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domenica 1 gennaio 2012

Il Mondo Musulmano inizia il 2012 con una preghiera collettiva di ringraziamento per il ritiro Usa dall'Irak!


Riprendiamo la notizia da un articolo firmato dall'Iraniano Hamed Nematollahi tramite il quale siamo venuti a conoscenza che oggi, dopo l'usuale preghiera di "Maghrib" che si tiene dopo il tramonto del sole ma prima dell'arrivo del buio completo, milioni e milioni di fedeli musulmani in ogni parte del mondo si uniranno nel tributare all'Altissimo uno speciale ringraziamento per aver concesso, dopo nove anni di sanguinosa e umiliante occupazione militare, il totale e completo ritiro delle truppe d'invasione americane dal territorio irakeno.

Secondo i rapporti emessi dall'ufficio di pubbliche relazioni del "Comitato Popolare per la Commemorazione dei Comandanti Martiri del Mondo Islamico", che ha sede in Iran, migliaia e migliaia di inviti sono stati estesi a moschee e associazioni religiose e culturali non solo in Medio Oriente, ma anche in Africa, in Asia, in Europa e perfino in Nordamerica e negli Usa per invitare gli imam e le altre guide spirituali a farsi promotori di questa iniziativa. Il responso, apparentemente, sarebbe stato "molto più positivo delle previsioni".
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lunedì 26 dicembre 2011

Comandante delle Forze Armate iraniane si congratula con l'Irak: "La vostra Resistenza ha trionfato sull'arroganza yankee!"


Il Capo di Stato Maggior Generale delle Forze armate iraniane, Generale Hasan Firoozhabadi, ha espresso la sua "grande felicità e soddisfazione" per la totale e definitiva ritirata delle forze di occupazione americane dall'Irak in una serie di messaggi inviati ai suoi colleghi di Bagdad.

"Badate, che il ritiro americano non é la smobilitazione di un esercito vittorioso che abbia 'compiuto la sua missione', ma piuttosto la fuga, l'espulsione di un'armata sconfitta, che sperava di aggiogare l'Irak al suo carro imperialista e ha dovuto bruscamente ricredersi", ha detto Firoozhabadi nelle sue missive a Babakr Zebari, suo pari grado irakeno, e al Ministro per la Difesa ad interim Sadu al-Dulaymi, "e gli Americani sono stati sconfitti dalla volontà di Resistenza del popolo e anche dei rappresentanti politici irakeni".

Dopo essersi augurato che: "Dopo una sconfitta di questo calibro le forze armate americane penseranno molto a lungo prima di invadere o anche solo cercare di attaccare un paese musulmano o medioerientale", il Capo di SM ha auspicato che presto i legami militari, per la sicurezza e per la difesa tra Bagdad e Teheran possano ulteriormente rafforzarsi.
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sabato 3 dicembre 2011

"Good bye, Bagdad!" le truppe di invasione americane restituiscono al Governo irakeno la loro base principale!


Le forze americane di occupazione dell'Irak hanno restituito poche ore fa il controllo totale di quello che negli ultimi anni era stato il più grande complesso fortificato Usa in terra mesopotamica al Governo locale, segnando un vero e proprio 'punto di non ritorno' nello smantellamento della loro presenza militare nel paese.

Il cosiddetto 'Victory Base Complex' o VBC secondo la pratica angolamericana di appioppare acronimi a ogni cosa, dai Comandi supremi ai servizi igienici (W.C. appunto) sorge proprio a fianco all'aeroporto internazionale di Bagdad (quello già da tempo tornato in mano irakena) ed era suddiviso in dodici sottosettori, che comprendevano, tra l'altro, il Comando nazionale delle forze di occupazione, il principale snodo logistico dell'esercito invasore e una base aerea totalmente autonoma e indipendente.
Come il Mangiafuoco collodiano gli Usa fanno danzare i loro burattini fino a che risultano utili, poi ne fanno legna per il camino!
Circondato completamente da un anello di barriere di cemento anti-esplosione lunghe oltre 42 chilometri, festonate da volute di cavalli di frisia a scoraggiare eventuali attacchi della Resistenza, é stato anche il luogo di detenzione di Saddam Hussein, già alleato degli Usa e loro pedina nella guerra contro l'Iran, in attesa della sua esecuzione dopo la 'condanna' emessa da una corte-canguro nominata dagli Usa, priva di ogni validità giuridica.

Una volta affollato da circa 170mila persone (tra truppe combattenti, sussistenza, salmerie e tecnici) il complesso ne ospita circa diecimila, anche loro in procinto di prendere armi e bagagli e tornare a casa. Dietro di sé gli invasori a stelle e strisce non si lasciano quel fedele e obbediente vassallo (magari con la bandiera criptosionista bianca, gialla e azzurra!) in cui gli allucinati 'neocon' dell'Amministrazione Bush pensavano di trasformare l'Irak. Piuttosto un paese in lenta fase di ripresa da otto anni di stragi e di guerra civile settaria, un paese dove il sentimento antiamericano e anti-imperialista é quasi più forte ora che ai tempi di Saddam e dove gli sciiti, costituenti la maggior parte della popolazione, sono finalmente al timone dello Stato e delle sue istituzioni.

Solo vaste distese di croci bianche rimarranno a testimoniare delle migliaia di militari morti in Mesopotamia inseguendo la chimera del 'Nuovo secolo americano', oltre a tutti quelli suicidatisi una volta smobilitati e lasciati senza sostegno e senza cure per i traumi provocati dalle atrocità viste e commesse.
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sabato 15 ottobre 2011

I cieli dell'Irak nuovamente in mano agli irakeni per la prima volta da vent'anni a questa parte!


In un ulteriore importante passo per lasciarsi alle spalle l'incubo di otto anni di violenza seguita all'invasione decisa da Bush Jr e all'occupazione sostenuta dalla 'coalizione dei senza spina dorsale', di cui facevano parte il 'laburista' Tony Blair, il baffuto 'raton' Aznar, alcune non-entità europee come la Polonia dei gemelli Kacynski e, per un certo periodo, anche l'italietta berlusconide, l'Irak é tornato unico e solo controllore del proprio spazio aereo, per la prima volta dal 1991, quando, in seguito all'attacco militare guidato allora da Bush Sr, le potenze imperialiste imposero sulla Mesopotamia le infami 'No-fly Zone'.

Ci sono voluti vent'anni ma, finalmente, tutto il cielo sopra l'Irak é di nuovo competenza esclusiva degli irakeni e, nella fattispecie, delle loro forze aeree e della loro Autorità per l'Aviazione civile (ICAA); "controllori di volo irakeni dirigono il traffico di ogni aeromobile in volo sopra il paese, compresa Bagdad; snodo aeronatuico di primaria importanza nella regione".

La restituzione dello spazio aereo é certamente un passo fondamentale verso il totale ritiro delle truppe americane di occupazione che, secondo gli statuti dell'accordo siglato nel 2008 da un George Bush Jr ormai in scadenza di mandato, avranno totalmente abbandonato il paese per il 1 gennaio 2012. Avrà così termine l'avventura militare che più di tutte, anche più della perdurante occupazione militare dell'Afghanistan, ha contribuito a mandare in crisi il 'modello imperiale' pensato sull'onda degli entusiasmi di fine guerra fredda e che Bush padre aveva battezzato NWO, cioé Nuovo Ordine Mondiale.
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mercoledì 5 ottobre 2011

Dichiarazione-bomba del vicepremier irakeno:"Nessuna immunità per le truppe Usa in Irak, nemmeno se dovessero restare dopo il 2011!"


Gli Stati Uniti d'America, da che mondo e mondo, pretendono sempre l'extragiudizialità del loro personale militare rispetto alle leggi e ai tribunali dei paesi in cui stazionano come occupanti militari; il nostro pubblico ricorderà bene l'intollerabile oltraggio dei piloti yankee che dopo aver assassinato dozzine di cittadini Europei, tranciando con il loro aereo scatenato in evoluzioni da rodeo i cavi della funivia del Cermis, vennero in tutta fretta fatti fuggire dall'Italia per evitare che dovessero comparire davanti a una corte italiana e a un giudice italiano e di casi simili é piena la storia delle occupazioni 'made in usa': stupratori a Guam e Okinawa, assassini in Afghanistan e molti, moltissimi altri criminali con le stellette di Washington hanno potuto evitare il giusto castigo per i loro reati grazie al Pentagono e alle sue politiche scioviniste e jingoiste.

Adesso, da Bagdad, dalla capitale dello Stato che per ultimo in ordine temporale ha subito l'onta dell'aggressione e dell'occupazione arrogante della potenza imperialista americana, viene una importante affermazione di segno contrario che, ne siamo certi, già sta facendo tremare parecchie ginocchia nello staff dell'inquilino nero della Casa Bianca: tutti quei 'servicemen' Usa che dovessero rimanere in Irak a partire dal primo gennaio 2012 non godranno di alcun privilegio riguardo extragiudizialità delle loro azioni. L'annuncio é stato dato dal Vicepremier Ross Nouri Shawis (foto sopra).

Naturalmente, non vi é alcuna intenzione da parte del Governo in carica o delle altre cariche istituzionali di mantenere alcun numero di militari americani nel paese dopo quella data, ma la dichiarazione é comunque importante, giacché toglie a Washington un importante rassicurazione sull'intoccabilità delle proprie truppe e, di converso, ridurrà ad altri consigli persino quegli irriducibili della 'presenza a oltranza' che, anche dopo le ripetute dichiarazioni di parte irakena, continuavano a proclamare a gran voce che la presenza Usa nel paese si sarebbe prolungata anche oltre i termini siglati nel 2008 dall'accordo sul ritiro voluto da George Bush Jr.

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