"Qualunque tentativo di intervento armato contro il Governo di Damasco sarebbe, oltre che sconsiderato e irresponsabile, inequivocabilmente votato al fallimento"; questa frase, pronunciata dal leader del Cremlino che ha resuscitato la Flotta russa del Mediterraneo e che recentemente ha ordinato alla sua portaerei ammiraglia dotata di armi nucleari di unirsi alle navi già nella zona, ha un solo e unico significato: "Intromettetevi con le armi contro la Siria e noi faremo altrettanto e non smetteremo fino a che non vi avremo visto correre verso casa con la coda tra le gambe!".Possiamo soltanto immaginare quali siano stati i pensieri dei leader europei convocati a Ekatrinenburg per un vertice Euro-Russo nel sentire il Presidente Putin prendere così risolutamente campo a favore dell'alleato Assad. Del resto che l'attuale leader di Mosca non intendesse seguire l'atteggiamento "lassez-faire" del predecessore Medvedev che condannò Gheddafi a capitolare sotto gli ipocriti bombardamenti 'umanitari' della NATO era chiaro fin da due anni fa, da quanto regolarmente flottiglie e navi russe non hanno smesso un attimo di attraccare a Tartous rifornendo l'Esercito siriano di tutto il necessario per affrontare l'insorgenza mercenaria dei seguaci di Al-Qaeda.
Il Presidente russo ha anche difeso la scelta di dotare la Siria dei promessi sistemi missilistici S-300V, chiarendo: "Sono armi molto affidabili che mirano a stabilizzare la regione scoraggiando aggressioni e incursioni proditorie, come quelle che recentemente si sono verificate".
