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mercoledì 15 maggio 2013

Attivista barheini arriva di fronte al tiranno sunnita Al-Khalifa e gli grida in faccia: "Hai le ore contate!"

Questa immagine dimostra l'incredibile coraggio di un'attivista barheini per la Democrazia che a Londra é riuscito ad arrivare fin sotto al naso dell'odiato tiranno Re Al-Khalifa e della sua complice la Regina Elisabetta d'Inghilterra che continua a ospitarlo e riceverlo nonostante l'imponente campagna internazionale per mettere al bando la dinastia assassina che da oltre due anni sta massacrando il suo stesso popolo nell'assordante silenzio della comunità internazionale e delle ipocrite "prefiche" dei cosiddetti 'Diritti Umani'.

Approfittando di una occasione dove i due 'reali' apparivano insieme il coraggioso  e determinato Ahmad Alwadaei ha estratto una bandiera nazionale barheini e, sventolandola, ha gridato a Elisabetta II: "La smetta di sostenere un assassino!". Fermato e trattenuto per sette ore Alwadaei, insieme all'attivista Moussa Abd Ali (che già in precedenza aveva intercettato il tiranno di Manama durante una sua apparizione a NY) é stato poi rilasciato dopo sette ore, non avendo compiuto nessun atto illegale.

All'evento durante il quale Alwadaei é intervenuto con la sua coraggiosa testimonianza partecipavano anche i due 'rampolli' del tiranno Al-Khalifa, Khalid e Nasser, noti per prendere direttamente parte alle torture dei prigionieri politici, insieme alla sorella, la perversa "Iena di Manama" Noura.

giovedì 24 gennaio 2013

Ecco la Iena di Manama! La figlia di Re Al-Khalifa tortura personalmente i prigionieri politici in Barhein!

Chi si fa persecutore degli oppressi per gli interessi degli arroganti e dei prevaricatori rappresenta il massimo di corruzione morale immaginabile e forse nessun esempio al mondo é oggi tanto lampante quanto quello offerto dalla famiglia Al-Khalifa, tiranni del Barhein prima per conto di Sua Maestà britannica (Quando la Royal Navy fece il passaggio dal carbone alla nafta come propellente per la flotta e Londra aveva bisogno di una base navale da cui poter fare la guardia alle rotte del Golfo Persico) e in seguito per lo Zio Sam, di cui la Quinta Flotta ha una base permanente nell'isola una volta patria dei pescatori di perle.

Un paio di mesi fa avevamo dato la notizia che "alcuni figli" di Re Al-Khalifa erano direttamente coinvolti nelle torture inflitte agli oppositori politici arrestati nel corso delle retate contro il movimento di riforma e democratizzazione del Bahrein, ma nemmeno noi, pur abituati da tempo all'abiezione e alla crudeltà dei lacché dell'Imperialismo, avremmo mai potuto immaginare che fra di loro si fosse messa in 'luce' per il suo sadismo e la sua crudeltà niente meno che la 'principessa' Noura bint ebrahim.

Questa femmina, che non esitiamo a ribattezzare qui 'La Iena di Manama' si sarebbe segnalata durante le torture inflitte ai clinici Ghassam e Bassem Daif, medici del complesso sanitario di Salmaniya, "accusati" di avere prestato cure ai dimostranti feriti dagli sbirri di Al-Khalifa, dai soldati sauditi corsi in suo aiuto e dai mercenari pachistani 'affittati' con la ricchezza dei forzieri reali.

Ma il ripugnante sadismo della 'principessa' non si é fermato nemmeno di fronte a una sua quasi coetanea, la ventunenne, Ayad al-Qurmazi che ha raccontato di essere stata torturata dalla figlia del sovrano nella primavera del 2011 all'inizio del movimento di protesta.


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mercoledì 7 novembre 2012

Rivoltante! In Barhein i figli del tiranno sunnita Al-Khalifa torturano personalmente gli attivisti per i Diritti Umani!

Mentre gli idioti e gli illusi del pianeta battono le mani per la rielezione di 'Obanana' al ritmo imposto loro dai media asserviti alla lobby sionista internazionale in Barhein, l'Isola delle Perle insanguinata dalla repressione della monarchia Al-Khalifa, amica di Usa e Israele e perciò immune agli "alti standard" etico-morali che l'inquilino nero della Casa Bianga e la sua 'Malvagia Strega dell'Ovest' vorrebbero imporre a suon di bombe in Siria, Iran e altri paesi indipendenti e resistenti si toccano vette di abiezione perversa che non sfigurerebbero tra le sadiche inquadrature di "Salò" o le pagine del "Jardin des Tortures".

E' stata recentemente pubblicata da Al-Manar la notizia che persino i figli del tiranno sunnita di Manama, Nasser bin Hamad Al-Khalifa, Khalid bin Hamad Al-khalifa Nora bint Ibrahim Al-Khalifa e Khalifa bin ahmad Al-Khalifa prenderebbero parte personalmente alle torture e alle sevizie inflitte ai cittadini rimasti vittime dei rapimenti e delle "sparizioni" con cui il regime cerca di seminare il terrore tra le fila degli attivisti per la cacciata del monarca, l'instaurazione di una Repubblica e l'applicazione della Democrazia.

Intanto, per sempre meglio vessare i latori delle istanze di riforma e democratizzazione del paese, il sovrano sanguinario ha deciso, insieme ai suoi cortigiani e sicofanti, di togliere la cittadinanza a 31 esponenti dell'opposizione, riducendoli allo Stato di apolidi. Vittime del provvedimento vigliacco e arbitrario sono stati, tra gli altri, i fratelli Jalal e Jawad Farooz, esponenti del partito di opposizione Al-Wafaq.
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domenica 29 luglio 2012

Mohamed abu Hadid descrive le torture a cui é stato sottoposto dagli sgherri di Fatah, i 'gendarmi coloniali' dell'Occupazione sionista!

Il prigioniero politico palestinese Mohamed abu Hadid he descritto in dettaglio le angherie e le torture a cui é stato sottoposto per opera dei collaborazionisti di Fatah, che non si fanno scrupolo ad arrestare e seviziare i loro stessi compatrioti cisgiordani per compiacere il "bwana" sionista nella perversa logica della 'coordinazione per la sicurezza' che rende Palestinesi aguzzini di altri Palestinesi: il bel 'risultato' del 'Processo di Pace di Oslo', che non ha mai beneficiato nessuno se non l'occupazione sionazista, i cancerosi insediamenti di estremisti giudei e i politici di Tel Aviv.

Abu Hadid ha dichiarato ai microfoni del Palestinian Information Center che il 3 ottobre 2010 é stato catturato e arrestato dalle forze di sicurezza di Fatah che vennero a prelevarlo direttamente nel ristorante gestito dalla sua famiglia per "interrogarlo riguardo all'attentato di Bani Naim" -un atto di legittima resistenza armata all'occupazione sionista, con cui comunque lui non aveva alcunché a che fare-.

Una volta portato al 'quartier generale della sicurezza di Fatah' Hadid si trovò in mezzo a dozzine di altri cittadini cisgiordani fermati apparentemente a caso e subito dopo iniziarono maltrattamenti e torture. Insieme agli altri prigionieri Hadid venne messo in catene e tenuto forzatamente sveglio per giorni e giorni, forse cinque, forse sette, fino a quando non perse totalmente la nozione del tempo; quando alla fine gli venne permesso di dormire di nuovo dovette farlo per terra su un pavimento di pietra (la tecnica della deprivazione del sonno é tipica dei torturatori israeliani ed é stata da questi insegnata ai loro servi di Fatah).

Quindi venne 'passato' dalle carceri di Al-Khalil a quelle di Gerico, dove venne sottoposto alla tortura della sedia, a pestaggi a sospensione prolungata da una sbarra di metallo, all'isolamento prolungato fino a venire rinchiuso in una cella refrigerata.

Questa é Fatah con cui Hamas vorrebbe "riconciliarsi".
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