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lunedì 28 novembre 2011

Resheq: "La disobbedienza civile non potrà mai prendere il posto della lotta armata, diritto irrinunciabile dei popoli sottoposti a occupazione militare!"


Il membro dell'Ufficio Politico di Hamas Ezzat Resheq ha dichiarato che vi é piena e completa intesa tra il suo Movimento e Fatah sull'importanza delle azioni di disobbedienza civile e Resistenza popolare, ma che queste non devono (e non saranno) viste come un'alternativa o un sostituto delle azioni di Resistenza armata.

"La Resistenza armata costituisce una parte integrante, fondamentale e non-negoziabile del programma e della prospettiva di Hamas, che vi rimarrà fedele, essa, anche secondo la giurisprudenza internazionale, costituisce un irrinunciabile legittimo diritto dei popoli sottoposti a occupazione militare, non vediamo quindi perché vi si dovrebbe rinunciare".

Resheq ha detto anche che Hamas e Fatah stanno contattando fazioni e partiti minori dello spettro politico palestinese per attivare appropriati meccanismi di coinvolgimento ed espansione delle iniziative di lotta popolare e diosobbedienza civile contro l'occupazione sionista, la giudeizzazione forzata, gli insediamenti ebraici illegali e il Muro dell'Apartheid. Le dichiarazioni sono state rese durante il week-end a cronisti dell'agenzia Palestine Information Center.
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giovedì 29 settembre 2011

Tutti i prigionieri politici palestinesi nelle galere sioniste rifiutano il cibo in solidarietà con il leader del PFLP, Ahmad Sadaat!


L'intera popolazione carceraria palestinese in mano al regime ebraico, oltre ottomila prigionieri politici, ha iniziato uno sciopero della fame di tre giorni in solidarietà coi rappresentanti del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, che invece hanno dichiarato uno sciopero della fame totale chiedendo che il leader Ahmad Sadaat venga liberato dall'isolamento solitario dove é stato gettato oltre due anni e mezzo fa.

Sono oltre 200 i prigionieri politici del PFLP che rifiuteranno il cibo fino a quando Sadaat non sarà tolto dal confino che ha avuto gravissime conseguenze sul suo benessere e sulla sua salute, tortura medievale inflitta crudelmente dai nuovi inquisitori sionisti, ben più spietati di quelli che secoli fa perseguitavano i "marrani" nella Penisola iberica.

Da mesi, secondo le associazioni di difesa dei Diritti dei prigionieri il regime ebraico sta esasperando le condizioni di detenzione dei palestinesi, limitando o impedendo il loro accesso a visite familiari, mezzi di comunicazione, possibilità di educazione e altre angherie. In risposta i Palestinesi prigionieri hanno intrapreso azioni di resistenza passiva e disobbedienza, come il rifiuto di indossare le uniformi carcerarie e, ora, lo sciopero della fame di massa.
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