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martedì 28 maggio 2013

Ennesimo crimine sionista contro Gaza! Biossido di carbonio spacciato negli ospedali del ghetto come gas anestetico!


Il regime ebraico di occupazione della Palestina ha volontariamente sostituito biossido di carbonio, un gas potenzialmente letale, all'ossido di azoto normalmente inviato a Gaza come gas anestetico; prima che la sostituzione fosse notata quattro pazienti, in lista per operazioni chirurgiche d'emergenza, sono morti avvelenati dalla miscela.

Il Ministro della Salute del legittimo Governo palestinese, Ashraf al-Qudra, ha condannato ai microfoni dei media regionali il "palese e rivoltante crimine di Tel Aviv" sottolineando come, di fronte alla maniera determinata con cui la popolazione di Gaza rifiuta di farsi piegare dalla politica sionista di strangolamento economico, l'occupazione ricorra persino al veneficio.

L'Associazione per i Diritti Umani Ad-Dameer ha invitato l'apertura di una commissione d'inchiesta internazionale per investigare su questo nuovo crimine commesso ai danni della popolazione di Gaza. Il suo dirigente Samir Moussa ha invitato la Croce Rossa Internazionale e l'OMS a mobilitarsi in tal senso.

lunedì 14 maggio 2012

Tra concessioni ed escalation si intravede un accordo per la fine della protesta dei prigionieri politici palestinesi!

Segnali contrastanti arrivano dalle carceri del regime ebraico di occupazione della Palestina dove quasi tremila detenuti politici si stanno negando il cibo da settimane, alcuni quasi da ottanta giorni, per protestare contro le disumane pratiche detentive sioniste.
Se da una parte l'amministrazione carceraria di Tel Aviv ha permesso a Bilal Dhiab, figura-simbolo della protesta, di chiamare telefonicamente la sua famiglia, venendo meno a quanto dichiarato precedentemente (cioé che lo sciopero non avrebbe portato a nessun allentamento delle rigide condizioni di prigionia dei carcerati)dall'altra il prigioniero politico Kamal Issa ha iniziato a rifiutare anche l'acqua, portando il suo sciopero al livello estremo, che non potrà venire mantenuto a lungo prima di risultare nella sua morte. Al telefono Dhiab ha detto ai suoi familiari di non preoccuparsi e non rattristarsi, e di avere ben presente che la sua protesta possa finire probabilmente con la sua morte ma di essere pronto a fare questo sacrificio in nome dei quasi cinquemila prigionieri politici tuttora incarcerati da Israele. I medici che monitorano la salute di Kamal Issa, invece, hanno avvisato che il suo fisico provato dal digiuno non resisterà senza liquidi per più di 60-70 ore e hanno avvertito che dozzine di altri prigionieri sono pronti a imitarlo e dare il via a un tragico, drammatico 'sciopero della sete'.
Intanto si moltiplicano gli sforzi egiziani per mediare una soluzione tra regime sionista e rappresentanti dei detenuti, a imitazione di quanto successo in autunno con la risolutiva mediazione egiziana per la liberazione di centinaia di detenuti politici in cambio del rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit.
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martedì 8 maggio 2012

Ahmad Sadaat si rifiuta di rompere il fronte dello sciopero della fame, mentre i servi di Fatah minacciano i prigionieri che vi prendono parte!

Il Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina Ahmad Saadat, impegnato nello sciopero della fame a oltranza iniziato il 17 aprile da migliaia di prigionieri politici palestinesi ha rifiutato la richiesta delle autorità carcerarie sioniste (lo Shabas) di 'negoziare', riferendo che egli non riveste alcuna posizione di preminenza nella protesta in questione, che un Comitato di prigionieri già esiste e che solo esso é autorizzato ad avere trattative coi carcerieri.
E' evidente il tentativo di Sion di spezzare il fronte della protesta separando un'organizzazione minoritaria ma importante come il PFLP dal resto del movimento, ma Saadat, pur provato dallo sciopero e ancor più dagli anni di detenzione in isolamento non si é mostrato disposto a facilitare questo piano israeliano. Sadaat ha rivelato l'approccio sionista nel suo incontro di garanzia con un avvocato dell'associazione umanitaria Addameer, nella giornata scorsa.
ovviamente tutt'altra musica si suona dalle parti dell'Anp e di Fatah, movimento dirottato da cacicchi servili e indegni, i quali, panciuti e satolli come sono, subito hanno "aperto un canale di dialogo" con lo Shabas, cercando di scavalcare il Comitato dei prigionieri: come se un consiglio di burocrati in doppio petto, tra una "colazione di lavoro" e una "cena di gala" potesse prendere decisione a nome di migliaia di persone che, private della libertà personale da mesi, anni, in qualche caso decenni, non hanno esitato un secondo a privarsi anche del cibo, trasformando i loro corpi in campi di battaglia per dire "basta!" alle disumane pratiche detentive sioniste.
I burocrati di Fatah, vigliacchi come sempre, hanno minacciato di interrompere i pagamenti degli assegni versati dall'organizzazione alle famiglie dei detenuti (spesso necessari per la loro stessa sopravvivenza), se gli aderenti al partito in carcere non interromperanno il loro sciopero della fame; sembra che 65 detenuti lo abbiano già fatto.
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giovedì 19 aprile 2012

Dameer: "Attivisti filopalestinesi arrestati da Israele sono entrati in sciopero della fame!"


Gli attivisti stranieri di solidarietà con la Palestina tenuti illegalmente in custodia dalle autorità sionaziste hanno deciso di dare il via a uno sciopero della fame per protestare contro la detenzione e la loro prevista deportazione dai territori occupati dal regime ebraico; lo ha riportato nelle scorse ore la Fondazione Dameer per i Diritti Umani, dopo avere confermato che i propri legali avevano visitato la prigione di Ramleh dove questi ultimi vengono tenuti in violazione delle più basilari norme di Diritto Internazionale riguardo la libertà di spostamento e la libertà di manifestare le proprie opinioni.


Gli avvocati della Dameer hanno intervistato otto cittadini britannici che sono stati detenuti al loro arrivo all'aeroporto di Lod, sottoposti a perquisizioni non necessarie e hanno avuto i loro effetti illegalmente confiscati; sono quindi stati sottoposti a interrogatori separati e non hanno potuto effettuare le telefonate a cui avrebbero avuto diritto, come "punizione" per il loro sciopero della fame iniziato il giorno stesso della loro detenzione illegale.

Dameer invita la comunità internazionale a esercitare pressione politica e morale sul regime sionista per cessare queste sue attività illegali e consentire a chi lo desideri di recare il suo sostegno e la sua solidarietà al popolo di Palestina.

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mercoledì 21 marzo 2012

Bestiale! I carcerieri sionazisti impediscono il trasferimento in ospedale di Hana'a Shalabi, prigioniera al 34esimo giorno di digiuno!


Dobbiamo riportare che, al contrario di quanto comunicato ieri, la prigioniera politica palestinese Hana'a Shalabi, che da metà del mese scorso sta coraggiosamente rifiutando qualunque forma di nutrimento per protestare contro il suo ri-arresto illegale (dopo essere stata liberata lo scorso autunno nell'ambito delle concessioni che hanno portato al rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit) non é stata ricoverata in ospedale, nonostante il team medico che la ha visitata abbia dichiarato che la sua vita é in costante e grave pericolo ogni ora che tale misura viene procrastinata e posposta.

Hana'a Shalabi, secondo quanto dichiarato congiuntamente dalle ONG 'Clinici per i Diritti Umani', ADDAMEER e Al-Haq sarebbe stata portata a un ospedale ma poi, per motivazioni e ragioni ignote, sarebbe stata riportata alla prigione di Ramleh, dove, tra l'altro avrebbe subito nuovamente violenze e maltrattamenti come ad esempio venire "trascinata sul pavimento". Il fatto che i carcerieri sionazisti continuino a maltrattare una donna che ha perso 14 chili di peso e che non riesce ad alzarsi in piedi da sola dimostra tutta l'abiezione morale del diabolico regime dell'Apartheid e dei suoi componenti.

Le tre organizzazioni umanitarie hanno invitato la Comunità Internazionale a mobilitarsi a favore della giovane che, con ogni giorno che trascorre priva di nutrimento per protestare contro le illegali pratiche poliziesche del regime sionista, rischia seriamente la morte o comunque conseguenze permanenti sulla propria salute.
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giovedì 29 settembre 2011

Tutti i prigionieri politici palestinesi nelle galere sioniste rifiutano il cibo in solidarietà con il leader del PFLP, Ahmad Sadaat!


L'intera popolazione carceraria palestinese in mano al regime ebraico, oltre ottomila prigionieri politici, ha iniziato uno sciopero della fame di tre giorni in solidarietà coi rappresentanti del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, che invece hanno dichiarato uno sciopero della fame totale chiedendo che il leader Ahmad Sadaat venga liberato dall'isolamento solitario dove é stato gettato oltre due anni e mezzo fa.

Sono oltre 200 i prigionieri politici del PFLP che rifiuteranno il cibo fino a quando Sadaat non sarà tolto dal confino che ha avuto gravissime conseguenze sul suo benessere e sulla sua salute, tortura medievale inflitta crudelmente dai nuovi inquisitori sionisti, ben più spietati di quelli che secoli fa perseguitavano i "marrani" nella Penisola iberica.

Da mesi, secondo le associazioni di difesa dei Diritti dei prigionieri il regime ebraico sta esasperando le condizioni di detenzione dei palestinesi, limitando o impedendo il loro accesso a visite familiari, mezzi di comunicazione, possibilità di educazione e altre angherie. In risposta i Palestinesi prigionieri hanno intrapreso azioni di resistenza passiva e disobbedienza, come il rifiuto di indossare le uniformi carcerarie e, ora, lo sciopero della fame di massa.
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