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sabato 6 aprile 2019

I vendipatria al servizio dei Sauditi nello Yemen del Sud si frazionano in correnti ostili!


Gravi disaccordi tra i leader del cosiddetto Southern Transitional Council (STC) di Shabwah, separatisti messisi al servizio degli invasori sauditi ed emiratini, sono scoppiati venerdì, causando l'espulsione di gruppi di reclute, per essere sostituiti con altri, riferiscono fonti locali all'agenzia stampa Yemen.

venerdì 3 maggio 2013

Il Premier irakeno Nouri al-Maliki vince il braccio di ferro coi ministri curdi che ritornano alle sedute del Governo centrale!

Già notevolmente rafforzato dalla vittoria netta della sua coalizione nelle recenti elezioni provinciali, il Premier irakeno Nouri al-Maliki ha incamerato una nuova vittoria politica quando, dopo settimane di Aventino, i Ministri curdi del Governo sono tornati con la coda e le orecchie basse (metaforicamente parlando) a sedersi a Bagdad, interrompendo un autoesilio che durava da due mesi.
La rottura si era consumata quando il Parlamento aveva passato a maggioranza il bilancio statale del 2013 senza allocare i fondi richiesti dai Curdi per permettere alle compagnie petrolifere americane di lavorare nel Nord del paese, secondo accordi presi unicamente con le autorità locali, accordi illegali secondo la legge irakena che prevede uno stretto controllo centralizzato del Governo su tutte le attività petrolifere.

Ma dopo due mesi di boicottaggio delle riunioni governative, di fronte alla indisponibilità di Maliki ad alcun cedimento e di fronte alla sua larga vittoria elettorale, i Curdi hanno dovuto passare la mano e dichiararsi sconfitti: nella giornata di ieri Nechirvan Barzani aveva annunciato la resa, oggi i Ministri curdi sono tornati al tavolo di Bagdad.

martedì 11 ottobre 2011

Anche la Fratellanza Musulmana accusa "provocatori e manipolatori, interni e stranieri" per le violenze di domenica!


A ulteriore dimostrazione che nell'Egitto di Piazza Tahrir non ci sono linee di divisione etniche o religiose, ma solo il discrimine politico di chi vuole dare compimento a una grande rivoluzione popolare e democratica e quanti invece cercano in tutti i modi di interrompere il flusso del cambiamento e mantenere il più possibile intatto l'iniquo vecchio regime, anche la Fratellanza Musulmana, il più grande e influente movimento politico e sociale del paese ha dato la sua interpretazione sui fatti di domenica, che hanno causato la morte di 25 persone, quasi tutti cristiani copti, nel quartiere cairota di Maspero.

"A causa dell'intervento di agenti provocatori e manipolatori, che possono essere stati benissimo egiziani, ma che certamente eseguivano ordini e desideri formulati all'estero, quella che doveva essere una manifestazione pacifica si é trasformata in un vero e proprio esperimento di contro-rivoluzione che, spargendo sangue cristiano, cerca di rallentare o addirittura bloccare la marcia del paese verso la libertà, la giustizia, la democrazia; per arrivare a questo obiettivo, le entità che hanno organizzato gli eventi di domenica sarebbero disposte persino a far precipitare il paese nella guerra civile".

L'Ufficio di Guida Politica dell'Ikhwan, inoltre, ha raccomandato, come antidoto a ogni complotto e trama destabilizzante, una sempre più spedita marcia verso le elezioni, affinché, con un rapido trasferimento dei poteri dalle autorità ad interim al popolo egiziano, tutte le componenti della società, tra cui ovviamente anche i cristiani copti, siano protette dalla Democrazia e non debbano più temere i colpi di coda di un regime corrotto che, non rispettando la Giustizia e non rispettando il suo popolo, approfittava a ogni piè sospinto delle divisioni presenti al suo interno, nel tentativo, esacerbandole, di rafforzarsi.
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