Altro che i "bombardamenti americani" (che sono stati la miseria di quattro e che sono caduti ridicolmente fuori bersaglio, tanto che l'aviazione irakena si é lamentata che gli apparecchi Usa non facevano altro che intasarle i corridoi aerei necessari ai SUOI, molto più efficaci, attacchi al suolo); la recente, sfolgorante vittoria conseguita contro l'ISIS ad Amerli, Sulaiman Bek e Yankaja ha un "padre" tutto 'Made in Iran', proveniente per la precisione dal piccolo villaggio di Rabor, nella Provincia di Kerman. Il Generale dell'IRGC Qassem Soleimani!
Avevamo già detto come il 'padre' della Niruye-e-Qods si fosse immediatamente trasferito dalla Siria all'Irak quando la minaccia dell'ISIS esplose all'inizio dell'estate 2014; dopo aver contribuito decisivamente a rinsaldare le difese delle forze regolari irakene e fermare quindi le avanzate takfire Suleimani si é impegnato a supervisionare il reclutamento, l'equipaggiamento e l'addestramento di base delle nuove leve delle milizie sciite (Badr Militia, Mahdi Army, Hezbollah Irakeno) e, ora, le sta coordinando e guidando sul campo, evidentemente con risultati decisivi.
Non bisogna dare alcun credito alle menzogne dei media occidentali che parlano, appunto, di fantomatici 'bombardamenti usa' e di 'peshmerga curdi' (che come sciacalli seguono da distante i combattimenti e poi si gettano sui takfiri in ritirata o sulle case vuote per derubarli e saccheggiarle) come importanti nelle vittorie delle forze governative: queste vittorie sono a marca totale iraniana e sciita.
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giovedì 4 settembre 2014
Il Generale Qassem Soleimani, il 'Rommel Iraniano', era sul campo a coordinare l'avanzata su Amerli!!
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mercoledì 3 settembre 2014
Takfiri messi in rotta anche da Yankaja, le truppe irakene riaprono una strategica autostrada per il Nord del paese!!
Come avevamo previsto nel nostro articolo precedente é stata solo questione di tempo per la caduta di Yankaja in mano alle forze irakene, dopo la liberazione di Amerli e di Suleiman Bek. La nuova vittoria ancora una volta é completamente merito delle truppe regolari irakene, della Milizia Badr, dell'Esercito del Mahdi e dell'Hezbollah Irakeno; i cosiddetti 'peshmerga' curdi sono rimasti indietro, alcuni dicono troppo impegnati a saccheggiare le case che trovavano vuote.
Ma questo importa poco; gli analisti di Al-Manar già al momento della liberazione di Amerli avevano preconizzato che essa poteva dare il via a una serie di vittorie decisive per le forze di Bagdad e bisogna proprio dire che i risultati conseguiti a Suleiman Bek e ora a Yankaja sembrano dare loro totalmente ragione.
Inoltre una importante arteria autostradale che collega Bagdad col Nord del paese e con Mosul é stata completamente riaperta e strappata ai takfiri dell'ISIL; adesso sarà ancora più facile per le forze di Bagdad fare affluire al fronte armamenti ed equipaggiamenti pesanti, rifornimenti e munizioni, per far pesare nella lotta tutto il peso logistico che una banda di briganti tagliagole come i seguaci di Bagdadi non si può permettere di sostenere.
Ma questo importa poco; gli analisti di Al-Manar già al momento della liberazione di Amerli avevano preconizzato che essa poteva dare il via a una serie di vittorie decisive per le forze di Bagdad e bisogna proprio dire che i risultati conseguiti a Suleiman Bek e ora a Yankaja sembrano dare loro totalmente ragione.
Inoltre una importante arteria autostradale che collega Bagdad col Nord del paese e con Mosul é stata completamente riaperta e strappata ai takfiri dell'ISIL; adesso sarà ancora più facile per le forze di Bagdad fare affluire al fronte armamenti ed equipaggiamenti pesanti, rifornimenti e munizioni, per far pesare nella lotta tutto il peso logistico che una banda di briganti tagliagole come i seguaci di Bagdadi non si può permettere di sostenere.
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martedì 2 settembre 2014
Esercito irakeno e milizie sciite cacciano i takfiri da Suleiman Bek! Maliki: "L'Irak sarà la tomba dell'ISIS!"
Esattamente un giorno e mezzo dopo la liberazione della cittadina di Amerli anche il centro di Suleiman Bek, nella Provincia di Salahuddine, é stato raggiunto dalle forze dell'Esercito irakeno e delle milizie sciite che hanno messo in fuga i mercenari wahabiti dell'ISIS.
Suleiman Bek era già stata infestata dai terroristi molti mesi fa, nel corso della campagna destabilizzatice voluta dagli Usa e da Israele per tentare di impedire il regolare svolgimento delle elezioni politiche del 30 aprile, che invece si tennero con la totale vittoria dei partiti sciiti sgraditi a Washington e ai sionisti.
Ma anche in quell'occasione le forze irakene seppero mettere in fuga i cani takfiri.
Ed é per questo motivo (e non per altri) che Washington e Tel Aviv hanno inviato ancora più denaro e rinforzi ai mercenari wahabiti di Bagdadi per scatenare l'offensiva che a metà giugno ha portato alla conquista di Mosul e alla dichiarazione del ridicolo 'Califfato'.
Adesso le operazioni militari contro l'ISIS si sono spostate verso il villaggio di Yankaja e si conta che entro poche ore anche questo centro possa venire strappato al controllo dei burattini della CIA e del Mossad.
Intanto Nouri al-Maliki, premier uscente ma figura comunque di spicco del panorama politico irakeno ha dichiarato, visitando proprio le strade e i quartieri di Amerli e incontrando la popolazione che l'Irak si rivelerà la tomba dell'ISIS e questo non grazie agli interessati 'interventi' americani o europei, ma invece per l'incrollabile volontà del suo popolo a vivere unito, libero e autonomo, nel rispetto di tutte le differenze etniche e religiose.
Suleiman Bek era già stata infestata dai terroristi molti mesi fa, nel corso della campagna destabilizzatice voluta dagli Usa e da Israele per tentare di impedire il regolare svolgimento delle elezioni politiche del 30 aprile, che invece si tennero con la totale vittoria dei partiti sciiti sgraditi a Washington e ai sionisti.
Ma anche in quell'occasione le forze irakene seppero mettere in fuga i cani takfiri.
Ed é per questo motivo (e non per altri) che Washington e Tel Aviv hanno inviato ancora più denaro e rinforzi ai mercenari wahabiti di Bagdadi per scatenare l'offensiva che a metà giugno ha portato alla conquista di Mosul e alla dichiarazione del ridicolo 'Califfato'.
Adesso le operazioni militari contro l'ISIS si sono spostate verso il villaggio di Yankaja e si conta che entro poche ore anche questo centro possa venire strappato al controllo dei burattini della CIA e del Mossad.
Intanto Nouri al-Maliki, premier uscente ma figura comunque di spicco del panorama politico irakeno ha dichiarato, visitando proprio le strade e i quartieri di Amerli e incontrando la popolazione che l'Irak si rivelerà la tomba dell'ISIS e questo non grazie agli interessati 'interventi' americani o europei, ma invece per l'incrollabile volontà del suo popolo a vivere unito, libero e autonomo, nel rispetto di tutte le differenze etniche e religiose.
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sabato 22 febbraio 2014
La Provincia di Salahuddin pacificata dall'Esercito irakeno, almeno 150 i terroristi wahabiti eliminati!
Poco dopo l'annuncio del Ministro degli Esteri russo Lavrov in visita a Bagdad riguardo l'accelerazione delle consegne di armi russe alle forze armate del paese mesopotamico, l'Esercito irakeno ha annunciato di avere concluso col più vasto e profondo successo le proprie operazioni nella Provincia di Salahuddin, purgandola di ogni presenza di sediziosi armati.
Il responsabile Talib al-Bayati, parlando con l'Agence France Presse ha dichiarato che nel corso delle operazioni almeno centocinquanta estremisti takfiri collegati con l'ISIL, con l'intelligence saudita e coi sediziosi attivi oltre il confine con la Siria sono stati eliminati.
Purtroppo questo importante successo non é giunto senza un costo: alcune decine di operativi delle forze armate e di sicurezza si sono dovuti sacrificare nelle battaglie casa per casa a Suleiman Bek e nei villaggi circostanti, ma si spera che con il rapido afflusso dei rinforzi acquistati presso Mosca il bilancio di future operazioni antiterrore possa essere molto più lieve.
Il responsabile Talib al-Bayati, parlando con l'Agence France Presse ha dichiarato che nel corso delle operazioni almeno centocinquanta estremisti takfiri collegati con l'ISIL, con l'intelligence saudita e coi sediziosi attivi oltre il confine con la Siria sono stati eliminati.
Purtroppo questo importante successo non é giunto senza un costo: alcune decine di operativi delle forze armate e di sicurezza si sono dovuti sacrificare nelle battaglie casa per casa a Suleiman Bek e nei villaggi circostanti, ma si spera che con il rapido afflusso dei rinforzi acquistati presso Mosca il bilancio di future operazioni antiterrore possa essere molto più lieve.
sabato 15 febbraio 2014
Tank ed elicotteri irakeni respingono i militanti takfiri dai dintorni di Suleiman Bek, nel Nord dell'Irak!
La Provincia di Salahuddin, nel Nord della Mesopotamia, ha sostituito in questi ultimi due giorni il distretto occidentale di Anbar come centro dell'attività militare antiterrorismo voluta dal Governo di Nouri al-Maliki, quando forti distaccamenti di truppe, con mezzi corazzati e squadriglie di elicotteri, hanno iniziato a battere palmo a palmo la parte occidentale della cittadina di Suleiman Bek e di tre villaggi adiacenti, eliminando oltre una dozzina di estremisti wahabiti.
Talib Mohammed, sindaco di Suleiman Bek, ha dichiarato ai media che l'Esercito sta facendo buoni progressi, nonostante il fatto che i takfiri militanti dell'ISIL abbiano lasciato cecchini "pavoliniani" e trappole esplosive nelle case e negli edifici che hanno invano cercato di occupare negli ultimi due giorni.
La controffensiva dell'Esercito é scattata quando gli estremisti hanno cercato di attaccare il Municipio della cittadina e altri edifici pubblici, evidentemente nel disperato tentativo di distogliere la pressione delle forze armate contro i loro complici della Provincia di Anbar.
Talib Mohammed, sindaco di Suleiman Bek, ha dichiarato ai media che l'Esercito sta facendo buoni progressi, nonostante il fatto che i takfiri militanti dell'ISIL abbiano lasciato cecchini "pavoliniani" e trappole esplosive nelle case e negli edifici che hanno invano cercato di occupare negli ultimi due giorni.
La controffensiva dell'Esercito é scattata quando gli estremisti hanno cercato di attaccare il Municipio della cittadina e altri edifici pubblici, evidentemente nel disperato tentativo di distogliere la pressione delle forze armate contro i loro complici della Provincia di Anbar.
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