienze tecniche (specie in campo elicotteristico e dell'operazione di droni in ambito navale) e nella promozione delle relazioni per una più sicura ed efficace cooperazione contro i fenomeni del contrabbando, del terrorismo e della pirateria (spesso collegati tra loro).

giovedì 27 novembre 2014

Lo straccio sionista di De Benedetti nel mirino degli abilissimi hacker di Assad!!

Nel corso dei nostri quattro anni di attività non abbiamo mai cessato di denunciare ai nostri lettori lo schifo a mezzo stampa rappresentato da "Repubblica", straccio sionista dell'Ebreo svizzero De Benedetti, che fa soldi spacciando lercia propaganda a Sei Punte in Italia e poi portando i soldi del maltolto nei forzieri delle banche elvetiche.

Non esiste infamia, non esiste menzogna che quel fetido mattinale da sinagoga non sia in grado di diffondere: menzogne sull'Iran, glorificazione dei takfiri pagati da Qatar, Mossad, CIA e Sauditi, mistificazione sulle operazioni di Resistenza dei Palestinesi oppressi e occupati, propaganda filo-gay e filo-gender, "pezzi" (non vogliamo dire di che cosa) pro-Renzi e pro-UE (letali quanto la vulgata omosessualista), tonitruante propaganda olocaustica, leccate di piedi e di altre parti anatomiche dell'inquilino negro della Casa Bianca, buonismo immigrazionista, insomma, lo schifo più totale.
Adesso siamo FELICI di riportare che gli hacker siriani di "Syrian Electronic Army" hanno colpito "di rimbalzo" il sionista De Benedetti, ovviamente tale verme é al di sotto della loro attenzione ma mettendo offline i server della società sionista 'Gigya' hanno mandato a gambe all'aria le sezioni 'commenti' del quotidiano.

Questo perché De Benedetti segue la ricetta eterna del 'Popolo Eletto': VENDI A TUTTI E COMPERA SOLO DA ALTRI EBREI. Per il suo schifoso foglio da latrina anziché dare lavoro a compagnie informatiche italiane egli preferisce fare 'outsourcing' e far gestire la meccanica della pagina web di Repubblica ai suoi compagni di sinedrio.

ITALIANI, DIFENDETEVI!

lunedì 2 maggio 2011

Quanto fa schifo il giornalismo italiano: Mentana su La7 cerca di accostare Hamas a Bin Laden


Enrico Mentana, il riccioluto 'giornalista' che dopo aver cantato le lodi di Berlusconi per circa quindici anni al TG5 si é accorto di quanto arrogante e antidemocratico fosse il suo datore di lavoro soltanto quando gli ha dato il benservito e lo ha pedonato fuori dagli studi mediaset non é precisamente un esempio di specchiata deontologia professionale in materia d'informazione.

Pure, esistono dei limiti che quando vengono superati, persino da un figuro come lui, portano istantaneamente lo spettatore criticamente informato a essere colto da nausea e conati di vomito. Il nostro 'riccetto' li ha travalicati stasera quando, nel bel mezzo del "battitamburo" inscenato per celebrare la morte di Osama Bin Laden, affermata e rivendicata dalla Casa Bianca, dal suo nuovo cadreghino rimediato a "La7", ha avuto la bella pensata di cercare di presentare il Premier del legittimo Governo palestinese (espresso da Hamas) come un 'fan' del presunto defunto.

Passando in rassegna le "possibili conseguenze" della pretesa morte del capo di Al-Qaeda 'riccetto' ha mescolato in un calderone unico le possibili rappresaglie di cellule qaediste, fantomatiche quanto nebulose 'ripercussioni nei paesi arabi scossi dalle recenti rivoluzioni' (così si comincia a inculcare nei cervelli degli italiani che le rivoluzioni arabe facevano comodo a Bin Laden!) e poi, dulcis in fundo ci ha infilato anche la Striscia di Gaza dove, secondo lui, il Primo Ministro di Hamas avrebbe definito Bin Laden "un sant'uomo"!!!

Sappiamo che Mentana fa parte della nota cabala di 'giornalisti' (parole grosse) occidentalisti e filosionisti che controlla ormai il 99% dell'informazione o meglio, della disinformazione, dello Stivale e che unisce in un grande "correntone" bipartisan "Libero", "Il Giornale", "La Repubblica", "La Stampa", "L'Unità", il "RaiTG24" e il "TG La7" ma ci aspettavamo qualcosa di meglio da uno che, almeno per frequentazione, qualcosa di giornalismo dovrebbe averlo imparato.

Come si sia sognato "riccetto" di cercare di tirare per la manica Ismail Hanyieh e Hamas nelle fila filo-qaediste é totalmente inspiegabile: Bin Laden era un integralista saudita dedito al wahabismo più intransigente che voleva la jihad militare e terroristica continua e completa contro tutto e contro tutti fino alla conversione o allo sterminio di ogni infedele e alla creazione di un califfato planetario, Hamas é un movimento politico di ispirazione musulmana che vuole la liberazione della Palestina storica, che lotta (anche militarmente quando necessario) contro coloro che l'hanno invasa e occupata (e non contro nessun altro) e che, quando ha ottenuto il potere per via legittima e democratica ha sempre rispettato i diritti delle minoranze che si trovavano sotto la sua amministrazione. Praticamente, accusare Hamas di 'stare con Bin Laden' sarebbe come accusare un socialista di Polpottismo (trucco molto usato da Berlusconi, evidentemente 'riccetto' non ha scordato le lezioni impartitegli dal vecchio padrone).

E distinzioni politico-ideologiche a parte, forse 'riccetto' ha scordato che non più tardi di due settimane fa il Governo di Hamas, il Governo di Ismail Hanyieh, si é impegnato in una corsa contro il tempo per cercare di salvare (putroppo invano) il nostro Vittorio Arrigoni dalle mani di sequestratori integralisti, loro sì, avvinti e affascinanti dal modello di Bin Laden? Almeno la riconoscenza per aver cercato di salvare un nostro compatriota avrebbe dovuto meglio consigliare Mentana riguardo all'opportunità di un così superficiale e stupido tentativo di infangare Hamas.
Leggi e impara, 'riccetto'! Hamas ha dato la caccia e inseguito i filo-Qaedisti rapitori e assassini di Vik Arrigoni, altro che!
Ovviamente 'riccetto' conosce bene i suoi polli e sa che, in un panorama talmente provinciale e disinformato come quello italiano, anche una palata di fango tanto rozza e sguaiata come quella lasciata andare stasera dagli schermi de "La7" ha buone probabilità di colpire il bersaglio: da oggi ci sarà qualche Signora Longari e qualche Ragioner Fantozzi che penseranno che Hamas sia alleata con Bin Laden, in compenso, qui, e speriamo non soltanto qui, vi sono persone che hanno la definitiva conferma che Enrico Mentana e l'etica e la professionalità del giornalismo continuano ad occupare posizioni antipodiche.

Per chi fosse interessato, poi, qui c'é il link all'unico comunicato rilasciato dall'agenzia di stampa ufficiale del Governo di Ismail Hanyieh riguardo alla presunta morte di Osama Bin Laden, esattamente al contrario di quanto sostenuto da 'riccetto' non più di poche ore fa, non si notano né espressioni di cordoglio né invocazioni di 'Bin Laden Santo Subito'.

Perché Enrico Mentana e l'etica e la professionalità giornalistiche hanno senso in una stessa frase solo se utilizzati in termini antitetici.

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lunedì 18 aprile 2011

Il calunniatore di Vittorio Arrigoni identificato da Miguel Martinez: trattasi di 'Ufologo' ed 'Esperto di chiodi della Crocefissione'...


Leggiamo, sull'ottimo "Kelebek Blog" di Miguel Martinez che il misterioso Roberto Malini (foto), autore della piccola maleodorante 'perla' pubblicata ieri su Repubblica, nella quale si cercava di insozzare la memoria di Vittorio Arrigoni associandolo a 'trafficanti, stupri e torture' e definendo i militanti salafiti responsabili della sua morte 'membri di Hamas', sia effettivamente, con la carica di co-presidente, alla guida del 'Gruppo EveryOne', ma, ciò che ignoravamo, che esso sia formato oltre che da lui unicamente da due altri individui nomati Matteo Pegoraro e Dario Picciau (a loro volta co-presidenti, questa é democrazia!!).

Duce, o meglio co-duce, di cotanta schiera Roberto Malini si definisce anche: "intellettuale, poeta, artista, esperto di comunicazione e pubblicità, produttore cinematografico, lettore indefesso e UFOLOGO".

Adesso le cose cominciano a quadrare, da chi crede che 'gli X-files' ci osservino dalle loro astronavi per tagliare le zampe alle nostre vacche e sottoporre nativi della nostre comunità rurali a esami proctologici gratuiti ci si può anche aspettare di sentire che: "i salafiti facciano parte di Hamas".

Ma non finisce mica il cielo, giacché, sempre tramite Kelebek Blog troviamo un link che ci informa che meno di una settimana prima della morte di Arrigoni Roberto Malini, definito "scrittore e storico", (un vero 'Uomo del Rinascimento'!) discettava dottamente col documentarista canadese Simcha Jacobovici negando che alcuni rottami di ferro da questi ritrovati presso il laboratorio dell'Università di Medicina di Tel Aviv potessero costituire "gli originali chiodi della crocefissione di Gesù il Cristo".

A questo avvistatore di omini verdi, nonché 'connoisseur' di reliquie bibliche, "Repubblica" ha concesso una pagina del suo sito-web per insultare e calunniare Vittorio Arrigoni.

Tutto é chiaro.


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venerdì 15 aprile 2011

Il quotidiano sionista "La Repubblica" inaugura il 'Metodo Pasqua': killeraggio a mezzo stampa contro chi critica Israele!


Che 'La Repubblica' da quando sia stata acquistata da Carlo De Benedetti si sia progressivamente sputtanata da aggressivo e scomodo quotidiano di informazione politica (suoi, tra i '70 e i primi '80, gli unici, memorabili esempi di genuino giornalismo d'inchiesta nello squalificato panorama italiano) a ennesima testata prostituita agli interessi del padrone, é stato ovvio a quanti la abbiano letta (come chi scrive) con una certa costanza nel corso degli ultimi 30 anni.

Un esempio fra tutti, particolarmente probante per chi legge questo blog: se nel 1982-85 'La Repubblica' seguiva da vicino e con taglio critico sferzante le vicende dell'invasione israeliana del Libano e del progressivo "impazzimento" della Guerra Civile in quel paese, tra interventi occidentali, autobombe, prese di ostaggi e molto altro ancora (ricordo un titolo su tutti: "Bombe Usa sui Drusi", quando Rambo Reagan ordinò alle corazzate al largo di cannoneggiare le posizioni siriane e del PSP sulle montagne libanesi), oggi, fedele alfiere dell'Hasbara gradita al patron sionista, 'La Repubblica' chiama 'civili' i miliziani ebrei fondamentalisti che occupano le colonie illegali e asserisce (nelle immortali parole dell'imbrattacarte Fabio Scuto) che Hamas vi faccia contro il 'tiro al bersaglio' -non più di quanto i GAP facessero 'tiro al bersaglio' contro le SS del reggimento 'Bozen', caro Scuto-.

Tuttavia esistono dei momenti in cui, nel servilismo lecchino di coloro che si considerano ancora la pietra di paragone della democrazia nonché alfieri del progressismo liberal da aperitivo chic nella masseria di Capalbio (magari fra una tartina di lardo e miele e una disquisizione sulla 'Rivoluzione Verde' in Iran), si superano i confini dell'abiezione in maniera talmente marchiana e schifosa da correre il rischio di far bruscamente risvegliare anche il lettore più assopito e 'disconnetterlo' brutalmente dalla 'Matrix' degli editoriali idioti di Guido Rampoldi sulle "donne afghane che ci implorano di restare a Kabul".

E' precisamente il caso che si é dato oggi con il "pezzo" (non vogliamo dire di che cosa, ma é parola che usava anche Padre Dante, così anche i fan di Benigni lo capiranno) a firma Marco Pasqua, dove, seguendo per filo e per segno i dettami della collaudata scuola di manganellamento mediatico Feltri-Sallusti si prende una persona latrice di opinioni non gradite a "Colui che deve essere obbedito" e la si sottopone a uno sconcio, lercio, intollerabile linciaggio morale.
"La Repubblica" per mesi ha denunciato il 'Metodo Boffo' come 'volgare' e 'becero', ma appena ha trovato il bersaglio giusto é corsa anche lei a impugnare il randello...
Vittima di questa aggressione squadrista (lo squadrismo caro ai 'Liberali per Israele', agli 'Informatori Corretti', ai 'Secondi Protocollisti', agli organizzatori di cagnare filosioniste bipartisan con Ferrara, Rutelli, Fassino e Fiamma Nirenstein) é l'ottima Barbara Albertoni, insegnante superiore in un Liceo linguistico milanese e blogger politicamente e socialmente impegnata. Con totale sprezzo del ridicolo Marco Pasqua la chiama "negazionista" e "antisemita", arrivando persino, per quanto riguarda la seconda accusa, a definirla rea confessa, visto che, sostiene Pasqua, sarebbe lei stessa a definirsi così.
Header del blog della prof.ssa Barbara Albertoni
Ora, sfogliando post e commenti del suo blog (che raccomandiamo caldamente), risulta chiaro ed evidente che niente di tutto ciò ha il benché minimo contatto con la realtà e che tutti gli assunti e le dichiarazioni riguardanti la Albertoni e il suo blog sono frutto di volontà diffamatoria e di distorsione delle sue stesse parole ad esempio usando la frase: "Se essere antisemiti vuol dire essere contro uno Stato che occupa, invade, bombarda, tortura e assassina allora io sono antisemita" oppure, con ardito salto logico evincere dalla sua disapprovazione delle torture e delle percosse inflitte al negazionista (lui sì) Faurisson non una normale e umana ripugnanza verso la persecuzione fisica ma un avallo e una condivisione delle idee negazioniste!
Over 9000 ore di Paint Shop...
Quel che fa più specie é vedere le prefiche che si stracciavano le vesti davanti alle manganellate del metodo Boffo, coloro che inveivano contro i media bananeri asserviti agli interessi dell'attuale Presidente del Consiglio diventare improvvisamente "più berluscoidi dei berluscones" quando si tratta di difendere le dichiarate simpatie sioniste del loro editore e la 'vacca sacra' dell'Olocausto che, difesa da leggi sullo piscoreato che ci rendono non migliori della Nordcorea, serve a consacrare e cristallizzare il "diritto" dei sionisti israeliani di comportarsi esattamente come moderni seguaci degli Eicke e dei Dirlewanger ma a Gaza e a Beirut anziché a Varsavia e a Riga.

Certo la Albertoni sembrava una 'facile preda', insegnante di scuola pubblica e single con figli, sarebbe bastato farle perdere il posto di lavoro per dare una "bella lezione" a tutti coloro che si ostinano a non belare a tempo col resto del gregge, peccato che, seppur pacifici e mansueti per scelta e convinzione noi irriducibili liberi pensatori non si sia altrettanto pronti a porgere la gola al coltello senza difenderci, e, con le dichiarazioni della Rete Eco - Ebrei contro l'Occupazione e persino del sionista Dimitri Buffa (sionista sì, ma evidentemente con ancora un grano di raziocinio e di dignità in corpo) in favore della blogger e contro il tentativo di linciaggio a mezzo stampa del quotidiano di De Benedetti, sembra proprio che l'Ingegnere dovrà presto o tardi metter mano al portafoglio e scucire parecchie migliaia di Euro per riparazione di danni morali e materiali.

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