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mercoledì 1 ottobre 2014

Nuovi caccia, missili ed elicotteri in arrivo dalla Russia per la Siria di Assad! "Nessuno deve credere di poter attaccare Damasco!"

Fonti diplomatiche russe citate dall'emittente IRIB della Repubblica Islamica affermano che la Federazione Russa "per esplicito ordine del Presidente Putin" si sta preparando a incrementare e accelerare l'invio a Damasco di caccia intercettori moderni, missili antiaerei ad alto potenziale ed elicotteri d'attacco in grado di incrementare decisivamente il potere dissuasivo del Governo siriano contro la possibilità di attacchi stranieri.

La Russia é determinata a "soffocare sul nascere" qualunque velleità americana di trasformare gli attacchi aerei anti-ISIS in atto in certe zone delle Province di Raqqa, Deir-Ezzour e lungo la frontiera con l'Irak in una aggressione generalizzata contro il legittimo Governo siriano.

Pur non avendo mai interrotto la propria presenza navale nel Mediterraneo Orientale, a guardia e protezione dell'importantissima installazione navale di Tartous (come ha dimostrato anche in tempi recenti lo schieramento della nave-hovercraft lanciamissili), Mosca avrebbe intenzione di rafforzare decisamente la sua presenza nel teatro, evidentemente con l'invio di forze navali ancora più imponenti.


giovedì 12 dicembre 2013

Dopo Al-Maliki e Karzai anche Sergei Lavrov visita Teheran: accordi e divergenze tra Russia e Iran!

A conferma di quanto la capitale della Repubblica Islamica sia sempre di più e sempre fortemente un 'passaggio obbligato' della diplomazia non solo Mediorientale e centrasiatica, ma 'tout court' di quella globale, dopo le visite del Premier irakeno e del Presidente afghano che si sono avvicendati a Teheran nel giro di una decina di giorni il Premier iraniano Zarif ha ricevuto ieri il capo della diplomazia russa, Sergei Lavrov.

Se Mosca e Teheran sono vicinissime su moltissime questioni, sostenendo punti di vista identici, e si sostengono l'una con l'altra (vedi l'insistenza russa sul fatto che l'Iran debba partecipare agli incontri ginevrini sulla situazione siriana), pure rimangono alcune questioni su cui i due paesi rimangono distanti o sono in corso di affontare e ridurre le loro divergenze.

Ad esempio, come rimarcato proprio da Zarif in chiusura della conferenza stampa congiunta con Lavrov, l'annosa questione della fornitura dei missili S-300, promessi da Mosca e oggetto di regolare contratto, inopinatamente bloccato dall'Ex-presidente Medvedev.

Il ricorso internazionale di Teheran é stato accolto e una salatissima multa attenderebbe il colosso russo dell'export militare (Rosoboronexport), tantopiù che con i missili ormai saldamente in mano ad Assad é solo questione di tempo prima che piani ed esemplari vengano consegnati da Damasco all'Iran a parziale compensazione degli sforzi militari e finanziari fin qui espressi a favore della Siria.

La Russia, per ottenere il ritiro della denuncia internazionale nei suoi confronti, sarebbe disposta a "upgradare" la fornitura aggiungendo dei modelli S-300MV, ottimizzati per l'intercettazione di missili balistici, alla originaria richiesta iraniana, limitata ai modelli antiaerei.


giovedì 20 giugno 2013

Dopo Yakhont, S-300 e jet addestratori, Putin prepara nuove forniture militari per la Siria di Assad!

Come già ripetuto in passato Mosca non ha per nulla intenzione di fermare o rallentare il ritmo delle proprie esportazioni militari verso la Siria, anzi, proprio nel corso del recente vertice del G8 nordirlandese il Presidente Vladimir Putin, verificata la perdurante intenzione del blocco imperialista di escalare il sostegno ai mercenari terroristi attivi contro Assad avrebbe immediatamente ordinato a Mosca di elaborare un più intenso programma di assistenza militare a favore del suo storico alleato in maniera da negare qualunque cambiamento nei rapporti di forza tra le forze armate regolari e quel che resta delle bande takfire. Pare che nel nuovo "pacchetto" di aiuti militari per Assad siano inclusi i micidiali lanciarazzi multipli a 24 celle TOS-1 'Buratino', evoluzione del concetto del BM-21 (a sua volta aggiornamento degli storici 'Stalinorgel' che seminavano il panico tra le file della Wehrmacht), con l'organo lanciatore montato però su uno scafo di T-72 modificato in maniera da rendere l'arma ancora più flessibile e versatile. In grado di lanciare razzi dirompenti, incendiari e persino munizioni a risucchio d'ossigeno (che causano la più potente esplosione non-nucleare possibile oggidì su un campo di battaglia) i TOS-1 hanno debuttato nella Guerra Cecena, livellando senza pietà le posizioni dei terroristi di Al-Qaeda contro cui si erano consumate senza successo le costose 'offensive' di Eltsin e più tardi nel conflitto di agosto 2008 tra Russia e Georgia.

sabato 8 giugno 2013

Mosca potrebbe inviare gli S-300 anche a Teheran? Gli sviluppi in Medio Oriente potrebbero spingere Putin in questo senso!



Tutti i nostri affezionati lettori saranno bene a conoscenza,visti i nostri precedenti articoli in merito, come la Repubblica Islamica dell'Iran sia stata costretta, a causa di un 'dietro-front' politico diplomatico del Cremlino di diversi anni fa, a lanciare un proprio programma indigeno di sviluppo di un sistema missilistico antiaereo di pari potenza rispetto all'S-300, che Mosca aveva prima promesso di consegnare all'Iran (dopo aver fornito il sistema missilistico a corto-medio raggio BUK).

Il progetto, che ha portato allo sviluppo del sistema Bavar-373, é quasi completato e ora, tuttavia, arriva la notizia che, dopo avere promesso (e probabilmente già iniziato) a consegnare gli S-300V a Damasco, Putin potrebbe farli arrivare anche a Teheran. La scelta ha un senso: se gli S-300V sono in mano ad Assad si può star certi che prima o poi qualche esemplare, o una copia delle specifiche tecniche arriverà anche in Iran o, al minimo, ingegneri iraniani verranno invitati a visitare e studiare le batterie siriane.

Si tratterebbe, a pensarci, del minimo che Assad potrebbe fare per ringraziare la Repubblica Islamica del sostegno senza 'se' e senza 'ma' ricevuto in questi ultimi due anni sul fronte dipolmatico, politico, economico e persino militare. Piuttosto che attendere un 'fatto compiuto' che sfugge al suo controllo, Putin preferirebbe prendere le cose in mano e, quantomeno, garantirsi la gratitudine iraniana per aver deciso di onorare (pur in ritardo) il vecchio accordo.

giovedì 6 giugno 2013

"Scoop" della CNN "Le navi russe 'potrebbero' portare armi ad Assad!" In altre notizie: "L'acqua 'potrebbe' essere bagnata!"

La ricerca di un facile sensazionalismo col quale cercare di tener desta l'attenzione letargica di un pubblico ansioso di distrazioni dopo essere stato sottoposto a diluvi di fasulla propaganda sulla questione siriana ha portato recentemente l'emittente usa CNN a citare con clamore immotivato un rapporto del Pentagono nel quale si esprime il 'sospetto' che le navi da sbarco russe nel Mediterraneo Orientale in rotta verso il porto siriano di Tartous "potrebbero" essere cariche di armi per Assad e le sue truppe.

Ovviamente chiunque abbia letto su queste pagine la cronaca dei ripetuti attracchi in terra siriana delle potenti unità anfibie di Mosca sa benissimo come questa, lungi dall'essere una possibilità ipotetica é pressoché una certezza, visto che tali navi si prestano benissimo al trasporto non solamente di casse e container ma persino all'imbarco diretto (roll-on, roll-off) di veicoli blindati e carri armati, fondamentali per mantenere la supremazia tecnologica su terroristi e mercenari wahabiti.

Ovviamente noi di PALAESTINA FELIX speriamo che sulle tre navi diretta alla Siria vi siano anche caricati i nuovi scaglioni delle batterie missilistiche S-300V che contribuiranno a rendere lo spazio aereo di Damasco e di altre località strategiche impermeabile a qualunque tentativo sionista o NATO di attacco aereo.

martedì 4 giugno 2013

Putin avverte i "nani" dell'UE a Ekatrinenburg: "Esiziale qualunque tentativo di intervenire con le armi contro la Siria!"

"Qualunque tentativo di intervento armato contro il Governo di Damasco sarebbe, oltre che sconsiderato e irresponsabile, inequivocabilmente votato al fallimento"; questa frase, pronunciata dal leader del Cremlino che ha resuscitato la Flotta russa del Mediterraneo e che recentemente ha ordinato alla sua portaerei ammiraglia dotata di armi nucleari di unirsi alle navi già nella zona, ha un solo e unico significato: "Intromettetevi con le armi contro la Siria e noi faremo altrettanto e non smetteremo fino a che non vi avremo visto correre verso casa con la coda tra le gambe!".

Possiamo soltanto immaginare quali siano stati i pensieri dei leader europei convocati a Ekatrinenburg per un vertice Euro-Russo nel sentire il Presidente Putin prendere così risolutamente campo a favore dell'alleato Assad. Del resto che l'attuale leader di Mosca non intendesse seguire l'atteggiamento "lassez-faire" del predecessore Medvedev che condannò Gheddafi a capitolare sotto gli ipocriti bombardamenti 'umanitari' della NATO era chiaro fin da due anni fa, da quanto regolarmente flottiglie e navi russe non hanno smesso un attimo di attraccare a Tartous rifornendo l'Esercito siriano di tutto il necessario per affrontare l'insorgenza mercenaria dei seguaci di Al-Qaeda.

Il Presidente russo ha anche difeso la scelta di dotare la Siria dei promessi sistemi missilistici S-300V, chiarendo: "Sono armi molto affidabili che mirano a stabilizzare la regione scoraggiando aggressioni e incursioni proditorie, come quelle che recentemente si sono verificate".