Pur promettendo di "non ricorrere mai alla forza contro Stati vicini e fratelli" il Presidente egiziano Al-Sisi ha messo in chiaro che Il Cairo non tollererà progetti di dighe o deviazioni del corso del Nilo che possano impattare negativamente sulla 'sovranità idrica' del paese.
E' da molto tempo infatti che, istigati e in alcuni casi direttamente o indirettamente finanziati da Tel Aviv certi paesi dell'Africa Nera vorrebbero intrappolare sempre più acqua del grande fiume dell'Antichità, da sempre legato alla Storia, alla Cultura, persino alla Religione Primigenia dell'Egitto.
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lunedì 15 gennaio 2018
Al-Sisi giura di difendere la "sovranità idrica" dell'Egitto minacciata dai progetti etiopici finanziati e istigati da Tel Aviv!
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lunedì 19 dicembre 2016
Al-Sisi considera alleanze con Damasco, Sanaa, Teheran per contrastare le ingerenze saudite nel Corno d'Africa!
La costante ingerenza dell'Arabia Saudita nella zona di imboccatura meridionale del Mar Rosso (Yemen, Etiopia, Eritrea, Gibuti) é percepita dai responsabili del Governo egiziano come un grave pericolo per gli interessi del loro paese: in Etiopia Riyadh potrebbe finanziare o comunque facilitare progetti idrici che metterebbero in pericolo il corso del Nilo (in Egitto l'85 per cento della popolazione vive nella fascia di cinque Km su ogni riva del grande fiume); mentre il recente proposito saudita di costruire una base militare a Gibuti indica la volontà del regime wahabita di essere in grado di ricattare economicamente Il Cairo minacciando il traffico mercantile diretto verso Suez.
Questo non fa che peggiorare i rapporti, ultimamente in caduta libera, tra i due paesi.
Questo non fa che peggiorare i rapporti, ultimamente in caduta libera, tra i due paesi.
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martedì 24 marzo 2015
Al-Sisi, Omar Bashir e Haile Mariam siglano nuovi accordi che risolvono la questione delle Acque del Nilo!
Un grande successo diplomatico e di immagine che dimostra nei fatti come i paesi africani siano in grado, senza interferenze da parte dell'ONU, del campo imperialista e del regime sionista di trovare autonomamente buone e pacifiche soluzioni anche a questioni molto spinose e delicate.
Si é visto ieri a Khartoum, dove, anfitrione il saggio presidente sudanese Omar Bashir, i capi di stato egiziano ed etiope hanno trovato e ratificato un accordo per la gestione delle acque del Nilo che, leggermente deviate dal progetto idroelettrico della Diga del Grande Rinascimento, verranno poi divise tra i tre paesi secondo criteri più equi di quelli stabiliti col precedente accordo dell'Età Coloniale, che penalizzava l'Etiopia a favore dei protettorati britannici dell'epoca.
Si é visto ieri a Khartoum, dove, anfitrione il saggio presidente sudanese Omar Bashir, i capi di stato egiziano ed etiope hanno trovato e ratificato un accordo per la gestione delle acque del Nilo che, leggermente deviate dal progetto idroelettrico della Diga del Grande Rinascimento, verranno poi divise tra i tre paesi secondo criteri più equi di quelli stabiliti col precedente accordo dell'Età Coloniale, che penalizzava l'Etiopia a favore dei protettorati britannici dell'epoca.
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lunedì 28 aprile 2014
Accordo tra il Generale Al-Sisi e il Partito Arabo Democratico Nasserista! Importante segnale in vista delle presidenziali!!
Mentre le fognette della stampa prezzolata italiota, sia che prendano ordini dalla sinagoga di DeBenedetti o dall'asfittico pollaio confindustriale (dove i 'galletti' dell'imprenditoria nazionale attendono di venire trasformati nei capponi di domani dalle 'illuminate' mani invisibili del mercatismo e della globalizzazione strisciante) si concentrano a diffamare il potere giudiziario egiziano per aver fatto nient'altro che il suo dovere: difendere lo Stato dagli eversori islamisti che ricorrono al terrorismo e alla violenza e averlo fatto con gli strumenti e le leggi a disposizione, ivi compresa la condanna a morte, emessa anche nei confronti del mandante ultimo delle violenze terroriste ikhwanite, Mohamed Badieh, Palaestina Felix dal Cairo recepisce e dà risalto a una notizia ben diversa ma a nostro giudizio molto più indicativa e rilevante.
Come dimostra questa foto di gruppo il Generae Al-Sisi, dimissionario dalla sua carica per poter prendere parte alle prossime elezioni presidenziali, ha fatto visita al quartier generale del Partito Arabo Democratico Nasserista (formazione frutto della fusione tra quattro diversi partiti nasseristi precedenti) e ha siglato coi suoi dirigenti un memorandum d'intesa per la loro partecipazione al Governo del paese dopo una prevista (e probabile) vittoria alle presidenziali dell'ex-militare.
Questo fatto costituisce un ottimo presagio per il futuro del Paese del Nilo, visto che un recupero della tradizione nazionalista, patriottica e socalista che segnò le sorti della Nazione tra la cacciata del corrotto Farouk e il tradimento filoamericano consumato da Sadat tra 1974 e 1979 sembra la maniera migliore per restituire orgoglio, fierezza, unità e dignità a una popolazione che tra 2011 e 2013 ha rischiato di precipitare dalla stagnazione paludosa del regime di Mubarak all'oscurantismo ikhwanita incarnato dalla Fratellanza Musulmana e da ridicoli personaggi come Mohamed Mursi.
Come dimostra questa foto di gruppo il Generae Al-Sisi, dimissionario dalla sua carica per poter prendere parte alle prossime elezioni presidenziali, ha fatto visita al quartier generale del Partito Arabo Democratico Nasserista (formazione frutto della fusione tra quattro diversi partiti nasseristi precedenti) e ha siglato coi suoi dirigenti un memorandum d'intesa per la loro partecipazione al Governo del paese dopo una prevista (e probabile) vittoria alle presidenziali dell'ex-militare.
Questo fatto costituisce un ottimo presagio per il futuro del Paese del Nilo, visto che un recupero della tradizione nazionalista, patriottica e socalista che segnò le sorti della Nazione tra la cacciata del corrotto Farouk e il tradimento filoamericano consumato da Sadat tra 1974 e 1979 sembra la maniera migliore per restituire orgoglio, fierezza, unità e dignità a una popolazione che tra 2011 e 2013 ha rischiato di precipitare dalla stagnazione paludosa del regime di Mubarak all'oscurantismo ikhwanita incarnato dalla Fratellanza Musulmana e da ridicoli personaggi come Mohamed Mursi.
martedì 18 giugno 2013
Mursi fa il gioco di Israele mentre Tel Aviv trama per togliere all'Egitto le acque del Nilo!!
Mentre le reazioni internazionali alla sciocca, superficiale e avventata decisione del Presidente egiziano Mohammed Mursi di interrompere le relazioni diplomatiche con la Siria stanno intaccando sempre più il residuo prestigio internazionale del Cairo a guida Ikhwan (ormai ridotto ai minimi termini) gli osservatori esperti di cose africane e mediorientali non possono fare a meno di notare che, mentre il capo di Stato del Cairo si rende da sé stesso burattino degli interessi americani e sionisti l'internazionale a Sei Punte continua imperterrita nei suoi piani contro l'Egitto, decisa più che mai a colpire il Paese delle Piramidi tramite la sua indispensabile arteria idrica: il Nilo.
Il quotidiano Al-Akhbar ha rivelato in una recente edizione che dietro il 'faraonico' progetto etiope per una diga sul Nilo Azzurro vi sarebbero finanziatori sionisti, che porterebbero scientemente avanti il progetto datato 1956 stilato dallo Stato Maggiore di Tel Aviv per 'strozzare' a Sud l'Egitto deviando il più possibile le acque del Nilo in maniera da assetare il grande paese arabo. Bisogna ricordare che la quasi totalità degli ottanta milioni di Egiziani vivono della fascia di cinque Km a destra e a sinistra dalle coste fluviali, lasciando il resto del paese pressoché disabitato.
"Palaestina Felix" ha già denunciato l'attivismo sionista nei paesi dell'Africa Nera particolarmente indifesi di fronte alel manovre della piovra finanziaria a Sei Punte, come ad esempio nella miserrima cleptocrazia Sud-Sudanese che ha già 'svenduto' le proprie ricchezze idriche a un pool di compagnie sioniste tra cui primeggia. guardacaso, nientemeno che la Israel Military Industries. Sion si prepara alla guerra dell'acqua, sapranno i popoli africani bloccarne i diabolici piani? Non se continueranno a scegliere come propri governanti burattini come Mursi!!
Il quotidiano Al-Akhbar ha rivelato in una recente edizione che dietro il 'faraonico' progetto etiope per una diga sul Nilo Azzurro vi sarebbero finanziatori sionisti, che porterebbero scientemente avanti il progetto datato 1956 stilato dallo Stato Maggiore di Tel Aviv per 'strozzare' a Sud l'Egitto deviando il più possibile le acque del Nilo in maniera da assetare il grande paese arabo. Bisogna ricordare che la quasi totalità degli ottanta milioni di Egiziani vivono della fascia di cinque Km a destra e a sinistra dalle coste fluviali, lasciando il resto del paese pressoché disabitato.
"Palaestina Felix" ha già denunciato l'attivismo sionista nei paesi dell'Africa Nera particolarmente indifesi di fronte alel manovre della piovra finanziaria a Sei Punte, come ad esempio nella miserrima cleptocrazia Sud-Sudanese che ha già 'svenduto' le proprie ricchezze idriche a un pool di compagnie sioniste tra cui primeggia. guardacaso, nientemeno che la Israel Military Industries. Sion si prepara alla guerra dell'acqua, sapranno i popoli africani bloccarne i diabolici piani? Non se continueranno a scegliere come propri governanti burattini come Mursi!!
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mercoledì 25 luglio 2012
Cronaca dello schifo: Il regime sionazista di Tel Aviv allunga i tentacoli sull'acqua del Nilo tramite il suo servo negro Salva Kiir mentre deporta i migranti africani Sud-sudanesi e ivoriani!
Il regime ebraico di Tel Aviv per la sua natura "kosher" é l'unico paese al mondo dove sia permesso di praticare il razzismo di Stato: alla stampa 'liberal' e 'israel-friendly' di casa nostra e d'oltreoceano non verrebbe mai in mente di elencare sulle sue pagine tutte le istanze di xenofobia violenta e virulenta che ormai quotidianamente macchiano la cronaca della porzione di Palestina invasa dai sionisti sulla quale sventola la 'svastica a sei punte'; per fortuna la stampa e la comunicazione libera e indipendente esistono ancora così, su queste pagine come su altre venues é possibile a chi sia interessato e non soffra di paraocchi congeniti informarsi sulle malefatte razziali del 'popolo eletto' che, temendo forse di 'contaminarsi' rimanendo troppo a contatto con immigrati africani che non hanno nemmeno la patente di 'giudaismo di serie B' che a malincuore si rilascia ai Falascià abissini, pensa bene di disfarsene deportandoli a migliaia.
Già questa notizia sarebbe sufficiente a far rivoltare lo stomaco e rovesciare il sangue ma il fatto di sapere che mentre centinaia di Ivoriani e migliaia e migliaia di Sud-Sudanesi vengono presi "amorevolmente" in cura dalle SS sioniste e caricati a forza su navi e aerei che li riporteranno alla fame, alla guerra, alle persecuzioni etniche da cui hanno cercato rifugio migrando (purtroppo per loro verso l'unico paese al mondo che può impiparsene della 'Political Correctness' e della nozione di accoglienza solidale verso i profughi) il Premier sionista di Estrema Destra ha ricevuto in visita ufficiale il 'servo negro' Salva Kiir che ha messo nelle grinfie sionaziste l'intero patrimonio idrico del suo paese, allora la misura é colma e nessun piagnisteo o giaculatoria dei sionisti di casa nostra potrà evitarci di augurare a Netanyahu e a tutti i suoi complici le tribolazioni di Giobbe moltiplicate per sette volte.
Già perché il ridicolo 'cowboy' di Juba, pedina autoritaria e corrotta dei piani di Netanyahu e Obama contro il Continente Nero e le sue genti (colpevoli di essere troppo scure e troppo musulmane per suscitare le simpatie di Sion) ha letteralmente consegnato firmando un memorandum che é una vera e propria resa senza condizioni l'intero patrimonio idrico sud-sudanese non al Governo di Tel Aviv, non a qualche consorzio o ente creato apposta, ma NIENTEMENO CHE ALLE IMI (Israeli Military Industries) che già progettano deviazioni, dighe e sbarramenti mirate a depredare l'Africa dell'acqua dolce del Nilo e a colpire direttamente i paesi che di essa beneficiano dal tempo dei Faraoni: Sudan (del Nord) ed Egitto. Salva Kiir ovviamente con le tangenti che ha ricevuto da israhell potrà dare nuovi festini sardanapaleschi nella sua reggia corrotta, mentre il 15 per cento dei neonati del suo popolo non arriva a compiere 5 anni. E per coloro che cercheranno in Israele l'acqua natia rapinata, ci saranno l'arresto e la deportazione.
Già questa notizia sarebbe sufficiente a far rivoltare lo stomaco e rovesciare il sangue ma il fatto di sapere che mentre centinaia di Ivoriani e migliaia e migliaia di Sud-Sudanesi vengono presi "amorevolmente" in cura dalle SS sioniste e caricati a forza su navi e aerei che li riporteranno alla fame, alla guerra, alle persecuzioni etniche da cui hanno cercato rifugio migrando (purtroppo per loro verso l'unico paese al mondo che può impiparsene della 'Political Correctness' e della nozione di accoglienza solidale verso i profughi) il Premier sionista di Estrema Destra ha ricevuto in visita ufficiale il 'servo negro' Salva Kiir che ha messo nelle grinfie sionaziste l'intero patrimonio idrico del suo paese, allora la misura é colma e nessun piagnisteo o giaculatoria dei sionisti di casa nostra potrà evitarci di augurare a Netanyahu e a tutti i suoi complici le tribolazioni di Giobbe moltiplicate per sette volte.
Già perché il ridicolo 'cowboy' di Juba, pedina autoritaria e corrotta dei piani di Netanyahu e Obama contro il Continente Nero e le sue genti (colpevoli di essere troppo scure e troppo musulmane per suscitare le simpatie di Sion) ha letteralmente consegnato firmando un memorandum che é una vera e propria resa senza condizioni l'intero patrimonio idrico sud-sudanese non al Governo di Tel Aviv, non a qualche consorzio o ente creato apposta, ma NIENTEMENO CHE ALLE IMI (Israeli Military Industries) che già progettano deviazioni, dighe e sbarramenti mirate a depredare l'Africa dell'acqua dolce del Nilo e a colpire direttamente i paesi che di essa beneficiano dal tempo dei Faraoni: Sudan (del Nord) ed Egitto. Salva Kiir ovviamente con le tangenti che ha ricevuto da israhell potrà dare nuovi festini sardanapaleschi nella sua reggia corrotta, mentre il 15 per cento dei neonati del suo popolo non arriva a compiere 5 anni. E per coloro che cercheranno in Israele l'acqua natia rapinata, ci saranno l'arresto e la deportazione.
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lunedì 28 novembre 2011
Positivo l'incontro a Khartoum tra Khaled Mishaal e il Presidente sudanese Omar Bashir!
Khaled Mishaal, Segretario del Politburo di Hamas e massimo rappresentante del Movimento musulmano di Resistenza ha fatto visita nel week-end al Presidente sudanese Omar Bashir, riferendogli degli importanti sviluppi del proprio recente incontro cairota con Mahmud Abbas e aggiornandolo sugli sviluppi della riconciliazione nazionale palestinese e delle difficoltà e dei problemi nel processo di lotta e Resistenza contro gli abusi del regime ebraico.
Secondo quanto inferito da fonti bene informate, oltre agli storici legami culturali e politici tra Omar Bashir e la Causa palestinese, la visita del Segretario di Hamas ha importanza anche nella creazione di un fronte arabo-africano di Resistenza ai complotti e ai piani di espansionismo sionista nel Continente Nero, culminanti quest'anno con il vero e proprio stupro di una nazione sovrana, il Sudan, smembrata per creare uno 'stato-fantoccio' sionista in Africa, il Sudan del Sud del vile e crudele dittatore-cowboy Salva Kiir, che nonostante si sia viste assegnate quasi tutte le risorse petrolifere prima di pertinenza di Khartoum, é subito sprofondato in fondo alle classifiche dei paesi più sottosviluppati d'Africa.
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sabato 26 novembre 2011
Subito dopo il vertice del Cairo Khalid Mishaal vola A Khartoum per incontrarsi col Presidente Omar Bashir!
Il Segretario del Politburo di Hamas Khalid Mishaal é arrivato in queste ore nella capitale sudanese Khartoum per incontrarsi con Omar Bashir, Presidente dello Stato africano colpito negli ultimi mesi dai complotti americani e sionisti per la balcanizzazione dell'Africa e il saccheggio delle sue ricchezze naturali, minerarie, agricole e petrolifere.
Fonti bene informate hanno riferito che, oltre per un naturale feeling di simpatia e corrispondenza tra lo stato africano sconciato dalle mire del regime ebraico e il popolo palestinese oppresso e tiranneggiato dallo stesso nemico Mishaal si sia recato in Sudan subito dopo il suo viaggio al Cairo per riferire importanti comunicati al Presidente sudanese, riguardo il controllo e la difesa delle cateratte del Nilo.
E' noto che la secessione del Sudan meridionale, consegnato in mano al vile e crudele dittatore Salva Kiir, che si atteggia a 'cowboy' e i cui scherani hanno già iniziato a perseguitare la stampa libera che denuncia la corruzione e la mala amministrazione del suo Governo (in pochi mesi di indipendenza il Sud Sudan é già piombato in fondo a tutte le classifiche di sviluppo umano del Continente Nero, superando persino paesi colpiti da disgrazie naturali o da anni in crisi endemica come Somalia e Zimbawe), rappresenta anche l'affondo israeliano verso il Nilo, di cui Tel Aviv cerca il controllo in modo da poter "stringere un cappio" attorno al collo dell'Egitto, recentemente liberatosi dal giogo del tiranno filosionista Mubarak.
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