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martedì 6 dicembre 2011

Immagini sconvolgenti dei bombardamenti su Taizz, quattro morti e sei feriti nelle ultime ore!



Dopo le dozzine di morti causate dai bombardamenti delle forze pro-Saleh contro la città meridionale di Taizz altre dieci vittime (sei feriti e quattro morti) si aggiungono alla conta dei corpi; grazie alla televisione iraniana PressTV siamo in grado di mostrarvi queste immagini mozzafiato degli scontri in corso negli ultimi giorni.

Nonostante migliaia di abitanti abbiano scelto di abbandonare la zona urbana abbastanza loro concittadini sono restati per dare il via a una ennesima manifestazione di migliaia e migliaia di persone che hanno ribadito la loro contrarietà a ogni salvaguardia del dittatore dimissionario, invocando per lui persino la pena capitale, in termini inequivoci (vedi foto).

Nonostante l'esplicita richiesta del Nobel per la Pace 2011 Tawakkul Karman la cosiddetta 'Corte dell'Aia' non ha iniziato alcuna indagine sui crimini del Presidente yemenita, evidentemente troppo impegnata a tenere bordone ai piani imperialisti contro Siria e Sudan per occuparsi dei VERI crimini contro l'Umanità.
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domenica 4 dicembre 2011

Taizz bombardata con l'artiglieria. Trentun morti tra i dimostranti anti-Saleh, dove sono France 24, la BBC, Al-Jazeera?


Mentre in diretta tv i provocatori terroristi che hanno attaccato civili e militari siriani spiegano con quali trucchi fabbricavano i loro falsi video di "proteste" da inviare alle centrali della propaganda imperialista ansiose di 'vendere' al pubblico superficiale e ignorante una presunta 'rivolta' in atto ad Aleppo, Homs e Daraa all'estremità della Penisola Arabica é in atto l'ennesimo 'round' di una violenta e sanguinosissima repressione che, autentica quanto quella siriana era fasulla, non catalizza nemmeno un decimo del clamore mediatico dedicato a quella, semplicemente perché messa in atto a favore di colui che é stato il fantoccio di Usa, Israele e Arabia Saudita per oltre trent'anni, installato sul suo trono satrapico a 'vegliare' sulle delicate rotte tra Golfo di Aden e Mar Rosso, ove le cupide e inique multinazionali del petrolio fanno transitare le petroliere gonfie di 'Texas Tea'.

Circa dodici palazzi e numerosi negozi sono stati livellati dalle granate degli obici lealisti che nelle ultime 48 ore hanno scatenato più di uno sbarramento contro Taizz, importante centro dello Yemen meridionale, che ha resistito a ogni tentativo delle truppe ancora fedeli al dimissionario autocrate Saleh (firmatario di un 'patto di transizione' che però lo immunizza da ogni accusa per i crimini di decenni di regime) di penetrare il cuore della città, presidiata da civili, guerriglieri tribali e militari passati con l'opposizione (loro per davvero non come i fasulli 'disertori siriani' che postano i video su youtube).

Proprio questi ultimi, i militari anti-Saleh, sarebbero da ringraziare se la conta dei morti non é stata ancora più alta, visto che, a sentire i rapporti dell'Agenzia France Presse non avrebbero esitato a saltare su carri armati e blindati per respingere, in duri scontri che hanno visto scambi di cannonate e colpi di armi pesanti, gli ex-camerati che cercavano, dopo i bombardamenti, di forzare gli accessi alla città. Molte centinaia di residenti sembrano essere fuggite fuori città e altre migliaia si stanno preparando ad imitarle. Con un ingente numero di civili evacuati rimarrano i guerrieri tribali e i militari a presidiare Taizz. Allora sarà vera battaglia? La suggestiva città appollaiata a 1400 metri sopra la costa rocciosa del Mar Rosso diverrà una nuova Kharkov? Una nuova Hue?
Militare della Guardia Repubblicana davanti a uno schieramento di T-72. La Guardia, comandata dal figlio di Saleh é uno dei pochi reparti militari ancora totalmente fedeli all'autocrate di Sanaa.
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venerdì 11 novembre 2011

L'esercito fedele al tiranno Saleh massacra nove civili a Taizz bombardando con mortai i quartieri della protesta!


Ormai i pretoriani del corrotto despota di Sanaa, Ali Abdullah Saleh, non aspettano nemmeno che le folle yemenite si radunino a manifestare dopo le usuali preghiere del venerdì per scatenarsi selvaggiamente contro di loro con tutto l'arsenale bellico di cui dispongono; lo conferma il bombardamento a base di mortai con il quale nella prima mattina di oggi sono stati uccisi nove civili, tra cui due donne e un bambino di appena nove anni, nel capoluogo meridionae di Taizz. Altre dozzine di civili sarebbero rimaste ferite nello sbarramento di bombe.

La grandinata di colpi ha preso di mira i quartieri di Al-Rawdah e Zeid al-Mushky, che in questi mesi si sono distinti come roccaforti delle forze popolari opposte al crudele regime di Saleh; l'attacco inoltre dimostra la poca o nulla stima che il dittatore locale riserva per gli sforzi di Jamal Benomar, inviato ONU incaricato di trovare una via d'uscita dal ginepraio yemenita. Fino a che Saleh si sentirà spalleggiato dai Sauditi, dagli Americani e da Israele non lascerà mai volontariamente il potere, nonostante la 'road map' preparata dai Paesi arabi del Golfo persico, che gli consentirebbe una immunità a tutta prova una volta abbandonata la presidenza.
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mercoledì 5 ottobre 2011

Dichiarazione-bomba del vicepremier irakeno:"Nessuna immunità per le truppe Usa in Irak, nemmeno se dovessero restare dopo il 2011!"


Gli Stati Uniti d'America, da che mondo e mondo, pretendono sempre l'extragiudizialità del loro personale militare rispetto alle leggi e ai tribunali dei paesi in cui stazionano come occupanti militari; il nostro pubblico ricorderà bene l'intollerabile oltraggio dei piloti yankee che dopo aver assassinato dozzine di cittadini Europei, tranciando con il loro aereo scatenato in evoluzioni da rodeo i cavi della funivia del Cermis, vennero in tutta fretta fatti fuggire dall'Italia per evitare che dovessero comparire davanti a una corte italiana e a un giudice italiano e di casi simili é piena la storia delle occupazioni 'made in usa': stupratori a Guam e Okinawa, assassini in Afghanistan e molti, moltissimi altri criminali con le stellette di Washington hanno potuto evitare il giusto castigo per i loro reati grazie al Pentagono e alle sue politiche scioviniste e jingoiste.

Adesso, da Bagdad, dalla capitale dello Stato che per ultimo in ordine temporale ha subito l'onta dell'aggressione e dell'occupazione arrogante della potenza imperialista americana, viene una importante affermazione di segno contrario che, ne siamo certi, già sta facendo tremare parecchie ginocchia nello staff dell'inquilino nero della Casa Bianca: tutti quei 'servicemen' Usa che dovessero rimanere in Irak a partire dal primo gennaio 2012 non godranno di alcun privilegio riguardo extragiudizialità delle loro azioni. L'annuncio é stato dato dal Vicepremier Ross Nouri Shawis (foto sopra).

Naturalmente, non vi é alcuna intenzione da parte del Governo in carica o delle altre cariche istituzionali di mantenere alcun numero di militari americani nel paese dopo quella data, ma la dichiarazione é comunque importante, giacché toglie a Washington un importante rassicurazione sull'intoccabilità delle proprie truppe e, di converso, ridurrà ad altri consigli persino quegli irriducibili della 'presenza a oltranza' che, anche dopo le ripetute dichiarazioni di parte irakena, continuavano a proclamare a gran voce che la presenza Usa nel paese si sarebbe prolungata anche oltre i termini siglati nel 2008 dall'accordo sul ritiro voluto da George Bush Jr.

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