Visualizzazione post con etichetta 1991 war on Iraq. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 1991 war on Iraq. Mostra tutti i post

lunedì 5 agosto 2013

Due "nuovi" Mirage F1 si uniscono alla flotta dell'IRIAF grazie alla grande abilità di tecnici e ingegneri iraniani!

Ci sono volute 45.000 ore di lavoro ma, alla fine, gli sforzi degli ingegneri e dei tecnici dell'Aviazione della Repubblica Islamica sono stati ricompensati e due Mirage F1 già delle forze aeree del tiranno irakeno Saddam Hussein sono stati riportati alla piena efficienza e si sono uniti agli oltre venti già in servizio presso la base aerea di Chahabar.

L'annuncio é stato dato dal Generale Massoud Rouzkhosh, che ha pubblicamente lodato la perizia e l'abilità dei tecnici della base di Shaheed Fakouri, vicino Tabriz, che hanno reso possibile questo piccolo "miracolo", pochi mesi dopo aver riportato alla piena vita operativa un MiG-29 ex-irakeno che era rimasto fermo per oltre dodici anni.

Ma se nel caso del 'Fulcrum' gli esperti iraniani potevano valersi delle informazioni ricevute negli anni '90 al momento dell'acquisto ufficiale di una partita di MiG, il know-how necessario a riparare e far tornare operativi i due Mirage é stato tutto dedotto da loro stessi con la 'retro-ingegneria' visto che mai Parigi ha anche solo accennato la volontà di trasferire apparecchi o conoscenze aeronautiche verso Teheran.

La Francia, ricordiamolo, dopo gli Usa e l'URSS era la maggior fornitrice di sostegno al tiranno irakeno durante il periodo della sua insensata aggressione contro la neonata Repubblica Islamica (1980-88). Che ebbe termine solo dopo otto anni di eroica Resistenza del popolo iraniano.

domenica 3 marzo 2013

Continua la modernizzazione della flotta aerea iraniana! Dopo F-5 e MiG-29 tocca ai "Phantom"!!

Nei mesi passati abbiamo cercato di fornire una cronaca quanto più possibile precisa, accurata e realistica degli sforzi che ingegneri e tecnici della Repubblica Islamica producono per permettere alla loro patria di valersi di una forza aerea moderna e adeguata a confrontare le numerose minacce militari e politiche poste contro la sua libertà, autonomia e indipendenza dai piani di sottomissione imperialista escogitati da Usa, Israele e pochi altri stati aggressivi e arroganti.

In attesa che si raffini e giunga a completa maturazione la capacità di produrre e mantenere in proprio aeromobili moderni (arrivata ormai sulla soglia di un vero e proprio "punto critico" con la presentazione del "Qaher-313") l'unico modo per riuscirci é quello di continuare a modificare e migliorare le airframe disponibili (F-14, F-4, F-5, MiG-29, Mirage F-1...) per consentire a quegli ottimi mezzi di generazione 3.5 o 4 di scavalcare con successo l'orizzonte del Ventesimo Secolo e proporsi credibilmente come avversari di ipotetici "banditi" di generazione 4.5 (giacché i vari claim americani che F-22 ed F-35 siano apparecchi di 'quinta generazione" altro non sono che baggianate propagandistiche).

Dopo avere messo mano con successo ai vecchissimi e usurati MiG-29 ex-irakeni mandati "in esilio" oltreconfine dai generali di Saddam poco prima della 'debacle' del 1991 e averli con viva sorpresa e ammirazione degli osservatori internazionali riportati alla piena efficienza operativa. Abbiamo ora notizia che l'IRIAF si stia dedicando al ricondizionamento e all'aggiornamento dei suoi F-4 Phantom II, macchine in un certo senso venerabili che stanno però entrando in una vera e propria 'seconda giovinezza'.

domenica 5 agosto 2012

L'industria aeronautica iraniana riesce a riportare in volo i MiG-29 di Saddam Hussein!

Nel 1991 mentre le forze dell'imperialismo e dell'arroganza globale si preparavano a scatenarsi contro l'Irak che esse stesse avevano armato, rifornito e istigato ad attaccare la Repubblica Islamica lo Stato Maggiore Aeronautico di Bagdad non trovò di meglio, per salvare almeno una parte della sua linea di volo più avanzata da quella che si prospettava come un'imminente distruzione, di inviare gli aerei più sofisticati delle sue squadriglie verso l'Iran, questa volta non per bombardarlo come accadde tra 1980 e 1988, ma per chiedervi asilo.
I dirigenti della Repubblica Islamica lo accordarono ma, subito dopo avere accolto i piloti fuggiaschi, confiscarono i loro aerei visto che il Governo irakeno doveva ancora molte decine di milioni di dollari per danni di guerra a Teheran. Le valutazioni fatte su quegli aeroplani convinsero ulteriormente generali e politici iraniani delle ottime qualità di alcuni modelli (Mig-29, Sukhoi 24 e 25) tanto che, pochi anni dopo, l'aeronautica della Repubblica Islamica acquistò dalla Russia quegli stessi aerei e fece addestrare i propri tecnici a mantenerli efficienti.
Gli originali aeroplani iracheni, usurati e consunti da alti ratei di attrito e cattiva e deficiente manutenzione, furono uniti alle nuove macchine arrivate dalla Russia laddove possibile, ma molti rimasero a terra, come l'aereo che si vede in queste foto. Ora, dopo vent'anni di immobilizzazione, anche questo apparecchio, rimesso in piena efficienza dagli sforzi autonomi e indipendenti degli ingegneri iraniani é tornato a volare e verrà presto unito a una delle squadriglie equipaggiate di MiG-29.
Questo nuovo sviluppo conferma i grandi passi avanti fatti dall'industria aeronautica nazionale iraniana che sempre più rapidamente si avvicina al traguardo di mettere in cantiere e realizzare i propri aeroplani senza alcun bisogno di rivolgersi a partner stranieri (qualcosa che solo una decina di nazioni al mondo oggi come oggi possono permettersi di fare).

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 6 luglio 2012

Arafat avvelenato? Le rivelazioni 'ad orologeria' di Al-Jazeera distraggono l'opinione pubblica mediorientale!

Arafat commise il più grave errore della sua lunga carriera politica quando, dopo essersi pubblicamente schierato a favore di Saddam Hussein (che si professava amico della Palestina solo se e quando faceva comodo a lui) poco prima della Guerra del Golfo del 1991, di fronte all'apparentemente irresistibile avanzata del 'Nuovo Ordine Mondiale' di Bush Sr. accettò di 'riconoscere israele' e di barattare una semi-autonomia da Bantustan con la piena rivendicazione dei Diritti palestinesi e la liberazione di tutto il territorio occupato dai sionisti.
In quella occasione l'apparente perdita dei principali sponsor internazionali e regionale della Causa palestinese (URSS, Irak...), unita alla età avanzata del leader storico dell'OLP cospirarono nel convincerlo che "poco sarebbe stato meglio di niente" e lo resero, magari anche malgrado le sue stesse intenzioni, un burattino di quelle stesse forze che egli aveva combattuto anche con gradi successi nei precedenti decenni della sua vita.
Adesso, otto anni dopo la sua morte, Arafat sta venendo di nuovo utilizzato come "specchietto per le allodole" da quelle stesse forze che lo manovrarono dalla Conferenza di Oslo in poi: le tardive 'rivelazioni' del canale Qatariota Al-Jazeera riguardo un suo possibile avvelenamento a base di Polonio, infatti, non servono alcuno scopo se non quello di distrarre l'opinione pubblica araba e mediorientale dalle gravissime difficoltà in cui arrancano i reami petroliferi del Golfo, retti dai corrotti emiri sunniti rimasti ultimi scherani dell'egemonia imperialista Usa nella regione.
L'Arabia Saudita si dibatte nell'incertezza dovuta alla senilità e alla cattiva salute dei pochi superstiti tra i "Sette Sudairi", insieme al Qatar Riyadh vede i suoi sforzi di sedici mesi contro la Siria non portare a nessuno dei risultati sperati (cacciata di Assad e cambio di regime), il Barhein sperimenta proteste sempre più massicce e diffuse che sembrano preludere all'inevitabile cacciata dei sovrani Al-Khalifa; in questo scenario, "ripescare" una storia come quella dell'avvelenamento di Arafat non é altro che un espediente di 'Distrazione di Massa'. Un giochino dell'Emiro del Qatar (ormai burattinaio di Al-Jazeera dopo le defezioni di tutti i giornalisti seri e indipendenti dalla rete) a cui Palaestina Felix non vuole prestare attenzione o spazio.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 15 ottobre 2011

I cieli dell'Irak nuovamente in mano agli irakeni per la prima volta da vent'anni a questa parte!


In un ulteriore importante passo per lasciarsi alle spalle l'incubo di otto anni di violenza seguita all'invasione decisa da Bush Jr e all'occupazione sostenuta dalla 'coalizione dei senza spina dorsale', di cui facevano parte il 'laburista' Tony Blair, il baffuto 'raton' Aznar, alcune non-entità europee come la Polonia dei gemelli Kacynski e, per un certo periodo, anche l'italietta berlusconide, l'Irak é tornato unico e solo controllore del proprio spazio aereo, per la prima volta dal 1991, quando, in seguito all'attacco militare guidato allora da Bush Sr, le potenze imperialiste imposero sulla Mesopotamia le infami 'No-fly Zone'.

Ci sono voluti vent'anni ma, finalmente, tutto il cielo sopra l'Irak é di nuovo competenza esclusiva degli irakeni e, nella fattispecie, delle loro forze aeree e della loro Autorità per l'Aviazione civile (ICAA); "controllori di volo irakeni dirigono il traffico di ogni aeromobile in volo sopra il paese, compresa Bagdad; snodo aeronatuico di primaria importanza nella regione".

La restituzione dello spazio aereo é certamente un passo fondamentale verso il totale ritiro delle truppe americane di occupazione che, secondo gli statuti dell'accordo siglato nel 2008 da un George Bush Jr ormai in scadenza di mandato, avranno totalmente abbandonato il paese per il 1 gennaio 2012. Avrà così termine l'avventura militare che più di tutte, anche più della perdurante occupazione militare dell'Afghanistan, ha contribuito a mandare in crisi il 'modello imperiale' pensato sull'onda degli entusiasmi di fine guerra fredda e che Bush padre aveva battezzato NWO, cioé Nuovo Ordine Mondiale.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.