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venerdì 26 ottobre 2018
Il Patriarca cristiano ortodosso di Palestina denuncia che gli 'evangelici' non hanno NULLA di 'cristiano'!
Come sapete molto bene il vostro amabile e pacato caporedattore ha idee molto chiare e precise sul 'protestantesimo'.
Fa piacere notare che esse vengono condivise e dichiarate anche da una delle massime autorità religiose cristiane di Palestina.
Un importante sacerdote cristiano arabo palestinese afferma che i 'cristiani evangelici' che sostengono l'occupazione ebraica non sono affatto cristiani.
Il Patriarca greco ortodosso di Gerusalemme Teofilo III (Hanna) di Sebastia, noto anche come Atallah Hanna, ha una lunga storia di lotta all'arroganza sionista e imperialista.
sabato 23 giugno 2018
Il reuccio ascemita Abdallah fa da "paraninfo" per gli 'incontri segreti' tra il delfino pazzo saudita MbS e Benji Netanyahu!
La "storia d'amore" tra sionismo talmudico razzista ed eresia takfira wahabita si fa sempre più torrida e sempre più aperta, un vero e proprio "Scandalo al Sole"!
O quasi, visto che per 'consumare' i loro incontri Benji Netanyahu e il Principe Mohammed bin Salman hanno un "Uomo dello Schermo" (vabbé, un ometto, ok) nella real persona di Abdallah di Giordania.
O quasi, visto che per 'consumare' i loro incontri Benji Netanyahu e il Principe Mohammed bin Salman hanno un "Uomo dello Schermo" (vabbé, un ometto, ok) nella real persona di Abdallah di Giordania.
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domenica 20 settembre 2015
Milano antisionista e anti-imperialista manifesta contro la presenza di Tel Aviv all'Expo!
Nonostante l'attenzione del burattino sionista Renzi (che prende ordini da Yoram Gutgeld, sionista con doppio passaporto e unica lealtà, quella al regime ebraico) non é stato un bell'Expo 2015 per Tel Aviv, che nonostante tutti i suoi sforzi non é riuscita col suo ridicolo padiglione a far dimenticare la sua natura di stato razzista e genocida, ultimo regime di Apartheid rimasto sulla Terra.
Per rimarcare a pochi giorni dalla conclusione della kermesse milanese il loro rifiuto incondizionato all'occupazione della terra palestinese centinaia di anti-imperialisti e antisionisti milanesi e non hanno marciato ieri pomeriggio scandendo slogan contro Tel Aviv, Netanyahu, la presenza 'a sei punte' all'Expo e anche contro il collaborazionista Mahmud Abbas arrivato ieri nel capoluogo lombardo.
Per rimarcare a pochi giorni dalla conclusione della kermesse milanese il loro rifiuto incondizionato all'occupazione della terra palestinese centinaia di anti-imperialisti e antisionisti milanesi e non hanno marciato ieri pomeriggio scandendo slogan contro Tel Aviv, Netanyahu, la presenza 'a sei punte' all'Expo e anche contro il collaborazionista Mahmud Abbas arrivato ieri nel capoluogo lombardo.
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giovedì 2 ottobre 2014
Claudio Moffa, perseguitato in Italia per le sue idee, trova a Teheran vasto e attento pubblico per la sua ultima opera!
Riprendiamo e diffondiamo molto volentieri dalle pagine di IRIB Radio Italia, testata che tante volte ci omaggia con la sua attenzione e la sua ospitalità.
Dinanzi ad un folto gruppo di partecipanti della conferenza internazionale "New Horizon" – intellettuali, pensatori e giornalisti provenienti da diversi Paesi – ed in presenza della stampa iraniana e' stato presentato mercoledì primo ottobre a Teheran il libro "Il potere della lobby pro-israeliana in Italia", ultima opera del docente italiano Claudio Moffa.
Il libro, pubblicato in lingua persiana in 170 pagine e 11 capitoli e tradotto dal dottor Davood Abbasi, analizza il percorso storico che ha portato, secondo l'autore, a rendere la lobby pro-israeliana una delle più influenti in Italia e ad influire in maniera significativa sulle sorti della nazione italiana, almeno in alcuni tratti della storia d'Italia. Il metodo usato da Moffa, docente dell'Università di Teramo, nella preparazione del testo, e' stato quello di basarsi solo su notizie certe, articoli di stampa, dichiarazioni ufficiali e documentazioni alla portata di tutti, questione che ha suscitato l'elogio degli studiosi presenti.
Applausi sono stati destinati al professor Moffa soprattutto per aver sottolineato, come anche nel suo libro, che il Sionismo e' assolutamente un qualcosa da considerare a parte rispetto all'illuminante religione ebraica che, al contrario del Sionismo, merita assoluto rispetto. E' degno di nota che sempre durante la sua visita in Iran, il professor Moffa ha tenuto una conferenza all'Università di Teheran, tra le più importanti dell'Iran, per quanto riguarda "la libertà di istruzione e di insegnamento universitario in Italia".
Dinanzi ad un folto gruppo di partecipanti della conferenza internazionale "New Horizon" – intellettuali, pensatori e giornalisti provenienti da diversi Paesi – ed in presenza della stampa iraniana e' stato presentato mercoledì primo ottobre a Teheran il libro "Il potere della lobby pro-israeliana in Italia", ultima opera del docente italiano Claudio Moffa.
Il libro, pubblicato in lingua persiana in 170 pagine e 11 capitoli e tradotto dal dottor Davood Abbasi, analizza il percorso storico che ha portato, secondo l'autore, a rendere la lobby pro-israeliana una delle più influenti in Italia e ad influire in maniera significativa sulle sorti della nazione italiana, almeno in alcuni tratti della storia d'Italia. Il metodo usato da Moffa, docente dell'Università di Teramo, nella preparazione del testo, e' stato quello di basarsi solo su notizie certe, articoli di stampa, dichiarazioni ufficiali e documentazioni alla portata di tutti, questione che ha suscitato l'elogio degli studiosi presenti.
Applausi sono stati destinati al professor Moffa soprattutto per aver sottolineato, come anche nel suo libro, che il Sionismo e' assolutamente un qualcosa da considerare a parte rispetto all'illuminante religione ebraica che, al contrario del Sionismo, merita assoluto rispetto. E' degno di nota che sempre durante la sua visita in Iran, il professor Moffa ha tenuto una conferenza all'Università di Teheran, tra le più importanti dell'Iran, per quanto riguarda "la libertà di istruzione e di insegnamento universitario in Italia".
martedì 25 dicembre 2012
E' Natale! Auguri! Come regalo Palaestina Felix contribuisce a sputtanare un po' di "palle di natale" del sionista Mentana e soci!!
Alcune cose si evincono comunque, inconfutabilmente, dalle sequenze video appena osservate: 1) – che non si è trattato, come vorrebbe farci credere il coro di asini raglianti dei media italiani, di un “bombardamento aereo”, ma di un’esplosione a terra, causata con tutta probabilità dalle bande terroristiche armate stesse, forse in guerra tra loro per questioni di potere e spartizione del bottino; a) – il buco a terra è troppo piccolo per attribuirlo ad una bomba lanciata da un MIG b) – le uniche macerie sono quelle del parapetto del balconcino sovrastante, ma muri della casa e balcone stesso sono integri, cosa impossibile se una bomba di un MIG fosse caduta proprio in quel punto, mentre i cadaveri sparsi intorno sono plausibili con un’esplosione a livello terra, causata da una bomba esplosa accidentalmente o con un timer dai “terroristi delle bande concorrenti sul territorio” c) - se tutto ciò non è stato causato intenzionalmente da una delle bande di jihadisti che si stanno scannando tra loro come cani rabbiosi su un’osso, qualche “genio” presente sul luogo ha pensato bene di sfruttare questi “martiri” per montare questo fake-video. 2) – che i morti sono forse una ventina e non trecento, e soprattutto che sono quasi tutti uomini in divisa, mentre di corpi dilaniati di donne e bambini, come dice la RAI, almeno in questo video non ce ne fanno vedere; ed è strano, perchè se giungono a mettere artificiosamente una piadina per dare risalto alla storia della “panetteria” operativa (con piadine farcite di dinamite…), se ci fossero corpi di bambini e donne ce li avrebbero sbattuti in faccia in bella vista; ed invece, se avete fatto caso, anche tra i feriti a terra molti sono armati, con mitra a tracolla e divisa. 3) – che non c’è presenza di pane a parte la piadina messa sulla pozza di sangue dagli stessi terroristi che hanno maldestramente confezionato il video per servirlo agli accidiosi ed incompetenti media italiani ~ Solo questo dovrebbe bastare a smentire quest’ennesima truffa mediatica, montata da al-Arabia, su regia e montaggio al-qaedista, per i clienti consumatori delle testate stampa occidentali. È lo stesso schema di al-Houla, ripetuto cambiando un po’ la trama, ma con stessa regia e morale: criminale e falsa. I Media italiani, come l’AIDS, se li conosci li eviti, e soprattutto non credi ad una parola di quello che dicono
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martedì 20 novembre 2012
Da Dublino a Parigi a Kobenhaven l'Europa che lavora e che soffre si stringe vicino al ghetto di Gaza con pietas e solidarietà!
Esiste una 'europa' che detestiamo: é l'europa dei burocrati di Bruxelles, dei parassiti stipendiati da Goldman Sachs, l'europa senza volto e senza anima dei Prodi, della Fornero, del Club Bilderberg, delle sanguisughe della finanza e del grande capitale, l'europa apolide amica di Wall Street e del Pentagono, l'europa che liscia il pelo a israhell e alla sua lobby venefica e corruttrice. Esiste poi un'Europa che amiamo: l'Europa dei popoli e delle Culture, l'Europa dei Baschi, dei Bretoni, dei Catalani e degli Irlandesi, dei lavoratori, degli operai e dei contadini, delle Tradizioni e delle Fedi, l'Europa che produce Lavoro, Arte, Sentimenti e Passioni.
In blocco l'Europa che odiamo e che vogliamo vedere distrutta si é schierata con gli assassini sionazisti e il loro ultimo "pogrom" genocida contro Gaza; altrettanto in blocco l'Europa che amiamo si é mobilitata per recare un messaggio di cordoglio, pietà e solidarietà umana al ghetto palestinese ieri assediato economicamente, oggi martirizzato militarmente. Nelle piazze di Dublino, davanti all'Opera Garnier parigina e davanti all'ambasciata sionazista a Copenhagen i sostenitori della Causa palestinese si sono dati appuntamento per far vedere di non avere timore a schierarsi dalla parte giusta.
A Copenhagen, una breve sassaiola e un lancio di bengala e di altri fuochi d'artificio ha raggiunto l'edificio occupato dai sionazisti, giusto per far provare loro "in piccolo" le stesse emozioni che i loro complici nella Palestina occupata sperimentano quando un Fajr o un Grad della Resistenza fischia sopra Ashkelon o Tel Aviv. I manifestanti, prima di abbandonare i dintorni dell'edificio hanno lasciato in vernice rossa la scritta "Børne Killers" (Macellai di Bambini).
In blocco l'Europa che odiamo e che vogliamo vedere distrutta si é schierata con gli assassini sionazisti e il loro ultimo "pogrom" genocida contro Gaza; altrettanto in blocco l'Europa che amiamo si é mobilitata per recare un messaggio di cordoglio, pietà e solidarietà umana al ghetto palestinese ieri assediato economicamente, oggi martirizzato militarmente. Nelle piazze di Dublino, davanti all'Opera Garnier parigina e davanti all'ambasciata sionazista a Copenhagen i sostenitori della Causa palestinese si sono dati appuntamento per far vedere di non avere timore a schierarsi dalla parte giusta.
A Copenhagen, una breve sassaiola e un lancio di bengala e di altri fuochi d'artificio ha raggiunto l'edificio occupato dai sionazisti, giusto per far provare loro "in piccolo" le stesse emozioni che i loro complici nella Palestina occupata sperimentano quando un Fajr o un Grad della Resistenza fischia sopra Ashkelon o Tel Aviv. I manifestanti, prima di abbandonare i dintorni dell'edificio hanno lasciato in vernice rossa la scritta "Børne Killers" (Macellai di Bambini).
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mercoledì 5 settembre 2012
Gli studenti dell'Università sudafricana di Witwatersrand dichiarano "guerra" al regime ebraico con un severissimo piano di boicottaggio!
Incoraggiati dalla crescente consapevolezza riguardo ai crimini e agli abusi perpetrati dall'Apartheid sionista i giovani studenti dell'Università sudafricana di Witwatersrand hanno deciso di prendere il coraggio a due mani e lanciare un'aperta e serratissima campagna per il totale boicottaggio accademico del regime ebraico, che dovrà coinvolgere docenti, discenti e autorità accademiche.
L'Ateneo sudafricano imita quello di Johannesburg che con una simile iniziativa l'anno scorso recise tutti i suoi legami con l'Università 'Ben Gurion' dell'entità sionista di occupazione della Palestina. Il Sudafrica ai tempi del regime razzista di Pretoria era un ottimo alleato di Tel Aviv, da cui comprava jet, carri armati e tecnologie nucleari. Dopo la caduta del regime dell'Apartheid il paese si é spostato sempre più nel campo filo-palestinese, organizzando campagne di sensibilizzazione, boicottaggi economici e numerose carovane d'aiuti per Gaza.
L'Ateneo sudafricano imita quello di Johannesburg che con una simile iniziativa l'anno scorso recise tutti i suoi legami con l'Università 'Ben Gurion' dell'entità sionista di occupazione della Palestina. Il Sudafrica ai tempi del regime razzista di Pretoria era un ottimo alleato di Tel Aviv, da cui comprava jet, carri armati e tecnologie nucleari. Dopo la caduta del regime dell'Apartheid il paese si é spostato sempre più nel campo filo-palestinese, organizzando campagne di sensibilizzazione, boicottaggi economici e numerose carovane d'aiuti per Gaza.
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mercoledì 22 agosto 2012
"Boicotta! Disinvesti!! Saziona!!!" La 'United Church of Canada' approva la mozione di boicottaggio dei prodotti dell'Apartheid sionista!
Come ci eravamo augurati la settimana scorsa la 'United Church of Canada, principale denominazione protestante del grande paese nordamericano ha approvato la mozione di boicottaggio di tutti i prodotti delle colonie ebraiche illegali in Cisgiordania. Ci sono volute sette ore di dibattito, ma alla fine i Ministri protestanti non sono venuti meno alle richieste e alle aspettative dei loro fedeli che già più volte avevano chiesto una presa di posizione chiara contro l'Apartheid sionista.
Non sono servite le accuse dei sicofanti di israhell, le minacce della 'Lobby a Sei Punte', la mancanza di spina dorsale del Partito di Governo, azzerbinato sulle più viete e vergognose posizioni filosioniste. La 'United Church of Canada' inviterà presto tutti i suoi fedeli a fare attenzione nei loro acquisti: niente fanghi e creme 'rigeneranti' rubate al Mar Morto, niente frutta coltivata con l'acqua sottratta ai pozzi e alle falde palestinesi, il danno economico per il regime ebraico di occupazione sarà ingente visto che oltre un milione di canadesi si aderiscono alla Chiesa e molti di più pur non ufficialmente affiliati pure si riconoscono nelle sue posizioni,
La Chiesa Unita Canadese si distingue fin dagli anni '30 per le sue avanzate posizioni sociali: riconoscendo che lo sforzo evangelico non vada mirato sugli individui ma sulla società essa si é impegnata in battaglie di Verità e Dignità per i Diritti del Lavoratori, contro la Guerra del Vietnam, contro la Corsa agli Armamenti e contro l'Apartheid razzista sudafricano. Logico che oggi combatta anche quello sionista.
Non sono servite le accuse dei sicofanti di israhell, le minacce della 'Lobby a Sei Punte', la mancanza di spina dorsale del Partito di Governo, azzerbinato sulle più viete e vergognose posizioni filosioniste. La 'United Church of Canada' inviterà presto tutti i suoi fedeli a fare attenzione nei loro acquisti: niente fanghi e creme 'rigeneranti' rubate al Mar Morto, niente frutta coltivata con l'acqua sottratta ai pozzi e alle falde palestinesi, il danno economico per il regime ebraico di occupazione sarà ingente visto che oltre un milione di canadesi si aderiscono alla Chiesa e molti di più pur non ufficialmente affiliati pure si riconoscono nelle sue posizioni,
La Chiesa Unita Canadese si distingue fin dagli anni '30 per le sue avanzate posizioni sociali: riconoscendo che lo sforzo evangelico non vada mirato sugli individui ma sulla società essa si é impegnata in battaglie di Verità e Dignità per i Diritti del Lavoratori, contro la Guerra del Vietnam, contro la Corsa agli Armamenti e contro l'Apartheid razzista sudafricano. Logico che oggi combatta anche quello sionista.
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sabato 18 agosto 2012
La principale chiesa protestante canadese si prepara a boicottare i prodotti israeliani delle colonie illegali!
Un passo molto importante per l'isolamento internazionale e il danneggiamento economico del regime ebraico di occupazione della Palestina sta per venire compiuto in Canada dove la più grande Chiesa protestante del paese la "United Church of Canada" (che ha oltre un milione di aderenti) ha già votato preliminarmente l'adozione di un protocollo per il boicottaggio dei prodotti sionisti provenienti dalla Cisgiordania Occupata. Quando questo sarà definitivamente ratificato (si spera nel corso della settimana ventura) la Chiesa chiederà ufficialmente a tutti i suoi aderenti di "Evitare accuratamente ogni genere di prodotto proveniente dalla Cisgiordania Occupata".
Ovviamente questo é solo un primo passo: speriamo che i Ministri, i Pastori e i fedeli della United Church si rendano ben conto la Palestina é stata invasa e occupata nel suo complesso e che non basta un segno per terra (di qua Cisgiordania, di là il "presunto israele") a fare alcuna differenza, i coloni assassini e violenti si trovano in Cisgiordania, ma i politicanti che li proteggono e li foraggiano sono a Tel Aviv...chi vuole colpire i primi deve prima colpire i secondi, in maniera da fare 'terra bruciata' attorno ai "settlers" e ai loro orribili tumori di cemento con praticello all'inglese e piscina piena d'acqua rubata ai pozzi palestinesi.
Ovviamente i sodali e i complici degli assassini sionisti della Lobby a Sei Punte canadese si sono messi a geremiadare e a strapparsi le vesti e battersi il petto come i sepolcri imbiancati che sono, dal sinedrio sionista canadese si sono levati i soliti piagnistei a base di 'antisemitismo' e 'olocau$to' con gran fragore e clangore come se la Chiesa protestante canadese stesse progettando forni crematori o camere a gas.
Un tale lobbista di nome Avi Benlolo (foto sopra a sinistra) é arrivato a formulare contro la United Church le più fantastiche accuse, cui il portavoce della stessa Bruce Gregersen (foto a destra) ha tersamente risposto: "Chiunque voglia vedere antisemitismo o ostilità contro gli Ebrei in questa nostra scelta é in malafede; noi siamo contro i coloni estremisti e la politica di occupazione israeliana e chiunque abbia speso solo pochi minuti a informarsi sulla situazione in Cisgiordania può facilmente capire il perché".
Ovviamente questo é solo un primo passo: speriamo che i Ministri, i Pastori e i fedeli della United Church si rendano ben conto la Palestina é stata invasa e occupata nel suo complesso e che non basta un segno per terra (di qua Cisgiordania, di là il "presunto israele") a fare alcuna differenza, i coloni assassini e violenti si trovano in Cisgiordania, ma i politicanti che li proteggono e li foraggiano sono a Tel Aviv...chi vuole colpire i primi deve prima colpire i secondi, in maniera da fare 'terra bruciata' attorno ai "settlers" e ai loro orribili tumori di cemento con praticello all'inglese e piscina piena d'acqua rubata ai pozzi palestinesi.
Ovviamente i sodali e i complici degli assassini sionisti della Lobby a Sei Punte canadese si sono messi a geremiadare e a strapparsi le vesti e battersi il petto come i sepolcri imbiancati che sono, dal sinedrio sionista canadese si sono levati i soliti piagnistei a base di 'antisemitismo' e 'olocau$to' con gran fragore e clangore come se la Chiesa protestante canadese stesse progettando forni crematori o camere a gas.
Un tale lobbista di nome Avi Benlolo (foto sopra a sinistra) é arrivato a formulare contro la United Church le più fantastiche accuse, cui il portavoce della stessa Bruce Gregersen (foto a destra) ha tersamente risposto: "Chiunque voglia vedere antisemitismo o ostilità contro gli Ebrei in questa nostra scelta é in malafede; noi siamo contro i coloni estremisti e la politica di occupazione israeliana e chiunque abbia speso solo pochi minuti a informarsi sulla situazione in Cisgiordania può facilmente capire il perché".
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mercoledì 20 giugno 2012
La "Culona" ancora all'opera: dopo aver regalato sommergibili atomici ai Sionisti vuol vendere 'panzer' ai tiranni sauditi!
Angela Merkel continua a dimostrarsi il leader politico europeo più pericoloso e irresponsabile del momento e, dopo avere stupidamente messo in mano allo Stato-canaglia ebraico sottomarini in grado di venire armati con missili atomici (in modo da moltiplicare dozzine di volte la pericolosità dell'arsenale nucleare illegale di Tel Aviv) la "culona inchiavabile" (come genialmente la definì l'Ex-primo ministro italiano Silvio Berlusconi) continua a trescare coi senili e corrotti emiri sauditi per mettere in mano loro "panzer" tedeschi di ultima generazione.
Non soltanto Dama Merkel vorrebbe dare all'ultima monarchia assoluta rimasta sulla terra accesso alla tecnologia bellica tedesca, nonostante questo paese sia impegnato in repressioni antidemocratiche interne ed esterne e contribuisca attivamente a sostenere il terrorismo dei mercenari di Al-Qaeda in Siria, ma, incurante delle proteste di leader politici, civili e religiosi che tale progetto va suscitando da mesi, starebbe preparando un contratto "monstre" non da 200 "Leopard 2A7", ma da 600 o addirittura 800 carri armati!

La notizia sarebbe stata confermata dal "Bild am Sonntag", tabloid espressione della più retriva e ignorante stampa tedesca conservatrice, da sempre schieratissimo a favore della 'culona'. Con la situazione politica in Arabia Saudita sempre più instabile e vicina ad esplodere (per le continue proteste della minoranza sciita, la disintegrazione dell'ultimo gruppo di eredi diretti rimasti al trono di Riyadh e il crescere di movimenti di protesta antimonarchici anche nell'Ovest del paese) la possibilità che i 'panzer' tedeschi molto presto possano rendersi protagonisti di stragi e carneficine di civili é molto probabile, ma credete che importi qualcosa di ciò a Madama Merkel?
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domenica 13 maggio 2012
Incontro tra il Responsabile Esteri di Hamas e Saeed Jalil a Teheran!
Il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale della Repubblica Islamica dell'Iran ha dichiarato, nel corso di un incontro con il dignitario di Hamas incaricato delle relazioni internazionali del Movimento che la popolazione europea e statunitense é "stufa" di pagare il salato prezzo imposto dalle loro cricche governanti per l'acritico sostegno all'entità sionista di occupazione della Palestina.
"Oggi gli Europei e gli Americani stanno sfidando i loro Governi che sostengono sempre e comunque il regime ebraico per compiacere una piccola ma ricchissima e influentissima cricca di filosionisti; ma gli Stati dovrebbero essere espressione della volontà popolare, non di quella di lobby mosse da interessi esterni e motivi ulteriori", ha dichiarato Saeed Jalili nel corso della sua conferenza stampa congiunta con Mohamed Awad, tenutasi ieri nella capitali iraniana.
Jalili ha aggiunto che oggi il regime ebraico dell'apartheid si trova in una posizione "estremamente debole e precaria, probabilmente non é mai stato tanto isolato e impopolare in nessun momento della sua Storia, nemmeno durante le due Intifade, la guerra contro il Libano del 2006 e l'Operazione Piombo Fuso del 2008-2009". Awad, da parte sua, ha presentato al collega iraniano un rapporto sui progressi nella ricostruzione di Gaza, ancora piagata dalle distruzioni di tre anni fa a causa dell'illegale strangolamento economico sionista.
"Oggi gli Europei e gli Americani stanno sfidando i loro Governi che sostengono sempre e comunque il regime ebraico per compiacere una piccola ma ricchissima e influentissima cricca di filosionisti; ma gli Stati dovrebbero essere espressione della volontà popolare, non di quella di lobby mosse da interessi esterni e motivi ulteriori", ha dichiarato Saeed Jalili nel corso della sua conferenza stampa congiunta con Mohamed Awad, tenutasi ieri nella capitali iraniana.
Jalili ha aggiunto che oggi il regime ebraico dell'apartheid si trova in una posizione "estremamente debole e precaria, probabilmente non é mai stato tanto isolato e impopolare in nessun momento della sua Storia, nemmeno durante le due Intifade, la guerra contro il Libano del 2006 e l'Operazione Piombo Fuso del 2008-2009". Awad, da parte sua, ha presentato al collega iraniano un rapporto sui progressi nella ricostruzione di Gaza, ancora piagata dalle distruzioni di tre anni fa a causa dell'illegale strangolamento economico sionista.
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sabato 5 maggio 2012
La Jihad Islamica si prepara a "tagliare i tentacoli della piovra sionista" a partire da Eilat!
Il Movimento per la Jihad Islamica in Palestina, storica formazione della Resistenza contro l'occupazione sionista e la persecuzione del Popolo di Palestina ha da sempre riconosciuto la necessità di combattere l'entità ebraica di occupazione non solo 'sul campo', con azioni armate, o sul piano politico, ma anche su quello intellettuale, diffondendo la conoscenza degli scopi, degli schemi, dei complotti dei generali e politici di Tel Aviv e della potente lobby internazionale che li sostiene e porta avanti in tutto il mondo, prima di tutto e specialmente nell'Occidente superficiale e corrotto, i loro interessi.
Nell'ambito di questa 'guerra delle idee' che può portare tanti importanti risultati come (e forse anche più) della 'guerra delle armi' e di quella politica, l'organizzazione ha da poco dato alle stampe un saggio dal titolo "Umm Rashrash: Vita e Morte per l'Occupazione", agile volume di 159 pagine nelle quali tuttavia, con mirabile sintesi, si spiega e si articola la vitale importanza che la cittadini di Umm Rashrash (Eilat nella lingua dell'invasione sionista) rivesta nei piani di Tel Aviv contro l'Africa e i paesi musulmani di quel continente.
Situata in fondo allo stesso profondo seno di mare sul quale si affaccia Aqaba nella propaganda ebraica Umm Rashrash/Eilat viene raffigurata come una specie di Riccione sionista, tutta palmeti, promenade, bagni di mare e balere e invece essa costituisce in realtà il 'trampolino' da cui Sion lancia i suoi tentacoli verso la Somalia, il Sudan, il Kenya, il Sud Sudan, l'Uganda e tutti quegli altri paesi nei quali nel corso degli ultimi anni abbiamo denunciato traffici di armi, destabilizzazione, uso di droni per spionaggio e assassinio, tutte attività volte a destabilizzare i paesi musulmani africani e a portare avanti l'agenda delle multinazionali occidentali (molte a guida sionista) e dell'imperialismo più becero e rapace.
Intuendo ciò i coraggiosi fedayeen della Resistenza lanciarono la loro operazione contro i militari sionisti proprio a Umm Rashrash la scorsa estate e, quando blateravano di 'vittime civili' i corifei dell'Hasbara nascondevano dietro le loro menzogne i piani sionisti contro l'Africa, magari senza neppure saperlo! Chi combatte contro Sion oggi lo fa per tutto il Terzo Mondo, non solo per la Palestina, anche se la Palestina ovviamente é esposta più direttamente alle minacce e alle offese di quel regime. Leggere il volume della Jihad Islamica significa armarsi di conoscenza, la stessa conoscenza che la propaganda israeliana vorrebbe tenere distante dalle masse, soprattutto quelle anestetizzate e obnubilate dell'opinione pubblica occidentale.
Nell'ambito di questa 'guerra delle idee' che può portare tanti importanti risultati come (e forse anche più) della 'guerra delle armi' e di quella politica, l'organizzazione ha da poco dato alle stampe un saggio dal titolo "Umm Rashrash: Vita e Morte per l'Occupazione", agile volume di 159 pagine nelle quali tuttavia, con mirabile sintesi, si spiega e si articola la vitale importanza che la cittadini di Umm Rashrash (Eilat nella lingua dell'invasione sionista) rivesta nei piani di Tel Aviv contro l'Africa e i paesi musulmani di quel continente.
Situata in fondo allo stesso profondo seno di mare sul quale si affaccia Aqaba nella propaganda ebraica Umm Rashrash/Eilat viene raffigurata come una specie di Riccione sionista, tutta palmeti, promenade, bagni di mare e balere e invece essa costituisce in realtà il 'trampolino' da cui Sion lancia i suoi tentacoli verso la Somalia, il Sudan, il Kenya, il Sud Sudan, l'Uganda e tutti quegli altri paesi nei quali nel corso degli ultimi anni abbiamo denunciato traffici di armi, destabilizzazione, uso di droni per spionaggio e assassinio, tutte attività volte a destabilizzare i paesi musulmani africani e a portare avanti l'agenda delle multinazionali occidentali (molte a guida sionista) e dell'imperialismo più becero e rapace.
Intuendo ciò i coraggiosi fedayeen della Resistenza lanciarono la loro operazione contro i militari sionisti proprio a Umm Rashrash la scorsa estate e, quando blateravano di 'vittime civili' i corifei dell'Hasbara nascondevano dietro le loro menzogne i piani sionisti contro l'Africa, magari senza neppure saperlo! Chi combatte contro Sion oggi lo fa per tutto il Terzo Mondo, non solo per la Palestina, anche se la Palestina ovviamente é esposta più direttamente alle minacce e alle offese di quel regime. Leggere il volume della Jihad Islamica significa armarsi di conoscenza, la stessa conoscenza che la propaganda israeliana vorrebbe tenere distante dalle masse, soprattutto quelle anestetizzate e obnubilate dell'opinione pubblica occidentale.
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lunedì 30 aprile 2012
La "California Scholars for Academic Freedom" protegge i diritti dei docenti universitari perseguitati dalla potentissima lobby filosionista!
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Uno dei motivi per cui la requisitoria anti-israeliana di Guenter Grass ha mandato su tutte le furie i sionisti é che costoro non hanno modo di colpirlo direttamente, visto che la sua posizione come icona culturale mondiale é inattaccabile. |
Tutti abbiamo presente come Helen Thomas, pietra angolare del giornalismo politico Usa e "perenne corrispondente" dalla sala stampa di Washington DC, licenziata in tronco per avere "osato" affermare che gli Ebrei in Palestina sono degli invasori e degli occupanti (equivalente a strillare che il Re è nudo), tutti sappiamo come Norman Finkelstein, Ebreo e figlio di sopravvissuti alla Shoah, sia stato licenziato dalla DePaul University per aver firmato il suo seminale saggio "L'Industria dell'Olocausto - Storia dello Sfruttamento della Sofferenza degli Ebrei". Similmente a lui Joe Kovel ha perso la sua posizione al Bard College per avere scritto "Superare il Sionismo". Non esiste libertà intellettuale negli Usa, College e Università vivono di donazioni e quindi sono schiavi del denaro e chi controlla più denaro in America della Lobby che tira le fila di Hollywood e Wall Street?
Per erigere una barricata di fronte al Behemoth sionista, da poco più di un anno cento cattedratici di venti college e università californiane si sono uniti nell'associazione "California Scholars for Academic Freedom" si pone fin dal suo messaggio di intenti il proposito di "Difendere dagli attacchi politicamente motivati gli studiosi e i ricercatori di origine araba, musulmana o mediorientale e quanti si occupano di tematiche inerenti il Medio Oriente e la storia e la cultura delle comunità arabe e musulmane". Auguriamo loro ogni successo: che la libertà dell'Idea possa sempre prevalere sulla codarda tirannia dell'Oro e del Potere!
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mercoledì 18 aprile 2012
L'artiglieria di Khartoum elimina 22 miliziani sud-sudanesi presso Meiram!
Un preciso ed efficace bombardamento con obici e mortai di grosso calibro ha distrutto un contingente di miliziani sud-sudanesi presso la cittadina di confine di Meiram, nella contestata regione del Sud Kordofan, ultimamente al centro di un fallito tentativo di 'fait accompli' del regime di Giuba che ha scatenato una piena e pronta risposta militare di Khartoum, nell'ambito della quale bisogna annoverare questo avvenimento.
Secondo quanto rivelato dai portavoce dell'Esercito sudanese un distaccamento delle milizie terroriste sostenute dal dittatore di Juba Salva Kiir si stava avvicinando al fiume che lambisce Meiram e che funge da confine tra il Sudan e la sua porzione meridionale strappata alla madrepatria con il fasullo 'referendum' della scorsa estate, evidentemente con l'intenzione di raccogliere acqua da portare al loro accampamento, ma i controllori dell'artiglieria del Nord non hanno lasciato loro scampo, investendoli in pieno con una piogga di proiettili che ha lasciato sul terreno 22 cadaveri.
Gli scontri tra Sud-Sudan e Nord, iniziati per un 'gioco d'azzardo' del 'cowboy' Kiir, che evidentemente fidava troppo nel sostegno americano e israeliano alla sua politica avventurista assomigliano sempre più a uno stato di effettiva guerra guerreggiata, rimarcata dal fatto che recentemente il Parlamento di Khartoum abbia dichiarato ufficialmente il regime del Sud 'nemico ufficiale' dello Stato, prendendo pubblicamente l'impegno a combatterlo fino a che 'Il Governo di Kiir e del suo SPLM non venga rovesciato e distrutto'.
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lunedì 16 aprile 2012
Inizia il processo di riunificazione del Sudan? Il Parlamento di Khartoum dichiara: "Regime di Juba é nostro nemico, lo combatteremo fino alla sua caduta!"
Finalmente le decisioni coraggiose che sarebbero state necessarie già diversi anni addietro, per rispondere a tono alla campagna di fangosa propaganda degli imbecilli alla George Clooney, dei Colin Powell, mentitore seriale prima sull'Irak poi sul Sud-Sudan, delle Condoleeza Rice, meretrice degl interessi imperialistici a stelle e strisce, stanno finalmente informando la condotta del Governo di Khartoum rispetto al regime-canaglia insediato surrettiziamente da Washington e Tel Aviv sulla parte meridionale del paese, strappata al Nord con un referendum-truffa la scorsa estate.
Il Parlamento sudanese, con un voto all'unanimità vibrante di patriottismo e di giusto sdegno ha passato nella mattina di oggi una risoluzione con la quale si indica senza mezzi termini l'entità guidata a Juba dal 'cowboy' Salva Kiir come "Nemico dello Stato sudanese e di tutte le sue agenzie, che, a partire dalle forze armate, la tratteranno di conseguenza"; il Presidente del Parlamento di Khartoum Ahmed Ibrahim el-Tahir (foto sopra) ha chiesto ufficialmente che Kiir e il suo Governo vengano rovesciati dalle forze del Sudan.
"Ci scontreremo con Kiir e il suo SPLM -il gruppo di terroristi finanziati e foraggiati da America e Sion- fino a che porremo fine al loro controllo del Sudan Meridionale, impiegando a questo scopo tutti i mezzi e le risorse necessarie", ha dichiarato El-Tahir. La tensione tra Il Sudan e le sue province meridionali é stata portata al punto di non ritorno dalla pretesa di queste ultime di annettersi 'manu militari' il Sud Kordofan con la provincia di Heglig, una delle poche zone petrolifere rimaste in mano a Khartoum dopo l'iniqua partizione caldeggiata da Obama e Netanyahu.
Questo evento ha precipitato il collasso di ogni tentativo negoziale pur generosamente perseguito dalla diplomazia del Nord e una pronta e schiacciante risposta militare che ha del tutto scompaginato le raccogliticce forze del Sud nel territorio occupato a tradimento.
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domenica 15 aprile 2012
Con Sarkozy fuori dall'Eliseo la lobby filosionista europea perderà una pedina fondamentale nelle sue trame!
Spesso le circostanze richiedono posizioni coraggiose; "Palaestina Felix" non ha mai avuto paura di fare affermazioni 'scomode' o che potevano parere 'azzardate', salvo vedersi in ogni singola occasione vendicata dagli eventi, quindi, anche in questo caso teniamo fede alla nostra 'tradizione' dicendo che, secondo tutti gli indicatori disponibili in questo momento, Nicholas Sarkozy si sta avviando a perdere le prossime elezioni presidenziali francesi e, dopo un solo termine come capo dell'Eliseo, dovrebbe venire sostituito da François Hollande.
I sondaggi sono impietosi, mai nel corso delle passate tornate elettorali per la Presidenza un candidato con un gap così ampio rispetto al suo avversario é riuscito a spuntarla ai seggi, a sei mesi dall'elezione. Se la nostra previsione sarà confermata dai fatti e il mezzo Ebreo-ungherese Sarkozy dovrà fare le valige la sua uscita di scena avrà significativi impatti sulla politica estera francese, specialmente riguardo al Medio Oriente. Non scordiamo che Sarkozy era il 'cavallo di razza' di quella pattuglia di politici di Destra ma filosionisti che all'inizio degli anni '80 vennero attivamente sostenuti dal Mossad e dalla lobby filoisraeliana francese per 'correggere' l'anomalia che vedeva la Francia unico paese europeo con uno schieramento politico conservatore attivamente filoarabo (a causa degli 'sgarbi' fatti a De Gaulle da Tel Aviv).
Sarkozy e il suo Ministro degli Esteri Juppé hanno adottato una linea di totale chiusura al dialogo e di scontro inevitabile con il Governo di Assad e con Hezbollah e l'Alleanza 8 marzo, appiattendosi sulle posizioni dei loro sostenitori israeliani e sionisti, causando a Parigi quello che probabilmente é stato il più grave imbarazzo di politica estera della storia recente, quando sia Siria che, indirettamente, Libano hanno resistito alle loro pressioni evitando di farsi trascinare nel caos della guerra civile (come Sarkò e Juppé speravano), permettendo quindi a Cina e Russia di 'mettersi di traverso' ai piani occidentali per un intervento NATO. Un cambio della guardia all'Eliseo, che vedesse nuovo presidente Hollande, darebbe nuovo spazio di manovra a Parigi visto che il candidato socialista non si é mai compromesso con la Armata Brancaleone degli 'oppositori' siriani, né ha mai chiesto ad Assad di dimettersi.
I sondaggi sono impietosi, mai nel corso delle passate tornate elettorali per la Presidenza un candidato con un gap così ampio rispetto al suo avversario é riuscito a spuntarla ai seggi, a sei mesi dall'elezione. Se la nostra previsione sarà confermata dai fatti e il mezzo Ebreo-ungherese Sarkozy dovrà fare le valige la sua uscita di scena avrà significativi impatti sulla politica estera francese, specialmente riguardo al Medio Oriente. Non scordiamo che Sarkozy era il 'cavallo di razza' di quella pattuglia di politici di Destra ma filosionisti che all'inizio degli anni '80 vennero attivamente sostenuti dal Mossad e dalla lobby filoisraeliana francese per 'correggere' l'anomalia che vedeva la Francia unico paese europeo con uno schieramento politico conservatore attivamente filoarabo (a causa degli 'sgarbi' fatti a De Gaulle da Tel Aviv).
Sarkozy e il suo Ministro degli Esteri Juppé hanno adottato una linea di totale chiusura al dialogo e di scontro inevitabile con il Governo di Assad e con Hezbollah e l'Alleanza 8 marzo, appiattendosi sulle posizioni dei loro sostenitori israeliani e sionisti, causando a Parigi quello che probabilmente é stato il più grave imbarazzo di politica estera della storia recente, quando sia Siria che, indirettamente, Libano hanno resistito alle loro pressioni evitando di farsi trascinare nel caos della guerra civile (come Sarkò e Juppé speravano), permettendo quindi a Cina e Russia di 'mettersi di traverso' ai piani occidentali per un intervento NATO. Un cambio della guardia all'Eliseo, che vedesse nuovo presidente Hollande, darebbe nuovo spazio di manovra a Parigi visto che il candidato socialista non si é mai compromesso con la Armata Brancaleone degli 'oppositori' siriani, né ha mai chiesto ad Assad di dimettersi.
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venerdì 6 aprile 2012
Nuovo imbarazzo per la corte-canguro incaricata di implicare Hezbollah nell'omicidio Hariri: anche il Presidente capisce che é un organo illegittimo!
Che succede quando un'organismo giuridico si rende conto, da sé stesso, seguendo la lettera del Diritto, le consuetudini e i precedenti, della sua stessa illegittimità? E' il caso del cosiddetto 'Tribunale Speciale per il Libano', corte-canguro voluta da Usa e Israele per ficcare il naso nelle questioni politiche del Paese dei Cedri, creata dopo l'assassinio di Rafic Hariri da parte del Mossad (che utilizzò all'uopo un drone senza pilota armato con un missile sperimentale tedesco fornito dalla compiacente Frau Merkel) e, nello specifico di accusare prima la Siria di aver voluto l'omicidio (pretesa bizzarra perché l'uomo d'affari ed ex-Premier si stava proprio riavvicinando velocemente a Damasco poco prima di venire assassinato) e, quando quella pista venne smentita, di puntare il dito contro Hezbollah.
Disconosciuto e avversato da tutti i Libanesi amanti dell'autonomia e dell'indipendenza del loro paese il 'Tribunale Speciale' (che ci piace considerare 'speciale' nello stesso modo in cui lo sono i mongoloidi) é passato attraverso varie peripezie, ultima in ordine di tempo quella legata alla mai troppo festeggiata dipartita del suo vergognoso Presidente Antonio Cassese, burattino di Washington e Tel Aviv, e il suo nuovo capo, David Baragwanath, ha messo poco tempo a capire, aiutato dalle considerazioni del capo della Difesa François Roux in testa a che razza di caravanserraglio sia stato messo.
Roux infatti ha fatto notare che, essendo stato istituito su richiesta e pressioni di Stati (Usa, Francia, Israele) diversi da quello dove é stato commesso il crimine i cui colpevoli dovrebbe individuare e giudicare il tribunale é essenzialmente un'agenzia incaricata da questi di interferire con la politica interna di uno paese sovrano e in quanto tale incostituzionale e illegittimo. Baragwanath si é salvato "in corner" citando il suo ruolo di presidenza e il contemporaneo scranno da lui occupato nella commissione appelli del Tribunale per significare la sua impossibilità a esprimere un giudizio sulle dichiarazioni di Roux. A parte che citando lo statuto del Tribunale Baragwanath ha confuso l'articolo 10 con il 12 quando ha detto che quest'ultimo lo obbliga a esprimere posizioni che rappresentano l'opinione ufficiale della Corte é evidente che le giustificazioni addotte non sono altro che artifici retorici e che lo stesso Presidente, terrorizzato dalla giustezza dei rilievi di Roux, teme il momento in cui, come l'imperatore nudo, tutta l'arbitrarietà e l'arroganza su cui, come su sabbia, sono state poste le fondazioni dell'STL verranno riconosciute come tali e l'intera arzigogolata e sghemba impalcatura del Tribunale Speciale rovinerà, fragorosamente, al suolo.
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giovedì 23 febbraio 2012
La Merkel consegna agli Stranamore sionisti un altro sommergibile capace di portare bombe atomiche: ma ci é o ci fa?
Che Angela Merkel non sia esattamente popolare in Europa lo si evince dagli appellativi che la cancelliera tedesca si é guadagnata ai quattro angoli del continente; siccome non ci piace abbandonarci al turpiloquio e i nomignoli che le si danno, specialmente dalle parti di Atene, scadono molto rapidamente in quella che in lingua d'Attica si dice "porné graphein" ne citiamo solamente un paio: "salsicciaia più snella che intelligente" e "culona inchiavabile", sono fra i più gentili, e pensiamo con ciò di aver detto tutto.
Eppure anche questi non sembrano adatti a descrivere una persona che é in grado, apparentemente senza rimorsi o evidenti patemi d'animo, di regalare a un regime razzista attivamente impegnato nella persecuzione di un intero popolo, che si compiace di possedere il più grande arsenale nucleare non dichiarato del mondo, che non vuole sottoscrivere il Trattato di Nonproliferazione Nucleare e che per innumerevoli volte ha attaccato militarmente a tradimento paesi vicini e circonvicini una nave da guerra capace di montare a bordo bombe atomiche!
Si tratta, come già detto, del sommergibile 'Dolphin', che amplifica ed estende la minaccia atomica a Sei Punte ben oltre il raggio dei missili balistici a corta gittata (copiati da modelli americani regalati da Zio Sam su pressione della lobby sionista di AIPAC e simili), il cui quarto esemplare entrerà presto in linea nella flotta di Tel Aviv. Ancora una volta si vede chi, in Medio Oriente, attenta alla pace e alla stabilità e chi, invece, come la Siria, l'Iran, Hezbollah e gli altri movimenti di Resistenza, si premunisce solo per poter rispondere a tono alle minacce degli Stranamore dell'occupazione.
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sabato 11 febbraio 2012
Cartoline di "civiltà occidentale" dall'Afghanistan!
Senza commento, lasciamo ogni considerazione al nostro pubblico.
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venerdì 10 febbraio 2012
Atallah Hanna denuncia: "Tour operator sionisti attraggono cristiani e li sottopongono al lavaggio del cervello con propaganda filoisraeliana!"
Atallah Hannah, Arcivescovo di Sebastia, ha condannato la campagna di falsificazione e inganno guidata dalle organizzazioni sioniste e sostenute dalla loro lobby internazionale che attraggono turisti dai paesi occidentali per "visitare la terra santa" e poi li sottopongono a un diluvio di propaganda filoisraeliana, volta a giustificare l'occupazione sionista della Palestina e banalizzare l'Olocausto della Nakba e il regime di Apartheid imposto ai legittimi abitanti della regione.
Hannah ha invitato i capi delle confessioni cristiane presenti in Terrasanta ad affrontare seriamente questo fenomeno, spiegare i fatti e condannare la falsificazione storica a fini politici e commerciali e il 'giustificazionismo' dei tour operator israeliani che si rivolgono a clientela cristiana.
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Questa locandina sionista ha l'impudenza di indicare la Cupola della Roccia come "attrattiva di israele!" |
"Vi sono organizzazioni sioniste, sponsorizzate dalla lobby filoisraeliana Usa e da certi settori dei partiti politici, che cercano di falsificare i fatti storici riguardanti i luoghi sacri, specialmente a Betlemme e Gerusalemme", ha spiegato l'Arcivescovo, indicando come esempio un filmato proiettato e diffuso tra i turisti cristiani dai tour operator sionisti che, oltre a stravolgere la Storia e la toponomastica della regione, promuove luoghi di visita totalmente fasulli come il "Parco dei Re" a spese di autentici siti archeologici, artistici e religiosi intimamente legati alla Storia della Palestina.
Hannah ha sottolineato la serietà della questione e la necessità di contrastare tali iniziative con uno sforzo teso a promuovere la verità storica e religiosa.
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