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mercoledì 18 gennaio 2017

Persino lo 'zoo' di leith fadel deve ammetterlo: "L'Aeroporto di Deir Ezzour funziona, le piste non sono più in pericolo!"

Esattamente come avevamo scritto diverse ore fa sul nostro articolo precedente, a Deir Ezzour sono arrivate parecchie centinaia di soldati di rinforzo per via aerea, trasportati su elicotteri capaci anche di depositare 25-30 uomini alla volta.

Naturalmente il 'grande esperto' di Siria leith fadel, che vive in occidente e che normalmente riprende per buone le sparate di Al-Amaq, l'emittente dell'ISIS che stranamente non viene oscurata dagli stati occidentali, ma trasmette liberamente la propria propaganda velenosa, mentre noi davamo questa preziosa notizia in anteprima esclusiva continuava a ripetere le fruste menzogne d'avantieri, mostrando cartine modificate secondo i suoi strani incubi di vittorie takfire.

martedì 15 marzo 2016

BUDYN DRADISCEH HAZZAD!!!!!!!!!!!! Nuova puntata nella puttanologia paranoide "Budyn dradisce coseh!"

Brima Budyn ha "dradido" la Transnistria berghé non ha hinvaso la Moldavia.

Boi Budyn ha "dradido" la Serbyah berghé non ha mandado la VDV a hinvadere il Kosovo.

Boi Budyn ha "dradido" Gubah berghé los gianquys si zon rezy gondoh che col bloqueo non gombinavano un'hakkah e hanno ristabilito relazioni diblomadighe.

Boi Budyn ha "dradido" l'Ukraynah berghé non ha faddo sgobbiareh la Derza Guerrahmondhialeh Attomica per 'salvare' quel pirla di Yanukovich.

Boi Budyn ha "dradido" il Donbazz berghé non é gadudoh gon duddeh le sgarbeh nel tranello della NADO ma ha scaricato sull'Europa e seugli Husa il fallimendoh dei banderisdi di Leoboly e Chiyev.

Ahhhhh boi la Ziriyah, Budyn ha dradidoh gozì dande voldeh la Ziriyah ghe é un misdero gome mai Hazzad é angorah nel suo balazzoh a Damasgoh e non a Mosgah o in Grimeah al mare!

domenica 18 maggio 2014

Cento militari ucraini defezionano e si schierano con le milizie della Repubblica Popolare di Donetsk!

Sempre più evidente e profonda la crisi in cui si dibatte il regime banderista di Kyiv; poche ore dopo la scadenza dell'ultimatum proclamato la settimana scorsa dal Comandante delle milizie popolari della Repubblica di Donetsk Sergey Zdrilyuk circa cento militari ucraini hanno defezionato unendosi alle autorità separatiste locali.

Aleksandr Boroday, Premier a interim della neonata Repubblica Popolare, ha inoltre rimarcato che "nessun dialogo sarà possibile con Kyiv, fino a quando truppe che rispondono ai golpisti del Majdan rimarranno sul territorio di Donetsk".

Inoltre, diverse dozzine di agenti provocatori di Kyiv (fra di loro molti stranieri che si sospettano appartenere a servizi segreti o compagnie di mercenari occidentali) sono stati arrestati in questi giorni mentre cercavano di istigare scontri o appiccare incendi in varie zone di Donetsk.

lunedì 27 febbraio 2012

Aggiornato ad aprile il processo ai provocatori stranieri che cercavano di istigare la violenza in Egitto!


Non rimarranno in cella dal 27 febbraio al 26 aprile, data in cui il Giudice Mahmoud Shoukry ha deciso di spostare la prima udienza del processo alle "ONG occidentali" che, tramite fondi di incerta provenienza, che l'accusa ritiene correlabili ad agenzie di Intelligence e servizi segreti militari, cercavano di influenzare gli eventi politici egiziani in senso favorevole a Israele e Usa, ma saranno in un certo senso "prigionieri", visto che verrà loro impedito di lasciare con qualsiasi mezzo il paese.

Sono 43 gli imputati, tra cui la pattuglia più numerosa é quella degli statunitensi, che nel loro numero contano persino il figlio del Ministro dei Trasporti; Hilary Clinton, titolare del Dipartimento di Stato (Il Ministero degli Esteri americano) ha incontrato il suo collega egiziano Mohamed Qamil Amir due volte negli ultimi tre giorni; trattenendosi "svariate ore" a parlare con lui.

Gli Usa, arrogantemente, hanno minacciato di tagliare 'gli aiuti' all'Egitto (circa un miliardo di dollari che venivano girati a Mubarak e alla sua cricca per comprare armi e prodotti americani, "gonfiando" così surrettiziamente le esportazioni della moribonda economia Usa, un 'aiuto di stato' mascherato visto che la Casa Bianca avrebbe potuto direttamente dare i soldi alle aziende interessate) ma la società civile e politica egiziana é insorta chiedendo che sia l'Egitto, per sempre, a rinunciare a ogni emolumento straniero con un programma di sottoscrizione popolare e razionalizzazione delle spese.
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martedì 21 febbraio 2012

A cinque giorni dal processo viene fuori che anche il figlio di un Ministro Usa andrà alla sbarra in Egitto!


Continuano ad aumentare ed approfondirsi le tensioni e le fratture tra Usa ed Egitto alla vigilia del procedimento giudiziario che domenica 26 vedrá imputati numerosi cittadini Usa al servizio di ambigue ONG legate alla Cia e al Pentagono, tra cui anche il figlio dell'attuale Ministro dei Trasporti Usa Sam LaHood, evidentemente già bene introdotto da "paparino" nell'ambiente delle 'operazioni coperte' e della sovversione internazionale.

Le rozze minacce Usa di tagliare gli 'aiuti' al Cairo (da sempre usati da Sadat e Mubarak per beneficiare i sostenitori e foraggiare l'apparato repressivo e poliziesco) ha spinto il partito musulmano ortodosso 'Al-Nour' a lanciare una sottoscrizione popolare che uguagli e superi l'ammontare degli emolumenti Usa in maniera da permettere al paese di farne a meno di sua spontanea volontà.

L'iniziativa ha riscosso il plauso di tutti gli strati della società civile e di tutti gli esponenti politici del paese, che vedono l'indipendenza da ogni forma di condizionamento straniero come un obiettivo fondamentale per l'Egitto post-Mubarak e anche post-SCAF. Oltre alla sottoscrizione popolare anche altre iniziative mirano a escludere finanziamenti esteri dalle prospettive future dell'Egitto, come quella lanciata dall'Università islamica di Al-Azhar per studiare tagli, risparmi e razionalizzazioni della spesa per l'esplicito scopo di dire "No, thanks" al denaro Usa.
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domenica 19 febbraio 2012

Escalation continua tra Egitto e Usa per l' "affaire" delle ONG 'sospette': udienze per gli accusati fissate al 26 febbraio!


In una mossa che prosegue la continua 'escalation' di misure ostili tra il Cairo e Washington l'Egitto ha annunciato ieri che il processo agli 'attivisti stranieri' sospettati di usare fondi esteri per incitare disordine e violenza nel paese e condurre la situazione politica a sbocchi vantaggiori per gli Usa e Israele avrà inizio a fine mese.

Il 26 febbraio, infatti, dovrebbero avere inizio le udienze per 43 sospettati, tra cui 19 Americani ma anche Serbi, Norvegesi, Tedeschi, Giordani e alcuni cittadini Egiziani, i cui nomi sono risultati evidenti in documenti compromettenti sequestrati dalle autorità nel corso di retate contro le ONG 'sospette'. COntro gli accusati é elevato l'addebito di avere "Stabilito filiali ed estensioni illegali di organizzazioni internazionali che, con fondi stranieri non regolamentati sono state finanziate in maniera contraria alle leggi egiziane e alle norme sulla sovranità nazionale del paese".

Il Dipartimento di Stato Usa ha minacciato che, se cittadini americani verranno sottoposti a procedimenti legali, il programma di 'aiuti' verso l'Egitto potrebbe venire bloccato. La minaccia arrogante ha scatentato tanto la minaccia di cancellare unilateralmente il cosiddetto 'Trattato di Camp David', quanto un movimento d'opinione centrato attorno all'Ateneo Islamico di Al-Azhar che si propone di rendere quanto prima indipendente il paese da qualunque genere di emolumento straniero, in modo da renderlo meglio capace di affermare i propri sovrani diritti.
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venerdì 17 febbraio 2012

L'Università islamica di Al-Azhar si mobilita: "L'Egitto non deve più ricevere nemmeno un centesimo degli ambigui 'aiuti americani', vincolo e retaggio neocolonialista!"


Lo studioso islamico egiziano Sceicco Muhammad Hassan, dell'Università di Al-Azhar ha lanciato un appello a tutti gli accademici del paese, affinché sostengano un'iniziativa per lo studio e la valutazione di un piano di disingaggio del sistema economico egiziano dai cosiddetti 'aiuti' americani, emolumenti con cui la macchina dell'imperialismo Usa cerca di tenere in posizione soggetta subserviente un paese che ancora pochi decenni fa era leader sia del Mondo Arabo che del Movimento dei Non-Allineati, che anziché subire imposizoni e direttive forniva esempi e ispirazione a quanti sognavano un mondo regolato dal rispetto tra eguali e non avvilito da rapporti di vassallaggio e servitù.

L'iniziativa dello Sceicco Hassan ha preso il via dopo lo scoppio del "caso" dei provocatori e sobillatori americani rinviati a giudizio dai tribunali egiziani, a seguito del quale, col classico piglio arrogante degli 'yankee' colonizzatori i rappresentanti del Dipartimento di Stato hanno minacciato di cancellare i fondi 'Usaid' destinati all'Egitto se i cittadini Usa verranno effettivamente portati davanti alla Corte. L'iniziativa per liberare l'Egitto dalle pastioie degli 'aiuti' Usa avrà la benedizione di tutti gli Sceicchi dell'Ateneo Islamico di Al-Azhar, del Muftì d'Egitto e della Guida Generale dell'Ikhwan, la Fratellanza Musulmana.

"La prima cosa da fare sarà creare un Corpo Supremo che supervisioni l'intera iniziativa e che dovrà comprendere il Grande Sceicco di Al-Azhar, il Muftì d'Egitto, Il Ministero degli Affari Sociali, il Dr. Mohamed Badee dell'Ikwhan, Mr. Ahmed Alzanad, il Dr. Ahmed Zewail, Farouk el-Baz, il Dr. Mohamed Mohktar Mahdi, Preisdente dell'Accademia di Ricerca Islamica e dell'Associazione per la Shariah, lo Sceicco Abdullah Shaker, Capo del Gruppo Al-Sunna e rappresentanti anche della Chiesa Copta Egiziana", ha dichiarato lo Sceicco Hassan, dimostrando come le idee per portare tale mobilitazione alla fase operativa siano tutt'altro che vaghe o confuse.
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martedì 8 novembre 2011

Assad dichiara: "Le sfide che affrontiamo riguardano libertà e indipendenza del Paese; non possiamo far altro che vincerle!"


Il Presidente siriano Bashir al-Assad, rafforzato e incoraggiato dal sostegno popolare ricevuto attraverso questi mesi di incertezza, tribolazioni e dolore per i gravi crimini e le aggressioni compiute in diverse province del paese da criminali, traditori ed elementi terroristici infiltrati e armati da potenze straniere, ha recentemente dato il suo assenso a implementare il piano della Lega Araba per uscire dall'emergenza senza tuttavia trascurare le sincere richieste di riforma venute da alcuni strati della popolazione (che tuttavia mai si sono mischiati con i provocatori violenti e gli attentatori).

"Il popolo di Siria, con la sua compattezza contro la sedizione, il terrorismo e l'interferenza straniera, con la sua fedeltà ai suoi principi basati su diritti legittimi e inalienabili, forma la più solida base e la più impervia protezione contro ogni genere di complotto, presente o futuro", ha dichiarato Assad dopo aver preso parte alle preghiere dell'Eid al-Adha nella provincia di Al-Rqa ed essersi ivi incontrato con personalità politiche, economiche e della società civile locale, rassicurandole che "Il Paese rimarrà forte e stabile e tramite decisioni libere e condivise arriverà presto a recuperare tutti i suoi diritti nazionali", indicando quindi non solo la volontà di condurre la Siria fuori dalle mire di potenze straniere, ma di farle recuperare la sovranità anche su quella parte di paese (il Golan) tuttora occupato dalla nemica potenza sionista.

"Quando le sfide che ci si parano davanti hanno a che fare con la sovranità, l'indipendenza e l'autonomia del nostro paese, ogni Siriano non ha altra strada da percorrere se non quella che conduce alla vittoria", ha concluso il Presidente, suscitando l'approvazione e l'entusiasmo di tutti i presenti.
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martedì 11 ottobre 2011

Anche la Fratellanza Musulmana accusa "provocatori e manipolatori, interni e stranieri" per le violenze di domenica!


A ulteriore dimostrazione che nell'Egitto di Piazza Tahrir non ci sono linee di divisione etniche o religiose, ma solo il discrimine politico di chi vuole dare compimento a una grande rivoluzione popolare e democratica e quanti invece cercano in tutti i modi di interrompere il flusso del cambiamento e mantenere il più possibile intatto l'iniquo vecchio regime, anche la Fratellanza Musulmana, il più grande e influente movimento politico e sociale del paese ha dato la sua interpretazione sui fatti di domenica, che hanno causato la morte di 25 persone, quasi tutti cristiani copti, nel quartiere cairota di Maspero.

"A causa dell'intervento di agenti provocatori e manipolatori, che possono essere stati benissimo egiziani, ma che certamente eseguivano ordini e desideri formulati all'estero, quella che doveva essere una manifestazione pacifica si é trasformata in un vero e proprio esperimento di contro-rivoluzione che, spargendo sangue cristiano, cerca di rallentare o addirittura bloccare la marcia del paese verso la libertà, la giustizia, la democrazia; per arrivare a questo obiettivo, le entità che hanno organizzato gli eventi di domenica sarebbero disposte persino a far precipitare il paese nella guerra civile".

L'Ufficio di Guida Politica dell'Ikhwan, inoltre, ha raccomandato, come antidoto a ogni complotto e trama destabilizzante, una sempre più spedita marcia verso le elezioni, affinché, con un rapido trasferimento dei poteri dalle autorità ad interim al popolo egiziano, tutte le componenti della società, tra cui ovviamente anche i cristiani copti, siano protette dalla Democrazia e non debbano più temere i colpi di coda di un regime corrotto che, non rispettando la Giustizia e non rispettando il suo popolo, approfittava a ogni piè sospinto delle divisioni presenti al suo interno, nel tentativo, esacerbandole, di rafforzarsi.
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Copti e musulmani uniti piangono i morti di domenica e accusano: "Provocatori infiltrati dietro lo scoppio degli scontri!"


Unite di fronte alla tragedia la comunità copta e la maggioranza musulmana hanno onorato oggi i caduti del massacro avvenuto domenica quando una normale manifestazione che vedeva coinvolti circa un migliaio di cristiani d'oriente é degenerata in un disordinato scontro con le truppe dell'Esercito che ha lasciato sul terreno venticinque morti, in massima parte dimostranti.

Mentre si celebravano i funerali delle vittime il Supremo Consiglio delle Forze Armate ha incaricato il Governo ad Interim di Essam Sharaf di "fare piena luce sugli avvenimenti di domenica" ma non vi é, fra gli osservatori nazionali e internazionali chi non veda la mano proprio dei militari dietro i luttuosi avvenimenti, forse creati ad arte per 'convincere' l'opinione pubblica della 'necessità' di un forte ruolo di tutela proprio dei Generali e dei Marescialli per garantire 'l'ordine' anche dopo la transizione a un sistema democratico (la cosiddetta 'Soluzione Turca', in quanto ispirato al potere 'da eminenza grigia' dei militari di Ankara che solo ultimamente il partito AK di Erdogan é riuscito a infrangere).

Intanto il Primate della Chiesa Copta Shenuda III e il Grande Imam di Al-Azhar Ahmed al-Tayyeb (foto sopra) si sono incontrati nella giornata di oggi; al termine del meeting il Primate cristiano ha accusato "provocatori infiltrati" tra i manifestanti cristiani di avere artatamente attaccato i militari, dando il via alla loro furiosa e mortale reazione.

Anche Human Rights Watch, dal suo quartier generale newyorchese, ha annunciato che invierà investigatori in Egitto per redigere un approfondito e completo rapporto sugli eventi di domenica, con particolare attenzione sull'uccisione di dimostranti volontariamente colpiti e investiti da veicoli militari lanciati verso la folla a tutta velocità (evento cui avevamo dato particolare risalto in una nostra cronaca degli eventi).
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sabato 28 maggio 2011

Il gruppo parlamentare di Hezbollah esprime la sua solidarietà ai militari italiani feriti a Sidone

Mentre, come precedentemente riportato con dovizia di particolari, il "Prode Ignazio" (nella foto, mentre gioca con un Big Gim paracadutista) annuncia in lungo e in largo l'ennesima ritirata a passo di corsa della storia militare italiota arrivano dal Libano messaggi di solidarietà e di vicinanza con le vittime dell'attentato esplosivo di ieri, dai quali si evince quanto forte sia la riconoscenza e la gratitudine degli abitanti del Sud del paese per i militari dell'UNIFIL, che hanno supervisionato la zona durante il primo, spesso tragico, periodo post-invasione dell'autunno 2006 e come sia praticamente impossibile che l'attacco sia venuto da gruppi locali, e si debba quindi tracciarlo a provocatori allineati con Saad Hariri e i suoi alleati fascisti-falangisti, ansiosi di provocare tensioni e rovesciare il tavolo di una competizione politica che li vede sconfitti e in minoranza.

In particolare, il membro del Parlamento Qassem Hashem, deputato di Hezbollah, ha dichiarato che "Non meno dei militari italiani l'ordigno esplosivo era mirato a colpire la pace e la stabilità interna del Libano, tale atto favorisce i nemici dell'indipendenza libanese, cioé gli Usa, Israele e quei partiti e quei movimenti che non aspettano altro che di svendere la nostra patria agli interessi dell'imperialismo straniero". Il parlamentare non ha mancato di evidenziare come tale attentato arrivi proprio dopo la grande manifestazione dei profughi palestinesi al confine, culminata con la strage di Maroun al-Ras, dove le truppe israeliane hanno aperto il fuoco su dimostranti disarmati.

POST SCRIPTUM: Menzione speciale per il servilismo filo-sionista e filo-Hariri va al "giornalista" (parole grosse) dello straccio di Hasbara acquistabile nelle edicole italiane sotto il nome di "La Repubblica", tale "giornalista", chiamato 'Alberto Mattone', evidentemente formatosi alla scuola che ci ha regalato i preziosi talenti di Guido Rampoldi (quello delle donne afghane che chiedono alla NATO di occupare il loro paese) e di Marco Pasqua (quello che ha guadagnato alla sua testata una bella querela da parte di Barbara Albertoni), intervistando il Ministro della Difesa "in odor di ritirata" non perde occasione di guadagnare qualche 'stellina dorata' (ovviamente a sei punte!) con l'editore sionista Carlo De Benedetti cercando a tutti i costi di mettere in bocca allo 'Gnazio l'affermazione che l'attentato "potrebbe essere di matrice siriana"...visto che tutte le forze di sicurezza di Damasco sono in queste settimane impegnate a respingere e neutralizzare gli attentati e le provocazioni degli agenti israeliani e americani infiltratisi anche dal Libano e proprio con la collaborazione e l'aiuto di Saad Hariri e dei suoi alleati 'Alberto Mattone' si mette in evidenza come l'ennesimo pennivendolo di Repubblica prontissimo a prostituirsi per il piacere del Padrone.

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giovedì 31 marzo 2011

VERGOGNA!!!! Gli 'askari coloniali' di Fatah proteggono, armi in mano, un insediamento ebraico illegale!!!


Le milizie della fazione Fatah, ogni giorno che passa sempre più servile gendarmeria cammellata agli ordini del 'bwana' di Tel Aviv, si sono superate quanto a mancanza di dignità e spina dorsale quando, nella giornata di ieri, si sono schierate a protezione della colonia ebraica illegale di Beit El, costruita sulle rovine di uno delle decine di migliaia di insediamenti distrutti durante la "Nakba" del 1948, vicino al villaggio palestinese di Beitin.

Dozzine e dozzine di dimostranti palestinesi si stavano dirigendo verso Ramallah, per prendere parte alle dimostrazioni indette ieri nell'ambito della mobilitazione popolare palestinese contro l'occupazione e il servilismo di Fatah, ma essi stessi hanno stentato a credere ai loro occhi quando hanno visto i miliziani di Abbas schierarsi per respingere i marciatori prima che potessero passare troppo vicino alla colonia illegale, che ospita fanatici e violenti estremisti ebraici provenienti dal Bengala e dal Bangladesh.

In un perfetto esempio di "mondo capovolto" si sono visti gli eredi dei guerriglieri di Yasser Arafat difendere gli invasori della Palestina e avversare e respingere i Palestinesi che volevano raggiungere i loro compatrioti di Ramallah per denunciare il servilismo e la corruzione della cosiddetta 'Autorità palestinese'; per fortuna Arafat é morto e non ha potuto vedere tale scempio del suo retaggio e della sua lotta.

Nella giornata di ieri, invece, provocatori del partito Fatah avevano attaccato e distrutto la postazione di Sit-in dove stazionavano i cittadini impegnati nella protesta che dal giorno 15 marzo, nel centro di Ramallah, chiede l'interruzione della cooperazione tra Fatah e Israele e la ricomposizione di un fronte unito di Resistenza palestinese contro l'occupazione e la pulizia etnica portate avanti da Israele. Le milizie 'di sicurezza' ivi presenti hanno girato la schiena lasciando mano libera all'aggressione vandalica, che presto é degenerata in scontro aperto con i dimostranti; a quel punto gli uomini di Abbas sono 'intervenuti' picchiando e arrestando i dimostranti e permettendo ai provocatori di fuggire indisturbati.

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