Visualizzazione post con etichetta George Bush Jr. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta George Bush Jr. Mostra tutti i post

sabato 2 giugno 2012

La moglie di Netanyahu presa a sputi e colpi di scarpa in un centro commerciale!

Nel mondo arabo, lo sappiamo ormai da tempo, venire presi a colpi di scarpa é una delle manifestazioni di disistima più grandi che si possano ricevere, del resto, se i musulmani si tolgono le scarpe prima di entrare in moschea é chiaro che considerino quell'accessorio, costantemente a contatto col suolo, come intrinsecamente 'impuro'. Tutti ricordiamo quando l'Ex-presidente Usa Bush Jr. durante una conferenza stampa dovette schivare ben due scarpe lanciategli nel dicembre 2008 da un giornalista irakeno (che prontamente divenne un eroe nazionale); adesso una notizia proveniente da Petah Tiqva, sobborgo di Tel Aviv, ci informa che il lancio del footwear contro personalità sgradite sembra avere iniziato a fare breccia anche nella società israeliana.
E' stata infatti Sara Netanyahu, moglie del Primo Ministro in carica, che, mentre si trovava impegnata a fare shopping in un locale centro commerciale, si é vista lanciare una scarpa da una donna di trentasei anni. Il dettaglio di guardie del corpo della 'First Lady' non é riuscito non solo a intercettare il proiettile (che é quello che i 'gorilla' sarebbero pagati per fare, anche quando non si tratti di pallottole) ma nemmeno a impedire che l'attaccante colmasse il gap con il suo bersaglio e rincarasse la dose sputando al suo indirizzo.
Molti leader mediorientali ultimamente sono stati "presi a scarpate", alcuni metaforicamente, altri meno...
Non abbiamo dettagli sul fatto se la scarpa o lo sputo abbiano raggiunto Lady Netanyahu, finora nota alle cronache per il pessimo modo in cui trattava il personale di servizio; comunque risulta che a quel punto le bodyguard si siano date una svegliata e abbiano bloccato la donna lancia scarpe fino all'arrivo di una pattuglia di polizia, che la ha presa in consegna e la ha portata a una vicina caserma. L'identità della donna e le motivazioni del gesto non sono ancora note.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

martedì 13 dicembre 2011

"Dirty Dick" Cheney, ex-"Numero Due" della Casa Bianca cerca di incolpare Obama per la debacle del drone!


Personificazione incarnata dei livelli di miseria e ipocrisia a cui é scaduto in Occidente (e peggio, nel Paese che 'meglio' dovrebbe incarnare i valori e gli ideali della civilità capitalista anglosassone) il discorso politico e l'approccio alla Cosa Pubblica, l'ex-Vicepresidente repubblicano Richard 'Dick' Cheney ('secondo' di Goerge Bush jr dal 2000 al 2008, già Ministro della Guerra sotto il di lui padre nel 1988-92, 'Grande Stregone' dell'ala più oltranzista del Partito Repubblicano) ha cercato di mettere il suo nuovo "Commander in Chief" Barack Obama sulla graticola, accusandolo di "aver gravi responsabilità nella più grave sconfitta spionistico-diplomatica degli Usa da decenni a questa parte".

Perdonaci "Dirty Dick" Cheney, ma a noi sembra di ricordare che la più grave sconfitta degli Usa negli ultimi decenni siano stati gli attacchi alle Torri Gemelle, avvenuti proprio durante il primo mandato, quando era ancora 'fresco di nomina'; forse Cheney non la considera una sconfitta perché la demolizione del simbolo dello skyline newyorchese é stata strumentale a lanciare il paese nella "psicosi da guerra" necessaria a fargli accettare la riduzione delle Libertà Civili, la creazione di un colossale e incontrollabile "Stato di Polizia" e le avventure bellico-coloniali in Afghanistan e in Irak che ne sono seguite?

Inoltre, "Dirty Dick", permettici di ricordarti che le debacle spionistico-diplomatiche non partono dalla Casa Bianca, nemmeno se la missione di invasione delle spazio aereo iraniano fosse stata ordinata da Obama in persona; i Presidenti degli Usa (tu dovresti saperlo bene) hanno consiglieri per la Sicurezza nazionale, consiglieri militari, e questi si rifanno alle valutazioni, alle stime e alle proiezioni suggerite loro dalle agenzie rilevanti (CIA, Pentagono, NRO, NSA, etc...) gli ufficiali e i dirigenti di tali servizi non nascono e non muoiono con i Presidenti, anzi, fanno carriere pluridecennali; contando quanto tempo ci voglia a un 'pundit' spionistico-militare a percorrere la strada tra il fondo della valle e la vetta del potere é molto probabile che coloro che avranno (mal) consigliato Obama sull'opportunità di effettuare una simile 'ricognizione strategica' sopra la Repubblica Islamica siano stati nominati dal tuo vecchio principale George Bush Sr. quando era capo della CIA, oppure vicepresidente di Reagan, oppure ancora Presidente degli Usa con te come Ministro della Difesa!

Quindi, non ti ostinare a puntare il dito contro Obama, che, per parte sua, ha molte e gravi colpe ma certo non questa. La colpa della debacle è una colpa collettiva, che si riflette nell'avere un servizio di spionaggio elefantiaco, sclerotizzato, miope e impreciso nelle valutazioni e lento e goffo nelle risposte. Un servizio di spionaggio efficiente avrebbe tenuto in debita considerazione la recente epidemia di "malware" e di virus informatici nonché quella di "cadute improvvise" che ha colpito i vostri droni in Africa Orientale, la avrebbe messa in relazione con le frequenti visite in Somalia di esponenti iraniani e con la diffusione contemporanea di pacchetti e software di disturbo elettronico e hackeraggio 'Made in China' mirati proprio contro i vostri UAV, avrebbe tenuto ancora più conto della recente vendita da parte russa dei jammer elettronici 'Avtobaza' agli iraniani e, messe insieme le cose alla 'due più due' avrebbe capito che una penetrazione profonda dei cieli iraniani era altamente sconsigliabile e qualunque ricognizione con droni sarebbe stata da limitare ai margini del confine con Afghanistan e Pachistan, dove, se poi il 'Sentinel' fosse caduto lo si sarebbe potuto spiegare come 'guasto del sistema di navigazione' durante una missione contro guerriglieri afghani o baluci.
"Almeno questi pagliacci repubblicani non controllano niente ora come ora", "Ehi, quello é il Governatore del Texas...".
Un servizio di spionaggio efficiente avrebbe consigliato di limitare le attività sull'Iran a ricognizioni satellitari e raccolta di dati sul terreno con agenti umani; ah, aspetta, ci ricordiamo adesso che questo non lo potete fare perché il controspionaggio di Teheran ha demolito la vostra rete di agenti persiani arrestandone una trentina e rendendo noti volti e nomi convenzionali dei loro contatti e dei loro 'handler'. Vedi Dick, più si va a fondo nella cosa e più emergono particolari imbarazzanti che dimostrano che la colpa é anche tua e dei tuoi sodali e compagni di lobby e di partito. Quindi, anche se il Partito Repubblicano si é ridotto a un caravanserraglio di fenomeni da baraccone come Newt Gingrich e Michelle Bachmann, che probabilmente non riusciranno a impedire un secondo mandato di Obama nemmeno con la stato di prostrazione e debolezza in cui si trova ora, faresti meglio a trovare altri modi per cercare di far finta di aver qualcosa da dire o, in alternativa, potresti tornare a dar la caccia alle quaglie, posto di riuscire a trovare qualcuno che si fidi a starti vicino mentre hai un fucile a pallettoni in mano.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 3 dicembre 2011

"Good bye, Bagdad!" le truppe di invasione americane restituiscono al Governo irakeno la loro base principale!


Le forze americane di occupazione dell'Irak hanno restituito poche ore fa il controllo totale di quello che negli ultimi anni era stato il più grande complesso fortificato Usa in terra mesopotamica al Governo locale, segnando un vero e proprio 'punto di non ritorno' nello smantellamento della loro presenza militare nel paese.

Il cosiddetto 'Victory Base Complex' o VBC secondo la pratica angolamericana di appioppare acronimi a ogni cosa, dai Comandi supremi ai servizi igienici (W.C. appunto) sorge proprio a fianco all'aeroporto internazionale di Bagdad (quello già da tempo tornato in mano irakena) ed era suddiviso in dodici sottosettori, che comprendevano, tra l'altro, il Comando nazionale delle forze di occupazione, il principale snodo logistico dell'esercito invasore e una base aerea totalmente autonoma e indipendente.
Come il Mangiafuoco collodiano gli Usa fanno danzare i loro burattini fino a che risultano utili, poi ne fanno legna per il camino!
Circondato completamente da un anello di barriere di cemento anti-esplosione lunghe oltre 42 chilometri, festonate da volute di cavalli di frisia a scoraggiare eventuali attacchi della Resistenza, é stato anche il luogo di detenzione di Saddam Hussein, già alleato degli Usa e loro pedina nella guerra contro l'Iran, in attesa della sua esecuzione dopo la 'condanna' emessa da una corte-canguro nominata dagli Usa, priva di ogni validità giuridica.

Una volta affollato da circa 170mila persone (tra truppe combattenti, sussistenza, salmerie e tecnici) il complesso ne ospita circa diecimila, anche loro in procinto di prendere armi e bagagli e tornare a casa. Dietro di sé gli invasori a stelle e strisce non si lasciano quel fedele e obbediente vassallo (magari con la bandiera criptosionista bianca, gialla e azzurra!) in cui gli allucinati 'neocon' dell'Amministrazione Bush pensavano di trasformare l'Irak. Piuttosto un paese in lenta fase di ripresa da otto anni di stragi e di guerra civile settaria, un paese dove il sentimento antiamericano e anti-imperialista é quasi più forte ora che ai tempi di Saddam e dove gli sciiti, costituenti la maggior parte della popolazione, sono finalmente al timone dello Stato e delle sue istituzioni.

Solo vaste distese di croci bianche rimarranno a testimoniare delle migliaia di militari morti in Mesopotamia inseguendo la chimera del 'Nuovo secolo americano', oltre a tutti quelli suicidatisi una volta smobilitati e lasciati senza sostegno e senza cure per i traumi provocati dalle atrocità viste e commesse.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 15 ottobre 2011

I cieli dell'Irak nuovamente in mano agli irakeni per la prima volta da vent'anni a questa parte!


In un ulteriore importante passo per lasciarsi alle spalle l'incubo di otto anni di violenza seguita all'invasione decisa da Bush Jr e all'occupazione sostenuta dalla 'coalizione dei senza spina dorsale', di cui facevano parte il 'laburista' Tony Blair, il baffuto 'raton' Aznar, alcune non-entità europee come la Polonia dei gemelli Kacynski e, per un certo periodo, anche l'italietta berlusconide, l'Irak é tornato unico e solo controllore del proprio spazio aereo, per la prima volta dal 1991, quando, in seguito all'attacco militare guidato allora da Bush Sr, le potenze imperialiste imposero sulla Mesopotamia le infami 'No-fly Zone'.

Ci sono voluti vent'anni ma, finalmente, tutto il cielo sopra l'Irak é di nuovo competenza esclusiva degli irakeni e, nella fattispecie, delle loro forze aeree e della loro Autorità per l'Aviazione civile (ICAA); "controllori di volo irakeni dirigono il traffico di ogni aeromobile in volo sopra il paese, compresa Bagdad; snodo aeronatuico di primaria importanza nella regione".

La restituzione dello spazio aereo é certamente un passo fondamentale verso il totale ritiro delle truppe americane di occupazione che, secondo gli statuti dell'accordo siglato nel 2008 da un George Bush Jr ormai in scadenza di mandato, avranno totalmente abbandonato il paese per il 1 gennaio 2012. Avrà così termine l'avventura militare che più di tutte, anche più della perdurante occupazione militare dell'Afghanistan, ha contribuito a mandare in crisi il 'modello imperiale' pensato sull'onda degli entusiasmi di fine guerra fredda e che Bush padre aveva battezzato NWO, cioé Nuovo Ordine Mondiale.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 5 ottobre 2011

Dichiarazione-bomba del vicepremier irakeno:"Nessuna immunità per le truppe Usa in Irak, nemmeno se dovessero restare dopo il 2011!"


Gli Stati Uniti d'America, da che mondo e mondo, pretendono sempre l'extragiudizialità del loro personale militare rispetto alle leggi e ai tribunali dei paesi in cui stazionano come occupanti militari; il nostro pubblico ricorderà bene l'intollerabile oltraggio dei piloti yankee che dopo aver assassinato dozzine di cittadini Europei, tranciando con il loro aereo scatenato in evoluzioni da rodeo i cavi della funivia del Cermis, vennero in tutta fretta fatti fuggire dall'Italia per evitare che dovessero comparire davanti a una corte italiana e a un giudice italiano e di casi simili é piena la storia delle occupazioni 'made in usa': stupratori a Guam e Okinawa, assassini in Afghanistan e molti, moltissimi altri criminali con le stellette di Washington hanno potuto evitare il giusto castigo per i loro reati grazie al Pentagono e alle sue politiche scioviniste e jingoiste.

Adesso, da Bagdad, dalla capitale dello Stato che per ultimo in ordine temporale ha subito l'onta dell'aggressione e dell'occupazione arrogante della potenza imperialista americana, viene una importante affermazione di segno contrario che, ne siamo certi, già sta facendo tremare parecchie ginocchia nello staff dell'inquilino nero della Casa Bianca: tutti quei 'servicemen' Usa che dovessero rimanere in Irak a partire dal primo gennaio 2012 non godranno di alcun privilegio riguardo extragiudizialità delle loro azioni. L'annuncio é stato dato dal Vicepremier Ross Nouri Shawis (foto sopra).

Naturalmente, non vi é alcuna intenzione da parte del Governo in carica o delle altre cariche istituzionali di mantenere alcun numero di militari americani nel paese dopo quella data, ma la dichiarazione é comunque importante, giacché toglie a Washington un importante rassicurazione sull'intoccabilità delle proprie truppe e, di converso, ridurrà ad altri consigli persino quegli irriducibili della 'presenza a oltranza' che, anche dopo le ripetute dichiarazioni di parte irakena, continuavano a proclamare a gran voce che la presenza Usa nel paese si sarebbe prolungata anche oltre i termini siglati nel 2008 dall'accordo sul ritiro voluto da George Bush Jr.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 21 settembre 2011

Il Vicepresidente iracheno: "Le forze di occupazione Usa procedono nel ritiro come da accordi!"

Il Vicepresidente irakeno Khudair al-Khuzaie ha dichiarato recentemente, nell'ambito della polemica che divide Bagdad dal Pentagono sulla questione del ritiro delle ultime truppe usa d'occupazione rimaste nel paese dopo l'invasione di otto anni fa, che fino a questo momento le forze a stelle e strisce hanno continuato il processo di smobilitazione e ritiro "in perfetto orario" sulle tabelle di marcia indicate nel 2008 quando, già con la valigia in mano e certo di lasciare le chiavi della Stanza Ovale in mano all'abbronzato Obama, George Bush Jr. firmò i protocolli con cui gli Usa si impegnavano a vacare basi e caserme in Mesopotamia entro il 31 dicembre 2011.

Al-Khuzaie deve essere molto sicuro delle sue fonti, perché ha rilasciato lo 'statement' proprio dopo un incontro a quattr'occhi con l'ambasciatore washingtoniano James Jeffrey, nella giornata di mercoledì 21 settembre. Secondo un comunicato stampa diffuso in seguito dalla segreteria del Vicepresidente Jeffrey, nel corso dell'incontro, ha ribadito che, nonostante qualche "mugugno" di generali del Pentagono la Casa Bianca conta di onorare i propri impegni di ritiro entro i termini stabiliti, ribadendo inoltre che ogni operazione di combattimento delle truppe rimaste in Irak é conclusa ormai da mesi e che esse stanno soltanto "dando i ritocchi finali" alle loro missioni di consulenza e addestramento delle forze di sicurezza e difesa irachene.

Nonostante queste assicurazioni reiterate, non si arrestano testimonianze e segnalazioni che vorrebbero i militari Usa scesi nuovamente in campo nelle ultime settimane per cercare di arginare una nuova ondata di torbidi e violenze, che sembrano particolarmente minacciosi a poche settimane dal loro definitivo abbandono del campo; anche perché potrebbero preludere a una specie di situazione stile 'Saigon 1975', replicata sulle rive di Tigri ed Eufrate anziché su quelle del Mekong.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

lunedì 8 agosto 2011

Al-Sadr: "Se gli Usa manterranno truppe in Irak a gennaio 2012 l'unica risposta sarà la resistenza armata!"


L'influente leader sciita irakeno Moqtada al-Sadr ha lanciato un avvertimento nel corso del week-end: se una qualunque forma di presenza militare Usa permarrà nel paese dopo il dicembre 2011, l'immediato e diretto risultato sarà "Una ripresa delle operazioni armate contro le truppe straniere; ogni forma di presenza militare straniera in Irak verrà trattata come un nemico e affrontata con mezzi militari". La notizia, riportata dall'Agenzia France Press, é rimbalzata presso tutti gli outlet nazionali e regionali.

Oltre a capeggiare una forza politica chiave per la sopravvivenza del Governo in carica, Al-Sadr può contare sulla fedeltà di una milizia (l'Esercito del Mahdi) che ha contrastato con successo le forze angloamericane tanto a Bagdad (nel sobborgo sciita della capitale, 'Sadr City') quanto a Bassora, nel sud del paese; solo quando sono addivenute a un accordo con Sadr, firmando una tregua, le truppe occupanti hanno potuto avere accesso a certe zone senza subite agguati, attentati, perdite.

Nonostante le recenti dichiarazioni di segno contrario del Ministro degli Esteri, circola con insistenza la voce che alcuni esponenti del Governo al-Maliki vorrebbero permettere la permanenza di una certa quota di truppe americane anche dopo il 2011. Secondo gli accordi firmati da Bush Jr. nel 2008 le truppe da combattimento americane hanno lasciato definitivamente l'Irak nell' agosto del 2010, quelle che restano dovrebbero seguirle entro il dicembre 2011.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 29 luglio 2011

Il Ministro degli Esteri irakeno: "Nessuna possibilità di proroga alla permanenza delle truppe Usa nel paese!"


Con poche, nette e chiare affermazioni il Ministro degli Esteri Hoshyar Zebari ha rapidamente demolito ogni speranza americana di poter in qualche modo prolungare la presenza delle proprie truppe di occupazioni in terra mesopotamica oltre la scadenza del 30 dicembre 2011, chiaramente indicata dagli accordi siglati con l'ex-inquilino della Casa Bianca George Bush Jr. nel 2008, a pochi mesi dalla scadenza del suo mandato presidenziale.

zebari si é soffermato a considerare che, anche qualora agli Usa riuscisse di strappare un contemporaneo (e impossibile) consenso a Parlamento, Primo Ministro e Presidente, la proroga della permanenza delle truppe potrebbe estendersi solo per un paio d'anni, trascorsi i quali le cose sarebbero punto e daccapo. L'analista politico Abdul Zahra al-Majid, interrogato dalla televisione iraniana in lingua inglese PRESSTV ha dichiarato che nei mesi scorsi gli Usa si sono mobilitati per trovare sistemazioni alternative alle loro truppe nell'area mediorientale, ottenendo a ogni richiesta dinieghi più o meno cortesi ma tutti equalmente fermi.

Negli scorsi mesi il leader della comunità sciita Moqtada al-Sadr, figlio del noto martire fatto assassinare da Saddam Hussein aveva dichiarato, direttamente e per bocca di portavoce, che qualora l'impegno al ritiro Usa non fosse stato onorato secondo gli accordi allora i suoi seguaci si sarebbero considerati sciolti dagli accordi di tregua in vigore dopo gli scontri armati del 2004-2008 che hanno visto le truppe occupanti (inglesi e americane) e i loro lacché iracheni incapaci di vincere la determinata resistenza dell'Esercito del Mahdi.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.