Visualizzazione post con etichetta Giudeizzazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giudeizzazione. Mostra tutti i post

mercoledì 6 giugno 2012

College Usa dichiara il boicottaggio ai prodotti israeliani contro la costruzione di colonie e la giudeizzazione forzata della Palestina!


Il caffé universitario dell'Olympia Evergreen State College di Washington, che si fregia dell'originale e suggestivo nome di "Melanzana Fiammeggiante" ha chiuso del tutto gli accessi alla sua dispensa e al suo frigo a qualunque prodotto 'Made in Israel', come protesta contro le politiche sioniste di annessione e colonizzazione di terra palestinese. La notizia é stata riportata dal sito-web Olympiabds.org.
Il corpo discente del College si é detto convinto che l'acquisto di prodotti sionisti sia "gravemente e fermamente" contrario alla missione dell'istituzione educativa che si prefigge di: "Sostenere la partecipazione politica e l'azione diretta per la creazione di una società giusta ed egualitaria".
 
In tutto il mondo come abbiamo riportato anche recentemente, si stanno diffondendo e moltiplicando le iniziative di boicottaggio, disinvestimento e sanzione contro l'ingiusto regime razzista dell'Apartheid di Tel Aviv e le sue politiche di discriminazione, maltrattamento, espansione delle colonie illegali abitate da fanatici giudei armati e i continui attacchi militari contro il ghetto assediato di Gaza.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

martedì 5 giugno 2012

Lo Sceicco Salah a Istanbul dichiara. "La fine dell'occupazione sionista in Palestina é ormai questione di tempo!"


Il capo della Fratellanza Musulmana in Israele, Sceicco Raed Salah, ha affermato che la fine dell'occupazione ebraica dei territori invasi nel 1948 é ormai imminente e che il declino del sostegno internazionale per il regime espansionista e guerrafondaio israeliano é ormai una realtà ovvia, che non tarderà a far sentire le proprie conseguenze in ogni campo.
 Lo Sceicco Salah ha sottolineato durante un'esclusiva intervista con l'Agenzia "Palestine Information Center" tenutasi a Istanbul che la nazione araba e islamica resisterà a confronterà ogni tentativo sionista di espropriare, danneggiare o demolire il Nobile Santuario di Al-Aqsa e le sue pertinenze. Lo Sceicco ha anche apprezzato il sostegno turco alla Causa palestinese, evidenziando come vi siano positive speranze per il ruolo di collaborazione e cooperazione della Turchia con il mondo arabo e musulmano.

La dichiarazione di Salah é stata rilasciata durante la sua partecipazione a un evento organizzazto dalla "Our Heritage Endowement Assembly", che lavora per proteggere le testimonianze archeologiche e artistiche di origine ottomana nella Gerusalemme Occupata dai sionisti e sottoposta al loro strisciante e malizioso processo di "giudaizzazione forzata".
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

martedì 14 febbraio 2012

L'Associazione Studiosi Palestinesi lancia l'allarme contro i progetti sionisti di attacco alla Moschea di Al-Aqsa!


L'Associazione degli Studiosi e Accademici Palestinesi ha emesso una richiesta a studiosi, leader, intellettuali, giovani e anziani del mondo musulmano, affinché si mobilitino a difendere il Nobile Santuario di Al-Aqsa per proteggerlo contro i progetti sionisti che vorrebbero attaccarlo e, possibilmente, distruggerlo nel corso della loro violenta e disumana campagna di pulizia etnica e giudeizzazione forzata della città occupata di Gerusalemme/Al-Quds.

Nel corso di una conferenza stampa sulla situazione ad Al-Aqsa e sulle minacce sioniste l'Associazione ha chiesto all'intera Ummah musulmana mondiale: "Volete essere ricordati come coloro che rimasero a guardare mentre si consumava l'Olocausto di Al-Aqsa? Mentre il terzo Luogo Sacro dell'Islam veniva distrutto e profanato dai sionisti?".

Il Capo dell'Associazione Studiosi Palestinesi, Dr. Saalem Selamah ha invitato la gente di Gerusalemme e i Palestinesi dei territori occupati nel 1948 a dirigersi al Nobile Santuario e presidiarlo giorno e notte dandosi il cambio al fine di proteggerlo.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

giovedì 29 dicembre 2011

Haniyeh lasciato l'Egitto sbarca in Sudan e viene ricevuto con tutti gli onori!


Il Premier palestinese Ismail Haniyeh dopo aver lasciato l'Egitto é sbarcato in Sudan, dove trascorrerà alcuni giorni prendendo parte a una conferenza internazionale sul problema dell'aggressione sionista a Gerusalemme.

Gradito ospite, Haniyeh é stato ricevuto all'aeroporto internazionale di Khartoum dal consigliere del Presidente, Ibrahim Ahmed Omer (foto sopra), dal Ministro dell'Informazione e da altri dignitari del nuovo Governo di unità nazionale.

Nel corso di una prima conferenza stampa, tenuta proprio nei locali dello scalo aeroportuale, Haniyeg ha dichiarato la sua felicità per il fatto di essere di nuovo in Sudan, paese che, nonostante abbia molto sofferto per le trame e le aggressioni sioniste e imperialiste in questi ultimi anni, non si é mai tirato indietro dal sostenere con le parole e con i fatti la lotta del popolo di Palestina.

Anticipando alcuni dei temi del suo prossimo intervento alla conferenza, Haniyeh non ha trascurato di mettere in guardia il mondo arabo, musulmano e la comunità internazionale dai rischi a cui l'incessante campagna di persecuzione etnica e giudeizzazione forzata sottopongono la città di Gerusalemme.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

lunedì 28 novembre 2011

Resheq: "La disobbedienza civile non potrà mai prendere il posto della lotta armata, diritto irrinunciabile dei popoli sottoposti a occupazione militare!"


Il membro dell'Ufficio Politico di Hamas Ezzat Resheq ha dichiarato che vi é piena e completa intesa tra il suo Movimento e Fatah sull'importanza delle azioni di disobbedienza civile e Resistenza popolare, ma che queste non devono (e non saranno) viste come un'alternativa o un sostituto delle azioni di Resistenza armata.

"La Resistenza armata costituisce una parte integrante, fondamentale e non-negoziabile del programma e della prospettiva di Hamas, che vi rimarrà fedele, essa, anche secondo la giurisprudenza internazionale, costituisce un irrinunciabile legittimo diritto dei popoli sottoposti a occupazione militare, non vediamo quindi perché vi si dovrebbe rinunciare".

Resheq ha detto anche che Hamas e Fatah stanno contattando fazioni e partiti minori dello spettro politico palestinese per attivare appropriati meccanismi di coinvolgimento ed espansione delle iniziative di lotta popolare e diosobbedienza civile contro l'occupazione sionista, la giudeizzazione forzata, gli insediamenti ebraici illegali e il Muro dell'Apartheid. Le dichiarazioni sono state rese durante il week-end a cronisti dell'agenzia Palestine Information Center.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

martedì 1 novembre 2011

Hamas si congratula con l'UNESCO: "Ammissione della Palestina importante per fermare la giudeizzazione forzata!"


Hamas ha espresso il proprio riconoscimento e la propria profonda gratitudine nei confronti di tutte le nazioni che nella giornata di ieri hanno votato per la piena e incondizionata ammissione della Palestina all'UNESCO, l'organizzazione ONU per l'Educazione, la Scienza e la Cultura.

Una fonte da Gaza ha descritto il passo come "importante" e "necessario" per difendere la Storia e l'Identità araba, cristiana e musulmana della Palestina sottoposte a continui attacchi da parte di una perversa volontà colonizzatrice che non ha la decenza di fermarsi nemmeno di fronte a lasciti e retaggi che appartengono di diritto a tutta l'Umanità come, per esempio, la Moschea di Al-Aqsa e la Cupola della Roccia.

Hamas ha quindi invitato l'UNESCO a moltiplicare i propri sforzi per sensibilizzare la comunità internazionale riguardo a queste minacce e queste violazioni da parte del regime di occupazione sionista, nonostante il bias e il sostegno di cui esso gode da parte americana ed occidentale, ponendo ostacoli al perdurante violento processo di 'giudeizzazione forzata' di Gerusalemme Est e degli altri territori occupati militarmente.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

giovedì 18 agosto 2011

Pedone palestinese travolto e ucciso da jeep della polizia sionista a Gerusalemme Est, anche così israele crea 'spazio vitale' per i suoi coloni!


In un "incidente" che ha molto poco di casuale e 'accidentale' una jeep della polizia israeliana ha travolto e ucciso il Palestinese di 38 anni Amin Talab Dabash mentre questi attraversava, sulle strisce, una strada del quartiere di Har Homa, nella parte orientale di Gerusalemme. Har Homa é la zona in cui il governo di Estrema Destra di Benji Netanyahu ha annunciato di voler impiantare centinaia di "unità abitative" per fanatici miliziani ebrei armati; nulla di più logico, dunque, che polizia ed esercito sionisti abbiano già ricevuto ordine di "fare spazio" per questi violenti occupanti, sfoltendo in qualche modo i ranghi dei nativi palestinesi.

Certamente lo stratagemma dell'incidente é molto efficace; nelle ore successive l'omicidio stradale il comando di polizia sionista si é limitato a emanare un comunicato in cui si sostiene, praticamente, che il pedone si sia letteralmente "gettato" sotto le ruote del veicolo; numerosi testimoni palestinesi sono stati contattati e hanno rilasciato dichiarazioni di segno opposto, indicando con precisione il luogo dell'investimento: un attraversamento stradale indicato chiaramente al centro di un rettilineo.

La famiglia Dabash ha accusato formalmente le forze dell'Occupazione sionista di aver volontariamente preso di mira il loro congiunto, i cui funerali si sono trasformati in una manifestazione pubblica, con oltre un migliaio di partecipanti che hanno trasportato la salma cantando slogan contro Israele e i suoi folli progetti di "giudaizzazione forzata" di Gerusalemme, città araba, cristiana e musulmana.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 13 agosto 2011

Anche la Russia condanna la decisione israeliana di espandere le colonie ebraiche illegali a Gerusalemme Est!


Nella giornata di ieri, dopo le critiche e le condanne arrivate a Israele da parte di ONU, UE, Inghilterra e persino Stati Uniti anche la Repubblica Russa ha aggiunto il proprio disappunto alla lunga lista di stigmatizzazioni cui Tel Aviv si é esposta con il suo fanigerato piano per espandere le colonie ebraiche illegali a Gerusalemme Est, nel tentativo di stravolgere gli equilibri demografici ed etnici 'falsando' la situazione che vede la Città Santa caratterizzata da secoli e secoli di costante presenza araba (cristiana e musulmana).

Il portavoce del Ministero degli Esteri russo Aleksandr Ukashevitch ha dichiarato in un comunicato stampa che la decisione di espandere gli insediamenti, avvertendo il governo sionista che tali iniziative non possono che riflettersi negativamente sul "già precario processo di pace" e peggiorare una situazione "molto tesa" portando possibilmente a scontri e confronti violenti.

Ukashevitch si é giustamente riferito alle colonie degli Ebrei fondamentalisti come a "strutture illegittime", che vanno contro gli sforzi internazionali di creare una cornice condivisibile nella quale ambo le parti in causa possano accettare di riprendere il dialogo e le trattative. Con la censura russa praticamente tutti i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu (quelli dotati di diritto di veto) si sono espressi contro l'espansione delle colonie ebraiche illegali; sarebbe sperabile che alle parole seguissero i fatti, ma, vista la forza con cui le lobby filosioniste stringono da presso i Governi di USA, Uk e Francia, la cosa sembra di difficile realizzazione.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 10 agosto 2011

La Turchia condanna Israele per la campagna di "giudeizzazione forzata" a Gerusalemme Est e nel resto della Cisgiordania!


La Turchia ha messo in guardia Israele dal continuare nella sua irresponsabile condotta riguardo al tentativo di cambiare gli equilibri demografici dei territori occupati come la Cisgiordania e Gerusalemme Est tramite la costruzione di nuovi insediamenti per coloni fanatici e l'espansione metastatica delle colonie già esistenti. In un comunicato rilasciato nella mattina di mercoledì 10 agosto il Ministero degli Esteri di Ankara ha ufficialmente condannato la decisione israeliana di costruire oltre novecento 'unità abitative' ad Har Homa echeggiando simili stigmatizzazioni già espresse da parte Europea e persino inglese e statunitense.

"E' inaccettabile", si legge nel documento, "che il Governo di Tel Aviv da una parte chieda di riprendere 'le trattative di pace', mentre dall'altra ignori beatamente tutti i richiami regionali e internazionali che gli chiedono di fermare una buona volta le manovre di insediamento di coloni, indebolendo, se non distruggendo ogni spirito positivo di cooperazione e fiducia tra le parti negozianti. Chiediamo ancora una volta a Israele di agire con cognizione delle responsabilità che gli derivano dalla legislazione internazionale e di astenersi una volta per tutte da qualunque tentativo di cambiare artificiosamente gli equilibri etnici e demografici di Gerusalemme Est".

Intanto, il Centro per la Difesa dei Diritti Sociali ed Economici a Gerusalemme (JCSER) ha lanciato l'allarme riguardo "un serio e sottovalutato pericolo di 'deflagrazione violenta' di tutta l'area gerosolimitana", imputabile alle continue iniziative persecutorie messe in opera dallo Stato ebraico, specialmente contro la comunità araba (cristiana e musulmana) della parte occupata della Città santa, Il gruppo avverte che una decisa sterzata nel numero e nella gravità delle persecuzioni, con un picco degli sfratti e delle demolizioni di immobili, nonché nella cacciata di leader delle comunità cristiane e musulmane (religiosi, politici, semplici esponenti dell' "intellighentsia", professionisti etc...) potrebbe avere luogo subito dopo la fine del mese sacro del Ramadan e prima della presentazione all'ONU del "caso" per il riconoscimento di uno Stato palestinese indipendente entro i confini menzionati nella risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU numero 242.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 11 giugno 2011

I Palestinesi di Gerusalemme difendono la Moschea di Al-Aqsa dagli attacchi israeliani, mettendo in fuga l'esercito sionista a colpi di...scarpe!


Truppe del regime di occupazione sionista hanno cercato due volte di attaccare la spianata della Moschea di Al-Aqsa nel giorno di preghiera del venerdì ma sono state respinte entrambe le volte dalla determinata reazione dei fedeli palestinesi, che di fronte alle cariche dei soldati armati di gas urticanti, granate assordanti e proiettili di plastica con anima in acciaio sono ricorsi persino a lanciare loro contro le proprie scarpe, lasciate al di fuori della moschea.

Secondo il racconto degli eventi della Fondazione Al-Aqsa il primo assalto sionista é stato tentato dal cancello di Magharba ed é stato respinto quasi subito dai fedeli presenti; il giornalista palestinese Rasem Abdel Wahid ha confermato questa versione aggiungendo che, mentre sostenevano le ripetute cariche dei soldati israeliani, i Palestinesi presenti cantavano: "Con il nostro sangue e le nostre anime ti difenderemo, o Aqsa". La moschea di Al-Aqsa, detta anche "Il Nobile Santuario" è il terzo luogo sacro dell'Islam dopo La Mecca e Medina.

L'attacco quindi é stato ripetuto, questa volta dai cancelli di Mgharba e Silsila contemporaneamente, nella speranza di forzare la resistenza dei fedeli con una manovra a tenaglia, ma anche questa astuzia si é presto rivelata inutile di fronte allo zelo e alla determinazione degli abitanti di Gerusalemme, che hanno messo in fuga gli invasori sionisti da entrambe le entrate. Gli attaccanti hanno rapito tre Palestinesi, portandoli al centro di detenzione di Maskoubyia. L'attacco di ieri non é che l'ennesima provocazione da parte del regime ebraico, che non fa mistero di volere attaccare e demolire la Moschea nel quadro delle sue deliranti politiche di giudaizzazione forzata di Gerusalemme.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 18 maggio 2011

La Gioventù palestinese caccia coloni ebrei che volevano occupare terra a Gerusalemme, mettendo in fuga anche l'esercito sionista!


Giovani palestinesi di Gerusalemme hanno difeso con successo la terra di proprietà della famiglia Istanbuli da un proditorio tentativo di fanatici ebrei (armati e spalleggiati dal Regime dell'Occupazione sionista) di occuparla illegalmente e trasformarla in uno dei loro "avamposti", le cellule metastatiche della giudaizzazione coatta in corso nella Città Santa, con la regia palese di Tel Aviv e del suo governo di Estrema Destra.

Secondo quanto riportato da Rasem Abdulwahid all'agenzia di stampa Palestine Information Center, i miliziani ebrei, presenti in gran numero, con armi da fuoco bene in vista come loro costume, avevano iniziato a collocare paletti e filo spinato attorno all'appezzamento di terra degli Istanbuli, millecinquecento metri quadri nel sobborgo gerosolimitano di Al-Thawri, nel pomeriggio del 17 maggio, quando, improvvisamente, una folla di giovani palestinesi si é radunata e, lanciando pietre e bottiglie al grido di slogan che incitavano alla Terza Intifada e alla cacciata di tutti gli occupanti degli insediamenti illegali, hanno messo in fuga disordinata gli ebrei estremisti.

Costoro si sono subito nascosti dietro i ranghi dell'esercito sionista di occupazione, che ha iniziato ad aprire il fuoco e a lanciare gas vescicanti contro i manifestanti; ma lo slancio di questi ultimi é stato tanto irrefrenabile da costringere anche l'IDF a fare dietro-front, lasciando la folla di giovani giubilanti in completo controllo della scena: paletti e filo spinato sono stati immediatamente rimossi e la proprietà della famiglia Istanbuli difesa da chi voleva farne un ennesima avanguardia di occupazione e oppressione.


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

giovedì 28 aprile 2011

L'occupante sionista vorrebbe mettere la sordina ai muezzin di Gerusalemme! Netta replica della Fratellanza musulmana israeliana!


Nel costante, incalzante, soffocante procedere del parossistico e fanatico processo di "giudeizzazione forzata" della città di Gerusalemme il regime sionista di Tel Aviv sta per superare un nuovo argine di indecenza: questa volta a essere nel mirino degli occupanti sono nientemeno che i minareti delle dozzine di moschee gerosolimitane, le torri svettanti da cui i muezzin (o, più precisamente, i mu‘adhdhin) richiamano i fedeli alla preghiera facendo echeggiare le sette od otto strofe dell'adhān: dalla Moschea di Abdeen a quella di Omar, dalla Moschea di Al-Khanqah al-Salahiyya a quella di Al-Buraq, fino al Sacro e Nobile Santuario di Al-Aqsa.

Gli ebrei occupanti vorrebbero "abbassare" (non sappiamo se il termine sia usato come velato sinonimo di 'zittire') il richiamo dei muezzin, che da 1373 anni (appena sei anni dopo la morte del Profeta Maometto) risuona nei cieli di Al-Quds, all'alba come al tramonto, cinque volte ogni giorno. La 'giustificazione' per tale abuso, che suonerebbe ridicola se non fosse intollerabilmente ipocrita e offensiva é che i coloni ebrei illegalmente impiantati da Israele nelle case espropriate e sottratte agli abitanti arabi di Gerusalemme sarebbero "infastiditi" dal richiamo alla preghiera islamica.

Se li infastidisce tanto, suggeriamo noi, potevano evitare di accorrere dagli Stati Uniti, dalla Francia, dall'Inghilterra, dall'Ucraina, dall'Australia (tutti posti a bassissima densità di moschee) per venire a trasferirsi nel Terzo luogo sacro dell'Islam!

La Fratellanza musulmana in Israele, commentando la notizia, ha dichiarato che essa rappresenta "Il colmo dell'arroganza sionista" non mancando però di notare come l'apparente 'fretta' di accelerare il processo di giudaizzazione di Al-Quds stia ad indicare che "L'establishment sionista abbia fiutato l'aria che tira recentemente in Medio Oriente e abbia quindi assunto gli atteggiamenti propri del ladro che sente prossimo il ritorno del padrone della casa in cui ha fatto irruzione".

Il commento dell'organizzazione islamica, oltre a far notare come il richiamo alla preghiera non sia assolutamente negoziabile sotto nessun punto di vista e a prescindere da ogni pretestuosa richiesta israeliana, si conclude con l'ammonimento: "Guai agli oppressori, perché per quanto essi possano farsi minacciosi ed empi a essi verrà comunque presentato il conto delle ingiustizie inflitte alle loro vittime".

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.