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martedì 5 marzo 2019

Tagliagole di Al Nusra con passaporto inglese ora chiede di venire rimpatriato "Ero un operatore umanitario!"

Inglesi.

Hanno invaso mezzo mondo.

Poi si sono dovuti ritirare.

Hanno imposto l'inserimento di centinaia di migliaia di stranieri non integrabili sul loro territorio, affermando che legioni di Mohamed, di Abdul, di Bilbolbul potessero essere "Britannici al ciento per ciento" solo perché veniva scritto su un pezzo di carta.

E li hanno usati come truppe cammellate contro i loro nemici politici: l'Urss in Afghanistan, Assad in Siria...etc.

Intanto interi quartieri di Manchester, di Birmingham, di Liverpool dove abitava l'onesta e laboriosa classe operaia inglese, che si massacrava di turni in fabbrica per far vincere ai Churchill le loro guerre mondiali, sono diventati fetide casbah.

Non c'é che da recuperare un vecchio motto, mai come oggi attuale:

sabato 21 luglio 2018

Haftar: "Non permetteremo la presenza di forze militari straniere sul nostro territorio, nemmeno per frenare il traffico di clandestini!"

Il Generale Haftar é un vero patriota libico.

E si esprime come tale.

Non c'é altro da aggiungere.

Come ho scritto più volte l'Italia ha avuto la grande chance di diventare partner privilegiato di Haftar, ma l'ha buttata via per la cronica insipienza e subalternità della sua classe dirigente, incapace di capire i meccanismi dell'agone internazionale e preoccupata solo di piccole questioni di bottega interna ed elettorale.

lunedì 31 marzo 2014

Brutale razzismo sionazista: dozzine di migranti negri scomparsi nelle carceri di Tel Aviv senza alcuna accusa!!

Conosciamo la tiritera: mentre in Occidente, in ogni paese, i membri della lobby sionista garrulamente cantano le lodi della società "multikulti" e del meticciato che distrugge radici storiche e culture millenarie in Israhell, definito da questi bei tomi 'l'Unica Democrazia del Medio Oriente' si intonano melodie ben diverse e guai ai rappresentanti di quelle "tazze inferiori" (specie se coloured) che cerchino di prendere dimora nel regime ebraico.

Lo scorso 29 marzo una grande manifestazione di migranti negri a Tel Aviv che chiedeva la chiusura immediata dei due gulag nel deserto del Negev dove i cittadini africani sono imprigionati prima di venire rispediti forzosamente verso la fame e la guerra dei loro paesi nativi (dove fame e guerra spesso risultano dalle stesse ingerenze del regime sionazista in Africa).

La manifestazione é stata dispersa e decine e decine di partecipanti, fermati dalla sbirraglia sionista, sono scomparsi nelle celle di Tel Aviv, probabilmente spediti negli stessi lager la cui chiusura hanno domandato con la loro marcia coraggiosa. In ogni momento si considera che si possano trovare tra i 40 e i 50mila africani negri specialmente eritrei e sudanesi nella Palestina sottoposta a occupazione sionista, privi di documenti e totalmente clandestini.

 

mercoledì 25 luglio 2012

Cronaca dello schifo: Il regime sionazista di Tel Aviv allunga i tentacoli sull'acqua del Nilo tramite il suo servo negro Salva Kiir mentre deporta i migranti africani Sud-sudanesi e ivoriani!

Il regime ebraico di Tel Aviv per la sua natura "kosher" é l'unico paese al mondo dove sia permesso di praticare il razzismo di Stato: alla stampa 'liberal' e 'israel-friendly' di casa nostra e d'oltreoceano non verrebbe mai in mente di elencare sulle sue pagine tutte le istanze di xenofobia violenta e virulenta che ormai quotidianamente macchiano la cronaca della porzione di Palestina invasa dai sionisti sulla quale sventola la 'svastica a sei punte'; per fortuna la stampa e la comunicazione libera e indipendente esistono ancora così, su queste pagine come su altre venues é possibile a chi sia interessato e non soffra di paraocchi congeniti informarsi sulle malefatte razziali del 'popolo eletto' che, temendo forse di 'contaminarsi' rimanendo troppo a contatto con immigrati africani che non hanno nemmeno la patente di 'giudaismo di serie B' che a malincuore si rilascia ai Falascià abissini, pensa bene di disfarsene deportandoli a migliaia.
Già questa notizia sarebbe sufficiente a far rivoltare lo stomaco e rovesciare il sangue ma il fatto di sapere che mentre centinaia di Ivoriani e migliaia e migliaia di Sud-Sudanesi vengono presi "amorevolmente" in cura dalle SS sioniste e caricati a forza su navi e aerei che li riporteranno alla fame, alla guerra, alle persecuzioni etniche da cui hanno cercato rifugio migrando (purtroppo per loro verso l'unico paese al mondo che può impiparsene della 'Political Correctness' e della nozione di accoglienza solidale verso i profughi) il Premier sionista di Estrema Destra ha ricevuto in visita ufficiale il 'servo negro' Salva Kiir che ha messo nelle grinfie sionaziste l'intero patrimonio idrico del suo paese, allora la misura é colma e nessun piagnisteo o giaculatoria dei sionisti di casa nostra potrà evitarci di augurare a Netanyahu e a tutti i suoi complici le tribolazioni di Giobbe moltiplicate per sette volte.
Già perché il ridicolo 'cowboy' di Juba, pedina autoritaria e corrotta dei piani di Netanyahu e Obama contro il Continente Nero e le sue genti (colpevoli di essere troppo scure e troppo musulmane per suscitare le simpatie di Sion) ha letteralmente consegnato firmando un memorandum che é una vera e propria resa senza condizioni l'intero patrimonio idrico sud-sudanese non al Governo di Tel Aviv, non a qualche consorzio o ente creato apposta, ma NIENTEMENO CHE ALLE IMI (Israeli Military Industries) che già progettano deviazioni, dighe e sbarramenti mirate a depredare l'Africa dell'acqua dolce del Nilo e a colpire direttamente i paesi che di essa beneficiano dal tempo dei Faraoni: Sudan (del Nord) ed Egitto. Salva Kiir ovviamente con le tangenti che ha ricevuto da israhell potrà dare nuovi festini sardanapaleschi nella sua reggia corrotta, mentre il 15 per cento dei neonati del suo popolo non arriva a compiere 5 anni. E per coloro che cercheranno in Israele l'acqua natia rapinata, ci saranno l'arresto e la deportazione.
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martedì 26 ottobre 2010

Le persecuzioni razziste israeliane ci "regalano" 128 profughi palestinesi

Pochi giorni fa una folta rappresentanza della comunità impolitica e subculturale italiana (straordinariamente variegata e "bipartisan", come va di moda oggi) si é riunita per celebrare una specie di "sabba" filosionista, condotto con grandi belati e lamentazioni rivolte a Tel Aviv, nel tentativo, forse fin troppo riuscito, di sputtanare quanto rimaneva del residuo patrimonio di prestigio e credibilità diplomatica costruito da generazioni di politici italiani (da Fanfani a D'Alema passando per Moro e Craxi) che avevano saputo proporre l'Italia come un paese affidabile e imparziale proiettato verso l'agone mediorientale dalla sua stessa natura di "ponte" gettato al centro del Mediterraneo.

La "bolsa e fumosa e parrucchieresca cicalata" ha avuto luogo, con il parterre che allineava la Fiamma Frankenstein compagna di partito del fascista Ciarrapico, il professor Veronesi riciclato nelle vesti dello Stranamore pro-nucleare (nucleare civile italiano e nucleare militare sionista), il lardoso e bilioso Giuliano Ferrara e lo scheletrico e istupidito Piero Fassino, Massimo Ranieri, (tammurriato sulla via per Gerusalemme), fino a un confuso e indistinto bestiario che mescolava il forzitaliota Cicchitto, il baciapile Rutelli e qualche radicale d'accatto, che si riscaldava nell'esaltazione del fascismo etnocratico sionista, con le sue leggi razziste e i suoi progetti di pulizia etnica; mentre tutto ciò accadeva il generoso stato ebraico di Israele si apprestava a consegnare il suo ennesimo "regalo" all'Italia.

Infatti, sospinto dal suo tossicchiante e fumigante motore diesel, in quelle stesse ore iniziava il suo periplo il peschereccio egiziano che, stamane, ha sbarcato sulle coste sicule il suo cargo di profughi disperati: centoventotto Palestinesi in fuga dall'utopia sionista e dalle amorevoli attenzioni dell' "esercito più morale del mondo". Disposti a sobbarcarsi i rischi e gli incerti di una traversata degna dei passeggeri di Caronte pur di sottrarsi alla violenza, alla sopraffazione, al terrore che era diventato il loro quotidiano grazie alla puntuale e ripetuta azione di quello stesso stato ebraico esaltato dai vari Dalla e Saviano.

Saranno contenti Ferrara e Cicchitto, avranno nuovi bersagli da indicare ai suini bipedi Calderoli e Borghezio e alle loro falangi di camice verdi: impegnate a contrastare la montante marea "islamica" alleandosi con coloro che forniscono le cause prime e moventi del crescente flusso migratorio dal Medio Oriente (strategia politica sempre vincente, come quella del Vaticano che combatte l'Aids vietando i preservativi!); per quanto riguarda gli altri devono solamente vergognarsi di aver captato voti e consenso dalla parte progressista e umana di questo Paese per poi presentarsi quali graditi ospiti ai baccanali di quanti negano col loro operato quotidiano gli ideali e le aspirazioni (giustizia, solidarietà, legalità, fratellanza) di lettori ed e-lettori a cui i Saviano e i Fassino devono le loro "brillanti" carriere.