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mercoledì 19 novembre 2014

Nuova vittoria degli Houthi in Yemen: Al-Qaeda cacciata anche dal Sud-ovest del Paese!!

I militanti sciiti Houthi sono riusciti anche a cacciare i terroristi wahabiti di Al-Qaeda nella penisola araba anche dalla parte sudoccidentale del paese. I combattenti dell'organizzazione Ansarullah in questa operazione hanno trovato l'appoggio entusiasta della popolazione locale, smentendo la facile propaganda settaria che viene da Riyadh e Doha che parla di "Sciiti che opprimono gli Yemeniti sunniti".

Ali Qahum, membro di prestigio della milizia Houthi, ha dichiarato che la vittoria contro di Qaedisti  é stata totale e solo una piccola parte di essi é riuscita a dileguarsi in direzione del distretto di Yakla, nei dintorni della città di Maarib (a sua volta controllata da Ansarullah).

Gli Houthi comunque hanno specificato di non volere occupare la zona indefinitamente e di essere pronti a fare passi indietro se l'Esercito yemenita fosse in grado di prendere in mano la lotta contro Al-Qaeda e condurla con successo; visto quanto le forze regolari si sono dimostrate incapaci in merito negli ultimi quindici anni, non crediamo che questo possa essere il caso.

giovedì 13 novembre 2014

Il Premier irakeno Abadi 'fa pulizie': licenziati o prepensionati 36 ufficiali dell'Esercito corrotti e inefficienti!

Approfittando del clima più rilassato dopo le importanti vittorie sui campi di battaglia e l'allontanamento dell'ISIS da molte località di importanza vitale, politica ed economica, oltre che militare, il Premier irakeno Haider Abadi ha iniziato un periodo di 'razionalizzazione' degli alti gradi militari mettendo al bando corruzione, settarismo e inefficienza.

Finora trentaquattro 'alti papaveri' sono finiti sotto la falce: ventisei direttamente licenziati (e non é chiaro se, di fronte a prove clamorose di inettitudine e corruzione non si possa procedere anche penalmente contro di loro), e un'altra decina più semplicemente 'invitati' a mettersi a riposo (speriamo col minimo di pensione!).

Non é chiaro se questo 'repulisti' abbia avuto luogo più tra gli scaldapoltrone del Ministero della Guerra (che sotto l'occupazione americana fu riempito di ogni sorta di cialtroni: esuli rimpatriati, collaborazionisti curdi e altra marmaglia) o tra i comandanti di unità sul campo, ma noi ci auguriamo che questa salutare 'purga' non sia che l'inizio di un processo di registrazione ed efficientamento (da condursi in coordinazione con Russia e Iran) di tutte le forze armate e di sicurezza irakene.



giovedì 31 luglio 2014

Cinque lanciarazzi al napalm TOS-1 consegnati alle forze armate di Bagdad! Un piccolo regalo per l'ISIL!!

L'Esercito irakeno si é arricchito di una importante piattaforma tattica fornita da Mosca nell'ambito degli accordi siglati mesi fa per la fornitura di armi ed equipaggiamenti per un miliardo di dollari USA.

Cinque lanciatori TOS-1 'Buratino' da 24 celle da 220mm ciascuna, ognuna capace di scagliare una razzo termobarico a nove Km di distanza sono stati consegnati ai tecnici e agli artiglieri di Bagdad che presto verranno istruiti da consulenti russi su modalità operative e tattiche di impiego.Con questa consegna l'Irak diventa il quarto paese (dopo Russia, Azerbaijan e Khazakistan) a possedere gli avanzati lanciamissili che si sono finora distinti nella Seconda Guerra Cecena e nella Guerra della Sud Ossezia nell'agosto del 2008.

lunedì 14 luglio 2014

Controffensiva irakena elimina centocinquanta militanti takfiri nel Nord e nell'Ovest del paese!

Forze regolari irakene dopo avere bloccato e respinto il tentativo dell'ISIL di investire con un'offensiva la cittadina di Haditha nell'Anbar sono passate al contrattacco grazie al sostegno aereo dei jet da bombardamento e degli elicotteri russi Mi-35 inviati da Mosca.

Altre operazioni si sono tenute nelle province di Salahuddn, Diyala e Babilonia portando a un totale di oltre centocinquanta il numero dei militanti wahabiti eliminati insieme a trenta loro veicoli. Nel combattimento di Salahuddin l'intera colonna terrorista che cercava di riguadagnare il controllo della strada per Tikrit é stata annientata.

Inoltre, a Diyala, il cugino del capo terrorista Al-Bagdadi, Mazban al-Badri, é stato abbattuto, il suo cadavere é stato identificato dall'intelligence irakena. A Babilonia la località di Jurf al-Sakhar, sottoposta a intensi raid e bombardamenti é stata presa d'assalto e completamente ripulita da presenze terroriste, aprendo la strada a ulteriori avanzate verso Nord.

domenica 13 luglio 2014

Forze governative e miliziani tribali irakeni respingono i takfiri dalla cittadina di Haditha nell'Anbar!

Mentre continuiamo a tenerci in contatto  con le nostre fonti a Gaza proseguiamo l'analisi delle situazioni sugli altri fronti di scontro nel Medio Oriente; siamo lieti di comunicare, con il sostegno di fonti imparziali e affidabili come 'Al-Alam' e 'PressTV' che le forze regolari irakene (tra cui l'ERB - Emergency Response Brigade raffigurata in foto) e i miliziani dei clan sunniti fedeli al Governo centrale hanno respinto un assalto takfiro all'abitato di Haditha, nella provincia dell'Anbar.

Haditha, passaggio obbligato sull'arteria stradale che porta verso il capoluogo Ramadi é stata dapprima fatta oggetto di un bombardamento di razzi e mortai, quindi assaltata con una 'carica' di due convogli di automezzi carichi di wahabiti fanatici.

Le forze regolari tuttavia non si sono scomposte e con la loro superiore disciplina hanno ricacciato indietro gli assalitori, lasciandone dozzine sul terreno per appena quattro perdite nei loro ranghi. Intanto il Governo centrale ha mobilitato quattromila riservisti che verranno quanto prima trasportati e schierati proprio nella cittadina di Haditha, lasciando libere le truppe di prima linea di avanzare e ricacciare sempre più indietro i mercenari dell'ISIL.

giovedì 15 maggio 2014

L'Esercito algerino si prepara a intervenire in Libia contro i "reduci" della guerra siriana: l'Egitto agirà a sua volta??

Un massiccio intervento militare oltrefrontiera delle truppe del Presidente Abdelaziz Bouteflika per distruggere la rete di basi e accampamenti che i jihadisti mercenari fuggiti dalle sconfitte del fronte siriano e rifugiatisi nel caos di milizie estremiste che ha preso il posto della Libia di Gheddafi stanno costruendo e coordinando .

Questo potrebbe essere lo scenario tra poche settimane o anche pochi giorni se le autorità algerine riterranno che la potenziale minaccia di milizie wahabite alla frontiera sia troppo seria e grave da poter venire trascurata o contenuta in altro modo, almeno così sostiene il quotidiano giordano "Al Arab al Youm" secondo il quale la Libia diverrà prossimamente un nuovo calderone regionale di odi e violenze.

Il Ministero della Difesa algerino sarebbe attualmente impegnato a trovare ogni modo per aumentare i propri budget in previsione di una lunga campagna antiterrorismo in terra libica che costerebbe ovviamente centinaia di milioni di Euro.

Chissà se, a questo punto, l'Egitto potrebbe ritenere opportuno intervenire a sua volta; certamente una volta che le elezioni presidenziali si saranno tenute e il paese sarà unito sotto la leadership di una personalità credibile e affidabile (e con grande carisma e controllo sulle Forze Armate del Cairo).

martedì 25 febbraio 2014

Nuovi sistemi di quida missilistica e un'avanzata blindatura "liquida" per le Forze Armate di Teheran!!

Le Forze Armate della Repubblica Islamica in una cerimonia tenutasi ieri hanno presentato un nuovo sistema di guida "intelligente" per i missili dell'arsenale nazionale che permetterà alle testate di Teheran di raggiungere con precisione inusitata i loro bersagly "bypassando" ogni tentativo nemico di individuazione e intercettazione.

Alla presenza del Ministro della Difesa Hossein Dehqan del Capo di Stato Maggiore combinato Generale Firouzabadi e di altri comandanti anziani delle varie armi il nuovo sistema di guida é stato introdotto ed esplicato a un pubblico di militari e giornalisti spezializzati.

Inoltre un nuovo rivoluzionario modello di corazzatura veicolare basato sul principio dello "Shear Thickening Fluid" é stato altresì presentato: questa importante innovazione pone l'Iran all'avanguardia dei paesi impegnati a rendere le loro forze di terra sempre più mobili senza rinunciare a niente in termini di protezione. Veicoli equipaggiati con questa speciale "armatura liquida" potranno essere fino al 76% più leggeri di quelli protetti da blindature convenzionali.

Questo si tradurrà anche in minori consumi di carburante, incrementata autonomia operativa e minore stress alle parti del motore che così necessiterà di meno manutenzione. e subirà meno guasti.

venerdì 24 gennaio 2014

Le truppe irakene abbattono oltre cinquanta terroristi wahabiti tra mercoledì e oggi nella Provincia di Anbar!

Secondo quanto rivelato dal Generale Saad Maan nel corso di una conferenza stampa, nella giornata di mercoledi 22 gennaio un gruppo di tredici terroristi takfiri che si dirigevano verso Bagdad é stato bloccato e sterminato, mentre altri due che agivano separatamente a Sud della capitale sono stati similmente eliminati.

Altrove, vicino alla città settentrionale di Mosul, quattro cellule terroriste wahabite sono state smantellate, con la cattura di venti terroristi, l'uccisione di dieci loro complici e il sequestro di "immense quantità" di armi ed esplosivi.

Nella giornata di ieri e fino a stamane le operazioni antiterrorismo sono andate avanti nella provincia occidentale di Anbar, con l'uccisione di altre dozzine di criminali qaedisti, molti in fuga dalla Siria, che ha portato il totale dei terroristi abbatturi sopra i cinquanta.

Le operazioni militari irakene, condotte col sostegno di aerei ed elicotteri e con la potenza di fuoco di batterie di lanciarazzi e artiglieria convenzionale, stanno ottenendo buoni risultati dal momento del loro inizio, poco dopo Natale, per volontà del Premier Nouri al-Maliki.

giovedì 26 dicembre 2013

Continua con forza l'offensiva irakena contro gli accampamenti wahabiti nell'Anbar, individuati altri nove campi da distruggere!!

Le massicce operazioni militari iniziate dal Governo iracheno negli scorsi giorni contro le installazioni terroristiche wahabite nella Provincia di Anbar, nell'Ovest del paese al confine con la Siria proseguono a ritmo intenso; ormai l'intera frontiera occidentale é sigillata e droni e satelliti rimandano ai quartieri generali importanti informazioni riguardo la presenza e l'ubicazione di colonne di fuggiaschi e di altre basi da colpire.

Con il nome in codice di "Vendetta per il Generale Mohammed" (dal nome del comandante della 17esima Divisione caduto giorni addietro in un attentato esplosivo) le manovre antiterrorismo coinvolgono migliaia di uomini di truppa e dozzine di aeroplani ed elicotteri in uno spiegamento di forze che raramente si era visto nell'Irak post-occupazione.

Questo prova come il Governo di Nouri al-Maliki abbia il pieno controllo sulle forze armate e come i tentativi takfiri di spaccare il paese lungo line di fratture settarie ed etniche non abbia sortito nessun effetto nonostante il grande numero di attacchi e attentati che hanno funestato il paese dal 2008 a oggi.

Il portvoce governativo Al-Askari ha dichiarato che, oltre ai due accampamenti già spianati dalla potenza di fuoco irakena, altri nove ne sono stati individuati e finiranno ben presto nei mirini dei militari di Bagdad.

martedì 24 dicembre 2013

Le forze armate irakene distruggono due basi takfire nella Provincia di Anbar al confine con la Siria

Secondo quanto riportato da canali come PressTV e Al-Manar l'Esercito irakeno ha lanciato una vasta operazione intorno alla città di Ramadi, nella Provincia di Anbar, al confine con la Siria, riuscendo a distruggere due basi terroriste affiliate all'organizzazione wahabita detta ISIL (Stato islamico dell'Irak e del Levante) con una complessa manovra che ha visto l'impiego di mezzi pesanti, artiglieria ed elicotteri.
L'attacco alle posizioni terroriste arriva dopo l'agguato con cui, sempre nella Provincia occidentale irakena, alcuni membri della 17esima Divisione dell'Esercito erano stati uccisi. Ovviamente la distruzione di posizioni wahabite al confine con la Siria faciliterà il compito delle forze di Damasco che si battono ogni giorno contro il cancro takfiro, inserendosi nella cooperazione che negli ultimi due anni ha visto i due paesi arabi (una volta fortemente rivali) uniti nella lotta anti-terrorismo dell'Asse della Resistenza.

mercoledì 20 novembre 2013

Bomba contro colonna militare ad Al-Arish, muoiono 11 soldati egiziani

Almeno 11 soldati egiziani sono rimasti uccisi e decine (forse quaranta) feriti quando un veicolo parcheggiato a lato della strada che la loro unità stava percorrendo nella cittadina di Al-Arish (nella Penisola del Sinai) é saltato in aria nella giornata di oggi.

Non vi sono stati messaggi o rivendicazioni di alcun tipo ma le autorità del Cairo parlano di 'azione dovuta a elementi attigui alla Fratellanza Musulmana', l'organizzazione messa fuorilegge dopo la deposizione dell'Ex-presidente Mohammed Mursi.

L'attacco é stato il secondo più sanguinoso tra quelli avvenuti nel Sinai recentemente, superato solo dalla strage di 25 poliziotti a Rafah, avvenuta lo scorso 19 agosto.

Le autorità egiziane hanno istituito funerali solenni per i caduti decretando il lutto nazionale.


Le forze di Assad cacciano i takfiri da Qara "Adesso il contrabbando di armi da Ovest é del tutto impossibile!"

Con una massiccia e veloce operazione congiunta insieme ad Hezbollah l'Esercito Arabo Siriano ha liberato Qara e il suo circondario da ogni presenza terrorista wahabita catturando depositi sotterranei di armi, esplosivi e munizioni ed abbattendo qualcosa come seicento militanti terroristi in meno di 48 ore (si conti che ogni giorno in Siria vengono eliminati tra gli 80 e i 100 takfiri in tutto il paese, 600 in una sola cittadina é un risultato da record).

La vittoria di Qara fa il paio con quella precedente di Qusayr nel senso che priva i terroristi di un punto di accesso al flusso di armi e uomini provvisto dal Libano dalla coalizione filoimperialista '14 Marzo' e dai partiti e dai movimenti a essa soggetti; considerando che anche i rifornimenti da Nord, da parte turca, sono ormai interrotti, questo risultato potrebbe avere conseguenze decisive nelle prossime settimane.

Inoltre un convoglio di rifornimenti ai terroristi é stato intercettato e distrutto nella Provincia di Idlib mentre un nuovo tentativo di attacco alla Prigione di Aleppo é stato bloccato e respinto con gravi perdite ai terroristi nel corso delle ultime ore. 

domenica 6 ottobre 2013

Miliziani libici attaccano checkpoint dell'Esercito e massacrano quindici coscritti a Bani Walid!

Bani Walid, nella zona sirtica della Libia, é stata una delle località in cui i lealisti del regime di Gheddafi hanno tenuto duro più a lungo, arrivando persino a resistere per diverso tempo dopo la cattura e l'uccisione del fu leader della Jamarhiya, nulla di strano, quindi, che milizie revansciste continuino a girare nei suoi dintorni, come ha testimoniato, sanguinosamente, l'attentato di ieri a un posto di blocco dell'esercito regolare.

O per la sorpresa con cui l'attacco é stato condotto o per il basso livello di morale e addestramento di quella che dovrebbe essere la principale forza a difesa dello Stato e del Governo provvisorio sorto nel dopo-Gheddafi gli attaccanti sono riusciti a sterminare il complemento di truppe a guardia del blocco stradale lasciando sul terreno ben quindici cadaveri, apparentemente senza subire alcuna perdita.

Ancora una volta la Libia si dimostra ben lontana dall'aver chiuso i conti con il fazionalismo e il settarismo che sembrano mettere in pericolo le chance di una normalizzazione della sua vita civile e politica, perlomeno a breve termine.

domenica 1 settembre 2013

Mentre Obama farfuglia e tentenna l'Esercito di Assad continua a colpire a fondo i terroristi wahabiti!

Senza minimamente preoccuparsi dei segnali indecisi e contraddittori che arrivano dallo schieramento imperialista le forze armate nazionali siriane pressano serratamente i mercenari takfiri presenti nel paese non permettendo loro di beneficiare della 'calma' che Obama sperava di concedere loro minacciando Damasco e causando un temporaneo arresto delle operazioni; non solo ma, sentendo la propria patria in pericolo la popolazione civile siriana si stringe sempre più compatta attorno al suo Presidente e al Governo legittimo e le caserme si riempiono di volontari ansiosi di arruolarsi nelle truppe regolari o nelle milizie di difesa nazionale.

Proprio le milizie popolari che difendono Ras al-Ein, nel Governatorato di Damasco, hanno respinto un contingente di estremisti wahabiti che cercava di marciare sull'abitato, infliggendogli gravissime perdite e forzandolo ad abbandonare quasi tutte le armi e gli equipaggiamenti pesanti per potersi mettere in salvo con la fuga.

Operazioni antiterrorismo dell'Esercito hanno avuto luogo anche in altre zone del Governatorato portando all'eliminazione dei mercenari Ali al-Habbal, Tamim al-Iraki, Fidaa Daher, Saleh al-Mijbil, Hussam Matar, Abdul Razzaq Shelkani (capo degli Ahrar Jableh), Badeh Jahjah (capo degli Ahrar Binnesh), Ahmad al-Hafidi, Abu al-Ghaith e Abu al-Hajjaj.

lunedì 19 agosto 2013

L'Esercito di Assad continua a sgretolare un gruppo terrorista dietro l'altro, fallisce in toto la 'corsa al mare' dei wahabiti!

La Provincia di Latakia rimante salda come una roccia, sotto completo controllo delle forze governative siriane, con la popolazione schierata in massa a sostenere l'Esercito e a rifornire di uomini e risorse le milizie popolari anti-terrorismo che hanno tenuto testa al primo 'assalto' della fallita offensiva takfira verso il mare, che nei piani degli Emiri sauditi finanziatori di Al-Qaeda doveva costituire la 'rivincita' per le sconfitte di Qusayr, Talkalakh e Homs.

 Hambousheyah, Al-Ballouta e Sheikh Nabhan sono i nomi di tre villaggi che sono stati difesi con successo dalle forze di Assad da un tentativo terrorista di infiltrazione, inoltre l'Esercito ha ristabilito sicuri contatti con gli abitati di Shakouni e Abu Makkah che erano rimasti isolati per breve tempo.

Incontrando una delegazione mauritana in visita a Damasco il Presidente Bashir al-Assad ha dichiarato che le forze governative sono pronte, preparate e determinate a combattere il terrorismo fino al suo "completo sradicamento" dal territorio siriano.

giovedì 1 agosto 2013

Jean Qahwaji: "L'Esercito é fedele ai valori democratici e di convivenza su cui si basa la Repubblica Libanese!"

Il Generale Qahwaji, Comandante in Capo dell'Armee Libanaise ha dichiarato in una intervista rilasciata ieri che la forza da lui diretta non ha alcuna fedeltà o preferenza politica se non quella, istituzionale, di difendere i valori di Democrazia e Convivenza pacifica su cui si basa il Libano odierno ed é pronta ad affrontare chiunque voglia mettere in pericolo tali valori e l'autonomia e l'indipendenza dello Stato a prescindere da qualunque altra considerazione.

Qahwaji ha avuto il suo comando dell'Esercito esteso per 24 mesi per effetto di un Decreto speciale del Ministro della Difesa ad interim Fayez Ghosn, per evitare che le forze armate si trovassero senza leader in un momento in cui, a causa della perdurante Crisi di Governo, non esiste un'autorità civile in grado di nominare prontamente un suo successore.

mercoledì 31 luglio 2013

Obama ha sprecato dieci milioni di dollari cercando di corrompere ufficiali siriani perché disertassero!

Dieci milioni di dollari, anche in questo periodo di biglietto verde costituzionalmente debole sono comunque una cifra piuttosto imponente (più o meno sette milioni di Euro), ed é esattamente quanto sprecato dal Dipartimento di Stato americano (attraverso L’Ufficio Conflitti e Operazioni di Destabilizzazione) nel vano tentativo di convincere ufficiali dell'Esercito e della Polizia siriana a disertare dalle fila governative e passare dalla parte dei terroristi takfiri.

La spesa, autorizzata e supervisionata dall'occhialuto Rick Barton che vedete qui sopra ritratto in foto, non soltanto non ha raggiunto nemmeno parzialmente gli scopi previsti dall'amministrazione Usa, visto che pochissimi siriani si sono ribellati contro il Governo e tra essi una percentuale risibile fa parte delle forze armate o dell'ordine (la maggior parte dei pochi siriani datisi al terrorismo é costituita da estremisti sunniti già legati alla branca locale della Fratellanza Musulmana, già responsabile di una fallita rivolta armata nel 1982).

Inoltre, come già segnalato dalla nostra testata poco tempo fa, anche quei pochi cittadini siriani temporaneamente passati dalla parte dei takfiri, stanno rapidamente riconsiderando la loro scelta, da una parte disgustati dai crimini compiuti dai mercenari qaedisti contro la popolazione civile, in parte a seguito della catena di vittorie ottenute dalle forze regolari contro l'insorgenza wahabita.

giovedì 11 luglio 2013

"Nessuna tregua possibile coi cannibali takfiri servi dell'imperialismo sionista; con loro la lotta sarà fino allo sterminio dell'ultimo rimasto!"

Con l'inizio del sacro mese di Ramadan alcuni grassi emiri wahabiti sauditi e qatarioti avrebbero fatto pervenire al Governo di Damasco la richiesta di 'sospendere le ostilità" per il periodo di preghiera e digiuno, in maniera da poter meglio rifornire i loro scherani takfiri di armi, munizioni, gas nervini ed equipaggiamenti per autobombe così da farli meglio scatenare contro i civili una volta 'gabbato lo santo'.

La risposta dell'Esercito Arabo Siriano é stato un rinnovo delle operazioni antiterrorismo in tutti i Governatorati del paese, con l'uccisione di ulteriori dozzine di mercenari wahabiti e la distruzione di covi e rifugi. Come si può stabilire una 'tregua sacra' coi takfiri che spregiano nel loro meschino settarismo i più importanti comandamenti dell'Islam? Come si può concedere respiro ai mostri che hanno ucciso sceicchi e muftì sunniti opposti alle loro visioni allucinate da estremisti dell'ultima ora? (il wahabismo é una forma tribale saudita di sunnismo estremo inventata in Arabia Saudita nel 1700, come la falsa 'religione' bahai e altri culti americani come il mormonismo, i testimoni di geova e via dicendo). Come si può dare tregua ai cannibali che hanno usato gas asfissianti contro i civili?
Attorno alla città meridionale di Daraa le zone di Al-Balad, Al-Jumrok, Al-Naserieh e Al-Shajara hanno visto la totale rimozione di ogni elemento terrorista, così come A-Qariateen vicino a Homs dove i militari hanno sequestrato lanciarazzi e impianti satellitari per colpire la città ormai caduta totalmente in mano alle forze governative. Ancora una volta i morti si sono rivelati tutti stranieri: qatarioti, giordani, libici ed egiziani.

giovedì 4 luglio 2013

Cinque morti, dieci feriti tra Marsa Matruh e Alessandria: ora la repressione violenta si concentra sui sostenitori di Morsi!

Mentre una parte dell'Egitto festeggia e si rallegra per la deposizione e l'arresto più o meno velato del Presidente Mohammed Morsi (per il quale non proviamo alcuna simpatia ma che ricordiamo essere comunque stato regolarmente eletto con consultazioni democratiche) la parte di paese che ancora lo sostiene non esita a versare il proprio sangue protestando e contestando l'intrusione delle Forze Armate nella vita pubblica del Paese.

Sono riportati quattro morti e numerosi feriti nella piccola città costiera di Marsa Matruh, uccisi quando le forze di sicurezza hanno assaltato per riconquistarlo il quartier generale di polizia della cittadina, che era stato occupato da manifestanti legati all'Ikhwan musulmana, un altro morto, sempre tra i sostenitori del Presidente-eletto si sarebbe avuto ad Alessandria/Iskandriya.

Anche Aisut e Gharbiya sarebbero state luogo di violenti scontri tra forze dell'ordine e manifestanti pro-Morsi. Intanto é stato confermato che i militari intervenuti a deporre Mohammed Morsi avrebbero sospeso la Costituzione e nominato il Capo della Suprema Corte  Adli Mansour come Capo di Stato 'traghettatore' verso un nuovo processo elettorale che dovrebbe dotare (chissà quando) il Paese di un nuovo Parlamento e Presidente.

Tra tank per le strade e fuochi d'artificio in cielo si chiude il sipario sulla presidenza Mursi: modello turco-pachistano per l'Egitto?

Colonne di blindati e di cingolati hanno occupato tutti i punti e gli snodi strategici della capitale egiziana Il Cairo mentre gli elicotteri fin dal pomeriggio hanno preso a rombare nel cielo come enormi mosconi sopra strade e piazze ancora ingombre di folla, perlopiù plaudente all'intervento militare. Ancora una volta é stato l'Esercito egiziano l'ago della bilancia: due anni fa si rifiutò di intervenire per reprimere la protesta di Piazza Tahrir, suggellando la sconfitta del regime di Mubarak. Oggi, dopo un anno di presidenza Mursi e circa un anno e mezzo di supremazia politica dell'Ikhwan i Generali hanno imposto l'aut-aut al Presidente, letteralmente strappandogli la carica e licenziandolo.
Secondo voci di corridoio Morsi sarebbe guardato a vista e il blocco di visti e passaporti sarebbe stato emanato per 40 alti dirigenti della Fratellanza Musulmana che non possono più lasciare il paese. Sembra che le forze armate cerchino di occupare un ruolo simile a quello giocato in passato dai generali turchi e tuttora ricoperto da quelli pachistani: quello di 'guardiani' e sorveglianti dei poteri civili, per quanto regolarmente eletti, che possono deporre o togliere di mezzo a loro piacimento, come accaduto in Turchia fino a tutti gli anni '80 e in Pachistan ancora con l'ex-Premier Nawaz Sharif.

Per completare l'aria di golpe il canale TV dell'Ikhwan é stato oscurato e i suoi manager arrestati mentre il partito musulmano ortodosso "Al-Nour" (che pure aveva vinto quasi il 30 per cento dei consensi alle elezioni politiche) si é affrettato a fare atto di sottomissione ai Generali di Abdel al-Sisi.