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lunedì 20 gennaio 2020

Suleiman Kahani valuta e commenta gli accordi commerciali Trump-Cina!

Di ritorno dal suo interessante "Viaggio in Oriente" il vostro affidabile ed affabile dilettante della Geopolitica ha contattato alcuni outlet mediatici. Di seguito proponiamo uno stralcio dell'articolo che gli amici di ASI (L'Agenzia Stampa che aveva già "coperto" la mia fortunata conferenza perugina) hanno voluto pubblicare riportando mie valutazioni e previsioni su un importante evento che recentemente ha visto protagonista il gigante asiatico.
I recenti accordi commerciali siglati tra Stati Uniti e Cina mercoledì scorso hanno avuto una enorme, planetaria eco mediatica e non poteva essere altrimenti, visto che dovrebbero essere il primo passo nella composizione di vertenze che riguardano le due più grandi economie del pianeta e che avevano tenuto studiosi, esperti ed operatori del settore col fiato sospeso fin da quando, circa due anni fa, l'inquilino della Casa Bianca aveva deciso di percorrere la strada dei dazi e delle tariffe per far valere le proprie percepite ragioni in merito.

La maggior parte dei commenti e delle valutazioni che sono state pubblicate o annunciate negli ultimi quattro giorni sulle principali testate stampate, televisive o telematiche non sono affatto oggettive o anche solo utili a capire in profondità il senso di quanto accaduto, visto che la maggior parte dei commentatori, incurabilmente faziosi, ha preferito effettuare una scrupolosa opera di cherry picking per sostanziare e ripetere la propria narrativa preferita, piuttosto che analizzare spassionatamente i fatti e addentrarsi nel terreno minato dei giudizi e delle previsioni.

sabato 6 luglio 2019

Iran e Pachistan rafforzano i legami commerciali, rimuovendo tasse e balzelli!

La crescita economica dell'Iran é inarrestabile e, ovviamente, coinvolge direttamente i rapporti con i Paesi vicini, ansiosi di venire 'investiti' dai beni di alta qualità prodotti dalla Repubblica Islamica.

Iran e Pakistan hanno concordato di rafforzare i legami commerciali ed economici bilaterali e hanno promesso di rimuovere potenziali ostacoli che si frappongono, hanno riportato i media locali pakistani venerdì.

L'intesa è arrivata durante la prima sessione dell'8 ° Pakistan-Iran Joint Trade Committee, a cui ha partecipato una delegazione iraniana, guidata dal ministro dell'Industria, miniere e imprese Reza Rahmani e delegazione pakistana guidata dal consigliere del primo ministro pakistano sul commercio e il tessile Abdul Razak Dawood a Islamabad giovedì.

sabato 5 ottobre 2013

Le esportazioni iraniane (non-petrolifere) sfiorano i 18 miliardi di $ da marzo a settembre 2013!!

Secondo i dati rilasciati nella giornata di ieri dall'Amministrazione Doganale della Repubblica Islamica le esportazioni iraniane non collegate al settore degli idrocarburi nei primi sei mesi del nuovo anno (iniziato a marzo secondo il tradizionale calendario persiano) si sono fermate di poco al di sotto della soglia dei diciotto miliardi di dollari Usa, il tutto in barba alle cosiddette 'sanzioni' applicate contro Teheran dagli Usa e dai loro disingenui lacché europei.

Queste cifre dimostrano esaurientemente come nel mondo multipolare del XXIesimo secolo lo strumento delle 'sanzioni' sia ormai logoro e inattuale essendo lontani i tempi (come negli anni '90) in cui un embargo promosso dagli (allora) unici paesi acquirenti di petrolio e materie prime (quelli occidentali) poteva ridurre uno stato come l'Irak di Saddam Hussein alla fame e causare la morte di decine di migliaia di persone (in massima parte bambini e malati).

Oggi la 'fame' non solo di gas e petrolio dei paesi emergenti, ma anche quella di beni di consumo in zone come Africa, Sudamerica e Asia Sudorientale, garantisce al maturo e produttivo settore manufatturiero iraniano di non rimanere mai a corto di clienti. I principali clienti delle esportazioni iraniane nel periodo in esame sono stati: Cina, Irak, India, Emirati Arabi ed Afghanistan.

domenica 13 febbraio 2011

Forse tra poche ore la riapertura del varco di confine di Rafah tra Striscia di Gaza ed Egitto


L'Agenzia dei Confini e delle Dogane del legittimo Governo palestinese insediato a Gaza ha annunciato che sta lavorando intensamente per prepararsi alla riapertura del varco di confine di Rafah, su cui ha avuto recenti e attendibili rassicurazioni da parte delle autorità egiziane.

In un comunicato rilasciato durante la giornata del 13 febbraio si afferma che é interesse di entrambe i Governi riaprire le comunicazioni tra la Striscia di Gaza e l'Egitto prima che la popolazione dell'enclave veda prolungate ulteriormente le proprie sofferenze e prima che divenga problematica la situazione dei cittadini di Gaza rimasti a vario titolo bloccati in Egitto.

L'Agenzia palestinese ha fatto appello al Cairo affinché tale processo sia il più rapido possibile, soprattutto per i pazienti in attesa di recarsi al Cairo o in altre città egiziane per interventi, visite e terapie. Appelli alla calma sono stati rivolti alla popolazione, raccomandando di attendere l'annuncio ufficiale della riapertura e di non affollarsi inutilmente attorno al varco di confine finché rimane chiuso.