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domenica 12 febbraio 2012

La crisi economica colpisce le armate sioniste: "Cancellate sei esercitazioni maggiori nel 2012!"


Cinque esercitazioni a livello di Brigata (Ugdah), l'unità operazionale-base dell'esercito sionista, corrispondente alla Divisione degli eserciti occidentali o al Corpo corazzato della dottrina militare russo-sovietica, previste per diversi momenti del 2012 sono state ufficialmente cancellate, insieme a esse, ça va sans dire, è stata "sforbiciata" anche una manovra maggiore, che doveva vedere varie 'Ugdah' muoversi di concerto e mobilitarsi come in caso di una guerra 'vera', testando rapidità ed efficacia del sistema militare sionista di fronte a un'emergenza stile 'Guerra del Ramadan', qualcosa che non si verifica da trentanove anni.

Invece, niente.

Nonostante la mostruosa quantità di denaro che, come cimice insaziabile, Tel Aviv succhia ogni anno dalle tasche dei contribuenti americani e tedeschi (sotto forma di 'aiuti al terzo mondo' dagli uni e 'compensi per l'olocau$to' dagli altri) sprechi, corruzione e programmi voraci e stravaganti come 'Arrow 2', 'Iron Dome' e 'Magic Wand' (sulle cui lacune e sfighe ci siamo a lungo intrattenuti a parlare in passato) prendono il loro pedaggio e, in questi tempi di vacche magre, non consentono di tenere nemmeno uno shekel per compiti più 'terreni' come addestrare i riservisti a concentrarsi nei punti di raccolta, armarsi, equipaggiarsi e dirigersi alle aree di schieramento.

Ovviamente noi siamo contentissimi di questi sviluppi: meno esercitazioni si tengono per le armate sioniste e peggio che male esse si comporteranno sul campo di battaglia domani, quando si arriverà al 'redde rationem', cosa diranno allora i fantaccini di israele di fronte ad avversari determinati e decisi che si faranno avanti per affrontarli: "Non prendetevela con noi, noi abbiamo speso miliardi di dollari in sistemi anti-razzo e anti-missile!". In passato la leadership israeliana riguardo al militare puntava al sodo: il criminale Ben Gurion, himmlerianamente, voleva una forza di fanteria da mobilitarsi tra i contadini armati delle colonie; i leader e i generali degli anni '60 riconobbero il potere del jet e del carro armato e modificarono le forze armate di concerto, ma sempre puntando al risparmio e all'efficacia, rimodernando vecchi 'Sherman' della 2a Guerra Mondiale, comprando carri francesi armati col cannone del 'Panther' nazista e così via, sempre attenti al rapporto costo/efficacia.

Da quando invece si é fatta prevalente l'influenza americana (giusto dal 1973 in poi) Israele é stato pronto ad assorbirne il peggio: fideismo nella tecnologia e nella gadgettistica contrapposto al 'fattore umano', malaffare sistemizzato nella collusione politicanti/industriali/stati maggiori, progetti faraonici ed elefantiaci che puntualmente partoriscono topolini.

"Oy Vey!", si preparano tempi molto molto duri per le 'moralissime' forze armate di Tel Aviv!
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giovedì 29 settembre 2011

Vacche magre per l'esercito sionista! Il Comitato anti-crisi del Governo Netanyahu annuncia tagli per 3 miliardi di shekel!


"Tagli ai budget militari per 3 miliardi di NIS (circa 600 milioni di Euro)", ecco la cura da cavallo annunciata dal 'Comitato Trachtenberg', nominato dal Governo di Benji Netanyahu per affrontare alla radice la grave crisi economica in cui si dibatte il regime ebraico, che ha già portato alla bancarotta compagnie statali un tempo floride come l'Agrexco e ha portato in piazza centinaia di migliaia di cittadini facendo temere disordini e rivolte. Quando Israele taglia le spese militari é segno certo che la situazione é gravissima visto che deve la sua stessa esistenza alla continua presenza di un apparato militare aggressivo e superarmato (anche se mantenuto per la maggior parte coi denari grassati a Usa e Germania).

Si vede che adesso quei quattrini sono richiesti altrove (magari a sostenere il munifico e dispendioso programma di colonizzazione illegale e occupazione della Cisgiordania), quindi i generali di Tel Aviv sono stati rapidamente e poco cerimoniosamente invitati a stringere la cinghia, ma non tutti hanno risposto "signorsì".
Secondo il quotidiano sionista Yediot Ahronot diversi membri dello Stato Maggior generale hanno protestato, lamentando che i profondi tagli agli emolumenti militari causeranno "il totale arresto" dello sviluppo dei sistemi antimissile 'Iron Dome', 'Magic Wand' e 'Arrow'. Sull'inconsistenza di tali fantasie masturbatorie (perché altro non sono) abbiamo già elaborato in passato, quindi possiamo concludere che i gallonati sionisti in questo caso si lamentano solo perché dal blocco dei finanziamenti per questi chimerici progetti deriverà anche il blocco delle corpose mazzette che percepiscono dalle industrie in essi coinvolti.

Ma, lamentano allo stesso tempo i generali, "Con questo programma in atto non vi saranno fondi nemmeno per spese basilari come uniformi ed equipaggiamenti per le truppe di riserva, trasporti, alloggiamenti, munizioni per l'addestramento e molte squadriglie dell'aviazione dovranno rimanere a terra". Ecco finalmente una buona notizia! Se e quando questa profezia diventerà realtà le SS di Israele avranno meno libertà di aggredire, bombardare e colpire la Striscia di Gaza, nonché di violare l'integrità territoriale del Libano. Quanto poi ai progetti di colpire l'Iran, finiranno dimenticati in qualche scantinato del Ministero della Guerra.
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domenica 13 febbraio 2011

Israele paga blogger e webmaster per sostenere le sue politiche criminali!

 La rivoluzione democratica nel mondo arabo corre sui cavi e sulle fibre della rete, coinvolgendo masse enormi di cittadini che vogliono diventare (o tornare a essere) padroni del loro futuro e artefici del loro destino. Il Governo dell'Apartheid sionista, preoccupato da tutto ciò, vorrebbe correre ai ripari ma non ha la necessaria "massa critica" di ammiratori o sostenitori.

Come coloro che si figurano grandi amatori ma non hanno né la bellezza fisica né il fascino personale per suscitare passione nell'altro sesso, Israele, desiderando appoggio e solidarietà mediatica ma riuscendone a racimolare poca o nulla si "adatta" a pagare per ottenerla.
Shekel israeliani per tutti! Basta adattarsi a sostenere un po' di razzismo assassino!!
E' nota l'esistenza di diversi outlet informatici filosionisti anche nella blogosfera italiana, ridicoli ricettacoli di menzogne e propaganda che rispondono ai nomi "informazione corretta", "secondo protocollo", "liberali per israele" e via bestemmiando.

Queste sentine, che infestano e appestano la Rete, vengono mantenute in vita con cospicui emolumenti di shekel da parte di Tel Aviv, che, genuinamente atterrita dai recenti sviluppi della situazione in Egitto, ha deciso di gettare un milione e duecentomila Euro nel calderone del sostegno cibernetico prezzolato.

Prepariamoci quindi a venire ulteriormente appestati da blog, da siti, da fasulli account facebook e twitter dai quali sedicenti ammiratori degli assassini di Jenin, Gaza, Qana, Dahlyeh e della Freedom Flotilla cerceranno di guadagnarsi l'osso tirato loro dal regime dell'Apartheid.

Il modus operandi sionista, totalmente opposto al concetto base della Rete, che é quello di radunare, riunire e far incontrare le opinioni che vengono "dal basso", creando genuini poli di aggregazione sociale, politica o culturale viene chiamato "astroturfing", in contrapposizione al "grassrooting".

mercoledì 19 gennaio 2011

L'Apartheid israeliano incide sull'impiego e sul reddito dei cittadini palestinesi dello Stato ebraico


L'Apartheid israeliano, talmente evidente e marchiano da essere innegabile per chiunque tranne i più "fallaci" filosionisti e occidentalisti, ha il suo effetto deleterio e segregatorio anche sulle statistiche pertinenti il Lavoro e la retribuzione all'interno del regime sionista.
Un povero villaggio palestinese in Israele, dove centinaia di persone si affollano in casupole prive di servizi essenziali, circondate da sbarramenti per impedire la crescita e il rinnovamento delle abitazioni...

Un invisibile ma solidissimo e invalicabile steccato percorre la società israeliana, del tutto uguale e omologo a quelli che percorrevano gli Stati Uniti al tempo delle leggi di Jim Crow o il Sudafrica e la Rhodesia al tempo del razzismo istituzionalizzato: in virtù dell'invisibile steccato sionista é impossibile per un cittadino di etnia araba ottenere lavori di responsabilità e prestigio in Israele, e, a parità di mansioni, un arabo guadagnerà sempre e comunque meno di un appartenente alla "razza eletta".
...e un comodo e moderno insediamento illegale israeliano, dove Ebrei fanatici e fondamentalisti godono di tutti i comfort...spazi verdi, fontane, piscine, tutto edificato su terra palestinese rubata.

Le percentuali di disoccupazione parlano chiaro; cinque ebrei ogni cento sono disoccupati, contro otto ogni cento arabi, sei donne ebree ogni cento sono senza lavoro, ma fra le arabe la cifra sale a dodici...inoltre, un lavoratore arabo stenta a guadagnare cinquemila Nuovi Shekel al mese (circa 1130 Euro), mentre un Ebreo ne porta a casa senza sforzo oltre ottomila (1700 Euro).

Anche il reddito medio per nucleo familiare é ben diverso fra arabi ed ebrei: 1850 Euro per i primi contro oltre 3000 per i beneficiati dalle politiche segregatorie e razziste di Tel Aviv. I dati, inoltre, mostrano che più alto é il livello di educazione e qualificazione dei lavoratori palestinesi e più ampio é il divide che li separa dalle retribuzioni dei loro colleghi Ebrei.