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mercoledì 19 ottobre 2011

Abu Obeida: "Liberazione di mille prigionieri é una vittoria epica nella Lotta per la Liberazione della Palestina!"


In una recente dichiaraziine il leader delle formazioni armate di Hamas Abu Obeida ha dichiarato che lui e i suoi uomini non avranno pace o riposo "fino a quando le carceri dell'occupazione non saranno vuote e deserte dalla presenza di prigionieri palestinesi".

Commentando la liberazione dei detenuti politici scambiati con Gilad Schalit Obeida ha dichiarato: "Un capitolo della Lotta per la Liberazione sta venendo consegnato alla Storia; la sia natura di vittoria epica ci lusinga, ma siamo comunque ansiosi di scriverne molti altri".


In un forte e deciso messaggio rivolto ai cittadini del regime ebraico Obeida dichiara che i loro dirigenti si sono rifiutati di liberare alcuni prigionieri detenuti da lungo tempo e afflitti da gravi malattie; questa scelta disumana avrà delle conseguenze.

Le Brigate Qassam si fanno vanto di aver trattato con umanità e giustizia Gilad Schalit durante tutti i cinque anni della sua prigionia, mentre al contrario il regime sionista ha infierito nei confronti dei detenuti palestinesi con incuria, torture e altre angherie, senza che nessuna nazione occidentale levasse la sua voce contro questi trattamenti disumani.
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martedì 4 ottobre 2011

Inizia a Ramallah uno sciopero della fame di solidarietà con i prigionieri politici palestinesi rinchiusi nelle galere sioniste!


Ci raggiunge ora la notizia che durante una manifestazione a Ramallah, città della Cisgiordania occupata, attivisti e rappresentanti del Comitato dei Prigionieri Politici Palestinesi e della Campagna per la Liberazione di Ahmad Sadaat (il Segretario Generale del PFLP tenuto in isolamento solitario da oltre due anni nelle galere dell'Entità sionista) hanno iniziato uno sciopero della fame a oltranza in solidarietà con quei carcerati per reati politici che nelle galere israeliane stanno mettendo in atto le stesse modalità di lotta passiva.

Le famiglie dei prigionieri politici e le organizzazioni della società civile palestinese hanno indetto la manifestazione per chiedere alle Organizzazioni umanitarie internazionali di esercitare tutte le pressioni possibili sul regime ebraico per costringerlo a rispettare gli standard minimi dei Diritti umani riconosciuti ai prigionieri in carcere; standard che ora come ora sono quotidianamente e grossolanamente violati.

200 prigionieri politici del PFLP sono in sciopero della fame a oltranza, mentre altre centinaia e centinaia (di Hamas, Jihad Islamica, Brigate Al-Aqsa, DFLP, PFLP Comando Generale) si sono uniti a loro, per ora, con un termine di sette giorni. Le autorità carcerarie sioniste hanno iniziato un programma di sistematica vessazione nei confronti degli scioperanti, separandoli dai loro compagni di prigionia, negando loro visite di familiari e legali, confiscando le loro proprietà, ma senza riuscire a fiaccare la loro determinazione.
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Cinquemila detenuti politici palestinesi rinunciano al cibo, mentre il regime ebraico incrementa le brutalità contro di loro!

Molte bandiere, un unico obiettivo: una Palestina libera dall'occupazione sionista.

Sono oltre cinquemila, su un totale di otto, i prigionieri politici palestinesi rinchiusi nelle galere israeliane che hanno aderito alla campagna di rifiuto del cibo lanciata la scorsa settimana per protestare contro gli abusi delle autorità carcerarie del regime dell'Apartheid e contro l'isolamento solitario inflitto da oltre due anni al leader del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Ahmad Sadaat.

All'appello hanno risposto in massa non solo i militanti del PFLP, tra i quali l'adesione alla protesta tocca, comprensibilmente punte del 95-100% ma anche membri del FDLP, del FPLP-GC, e anche di Hamas, della Jihad Islamica, delle Brigate di Al-Aqsa: nazionalisti, comunisti, rivoluzionari, laici, religiosi, intellettuali, dirigenti e militanti; lo sciopero della fame é massiccio e trasversale e ha talmente spaventato i caporioni dell'occupazione ebraica da convincerli a mobilitare le loro squadre di sgherri più vili e crudeli, le cosiddette "unità speciali" Metzada e Nahshon che si sono scatenate ieri mattina contro la prigione di Nafha.

Coperti da un blackout appositamente indotto e saturando i bracci delle celle con gas asfissiante e urticante gli "eroici" componenti delle unità speciali ebraiche si sono abbandonati a un'orgia di violenza e sopraffazione a cui i detenuti, fiaccati dalle precedenti angherie e indeboliti anche dalla loro stessa forma di protesta non violenta, non hanno chiaramente potuto opporre resistenza.

Intanto nella mattinata di oggi il Movimento musulmano di Resistenza, Hamas, ha annunciato una serie di adunate, manifestazioni, sit-in e altre iniziative in tutta la Striscia di Gaza, per aiutare la consapevolezza e la partecipazione all'eroica opera di protesta dei prigionieri politici, alcuni dei quali, come Akram Mansour, hanno già iniziato a soffrire dei peggiori effetti collaterali dell'inedia. Il detenuto palestinese malato di cancro al cervello ha cominciato infatti a scivolare in coma.
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