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mercoledì 3 dicembre 2014

Nouri al-Maliki incontra Nasrallah: "La sconfitta dell'ISIS é ormai una certezza!"

Come annunciato con largo anticipo dal nostro articolo precedente, il Vicepresidente irakeno (ed Ex-Premier) Nouri al-Maliki (dopo avere incontrato in Iran l'Ayatollah Khamenei) si é recato in visita in Libano, dove, guardacaso, si é intrattenuto a lungo a colloquio con il Segretario Generale di Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah.

Gli sviluppi della situazione politico-militare in Siria ed Irak, ovviamente, sono stati al centro del loro scambio di vedute, insieme a ruoli e responsabilità che devono venire assunti e giocati dallo Stato irakeno e dalla Resistenza libanese nel Mondo Arabo e nella Comunità Musulmana di fronte alle sfide presenti e future.

Nasrallah e Maliki, congedandosi, si sono rallegrati di aver verificato una fondamentale omologia delle loro vedute, tra cui, per esempio la certezza che la sconfitta e la dispersione dell'ISIS sarà, grazie agli sforzi combinati dell'Asse della Resistenza (che comprende anche la Siria di Assad e l'Iran della Repubblica Islamica) sia ormai non più una questione di 'se' ma solo e soltanto di 'quando'.

mercoledì 26 novembre 2014

Nouri al-Maliki visiterà il Libano sabato: previsti incontri al vertice coi rappresentanti di Beirut!

Altro che "messo da parte"; per certi versi l'aver rinunciato (nonostante la sua chiara e netta vittoria alle elezioni della scorsa primavera) all'incarico di Premier designato ha 'liberato' Nouri al-Maliki da molte incombenze permettendogli di giocare (dalla poltrona di Vicepresidente dell'Irak) un ruolo più dinamico e attivo nella politica estera del suo paese.

Proprio in questa capacità si era recato a inizio mese in Iran dove si era confrontato con la Guida Suprema Ayatollah Khamenei che ne aveva lodato il polso e il coraggio nel prendere decisioni che si erano rivelate poi preziosissime per il bene del paese mesopotamico.

Sempre in quest'ottica bisogna inquadrare l'annuncio appena apparso sull'emittente di Hezbollah Al-Manar che ha annunciato come sabato il Vicepresidente di Bagdad sbarcherà nel Paese dei Cedri ove ha già programmato incontri coi vertici dello stato durante i quali verranno discussi gli ultimi sviluppi delle vicende irakene, libanesi e dell'intera regione.


sabato 22 novembre 2014

Nouri al-Maliki non é incantato dalle sciarade diplomatiche di Erdogan e Davutoglu: "Ankara coinvolta direttamente con l'ISIS!"

Dire che Ankara é coinvolta direttamente con gli straccioni islamisti del 'califfato', di questi tempi, é banale e scontato come dire che il fuoco brucia e che l'acqua é bagnata eppure ha fatto benissimo Nouri al-Maliki, Ex-premier irakeno e attuale Vicepresidente del paese mesopotamico, a ripeterlo pubblicamente, dopo che, per dovere di diplomazia, il suo successore a capo dell'Esecutivo di Bagdad, Haider Abadi, ha dovuto ricevere ufficialmente il collega neo-ottomano (nonché 'timoniere' della totale inversione di marcia della politica estera turca) Ahmet Davutooglu.

Maliki con la sua dichiarazione ha riaffermato che in Irak nessuno é disposto a dimenticare o a perdonare il ruolo turco nel sostegno al terrorismo wahabita e quanto esso abbia causato difficoltà, perdite, lutti e dolori alla terra dei Due Fiumi e al suo popolo.

Maliki ha anche affermato che l'Irak deve guardare all'Iran e solamente all'Iran per ricevere aiuti decisivi nella sua lotta contro gli estremisti, come dimostrano le recenti vicende dell'Operazione Ashoura con cui é stato stroncato un piano diabolico di attacco alle province sciite del paese e la sua recente visita ufficiale all'Ayatollah Khamenei.


martedì 11 novembre 2014

L'Ayatollah Khamenei incontra Nouri al-Maliki e lo loda: "Il suo sangue freddo ha salvato Bagdad e l'Irak!"

A Teheran la Guida Suprema della Repubblica Islamica, Ayatollah Ali Khamenei ha incontrato il Vicepresidente irakeno Nouri al-Maliki, già Primo Ministro del paese mesopotamico fino al 2014. Khamenei non ha lesinato lodi al rappresentante del paese vicino, sottolineando come nel corso dell'Estate, di fronte all'avanzata dell'ISIS e alla grave minaccia posta da questo gruppo terrorista per la stessa esistenza dello Stato irakeno: "[...] Lei ha svolto un ottimo lavoro prevenendo tumulti e instabilità e il suo esempio sarà ricordato con favore dai suoi compatrioti e da tutti gli amici sinceri dell'Irak!".

Khamenei ha anche reso omaggio la capacità mostrata da Maliki di comprendere i problemi del suo paese: "Il suo metodo di aiutare il nuovo Governo di Haider Abadi a creare unità tra diverse e disparate forze politiche é stato ottimo e dovrebbe venire portato avanti anche in futuro".

Maliki, vincitore con ampio margine delle elezioni tenutesi in primavera 2014,  inizialmente non voleva rinunciare al terzo mandato da Primo Ministro, ma di fronte alla grave situazione scatenata dalle trame e dagli intrighi della CIA e del Mossad, volta a balcanizzare e frazionare lo Stato irakeno, ha passato il testimone al suo successore Haider Abadi, aiutandolo anche, come riconosciuto (e lodato) da Khamenei.